BALLE DI NATALE

dicembre 14, 2014

Se ne leggono di divertenti, a proposito del bilancio del comune e degli alberi di Natale. Francamente siamo davvero cadendo nel ridicolo, che non ci fa ridere solo perché pensiamo all’alberello spelacchiato della città in declino, piantato in Piazza Grande. Viene una profonda tristezza solo a pensare a cosa succede in altre città di analoga dimensione in questo periodo e come davvero e non a chiacchiere si cerca di rilanciare economia, occupazione, turismo ed un  po’ di fiducia nel futuro. E non penso solo alla Salerno di De Luca, ma il paragone è per me ovviamente familiare. Eppure eravamo avviati su quella strada, anzi la insegnavamo a giro per l’Italia, anche lì. Altri tempi. Oggi non ci rimane che la disputa da impiegati di banca, con tutto il rispetto, su come si conteggiano i debiti di questa o quella società. Magari dimenticandosene qualcuna per strada, ma cosa volete che sia.Eppure i giornali se ne sono molto occupati, anche tra loro qualche amnesia di troppo. ma è Natale ed un piccolo regalo non si nega a nessuno.

Aspetto la conclusione di questo serrato e dotto confronto, per una valutazione ed un commento. A ciascuno le sue balle ed i suoi pastori davanti alla capanna. Eppure basterebbe rileggersi gli atti del Consiglio Comunale in occasione della approvazione dei bilanci del mandato appenda scaduto, per capire che avevamo capito, eccome. Anche durante le audizioni in  Commissione dei presidenti emeriti delle società su cui si butta il pallone in fallo. SPIL e non solo.

Cose dette e ridette, con finti sordi plaudenti e votanti. Naturalmente i nuovi arrivati ci sono arrivati un po’ per caso e quindi dovranno trovare l’esperto giusto. Ma non ci vuole poi molto, magari per spiegarci a tutti, errori ed omissioni di quanto ci tocca leggere. Ci ritorneremo, eccome.


UNA COSA DIVERSA , FORSE.

dicembre 8, 2014

La previstissima modesta affluenza alle primarie cittadine del PD, per eleggere il segretario, conferma che la nuova fase politica, quella dopo la catastrofe degli ultimi anni , è assai difficile da aprire. Naturalmente c’è da augurarsi che qualche novità avvenga davvero. Dopo le correnti personali che hanno caratterizzato, fin dalla sua nascita, il PD livornese e che, per quello che mi riguarda, mi indussero a non  iscrivermi.  Confronti va bene, ma quelli sulla appartenenza a questa o quella correntina era cosa troppo piccola e troppo diversa dalla politica che aveva guidato la città per tanti anni ed a cui avevo dato il mio contributo.

Il declino di Livorno, che ci ha visti critici ed all’opposizione per un intero mandato. era evidente e fanno davvero ridere quelli che se ne accorgono adesso caricandolo sulle spalle del buon Nogarin. Vedremo subito se è cambiato qualcosa ed il sacrificio dei pochi livornesi che sono andati a votare è valso a qualcosa. Le regionali, le nomine sul porto  e via dicendo.

A parte quelli che scodinzolano sempre intorno al capo di turno ed agli strapuntini possibili, ci sono sempre valide persone , fuori e dentro il PD. Potrebbe essere una cosa diversa, vedremo. Livorno non ne può più davvero, saranno esausti anche molti di quei duemila coraggiosi


SCORCIATOIE IMPOSSIBILI

dicembre 4, 2014

Come era facile prevedere, alla fine il fatto che il Consiglio Comunale di Livorno venga considerato una suppellettile secondaria nel processo decisionale che riguarda il territorio amministrato, va a sbattere in  qualche ostacolo e non  da poco.

Considerare l’approvazione di un a variante urbanistica come quella relativa al porto, che tra l’altro nulla avrebbe impedito di completare nel precedente mandato, come un mero atto burocratico, rappresenta una soluzione peggiore del male temuto.

Il confronto serrato e costruttivo tra regione e città è essenziale, qualunque sia il punto di vista. Non ci sono scorciatoie possibili, nemmeno commissariando il comune ed il consiglio. Occorre politica e buona politica. Quella che avrebbe consentito di evitare un suicidio come quello compiuto alle amministrative, quella che serve oggi per riaprire scenari in cui Livorno non  resti isolata, magari con la surroga di qualche piccolo comune limitrofo. Tutti dovrebbero far prevalere l’interesse della città, rispetto a piccoli o grandi giochi di bottega. Livorno sta declinando per quesito e non da ora. Per ridare dignità alla città ed una qualche speranza di ripresa, non servono scorciatoie  . Nemmeno quello costruite assai bene con un supporto mediatico invidiabile. Alla fine ci si sbatte il naso. Come si vede.  Vanno commissariati i comuni invasi dal malaffare, gli altri vanno difesi con la buona politica e tutelati nelle loro prerogative, chiunque li rappresenti. Una situazione inedita, in una città che nei suoi momenti migliori dettava l’agenda ed i tempi agli altri livelli istituzionali. Parlando proprio di urbanistica e piani strutturali, basta rileggersi qualche carta. Ma nei tempi degli slogan e delle battute su fb la vedo una impresa  complicata.

 


LA RABBIA DI LIVORNO

novembre 25, 2014

Da quel che leggiamo a Livorno sembra proprio il peggio non abbia fine. Una intesa possibile su AAMPS con i lavoratori, salta all’ultimo memento e francamente sem,bra di capire che non ci voleva poi molto a tenere in piedi un tavolo fino alla definizione dell’intesa. Mentre impazza il comune Collesalvetti/Livorno, forse una scorciatoia per superare un grave deficit politico e di rappresentanza del capoluogo. Una scorciatoia assai evidente, al di là di contenuti programmatici condivisibili e noti da decenni. Si pensi che abbiamo fatto il nostro Piano Strutturale in grande sinergia formale e sostanziale con l’allora sindaco di Colle, oppure alle vicende della CMF ed al ruolo di SPIL, così come alle piattaforme di area vasta concordate con istituzioni e sindacati, ma l’elenco sarebbe lungo. Solo per dire che è evidente il senso politico di quello che si sta facendo di Livorno. Commissariati da Roma o da Firenze è già un segnale chiaro, da Colle , al di là della valore delle persone e di diatribe interne in cui non entro, è ancora un passo avanti. Anche se, a proposito di confronti interni, non mi sembra che dare spiegazioni sul proprio percorso lavorativo e sul legame tra attività privata e pubblica sia mai superfluo.

Per chi ha svolto, come tanti, il mestiere di sindaco rinunciando e danneggiando la propria carriera professionale, senza mai farne una questione, verrebbe da dire di seguire l’esempio di tanti amministratori prestigiosi ed autorevoli che questa città ha espresso. Tutto qui. La storia cittadina, luci ed ombre , non si cancella e chi ne vorrebbe interpretare l’anima vera, a parte gli strapuntini, non perda la pazienza e spieghi ogni particolare. Semplice, semplice, come ci avevano insegnato a fare i nostri maestri in un grande partito, potrei ricordare episodi importanti e noti, ma credo non ne valga la pena . A proposito di rabbia di Livorno e di come siamo ridotti.

 

 


OCCASIONI DA NON PERDERE

novembre 19, 2014

L’intesa che si potrebbe raggiungere a Firenze per trovare una via condivisa per rilanciare Livorno potrebbe essere davvero una occasione per ripartire. Certamente sotto la guida della Regione e recuperando ritardi di anni perduti. A chi si accanisce contro Nogarin per chiedergli conto di perché non concluda l’iter della variante anticipatrice al piano strutturale, si potrebbe chiedere semplicemente cosa impediva di chiudere quella partita prima della fine del precedente mandato? Una domanda semplice con un a risposta semplice, bastava avviarsi solo con qualche mese di anticipo,  che farebbe capire ancor meglio a quei pochi che non l’hanno capito perché Nogarin è diventato sindaco. E poi punto ed a capo , irresponsabili su tutto,  mentre qualcuno e noi tra questi spiegava che non si poteva azzerare tutto, almeno sul porto, non si capiva il senso. Cose semplici ed ovvie, che tutti abbiamo capito, ma che non possono essere cancellate se si vuole trarre dal declino livornese e dalle sue cause il giusto insegnamento. Rossi ci mette la sua abituale concretezza, e meno male. Nogarin dovrebbe, e concordo, allargare il campo delle intese da raggiungere, restituendo un ruolo a questa città, da protagonista. Che non vuol , dire isolamento, ma l’esatto opposto. Come è sempre successo quando si ragionava di area vasta dando a ciascuno il suo ruolo, a partire dalla città capoluogo ( i termini non sono casuali )  e non facendoci commissariale da nessuno. Ma erano altre storie, ormai siamo arrivati a questo punto, questo è. Un declino annunciato e forse irreversibile. Sperando che Rossi faccia il miracolo. vedremo.


COMMISSARI A LIVORNO

novembre 15, 2014

La situazione declinante di Livorno, che denunciamo da anni qui ed altrove, porta ad immaginare situazioni sempre più ardite. Quella del commissariamento del porto e della città, da parte della regione, è una conseguenza pratica di quello che sta succedendo da anni. Sui pareri urbanistici del Consiglio Comunale e sulle nomine alla guida della AP alla fine ci troveremo di fronte a pacchetti regionali da accettare, senza se e senza ma. A parte il fatto che può anche essere,  visto che sono un estimatore di Rossi non  da ora, che questa modalità sia il male minore, resta il fatto di una città che viene ridotta ai minimi termini. Anzi viene riconosciuto formalmente che è ridotta ai minimi termini. E qui poco conta la maglietta di chi ricopre un ruolo, pro tempore, di rappresentanza. Esiste la dignità di una città e le sue prerogative sancite dalla Costituzione Repubblicana.  Ci vorrebbe la politica, quella seria e che non fa solo giochini per gli strapuntini. Ci vorrebbero personalità autorevoli a tutti i livelli e capaci di farsi ascoltare e rispettare. Qualcuno che sia capace di andare oltre una battutina ed un selfie. Ma non si vedono segnali in merito, anzi e nell’attesa ci commissariano. Inevitabile e come dargli torto.

 


CONFUSIONE INCONCLUDENTE ED IRRESPONSABILE

novembre 11, 2014

Sono molte le scadenze che si intrecciano a Livorno, in una fase politica ed amministrativa di confusione totale e di assoluta inconcludenza. Presidente della Regione da riconfermare o meno, nuovo Consiglio Regionale, ma anche un nuovo presidente della Autorità Portuale da trovare, con terne da presentare entro limiti di tempo in scadenza e  definiti per legge, nuovo segretario del PD territoriale e nuovo segretario del PD cittadino, scadenze del PRG portuale , scadenze sulle partecipate, scadenze sul bilancio comunale, decisioni sulla sanità. Insomma, non credo assolutamente  ci sia una città capoluogo italiana in un simile stato. Certo che ci sono responsabilità precise e sono anche facili da ricordare.  Nella confusione totale, ci si mette pure quella in cui versano vicende giudiziarie grottesche, come quella della presunta associazione a delinquere di tutta la città, non si capisce per fare o non fare cosa a proposito di riparazioni navali e porta a mare. Una storia surreale, in cui non si capisce bene da dove si è partiti e per arrivare dove. Capiremo meglio il 24 prossimo, in Tribunale. A me interessa più che altro il dato politico, che è quello di anni perduti su fronti che potevano produrre occasioni di investimenti e di occupazione, che non ci sono stati. Anni perduti di cui abbiamo scritto e detto in tutti i modi, inascoltati da un conformismo opportunista ed alla fine suicida.  Ritardi sui  quali, per citarne alcuni,  non si può mettere riparo negli ultimi giorni di un  mandato in scadenza, come quello di Gallanti. Un mandato segnato da una inconcludenza che porterà, con tutta probabilità, a sostituirlo. Perderemo un turista per caso, ma ce ne faremo una ragione. E qui entriamo nel campo vastissimo di aspiranti veri e presunti, peggio che le previsioni per il prossimo Presidente della Repubblica. Non ci facciamo mancare nulla. Livorno è ridotta proprio male, e non ci consola certo averlo previsto ed annunciato in anni di opposizione civica, puntuale e documentata. Davvero un quadro desolante, in cui le iniziative della nuova amministrazione comunale , frutto di questo declino, mi sembra si muovano a tentoni e senza che si capisca dove si voglia andare a parare. Tanto per non andare lontano,  a proposito delle partecipate e delle scelte urbanistiche per il porto , rese ancor più attuali proprio dalle  indagini giudiziarie , quelle emerse e quelle che magari non lo sono ancora, chissà magari ce ne sarà anche qualche altra su altri argomenti da noi spesso segnalati, specchio paradossale di una città portata a questo punto di confusione inconcludente ed irresponsabile, in ogni angolo della sua vita politica ed istituzionale.