Il restauro delle Terme della Salute

gennaio 17, 2008

Forse qualche riflessione la meriterebbe la vicenda delle Terme della Salute. Non per entrare nel merito di responsabilità che non riguardano questo spazio di discussione, ma per la conferma della titolarità di salvaguardia di un bene tutelato, scritta negli atti, da parte del proprietario.

Cosa ovvia, un pò meno se è vero che si stava avviando un percorso che trasferiva questa responsabilità all’ente pubblico, seppure all’interno di un sistema convenzionale. Mi sembra una vicenda assai discutibile, ripeto, sul piano politico amministrativo. Tale comunque da meritare riflessioni serene, ma approfondite e rigorose.

Gianfranco Lamberti

P.S.
Riflessioni corrette quelle di Paolo De Angelis (vedi il commento qui sotto, Ndr). Del resto, comunque vada, la conferma nelle carte del rinvio a giudizio dell’obbligo alla manutenzione e restauro da parte del proprietario, è il punto chiave, che a questo punto non può essere considerato secondario da chi ha una potestà deliberativa ed ha deliberato di sostituire il proprietario in questo obbligo. Un itinerario avviato su una strada assai ardua ed approssimativa. Era evidente dall’inizio, ma forse occorreva un pò di esperienza e di attenzione in più.


Il passaggio del “gobbo nero”. di G. Lamberti

dicembre 31, 2007

(Rispondendo a Paolo De Angelis)

E’ una vicenda sconcertante. Se lei signor De Angelis avrà la cortesia di leggere i nostri primi interventi vedrà che avevamo segnalato subito un impianto assolutamente incongruo.
Quanto alla Sovraintendenza, una cosa sono i piani urbanistici, anche se per me assai discutibili, altra cosa lo stato del manufatto e le responsabilità sulla sua manutenzione, visto che si tratta di un bene sottoposto a specifica normativa di tutela, quindi di competenza della stessa Sovraintendenza.

Piero Bottoni, questa volta, evita di prendersela con le precedenti amministrazioni comunali, come ha fatto in una precedente intervista, senza che io ne capissi il motivo, ma ho avuto modo di parlargliene personalmente. Anche perchè al momento in cui ho passato la mano i proprietari di quel bene non erano loro, bensì erano quelli che lo possedevano da anni ed anni, ossia la Coca Cola. Vi erano interessamenti, ma a tutti non facevamo che indicare le regole fissate dal PRG, senza supporre alcun tipo di variante urbanistica, nè di convenzioni che mettessero in secondo piano il recupero rispetto alle edificazioni di abitazioni.
Il vero punto è lì. Poi, se l’acquisto è stato cauto od incauto non so dire, nè mi interessa a questo punto.
Io ho sempre avuto dubbi sull’impianto approvato dal consiglio, dal punto di vista della efficacia e della coerenza con l’interesse pubblico. Una analisi politica.
Forse era meglio non cambiare le priorità del percorso, come abbiamo sempre detto, magari cercando nuove strade, ma senza invertire l’ordine degli interventi. Questo è il punto. Altrimenti si trattava solo del passaggio del “gobbo nero”, come si dice a Livorno.

Gianfranco Lamberti


Procedure rispettose di tutti passaggi necessari. di G. Lamberti

dicembre 30, 2007

(Rispondendo a una osservazione del lettore “Voltaire“)

Vede Voltaire, ci sono decisioni che attengono ai poteri del sindaco, altre che, non a caso, vengono riservate al consiglio comunale. Sindaco e giunta hanno, in questi casi, il dovere di mettere il consiglio nelle condizioni di poter scegliere davvero e non di discutere, al di là di aggiustamenti marginali, con la logica del prendere o lasciare.
Nel caso di varianti al piano regolatore, in cui non si tratta di mere attuazioni di quanto già deciso, queste procedure devono essere ancora più caute, che non vuol dire lente, ma rispettose di tutti passaggi necessari.

Il caso del contenzioso Fremura è evidente, ma anche su questa vicenda le cose andavano discusse in modo diverso. Forse sarebbe stato anche meglio per gli interessati, che avrebbero avuto un contesto più sicuro.
Quanto infine alla concertazione, ci ritornerò con calma, ma è evidente che un recupero come quello delle Terme non lo può certo fare un comune da solo. Avremo modo di discuterne con calma.

Gianfranco Lamberti


Terme del Corallo: una gestione che mi è sempre apparsa contraddittoria. di G. Lamberti

dicembre 30, 2007

Delle terme del Corallo abbiamo discusso a lungo, forse varrebbe la pena di rileggersi quei post. Senza entrare nemmeno lontanamente nella iniziativa giudiziaria, avevamo posto la questione del senso logico della operazione avviata dal Comune, che invertiva le priorità (ristrutturazione ed abitazioni da fare contestualmente e non prima le case e poi, molto forse, la ristrutturazione).
Una gestione che mi è sempre apparsa contraddittoria. Naturalmente senza entrare nella valutazione sulla correttezza, che non attiene certo a me. Avremo modo di ritornarci, come su tante altre partite urbanistiche un pò maldestre, a mio modesto parere.
Speriamo che il sostegno al Livorno calcio segua logiche più consistenti, se penso a Bulgarella ed alla sua disponibilità sul nostro territorio, manifestatami al suo arrivo, forse ci sarebbe da mordersi le mani (non dico per il calcio, ma almeno per il basket un pò più di attenzione….)
Ora incomincio a preparare i botti di fine anno, da queste parti si fa sul serio!

Gianfranco Lamberti

Ndr: i testi in cui si è parlato della vicenda delle Terme della Salute sono raccolti in questo link.


Dalla Redazione. Terme della Salute: link utili.

settembre 3, 2007

Dato che la riqualificazione delle Terme della Salute è un argomento che esercita notevole interesse in città, e dato anche che questo blog risulta essere una delle poche fonti sul web che ne parla, forniamo, in spirito di servizio, due link che possono risultare utili a chi desidera notizie di prima mano sulla questione. Se troveremo altri link significativi li aggiungeremo in questo spazio.

1. Comunicazione del Comune di Livorno del 10 marzo 2007
“Ottenuto il via libera della Giunta, approda in Consiglio comunale una variante al regolamento urbanistico”

2. Interpellanza di Verdi, R.C. e Città Diversa del 13 marzo 2007 


Recuperare le Terme non può che appassionare tutti. di G. Lamberti

agosto 31, 2007

acque_salute_2.jpgNon voglio commentare una decisione della magistratura, nè minimizzarla, nè entrare nel merito della complessa vicenda proprietaria. Seguo un ragionamento semplice, che non riguarda il codice penale, bensì la politica del territorio. Il comparto delle Terme della Salute era stato disegnato per incentivare le possibilità di recupero delle Terme della Salute stesse.
Una logica integrata che avrebbe avuto necessità di mettere insieme le responsabilità e le opportunità del privato con le esigenze pubbliche.

Continuo a ritenere che si sia sfilacciato il legame tra le diverse opere del comparto, rendendo fattibili immediatamente alcuni interventi e solo ipotizzabili altri.
Non siamo un luogo di consulenza giuridica ed amministrativa, nè ci sostituiamo al magistrato. Svolgiamo riflessioni secondo ragionamenti che cercano di avere una logica. E mi sembra con coerenza (non abbiamo certo aspettato oggi a segnalare qualche perplessità) .

Quanto alle riflessioni fatte a suo tempo da Matteoni, che hanno una loro dignità, possono non essere condivise in toto (del resto accadeva spesso in giunta di partire da posizioni diverse arrivando a sintesi condivise, non ho mai cercato adesioni acritiche, ci mancherebbe), ma contengono molti elementi che meritano una riflessione. Guardando al futuro, per carità, ed al rischio che anche di questo progetto si perdano le tracce. Recuperare le Terme non può che appassionare tutti. Bisognerebbe riuscirci.

Gianfranco Lamberti

La fotografia è tratta da Wikipedia Commons ed è stata realizzata da Etienne


Le “Terme del Corallo” di Livorno

agosto 31, 2007

Questo articolo è stato pubblicato sul Tirreno del 4 aprile 2007 con il titolo “Cinquanta anni di scempi ed errori: giù i gioielli architettonici. Livorno città senza memorie.” Suo autore è Dario Matteoni, storico dell’Arte di chiara fama ed ex assessore al Comune di Livorno.

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Un recente cartellone, dalla grafica quasi accattivante, accoglie ‘l’ignaro’ visitatore che dalla superstrada, superato il nuovo centro commerciale, si dirige verso il centro di Livorno. Al nostro viaggiatore appaiono le immagini scelte come testimonianze della città: la grande cisterna di Pasquale Poccianti e il Mercato generale di Angiolo Badaloni e, di certo attirato dalla monumentalità di queste opere di evidente modernità, non può non essere a questo punto sollecitato da un’immediata curiosità. Non ha appena incontrato nel suo percorso, proprio alle soglie della città, a pochi metri da quel cartellone, un edificio che, pur ridotto allo stato di rovina, comunica ancora l’eleganza delle sue architetture e delle sue decorazioni?

L’interrogativo diventa più struggente quando il nostro turista, forse memore della lettura ancora fresca di qualche guida, ricorda che l’edificio che forse in maniera più efficace di qualsiasi cartellone lo ha accolto al suo arrivo a Livorno è uno dei capolavori della stagione Liberty in Toscana, le Terme della Salute, opera dello stesso architetto del mercato generale, Angiolo Badaloni.

Strano destino quello della città di Livorno: a partire dagli anni settanta ha vissuto una progressiva quanto inarrestabile distruzione del patrimonio architettonico e ambientale, così evidente da accreditare la convinzione di un luogo senza monumenti e senza storia, e da infondere una definitiva rassegnazione rispetto agli scempi che in molti casi si sono perpetrati. Qualche esempio.

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