Uno dei tanti esempi di indecisione. di G. Lamberti

dicembre 20, 2007

(Rispondendo ad alcuni commenti sul Livorno Calcio e sul Presidente Spinelli)

Io sono convinto che Spinelli sia stata la persona giusta al momento giusto. E poi è uno che davvero si intende di calcio e lo vive con grande passione, ma anche raziocinio.
Tuttavia tutti i rapporti possono usurarsi e si può rompere un equilibrio tra città, società , tifoseria che pure in mezzo a mille difficoltà aveva portato risultati incredibili.
In questo scenario non sottovaluterei assolutamente il ruolo avuto dalla presenza di personaggi carismatici, prima Protti e poi Lucarelli, che avevano dato una impronta alla squadra.

Quanto a Livornello, staremo a vedere, ma se lo fa in un altro comune, come può incidere la nostra città?
Quella dello stadio, del centro sportivo (ma non doveva essere a Banditella?) e di quanto altro è una ennesima esemplificazione della indecisione a tutto di questi anni.

Gianfranco Lamberti


Ansia da prestazione. di G. Lamberti

novembre 1, 2007

Spero che, prima o poi, pubblichino la mia intervista.
Lo dico solo per non essere tacciato di annunci privi di fondamento.
Comunque il tema politico, credo sia ormai evidente, non è una analisi sul passato che serve come parafulmine, bensì il futuro incombente. Quello dei rendiconti e delle primarie. La fase politica che viviamo è questa.
Ansia da prestazione, così viene definita una sindrome che impedisce di fare perchè si ha paura di non farcela. E’ il motivo anche di molti insuccessi sessuali. Figuriamoci se poi i risultati devono essere rivendicati pubblicamente e non possono essere nascosti nei segreti di una stanza….
La mia impressione è che qualcuno a Livorno abbia trasferito questa ansia in politica e faccia una gran confusione.

Sul Nuovo Centro non capisco proprio, quali studi mancano e poi, se servono si fanno prima e non dopo aver definito un progetto. Altrimenti non servono a fare la scelta migliore ma a giustificare quella fatta ed è tutta un altra storia.
Mi fido del mio amico Bruno Picchi, che è una persona seria, perchè ci faccia capire davvero e senza l’ansia di cui parlavo. Un Consiglio Comunale è chiamato a decidere, non a prendere atto.
Quanto allo stadio, io sono meridionale e non vorrei che la soluzione del problema si lasciasse all’esito del campionato. Qui non basta il giubbotto giallo di Spinelli, ci vogliono corni rossi della migliore tradizione partenopea!

Gianfranco Lamberti


Le sfide che appassionano. di G. Lamberti

settembre 24, 2007

Le sfide che appassionano sono quelle che non hanno un esito scontato. Mi è stato chiesto di commentare il Livorno di ieri e l’ho fatto volentieri per il nuovo Corriere di Livorno, anche loro alle prese con una sfida difficile.
Del resto il calcio è spesso una metafora della vita di una città e le sue vicende testimoniano il clima e le tendenze.
Ricordo che quando andavo dietro al Livorno che ripartiva dall’eccellenza anche allora c’era qualche solone della politica del mio partito, che storceva il naso, quasi che si mescolasse il sacro ed il profano.
Oggi, vedi anche l’uso dei media e le rincorse affannose ai blog, di sacro c’è rimasto poco ed anche il profano sa tanto di artefatto.
Qualche volta un briciolo di passione autentica si ritrova in uno stadio, nessun ambiente è più legato ai fatti e meno alle parole. Che si tratti di gol, di campagna acquisti e di strutture sportive, promesse e non realizzate.

P.S.
le sfide di cui parlo sono un omaggio anche ad alebotta, naturalmente. Ne riparleremo con simpatia ed attenzione.

Gianfranco Lamberti


Merce rara

febbraio 18, 2007

Ci sono stadi in cui il campo di gioco viene trasferito all’esterno dopo le partite, perchè essendo coperti l’erba non sopravviverebbe. In Olanda. Ora non pretendo si possa arrivare da noi ad una simile tecnologia, ma nemmeno tenere chiuso uno stadio per una questione di 80 cm, che non si è stati capaci di risolvere, a quanto si legge oggi. Se le cose stessero davvero in questi termini sarebbe grottesco. Non a caso la nostra rubrica di approfondimento è intitolata “i fatti e le parole” ….

Quanto a Lucarelli, si può condividere o meno, ma è comunque una persona che si assume le sue responsabilità fino in fondo, senza mimetizzarsi dietro quelle degli altri. A me è sempre piaciuto molto, sarà che lo conosco da quando tirava i primi calci al Picchi ed io facevo il medico per quella società. Già mostrava un carattere notevole. Una immagine di Livorno che ritengo del tutto positiva. Il coraggio delle proprie idee. Ciò non toglie che possano essere discutibili, a volte, ma merita rispetto.
Merce rara.

Gianfranco Lamberti

Ndr: un omaggio a Cristiano Lucarelli che abbiamo trovato su Youtube e pubblicato in uno spazio che gestiamo: cliccare qui.


La strada maestra: riqualificare e valorizzare ciò che già esiste

febbraio 16, 2007

Caro ghino (*), dalle piccole cose, ammesso che siano piccole, si possono desumere valutazioni più generali. Nell’uso del territorio abbiamo sempre avuto come punto di riferimento, almeno negli ultimi anni, il criterio della sostenibilità ambientale e della autonomia delle scelte dalle logiche speculative. In altri termini una tutela rigorosa e dinamica del territorio. Che vuol dire mettere insieme i principi della salvaguardia ambientale con le necessità di realizzare le opere che sono essenziali allo sviluppo ed alla qualità della vita, senza essere condizionati dalla rendita, come dice spesso lo stesso assessore regionale, Riccardo Conti.

Orbene, quando è possibile riqualificare e valorizzare ciò che già esiste, è ovvio che debba essere questa la strada maestra. E’ un concetto base.

Si è detto facciamo uno stadio nuovo. Benissimo, ma dove e come? Non si sa.
E’ difficile fare un confronto con il progetto esistente di riqualificazione del Picchi, quello di Caturegli per intenderci, senza avere un termine di paragone almeno minimamente accennato. Quando ci sarà, se ci sarà, potremo discuterne meglio. Allo stato ci sono solo riflessioni molto generali.

Certo, così facendo, si lascia spazio ad ogni supposizione, anche la più maligna. Ed io non voglio fare supposizioni.
Certo è che, nella storia della urbanistica italiana, la invocazione di pubblici interessi è spesso servita ad aprire la strada a logiche speculative, se non peggio. Forse varrebbe la pena di pensare a come è nata Milano 2.

Ma Livorno, fino a prova contraria, è un’altra cosa. Magari saremo stupiti da proposte eccellenti, che non immaginiamo nemmeno e saremo tutti felici e contenti. Lo spero sinceramente.

Gianfranco Lamberti

(*) Cliccare qui per leggere l’intervento del lettore a cui Lamberti si rivolge.


“Tutta un’altra storia”, di Gianfranco Lamberti

febbraio 15, 2007

«Oggi sullo stadio manca la dimensione del sogno sportivo, che accomunava tutti»

Tutta un’altra storia. Solo se fosse venuto da un’altra città si capirebbe il senso della lunga replica del sindaco Cosimi alle mie appena accennate riflessioni sul Picchi.
Invece egli è stato consapevole e partecipe di tutte le principali scelte del mio mandato (assessore, consigliere, segretario) e ne dovrebbe conoscere bene, innanzitutto, anima e sostanza politica, prima di impegnarsi in una fredda e parziale ricostruzione burocratica di atti giacenti in chissà quale archivio.

Potremo ritornare su quegli atti e sulla incredibile e gratuita accusa di parole pronunciate in libertà, ma non è questo il punto, soprattutto per rispetto ai sostenitori del Livorno ed alla città. Ad essi dico che oggi manca la visione e lo spirito di quel periodo, quello magico delle promozioni, in cui la dimensione del sogno, sportivo ovviamente, aveva accomunato tutti. Solo così si può capire perché partimmo a pensare al nuovo Picchi dopo essere tornati da Treviso e dopo essersi rotolati sotto gli occhi di Gentilini.

Andammo, per questo, con l’ing. Caturegli a parlare con i progettisti di Wembley, in Inghilterra e traemmo idee per continuare a sognare. Ma lo facemmo lavorando e sodo, le cose non sono in contraddizione. Infatti all’indomani della promozione in A (ma come facevi a prevederla ed a farlo prima?) buttammo il cuore oltre l’ostacolo e portammo il progetto preliminare a Roma. Lo feci con Benetti e Picchi e con un grande entusiasmo, che contagiò Petrucci.

Progetto preliminare, così si chiama, ciò che per legge e prassi inizia l’iter di una nuova opera e quello era il lavoro, fatto non per hobby, ma come massimo dirigente del settore comunale da Michele Caturegli. Quello era l’atto scaturito da studi e confronti, senza la pista, con il prato ribassato, con la copertura e con gli spazi per i privati, con gli interventi per la sicurezza che la giunta aveva esaminato e discusso. L’impegno del Coni era, secondo noi, il volano che avrebbe innescato un circolo virtuoso con i privati per realizzare l’intervento, con pochi oneri per il Comune ed in tempi rapidi.

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Galleria di immagini

febbraio 13, 2007

Abbiamo collegato a questo blog una galleria riservata ad ospitare immagini dedicate agli approfondimenti, immagini che possono senz’altro esserci inviate dai lettori a questo indirizzo email: confronto.associazione@gmail.com.

Gli argomenti per cui questo sito fotografico può prestarsi sono i più vari, non ci sono preclusioni; unica restrizione: il copyright delle immagini deve essere nella disponibilità di chi ce le invia.

La prima fotografia che pubblichiamo va a corredare l’inserto di approfondimento dedicato ai progetti per il nuovo stadio di Livorno. Ritrae l’ing. Michele Caturegli al Villa Park, dove si era recato con una delegazione ai massimi livelli del Comune di Livorno per studiare le esperienze in corso in Gran Bretagna e preparare il progetto preliminare del nuovo Picchi.

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