Figuriamoci, se funzionava male!

agosto 28, 2008

L’ospedale e le comunicazioni di analisi assai importanti, errate in centinaia di casi, sono un fatto gravissimo. Naturalmente il responsabile dichiara che il servizio funziona benissimo ed è una garanzia per tutti.
Figuriamoci, se funzionava male, cosa sarebbe successo.
Intanto si parla del futuro ospedale, che vedremo presto in simulazione al computer. e che assorbe l’interesse della politica cittadina, che non commenta una simile vicenda.
Leggo da lontano e quindi mi può mancare qualche particolare. Forse mi sono perso anche qualche intervento di amministratori responsabili del settore, che non ho trovato sul pc. Continuo navigare sul web, forse qualcosa trovo.

Gianfranco Lamberti

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Bisogna chiedere conto – e non stancarsi di farlo – a chi ha responsabilità e ruoli

marzo 6, 2008

“Fattinonparole” (*) parla dell’Ospedale (giusto) riprendendo lo spunto di “Voltaire” (*), per poi concludere cosa state a perdere tempo con le candidature, pensiamo alle cose serie.
Ora, poichè l’ospedale non è un fiore nel deserto e le sue condizioni assai critiche sono sotto gli occhi di tutti, varrebbe la pena di interrogarsi su cosa si poteva, si doveva fare e non si è fatto per non arrivare a questo punto.
La gestione della sanità è guidata da manager (che non sono piovuti da Marte), che ben devono rispettare indirizzi ed essere sottoposti ai controlli delle istituzioni preposte, con la politica che ne è a capo.
Allora, converrà “Fattinonparole”, possiamo continuare a baloccarci ma io non ho notizia di iniziative di un qualche rilievo messe in campo dalle istituzioni e da chi le guida negli ultimi anni, nel settore.
Magari fra un pò qualche giornalista informato e premuroso ritirerà fuori la storia del nuovo ospedale, si o no, tanto per occupare un pò il tempo e l’opinione pubblica.
Se poi in un reparto non si vede un medico per giorni la cosa passa in cavalleria, per fare solo un esempio.
Allora bisogna chiedere conto – e non stancarsi di farlo – a chi ha responsabilità e ruoli.
Partendo dalle cose concrete, certo, come la sanità.
Ma poi arriviamo sempre allo stesso punto. Se il nostro commentatore “kinto” lo indovina, gli duplichiamo il premio (detto scherzosamente, per avere lasciato il commento numero 10.000, NdR).

L’inerzia e l’attesa inconcludente portano poi a situazioni talmente ingarbugliate da essere quasi irrisolvibili.
Ne è un esempio lampante la spazzatura napoletana. Che ha comunque il vantaggio che si vede ad occhio nudo ed emana un terribile odore.
Per dire, alla fine non si può sempre far finta di niente e girarsi dall’altra parte.
Diventa poi irritante la rincorsa allo scaricabarile, per cui prima si combinano i guai e poi bisogna risolverli, naturalmente sono sempre gli stessi.
Consiglio un bel libro “Monnezzopoli” di Paolo chiariello Sky Tg. Istruttivo per tutti, monnezza o non monnezza.

Gianfranco Lamberti

(*) commentatori di questo blog.


I vuoti si riempiono sempre. di G. Lamberti

gennaio 3, 2008

La nota di Carla Russo che è pubblicata sul Tirreno di oggi mi sembra in piena sintonia metodologica con quanto abbiamo scritto, anche qui, sul tema. Ricorderete il documento di un folto gruppo di aderenti al forum della sanità dei ds, tra cui molti iscritti alla nostra associazione, ma anche la bella nota di De Peppo.
Quanto al lettore a cui Carla Russo risponde, si trattava di Sergio Landi, che sosteneva la ipotesi di nuovo ospedale, preoccupato di un certo conservatorismo di maniera. Anche quell’argomento mi sembra degno di attenzione.

Ma tutto questo discutere, privo di un supporto di analisi e di studio, sul perchè, dove, come e quando, insomma uno studio di quelli che piacerebbero ad ernesto (*), rischia di essere un esercizio vano. Naturalmente non sono certo i lettori del Tirreno a dover impostare correttamente il tema. Non vorrei essere ripetitivo, ma il problema è sempre lo stesso.
Certo che bisogna ascoltare, come dice “Voltaire” (*), ma i dati di partenza, su cui far riflettere tutti, bisogna che li produca chi ha la professionalità per farlo ed è pagato per farlo. Se invece i dati di riferimento ci sono e si tengono nei cassetti, ancora peggio. “Voltaire” ha ragione, ma io sono convinto che la strada vada percorsa dalle istituzioni preposte, se queste sono afasiche ed un pò inerti è li che nasce il problema. Io spero nel forum sulla sanità che si sta organizzando nel PD, ed anche nelle iniziative che faremo come associazione. I vuoti si riempiono sempre.

Gianfranco Lamberti

(*) commentatore di questo blog


Chi lo avrebbe detto solo qualche mese fa? di G. Lamberti

dicembre 20, 2007

Forse il documento (sulla Sanità livornese, vedi sotto; ndr) viene indebolito da un titolo che non ci azzecca molto.
Una lettura attenta può mettere in evidenza l’apprezzamento per una apertura del dibattito sulla salute, ma non dà per scontato nulla se non il fatto di recuperare un metodo serio e documentato. Una apertura alle parole di Ruggeri, ma ricollocandole in una dimensione adeguata. Comunque porta ad aprire un confronto reale nel merito e quello potrà consentire di non affidarsi a battute, ma di discutere seriamente.

Quanto alla verifica in Comune, a me sembra una cosa di una modestia incredibile. Come a dire: se la cantano e se la suonano.
Quanto alla posizione di Vittori, che aveva pubblicamente manifestato chiaro interesse all’ingresso in giunta, viene stoppato un pò dal suo partito, un pò dalle titubanze e dalle incertezze del percorso, come lui stesso segnala non senza malizia.
Sarò disincantato, ma mi sembra che tutta questa storia fosse partita con un obiettivo di consolidamento per il presente e per il futuro e poi si sia esaurita strada facendo.
Un ulteriore tassello nella riflessione politica che non dà per scontato nulla nei prossimi appuntamenti amministrativi. Come dire possiamo aspettarci di tutto.
Chi lo avrebbe detto solo qualche mese fa?

Gianfranco Lamberti


Un buon documento. di G. Lamberti

dicembre 20, 2007

Oggi sul Tirreno viene pubblicata una nota di un gruppo di aderenti al forum della salute del PD.
Il titolo è un pò forzato, in quanto, basta leggere (è pubblicata anche qui in allegato), si pone la questione in termini di corretta metodologia, che non presuppone una scelta, ma che fa diventare la scelta una conseguenza di una analisi precisa. Tipo: come dove e quando, per essere sintetici. Nè tantomeno si trascurano le difficoltà attuali e la coerenza con i percorsi già avviati. Nè la rete territoriale.
Il documento mi sembra comunque eccellente.
In più, come si noterà, ha raccolto molte firme significative e molte di esse di aderenti alla nostra associazione. Un motivo di soddisfazione, visto anche il bell’intervento di ieri di De Peppo, che io condivido pienamente (a scanso di equivoci).

Gianfranco Lamberti

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Sanità livornese. di G. Lamberti

dicembre 19, 2007

Paolo de Angelis raccoglie uno spunto interessante (vedi).
Forse varrebbe la pena di ricostruire, e penso che lo faremo, la lunga storia della sanità livornese, non per gusto del passato, ma perchè ci aiuterebbe a capire meglio di cosa stiamo discutendo.
Tra l’altro vi sono state fasi in cui era uno dei principali argomenti di discussione, quella sì seria e partecipata, nei partiti. Il PCI se ne occupò a lungo e le riunioni degli organi dirigenti su quel tema erano davvero difficili ed appassionanti.

La mia impressione è che la svolta avvenne allorquando, ma si parla degli anni ottanta, la regione decise di classificare il presidio ospedaliero di Livorno ad un livello inferiore rispetto agli ospedali con sede universitaria.
Di lì una serie di scelte conseguenti, come ad esempio gli investimenti nella realizzazione di nuovi ospedali altrove, per adeguare i presidi ospedalieri agli standard fissati e la graduale dismissione di specialità di eccellenza a Livorno.

A questo punto, dopo decenni, è chiaro che non si può prescindere dallo sviluppo dei servizi nell’area vasta con Pisa e che bisogna ricercare la massima qualità dovunque, senza inutili duplicazioni e sviluppando davvero nel contempo servizi sul territorio.
In questo quadro come si colloca l’idea di un nuovo ospedale? e poi quali ricadute sull’urbanistica ed il valore delle aree? A qualcuno che fosse interessato consiglierei la lettura del libro di Marco Travaglio, “L’Odore dei soldi”. Si riferisce a Milano 2 e come partì. Molto istruttivo. Ma forse Paolo de Angelis l’avrà già letto.

In questo contesto Ruggeri smuove le acque di una discussione sottotraccia e la fa emergere allo scoperto. Fa bene, siamo sempre in tempo a recuperare un metodo di confronto politico serio e costruttivo. Meglio così che un metodo tipo Nuovo Centro, per intenderci, ossia un progetto confezionato sul quale chiedere un si od un no, magari con scadenze insormontabili. Ecco, il pregio principale della posizione di Ruggeri è proprio nella sua trasparenza e nel fatto che ci consente di discutere seriamente alla luce del sole.

Gianfranco Lamberti

P.S.
mi era sfuggito l’intervento di Gabriele Del Sette, ma come si vede ci muoviamo su di un ragionamento analogo. Poichè il tema è assai importante, sono convinto che ne parleremo a lungo.


Lo avevamo detto per tempo, i frutti sono questi. di G. Lamberti

dicembre 7, 2007

La discussione sulla stampa sull’idea lanciata di nuovo ospedale (dove, come, quando ?) ricalca il mio precedente commento.
L’esempio del percorso per i servizi di salute mentale sul nostro territorio di cui parleremo lunedì, lungo, approfondito e coerente, è quanto mai utile e calzante.
Letizia Costa viene da quella esperienza, e si sente.
Quanto poi al richiamo di Mariotti (ma insomma decidetevi!) è ineccepibile.
Che poi su un tema del genere, con implicazioni enormi per una città, una volta lanciato non si coivolgano (ma forse era meglio farlo prima) adeguatamente partiti, istituzioni, associazioni e cittadini, sarebbe una cosa fuori dal mondo. Ma il Consiglio Comunale non dovrebbe servire a questo, ossia a definire indirizzi per le cose da fare? o serve solo a fare da spettatore a questioni precotte?

Mah! Non ci capisco davvero gran chè. Ed ancora non c’è stato il solito ritornello che dobbiamo risolvere i problemi del passato, ma aspettate con pazienza che prima o poi arriva. Tranne capire, come si chiedeva kinto (commentatore di questo blog, ndr) giorni fa, se poi invece arrivano le “eredità del futuro” che si fà? Quanto meno, con chi ce la prendiamo?

A proposito: nel servizio del Tirreno sul lavoro dei nostri parlamentari toscani, Livorno non viene nemmeno citata, nel bene e nel male, semplicemente non esiste.
Lo avevamo detto per tempo, i frutti sono questi.

Gianfranco Lamberti