Ognuno ha le sue pene e c’è chi ne ha di peggiori delle nostre

agosto 22, 2008

Suv? un nome che mi ricorda qualcosa a proposito di cose buttate lì alla vigilia delle nozze, per raccogliere la battuta di Marco Sisi. Ognuno ha le sue pene. E’ vero, nessuno ne è convinto più di me. Basta non rassegnarsi. Anche a Napoli conosco tantissime persone eccellenti che certo non si rassegnano alla camorra e devono viaggiare scortati. I nostri problemi sarebbero un pò più semplici da risolvere e non dovrebbe nemmeno servire la scorta. A Livorno ci vuole meno coraggio che ad Islamabad, questo è certo.

Gianfranco Lamberti

(NdR: da un commento scritto in risposta a varie osservazioni di alcuni lettori in cui tra il serio e il faceto si segnala che le strade di Kabul e Islamabad sono tenute meglio di quelle di Livorno, e che gli amministratori di Napoli hanno a suo tempo deciso di puntare sulle attività di riparazioni navali, creando le premesse per l’attuale successo di questo settore dell’industria partenopea).


Occorre una scossa profonda ed innovativa

agosto 21, 2008

Rispondo a Massimo (*), con grande attenzione e partecipazione. Quando si parla di occupazione e sviluppo del territorio bisognerebbe fare, piuttosto che i soliti dibattiti sulla luna, un esame rigoroso di quello che si può fare, quello che si è fatto e quello che si sarebbe potuto fare e, soprattutto, del tempo che si perde in chiacchiere.
La vicenda delle riparazioni navali è sicuramente centrale. Non può essere messa in un dimenticatoio e pensare magari a quello che si potrà fare tra dieci anni.
Un esempio tipico di una Livorno declinante. Io continuo ad essere convinto che il tempo si perde futilmente allorquando esiste una situazione politica e non solo, in cui tutto sembra già scritto, l’economia cittadina in fila davanti ad un paio di porte e magari operatori che altrove a giro per il mondo (non solo i riparatori) dimostrano capacità e dinamismo, mentre a Livorno si vive di rendita. Occorre una scossa profonda ed innovativa, visto che qualità esistono e voglia di fare pure. Sarebbe l’ora che si smettesse di mettersi in fila davanti a quelle porte con il timore di disturbare qualcuno, ma via non succede più da nessuna parte d’Italia.
Del resto vediamo cosa dice Beppe Ranucci su Effetto Venezia, con argomenti che abbiamo più volte sottolineato qui, a partire dal rapporto costi (da conoscere senza reticenze, è il minimo) benefici, per capire che c’è chi ragiona e si interroga ed ha un pò di coraggio per dire la sua.

Oppure basta leggere quanto sostiene l’ACI sulla vicenda dei parcheggi e l’Ospedale, una storia davvero paradossale, con una urgente ed improvvisa eliminazione di parcheggi che esistevano da decenni, senza preoccuparsi prima – prima che diamine non è poi così complicato – di realizzare le alternative, alcune addirittura già cantierabili, come ho facilmente documentato sulla stampa. L’ACI parla di tempi giurassici, eggià.

Insomma una situazione di sostanziale immobilismo e di scarsa capacità di trovare nuove idee realmente efficaci. E le cose già in cantiere che partono con calma olimpica, magari dopo anni e nemmeno al meglio.
Ma per curare una malattia occorre fare una diagnosi precisa e questa va fatta senza reticenze, visto che sta concludendosi un mandato intero (cinque anni !) da valutare puntualmente. Forse varrà la pena di dedicare un pò di tempo al rapporto tra le cose dette, annunciate, le riflessioni interminabili, i convegni di studio e le cose fatte realmente.

Una ultima riflessione. L’on Fioroni, autorevole esponente del mio partito, dice oggi sul Corriere della Sera che bisogna evitare satrapie locali che ingessano tutto e bloccano le potenzialità di rinnovamento che erano alla base della nascita del PD. Appunto.
Spero, come dice Paolo de Angelis (commentatore di questo blog), che il flusso stagionale della nostra stampa aiuti finalmente a capire la situazione livornese, io continuo ad aver fiducia. Altrimenti per Massimo e non solo per lui, le prospettive si assottigliano davvero.

Gianfranco Lamberti

PS. Sempre a proposito di Massimo, credo proprio che gli investimenti su Napoli non siano venuti dalla luna, ma da corretto rapporto tra i diversi livelli istituzionali e dalla attenzione che è stata rivolta, negli scorsi anni, a quello scalo. Ho rilevato queste differenze in occasione della assemblea cittadina del PD che elesse Giorgia Beltramme, e ne facevo carico anche al governo Prodi come i fatti dimostravano. Si vede che gli unici a vedere cosa succedeva a Napoli e non a Livorno eravamo io e Massimo.

(*) Titolare di una azienda livornese che opera nel campo delle riparazioni navali e lettore di questo blog


I problemi vanno affrontati. Far finta che non esistano non porta lontano

agosto 9, 2008

Caro Massimo, leggo le tue righe ed il richiamo a Porta Pia. Un simbolo ancora attuale. Nel nostro caso si tratta, più prosaicamente, della Porta a Mare. Oggi appaiono per strada i cartelli del progetto, che, per quanto riguarda l’aspetto immobiliare, è quello che approvammo in Consiglio Comunale a suo tempo. Per il resto, come ho detto mille volte, sono cambiati aspetti importanti, e la temuta riconversione del bacino non potrà che alterare il valore economico di tutto, oltre che le ricadute occupazionali.

Mi sembra una cosa assai rischiosa, che non trova alcuna giustificazione negli atti che furono approvati quando furono vendute quelle aree e furono approvati i progetti urbanistici. Certo, capisco che si debbano fare degli investimenti per rendere praticabile al meglio il bacino. Su questo piano non può essere solo la AP a farsi carico del problema, è evidente. Ma se il problema è questo bisognerebbe affrontarlo per quello che è, piuttosto che far finta di niente. Una politica dello struzzo, in questi casi, non va lontano. Soprattutto se ci sono interessi concreti e positivi per la comunità, lesi da tali atteggiamenti.

Gianfranco Lamberti


I patti vanno mantenuti

agosto 7, 2008

Alleanze politiche ed imprenditoriali, giusto quello che scrive “fattinonparole” (*). Ma la p.a. dovrebbe comunque essere dominata da un principio di neutralità nell’interesse generale. Ci sono procedure che normalmente vengono attivate per consentire a chi ne ha titolo ed interesse a partecipare all’uso di un bene pubblico.
In più vi sono impegni assunti da tutte le istituzioni, agli atti, che non possono essere modificati in corso d’opera, allorquando si sono fissati i parametri, anche economici, di riferimento.
Non vorrei essere viziato da un linguaggio un pò astruso, ma, insomma, i patti vanno mantenuti, in amministrazione, in politica, nei rapporti personali, nei rapporti di affari soprattutto se vigilati e garantiti da un tribunale, sempre e dappertutto, anche a Livorno. L’elenco dei patti non rispettati potrebbe essere lungo, magari un giorno lo faremo.
L’AP potrebbe acquisire informazioni più precise (atti compresi) sul percorso seguito in questi anni ed operare di conseguenza; non mancano la capacità, la correttezza e la serietà per questo. Basta non far marcire le cose o buttarle nel dimenticatoio.

Gianfranco Lamberti

PS. leggo il post di Gabriele. Sicuramente sfugge qualche dato, perchè la ricostruzione fatta dalla amministrazione è troppo sintetica e rischia di essere controproducente. Aspettiamo quindi le dovute precisazioni, già annunciate. Sono convinto che saranno esaurienti.
A proposito, anche sulla Nazione c’è un bel servizio in merito. Senza nulla togliere. GL

(*) commentatore di questo blog


Notizie che sfuggono

agosto 7, 2008

Oggi c’è una strana situazione sulla stampa cittadina, per cui delle conferenza stampa di gruppi consiliari in Provincia, relativa a presunte irregolarità nella assunzione di una dipendente, che se fosse corrispondente al vero sarebbe una notizia clamorosa, viene data informazione solo su di un quotidiano.
Al di là del merito, assai delicato e sul quale mi attendo una replica chiara ed inequivocabile della amministrazione provinciale, doverosa a tutela di una persona alla quale mi legano sentimenti di stima ed amicizia, questo trattamento diverso di una notizia mi incuriosisce non poco.
Vedremo nei prossimi giorni. Visto che molti mi hanno segnalato questa situazione, la riporto come una curiosità.
Quanto ai riparatori, insisto sul fatto che la cessazione della attività del bacino in muratura non era mai stata nemmeno lontanamente ipotizzata, a tutti i livelli istituzionali, al momento della vendita del cantiere e della approvazione in consiglio del piano particolareggiato che ha determinato il valore economico di quelle aree.
Se diventerà una cosa diversa, si cambierà sostanzialmente l’assetto dell’area. Come si fa a sottovalutare questo aspetto, oltre quello, principale, del rischio per una attività importantissima per la nostra città?

Gianfranco Lamberti

Leggi l’articolo del Corriere di Livorno citato da Lamberti


Credo che il dimenticatoio livornese abbia dimensioni notevoli

agosto 6, 2008

Le feste passano ed i problemi restano. Ha ragione Paolo de Angelis, sull’elenco delle cose da fare, messe in fila in una previsione di investimenti di fine mandato.
Tuttavia non credo che in pochi mesi si riescano a realizzare anche quelle poche cose.
Magari qualche altro evento ci sarà pure, compresa la festa del Pd. A fine agosto.
Poi si entrerà nel clima primarie, che spero siano una occasione per far emergere nuove energie e per consentire una vera e paritaria competizione. Molti sono scettici che ciò accada davvero. Staremo a vedere se hanno ragione gli scettici, che sono anche tanti a dire il vero.
Mi sto studiando la sentenza del TAR sull’OLT, non mi sembra una cosa da mettere nel dimenticatoio. Ci ritornerò quando, con l’aiuto di qualche nostro associato esperto in materia, ci avrò capito qualcosa di più. Una cosa è certa, è stata l’occasione per un ennesimo io-cosa-c’entro del partito e della Amministrazione. Tra l’altro da essa dipendono importanti prospettive, in un senso o nell’altro, di questo territorio.
A proposito, che fine hanno fatto i riparatori navali? Anche loro nel dimenticatoio? Deve essere uno spazio notevole, chissà se c’è ancora posto.

Gianfranco Lamberti


Dal Tirreno di oggi

luglio 13, 2008

L’ex sindaco: l’area fu venduta a meno perché c’erano i bacini.
Lamberti e il “giusto prezzo”.

«Trovo singolare che si discuta “se” i bacini sono compatibili con la Porta a Mare. I bacini devono starci anche in futuro, questo lo dicono gli accordi. Bisogna invece discutere di “come” renderli compatibili». L’ex sindaco Gianfranco Lamberti mette in guardia da un rischio. «Quelle aree, senza i bacini, sarebbero costate di più. Ma c’erano i bacini. Ecco, stiamo attenti a non alterare l’equilibrio economico di una procedura prefallimentare vigilata dal tribunale. Se ciò accadesse, significherebbe che qualcuno avrebbe venduto sotto costo aree che poi si sono ipervalorizzate».