Credo che il dimenticatoio livornese abbia dimensioni notevoli

agosto 6, 2008

Le feste passano ed i problemi restano. Ha ragione Paolo de Angelis, sull’elenco delle cose da fare, messe in fila in una previsione di investimenti di fine mandato.
Tuttavia non credo che in pochi mesi si riescano a realizzare anche quelle poche cose.
Magari qualche altro evento ci sarà pure, compresa la festa del Pd. A fine agosto.
Poi si entrerà nel clima primarie, che spero siano una occasione per far emergere nuove energie e per consentire una vera e paritaria competizione. Molti sono scettici che ciò accada davvero. Staremo a vedere se hanno ragione gli scettici, che sono anche tanti a dire il vero.
Mi sto studiando la sentenza del TAR sull’OLT, non mi sembra una cosa da mettere nel dimenticatoio. Ci ritornerò quando, con l’aiuto di qualche nostro associato esperto in materia, ci avrò capito qualcosa di più. Una cosa è certa, è stata l’occasione per un ennesimo io-cosa-c’entro del partito e della Amministrazione. Tra l’altro da essa dipendono importanti prospettive, in un senso o nell’altro, di questo territorio.
A proposito, che fine hanno fatto i riparatori navali? Anche loro nel dimenticatoio? Deve essere uno spazio notevole, chissà se c’è ancora posto.

Gianfranco Lamberti

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I nodi, si sa, prima o poi vengono al pettine

agosto 2, 2008

Dopo la festa, si legge di OLT e delle prese di posizione degli ambientalisti.
Credo che su di una cosa potremo trovarci tutti d’accordo, vista le delicatezza della questione, le istituzioni dovrebbero dire parole più chiare ed esplicite sul merito della questione. Nell’ennesmo scaricabarile non si fa capire nulla di certo (sono solo procedure e sanabili, o meno?) , la questione non riguarda solo la società OLT, con tutta evidenza.
Insomma sarebbe utile capirci di più. Se si sono sbagliate procedure è un conto, non ci fossero garanzie sufficienti per l’ambiente è un altro, In particolare, poi, sarebbe interessante capire se, come qualcuno scrive, era obbligatorio o meno un referendum popolare per arrivare ad approvare il progetto e se su questo il TAR si è espresso. Mi sembra la questione più significativa, anche se nutro fondati dubbi su di un obbligo del genere. Ma chi ha le carte in mano può spiegarlo.
Quanto ai rischi ambientali, se ho ben capito, non sono stati oggetto di valutazione del TAR, ma questo è ovvio, non si tratta di un comitato di scienziati dell’ambiente. Mi sembra ovvio. Insomma la chiarezza aiuta tutti, la polvere sotto il tappeto non serve a niente. I nodi, si sa, prima o poi vengono al pettine.
Quanto alla festa, non ci sono stato, ma vedo una grande partecipazione. Nonostante i semafori gialli (citati da Marco Sisi, NdR). Un appuntamento ormai consolidato negli anni e vissuto ampiamente dalla città. Mi fa piacere.

Gianfranco Lamberti


La politica si ponga domande e dia risposte. Prima che lo facciano altri

giugno 17, 2008

Ci sarebbe molto da dire sui giornali di oggi.
Intanto ho una opinione molto chiara, che non ho nascosto e non nasconderò certo, sulla vicenda delle riparazioni navali, ma più complessivamenet sulle convenienze di allora, di ora e di domani su quelle aree. E poi so come si è arrivati ad approvare determinati atti in Consiglio Comunale. Parlo di percorsi conoscibili da tutti.
Mi spaventano solo i presunti vuoti di memoria. Sono convinto che si tratta di una cosa di una delicatezza enorme. Ecco, una politica che volesse fare davvero il suo mestiere si porrebbe molte domande e fornirebbe molte risposte. Prima che lo facciano altri.
Quanto alle consulenze non mi sembra una gran cosa. Non capisco come si faccia a confrontare periodi e spese, senza analizzarne i benefici conseguenti.
Mi spiego, se si fa un PRG con lo studio Gregotti si spende. Se si mette un cordolo si spende un pò di meno. il punto è se i soldi sono stati spesi bene ed erano congrui a quanto si è fatto. Non capisco proprio queste ricostruzioni di stampa mettendo a confronto le pere con le mele. L’OLT parte. Bene. E le ricadute sulla città, sono partite anche quelle? Un esempio tra i tanti. Con un mondo politico che, con le dovute eccezioni, sembra giocare a fare la bella addormentata.

Leggo di ASA e di bocciature di un piano da parte delle banche. Una notizia che apprendo e di cui ero completamente all’oscuro, che mi sorprende, ma sulla quale occorrerà fare molte riflessioni. Ma con calma, bisogna capire bene dove si vuole andare a parare e chi vuole andare a parare. In casi del genere non ci si possono permettere ingenuità.

Gianfranco Lamberti


Ma via, pensiamo alle cose serie

aprile 6, 2008

Ottima idea, quella di citare l’articolo di Dario Matteoni, stimolante e pieno di spunti assolutamente utili ad una discussione sul Nuovo Centro. Sulle Baracchine un tormentone infinito che si ripropone. Ma non era stato assunto un impegno, in pieno Consiglio Comunale e la stampa lo riportò, a realizzare un parcheggio al posto di quello previsto alla Bellana e che stava per essere realizzato? Così come sulle progettazioni di Piazza Mazzini, ci sono enormi perplessità, che renderò pubbliche presto ed in modo documentato. Ci sono commercianti di Borgo, che conosco da una vita, che sono angosciati giustamente e non vogliono essere lasciati soli.
Ma la cosa cui non si può sfuggire oggi è la denuncia alla procura di due ministri, da parte della autorità Portuale. Io sono molto sorpreso da una simile situazione, ma non dò giudizi in attesa di capirci di più. Certo è che credo che sia un caso unico in Italia.
Poi messo in pubblico la settimana prima delle elezioni. Ci sarebbe da capire quando è stata presentata questa denuncia e se tra le motivazioni c’è altro, oltre quanto pubblicato. Una cosa molto delicata, mi sembra. Che rischia di avere un impatto imprevedibile.
Infine una chicca. La penso quasi come il verde Roggiolani, il quale dice che l’offshore non va, anche perchè non ci sono ricadute sul territorio livornese. Un pò quello che dico da mesi, inascoltato, ma Roggiolani fa finta di non sapere che le ricadute sono già andate a Pisa. Va bene la campagna elettorale, ma mi sembra davvero una ipocrisia.
Ma a Livorno sembra che non interessi molto (eppure ricadute significa lavoro), come la cosa un pò comica per cui il proprietario, allo stato, del pacchetto di maggioranza del Pisa dovrebbe acquistare il Livorno, su appello del sindaco di Livorno. Ma via, pensiamo alle cose serie.

Gianfranco Lamberti


Le ricadute su Livorno derivanti dalla realizzazione dell’Olt sono scomparse. di G. Lamberti

gennaio 3, 2008

Oggi leggiamo del perfezionamento dei contratti per la realizzazione del terminal Olt. Non credo fosse necessario aspettare questa notizia per essere convinti che la piattaforma si sarebbe realizzata. Ce ne eravamo accorti da tempo, vedendo come venivano investite le risorse delle ricadute sul territorio pisano. L’ho scritto molti mesi orsono senza ottenere risposta, ma non è quello il problema. Il fatto è che l’impianto delle ricadute previste su Livorno, ivi compresa la manutenzione della nave attrezzata, che avrebbe significato un ancoraggio per questa attività, è scomparso. Per non dire delle tante altre ricadute previste, a partire dalla riconversione della centrale Enel.

A noi, per il momento, rimangono solo le, peraltro legittime, manifestazioni contro e le richieste di garanzie dei movimenti.
A Napoli, come a Livorno una situazione del genere viene definita con efficacia.
Ma qui non si tratta di tradimenti e di bastonature, è in gioco la competitività del nostro territorio ed i ritardi si recuperano assai difficilmente, se si recuperano.
Il Tirreno non fa un cenno di questa problematica. Mi dispiace, per la completezza dell’informazione, ma sono convinto che avrà modo di recuperare il vuoto. Basta che pubblichi di tanto in tanto la cronaca di Pisa, da lì si capisce meglio di cosa parlo.

Gianfranco Lamberti


Non credo che Livorno si rassegni ad essere una bella addormentata. di G. Lamberti

ottobre 2, 2007

La ricostruzione di una fase politica cammina sulle idee, i progetti realizzati ed avviati, le caratteristiche degli uomini e delle donne che ne sono protagonisti.
Un vecchio stile sovietizzante, ancora usato da qualcuno, è sempre stato quello di tacciare chi osava criticare un assetto di potere come succube di esigenze personali. Al contrario, naturalmente, chi gestiva il potere, indirizzato verso il sol dell’avvenire, non aveva da difendersi da queste accuse, visto che le sue azioni erano comunque dedite al bene comune.

Metodi vecchi e di stampo stalinista, ma che qualcuno ha continuato ad usare per impedire di discutere nel merito le questioni poste. Certo, atteggiamenti supponenti e minacciosi nei confronti di critiche di merito, oggi a Livorno fanno un pò ridere, ma non tutti hanno senso dell’humor e coraggio. Condivido pienamente l’analisi di “Voltaire” (lettore del blog) nel rapporto tra amministrazione e partiti. La differenza tra il mestiere di sindaco e quella di un segretario di partito è evidente, il guaio è se qualcuno decide di fare le due cose insieme. Magari non ci sarebbe niente di male in un sistema di stampo anglosassone. L’unica condizione è che non si tenti di farlo (il capo partito) per interposta persona, situazione devastante ed assolutamente improduttiva. Un danno per tutti.

Ora siamo in una fase di transizione delicata, con segnali positivi da partiti che non vogliono essere protettorati. In questa fase la nostra associazione, pervicacemente, tenta di discutere di idee e programmi. Hanno pure smesso di dirmi che lo faccio per un mio personale tornaconto, finalmente. E poi come era possibile impedirmi una valutazione sulle cose fatte e non fatte ed un giudizio sul valore delle persone? sono valutazioni politiche a tutto tondo, che richiedono risposte politiche, quelle sì e non personali.

Un esempio dal giornale di oggi: si legge delle legittime aspettative della ditta Neri (a scanso di equivoci, conosco bene ed ho profonda stima per Piero Neri) che, giustamente, si muove nella prospettiva OLT e cerca di svolgere il suo ruolo e trovare le sue occasioni di lavoro. Per altri versi a Pisa stanno decidendo come spendere i milioni di euro delle ricadute derivate dalla realizzazione della piattaforma. Qui, di queste cose, non se ne parla nemmeno, come se la cosa non ci riguardasse o non esistesse nemmeno; eppure erano dentro protocolli d’intesa abbandonati. Qualcuno diceva narcotizzazione. Più di così. Ma non credo che Livorno si rassegni ad essere una bella addormentata, la scommessa è tutta lì.

Gianfranco Lamberti


Il commento di G. Lamberti: il bandolo della matassa

giugno 7, 2007

Una cronaca molto interessante, oggi. Nè si può dire che non l’avevamo in qualche modo intuita, ieri. Due punti su tutti. Le trame contro il rigassificatore di Livorno e la questione di Piazza del Luogo Pio. Sul Luogo Pio ci torneremo, ma certo mi fa piacere che Rifondazione ora riscopra la qualità del mio iniziale progetto di riqualificazione. Meglio tardi che mai. Ma la storia è più complicata e riguarda tutta una ridistribuzione di volumi, non certo la valutazione sulla qualità del progetto. Quello che mi domando è come non si debba mettere come priorità la qualità, in una piazza così e non gli equilibri economici, che ne sono una conseguenza. Come al solito, priorità invertite.

Ma quello che colpisce è la vicenda del gas, ed ancora una volta non posso che ringraziare la fortunata coincidenza di aver potuto, subito e davanti al ministro Matteoli, al Presidente Martini ed a tutte le autorità e le forze politiche cittadine, illustrare i contenuti della proposta appena arrivata sul mio tavolo. Lo ribadisco, gli antidoti contro trame più o meno lecite sono la trasparenza assoluta e nessuna reticenza.

Alla luce di quello che si legge oggi, forse si può capire meglio il perchè di entusiasmi e rallentamenti nella procedura, come di attenzioni notevoli e disinteresse inspiegabile. Forse è tutta una tempesta in un bicchier d’acqua e forse no. Del resto sono mesi che pongo domande inevase su questa questione. Ora più che mai occorre che arrivino tutte le risposte necessarie.

Se si legge tra le righe, si capiscono molte cose, magari anche sulla difficoltà ad aprire voci libere ed indipendenti, tanto libere che parliamo tutti i giorni da mesi di cosa pensiamo e lasciamo con tenacia che tutti ci leggano, senza alcuna remora, anzi. Forse anche per questo abbiamo superato quota 50.000. Grande, la democrazia del web. E poi, come nei film americani del filone giudiziario, mai perdere di vista il bandolo della matassa, naturalmente presente nelle scene iniziali. Basta saperle guardare e non perderle d’occhio.

Gianfranco Lamberti