Attendendo di sapere se l’attuale sindaco intende ricandidarsi o meno, e perchè

settembre 8, 2008

Il sunto dell’intervento di Veltroni, che fa Ernesto è molto utile.
Manteniamo il Pathos, come dice lui, di Veltroni.
Ebbene per mantenerlo bisogna essere molto vicini ai problemi veri di tutti e cercare, almeno per quello che ciascuno di noi può fare, di risolverli e non di scaricarsi le responsabilità reciprocamente, in un gioco continuo di scaricabarile.
Se qualcuno ha avuto la pazienza di dedicarsi alla comprensione delle regole per le primarie, dettate dal PD ed ampiamente commentate, capirà che la prima assunzione di responsabilità per un aspirante candidato è quella, minima, di candidarsi.
E se si tratta di un amministratore uscente è quella minima di ricandidarsi spiegando cosa ha fatto per meritare la ricandidatura, tutto qui.
Sembra una ovvietà, ma, leggendo la stampa di questo fine settimana, non sembra che una cosa di evidenza solare sia stata compresa da tutti.
E cosa si è fatto, nello stare ai problemi veri e non a quelli che non esistono, non equivale dire cosa si immagina di fare, chissà come e chissà quando. Sono due categorie del pensiero sostanzialmente diverse.
Possibile che in un città così disincantata e concreta come Livorno, la politica non capisca che deve misurarsi su questo.
Assumendosi le sue responsabilità concretamente. Sennò per chi parla Veltroni?
Quanto ai sogni, di cui si legge tanto, la sinistra che mi piace è quella che li realizza o, almeno dice cosa ha fatto per consentire che si realizzino. Qui, a Livorno, non siamo all’8 settembre. E’ tutta un’altra storia e non si vedono nemmeno in giro coraggiosi partigiani che rischiano la pelle senza pensare a tornaconti futuri.
Basterebbe che qualcuno si provasse a spiegarci la vicenda dell’Odeon, che non è andata in archivio, anzi (tanto per fare un esempio). E tanto per non buttare i palloni in fallo. Attendendo di sapere se l’attuale sindaco intende ricandidarsi o meno, e perchè.

Quanto ai partigiani, Giorgio Napolitano dice cose bellissime. In un momento in cui per me la memoria è un fatto che mi tocca profondamente, gli sono particolarmente grato.

Gianfranco Lamberti


Quando si dice una città da svegliare!

settembre 5, 2008

Ho ricevuto moltissime telefonate da Livorno, rientrerò domenica, che hanno voluto segnalarmi un particolare affetto per il lutto familiare, ma anche hanno teso a capire se avessi ancora voglia di occuparmi della politica verso le prossime amministrative.
Certo che sì. Anzi, aver avuto modo di riflettere su stagioni della politica italiana, in cui la lealtà verso una idea e verso i propri compagni di lotta ed il coraggio di rischiare in proprio e non attraverso filtri protettivi, rappresentavano alcuni valori di fondo, mi ha convinto che occorre assumersi, sempre e fino in fondo le proprie responsabilità.
Del resto se a Livorno siamo ancora e sempre alle premesse di qualcosa ed in altre parti del mondo più che di premesse si fanno articoli sui cantieri che lavorano (parlo ad es di portualità ed infrastrutture), oppure si lavora e molto sulle navi da riparare e non ci si dibatte nell’angoscioso dilemma di chi le ha fatte andare via se pinco o pallino, oppure se le navi c’erano davvero o meno in lista d’attesa, beh si capisce che si è perso tanto, tanto tempo.
Magari per vedere come non mettere in discussione nulla di carriere predestinate, da consolidare. Può essere competitiva una realtà del genere.
A proposito, a Roma per il parcheggio al Pincio si è scatenato il finimondo, PRIMA che i lavori partissero. Comunque la si pensi, il momento è quello.
A Livorno, tranne che questo blog e pochi altri, nessuno ha aperto bocca prima della demolizione dell’Odeon, dopo la demolizione si è aperto, ma con cautela, un dibattito alla memoria. Con l’evocazione quasi da seduta spiritica di un piano della mobilità che è sfuggito ai più. Quando si dice una città da svegliare!

Gianfranco Lamberti


I consuntivi si fanno sulle cose fatte e non fatte. Molto meno sulle simulazioni virtuali

settembre 4, 2008

C’è un gran fervore di feste di partito e di scontri politico culturali.
Mi sembra chiaro che si è aperta una stagione dura, in cui si cerca di prepararsi alle prossime amministrative individuando i temi e le possibili alleanze.
Scorrendo la rassegna stampa di questi giorni leggo una dichiarazione sulle primarie di Marco Ruggeri, il quale affema che bisogna parlare di cose concrete, partendo dal giudizio sull’operato delle amministrazioni uscenti.
Ho riletto due volte. Ed allora partiamo con questo benedetto giudizio.
Dichiarazione impegnativa, da ricordare.
Sempre che il buon Marco non equivochi tra arrivi e partenze. Altre dichiarazioni che ho letto, dalla festa livornese e non solo, mi sembra dicessero l’esatto contrario.
Non ho avuto molto tempo, ma mi sembra un punto centrale.
Anche perchè i giudizi si fanno sui consuntivi e questi si fanno sulle cose fatte e non fatte. Molto meno sulle simulazioni virtuali.
Alla buon’ora, anche se, tra parlare di giudizi e consuntivi e farli davvero, in modo democratico e partecipato, ce ne passa. Staremo a vedere, tanto non bisogna attendere molto. A Livorno non mancherà materiale sul quale discutere, in un modo o nell’altro. A proposito, opportuna la precisazione di ATL sulle operazoni immobiliari incentrate sull’Odeon. Mi sembra faccia capire molte cose, cui ieri ci riferivamo.

Gianfranco Lamberti


Chi si candiderà a Rosignano?

settembre 1, 2008

domanda Kinto, assiduo commentatore di questo blog. Gianfranco Lamberti gli risponde:

“Caro kinto, In attesa di qualche materializzazione credibile delle primarie, non possiamo certo sapere chi si candiderà a Livorno, come a Rosignano. Oppure si sa già tutto? E allora che perdiamo tempo a fare? Anche se, purtroppo, a perdere tempo ci si fa l’abitudine, tanto non costa fatica e se, perdendo tempo, si perdono posti di lavoro e tante altre cose, si tratta di effetti collaterali. Spiacevoli magari, ma collaterali. Tra una festa e l’altra.”


Il muro

agosto 29, 2008

Commento velocemente, poichè sono immerso in vicende personali delicate.
Tuttavia leggo commenti interessantissimi, come quello di Grecale e tutti gli altri.
C’è un filo che collega i miei ragionamenti da un pò di tempo a questa parte e quello che dice Grecale.
Il muro di Berlino. Sì, Quel muro per cui, in una città sicura nelle sue certezze e nella forza del partito, tutto si decideva al di qua di quel muro, senza correre rischi. Di qui una logica “familiare” , come dice lui, e carriere prevedibili e previste.
Ora, il PD io l’ho vissuto positivamente come una messa in discussione – finalmente – di certezze e di eredità da tramandare: una politica in mare aperto, in cui conferme e riconferme vengano giocate sui fatti, sui programmi concreti e realizzabili, sui tempi di lavoro e della produttività politica ed amministrativa, sugli impegni assunti e mantenuti. Insomma fuori da rendite di posizione, quelle per cui basta essere forti a casa propria , il resto non conta.
Ebbene, credo proprio che quel muro di Berlino lì sia caduto, nonostante nostalgie e metodi che spesso richiamano le vecchie nomenclature. Almeno sarebbe strano che sopravvivesse solo a Livorno.
Il PD dovrebbe capirlo e promuovere un reale rinnovamento. Questo è il punto politico.
In questo contesto vanno collocate le primarie, o presunte tali e tutto il contorno di previsioni, più o meno realistiche.
Ma anche – finalmente – la possibilità di capire fino in fondo e semplicemente se hanno ragione quelli che si lamentano della Tia più alta d’Italia (vedi Picchianti), oppure chi si indigna per gli esami sbagliati in ospedale, oppure per l’Odeon, oppure per le statue, oppure per la Delphi ed i riparatori navali o se, viceversa va tutto bene e bisogna andare avanti così. Ed ho fatto solo alcuni esempi.
Ecco è quel muro di Berlino lì che non c’è più, se non nella illusione di qualcuno e che può consentire – finalmente – di dare ragione, a volte, anche a chi ha una maglietta ed una storia diversa dalla tua, correggere gli errori, chiamare ciascuno a rispondere di quello che fa e non a starsene zitto con inutile supponenza. Potrei continuare.
La sostanza è che le competizioni vere servono e come, credo anzi sia doveroso che si consentano e che si promuovano. Alla fine viene fuori un Obama e magari si fanno cose utili e concrete per una comunità. Al contrario si vivacchia, tra feste e fuochi d’artificio. Dentro vecchie e familiari certezze, ma niente di più.

Gianfranco Lamberti


Se penso che mi sono iscritto al partito di Berlinguer, qualche riflessione mi viene

agosto 27, 2008

”Cà nisciuno è fesso”, non per correggere Ernesto (*), ma per dargli la versione salernitana. Quanto alle citazioni implicite di Filippi, tutte le citazioni implicite hanno un sapore antipatico. Non capirei perchè tirarmi in ballo, senza che io sia intervenuto in questa fase del dibattito, in un modo così rozzo, preferisco ritenere che così non sia, nè mi interesserebbe molto un simile confronto, su di un piano del genere.
Parlare di primarie non significa mettere in discussione verità rivelate o l’esistenza della Santissima Trinità, ma discutere seriamente di cose serie. Alzare la voce non risolve i problemi e francamente non capirei cosa ci azzecca.
Quanto poi alle primarie, secondo l’opinione di questo o quello, una cosa è certa, se saranno una cosa seria vedremo candidature significative, cosa che auspico da mesi e pensando a nuove energie innovative (come ho ampiamente dichiarato), altrimenti, come dice kinto (*), finirà che se la suonano e se la cantano.
Non capirei l’utilità di una simile cosa per Livorno, oltre che per il PD. Anche a me, come a Voltaire (*), continua a stare a cuore il destino del PD. Visto che, in ogni caso, riassume esperienze politiche alle quali, senza pentimenti, ho dedicato la mia vita.
Certo, se penso che mi sono iscritto al partito di Berlinguer, qualche riflessione mi viene.
Ma sono giorni in cui devo affrontare cose più serie, purtroppo.

Gianfranco Lamberti

(*) commentatore di questo blog


Ma si incomincia a capire come stanno le cose davvero

agosto 27, 2008

Leggo l’intervento di Marco Filippi sulle primarie. Da leggere molto attentamente, perchè credo chiarisca bene molte cose. Eccome. Ora non ho tempo. Ma si incomincia a capire come stanno le cose davvero.

Gianfranco Lamberti

PS. ma, caro Voltaire (commentatore di questo blog, NdR), se ho capito bene, a me sembra che sia proprio quel sistema lì, quello che lei definisce tramontato, ad essere messo sul tavolo senza tanti complimenti .
Certo, se qualcuno, come dice lei, avesse in mente un Obama livornese, sarei il primo a sostenerlo, ma questa proprio è un’altra storia, mi creda.
Del resto lo capiremo presto. In modo inequivocabile. In altri termini, se il PD mette solo un nuovo vestitino al replay di vecchi schemi e vecchi personaggi, non credo colga il senso di questa fase politica. Giocare in difesa e sotto traccia, facendo finta che tutto vada bene, magari simulando al pc squali e parcheggi, non sarebbe una gran scelta politica, anzi.
A proposito, ma anche l’Odeon slitta a Natale, non ho capito bene di quale anno, ma non è un problema. Direbbe il nostro maestro, quisquilie e pinzillacchere. GL