I problemi vanno affrontati. Far finta che non esistano non porta lontano

agosto 9, 2008

Caro Massimo, leggo le tue righe ed il richiamo a Porta Pia. Un simbolo ancora attuale. Nel nostro caso si tratta, più prosaicamente, della Porta a Mare. Oggi appaiono per strada i cartelli del progetto, che, per quanto riguarda l’aspetto immobiliare, è quello che approvammo in Consiglio Comunale a suo tempo. Per il resto, come ho detto mille volte, sono cambiati aspetti importanti, e la temuta riconversione del bacino non potrà che alterare il valore economico di tutto, oltre che le ricadute occupazionali.

Mi sembra una cosa assai rischiosa, che non trova alcuna giustificazione negli atti che furono approvati quando furono vendute quelle aree e furono approvati i progetti urbanistici. Certo, capisco che si debbano fare degli investimenti per rendere praticabile al meglio il bacino. Su questo piano non può essere solo la AP a farsi carico del problema, è evidente. Ma se il problema è questo bisognerebbe affrontarlo per quello che è, piuttosto che far finta di niente. Una politica dello struzzo, in questi casi, non va lontano. Soprattutto se ci sono interessi concreti e positivi per la comunità, lesi da tali atteggiamenti.

Gianfranco Lamberti


I patti vanno mantenuti

agosto 7, 2008

Alleanze politiche ed imprenditoriali, giusto quello che scrive “fattinonparole” (*). Ma la p.a. dovrebbe comunque essere dominata da un principio di neutralità nell’interesse generale. Ci sono procedure che normalmente vengono attivate per consentire a chi ne ha titolo ed interesse a partecipare all’uso di un bene pubblico.
In più vi sono impegni assunti da tutte le istituzioni, agli atti, che non possono essere modificati in corso d’opera, allorquando si sono fissati i parametri, anche economici, di riferimento.
Non vorrei essere viziato da un linguaggio un pò astruso, ma, insomma, i patti vanno mantenuti, in amministrazione, in politica, nei rapporti personali, nei rapporti di affari soprattutto se vigilati e garantiti da un tribunale, sempre e dappertutto, anche a Livorno. L’elenco dei patti non rispettati potrebbe essere lungo, magari un giorno lo faremo.
L’AP potrebbe acquisire informazioni più precise (atti compresi) sul percorso seguito in questi anni ed operare di conseguenza; non mancano la capacità, la correttezza e la serietà per questo. Basta non far marcire le cose o buttarle nel dimenticatoio.

Gianfranco Lamberti

PS. leggo il post di Gabriele. Sicuramente sfugge qualche dato, perchè la ricostruzione fatta dalla amministrazione è troppo sintetica e rischia di essere controproducente. Aspettiamo quindi le dovute precisazioni, già annunciate. Sono convinto che saranno esaurienti.
A proposito, anche sulla Nazione c’è un bel servizio in merito. Senza nulla togliere. GL

(*) commentatore di questo blog


Mi sembra doveroso mettere in guardia tutti e farlo in ogni modo possibile

luglio 14, 2008

Fattinonparole (*) ha ragione sul fatto della suocera e della nuora (vedi tra i commenti di ieri). Tuttavia, mi ricordava di recente un tecnico che anche il Comune ha venduto aree di diretta proprietà, sul molo mediceo. Non solo attraverso Spil.
Ma il discorso che faccio io è ancora un pò più impegnativo. Il piano particolareggiato fu approvato in Consiglio Comunale con un occhio all’equilibrio economico testimoniato e vigilato dal tribunale; vi era ovviamente un certo margine di flessibilità nella applicazione di indici e quanto altro. Quindi, visto che qualcuno sospetta che le cose che dice Fattinonparole fossero alla mia attenzione fin da allora, io avrei rappresentato le cose al Consiglio prefigurando una successiva ipervalutazione immobiliare.
Insomma sarei complice di una specie di truffa, tra virgolette. La stessa consigliera Amadio continuava a sostenere un simile argomento l’altro giorno. Poichè così evidentemente non è, anzi, mi sembra doveroso mettere in guardia tutti e farlo in ogni modo possibile. Questo per evitare che quanto afferma Fattinonparole non si verifichi che corrisponda alla realtà delle cose.

Gianfranco Lamberti

(*) commentatore di questo blog


Dal Tirreno di oggi

luglio 13, 2008

L’ex sindaco: l’area fu venduta a meno perché c’erano i bacini.
Lamberti e il “giusto prezzo”.

«Trovo singolare che si discuta “se” i bacini sono compatibili con la Porta a Mare. I bacini devono starci anche in futuro, questo lo dicono gli accordi. Bisogna invece discutere di “come” renderli compatibili». L’ex sindaco Gianfranco Lamberti mette in guardia da un rischio. «Quelle aree, senza i bacini, sarebbero costate di più. Ma c’erano i bacini. Ecco, stiamo attenti a non alterare l’equilibrio economico di una procedura prefallimentare vigilata dal tribunale. Se ciò accadesse, significherebbe che qualcuno avrebbe venduto sotto costo aree che poi si sono ipervalorizzate».


Le riparazioni navali. Si deve parlare di “come” farle e non “se” farle.

luglio 13, 2008

Oggi il Corriere di Livorno fa un pezzo sul nostro appuntamento di mercoledì. Ad oggi abbiamo ricevuto molte adesioni. Di altre attendo conferma, mentre mi aspetto le fisiologiche defezioni dell’ultimo momento. Ma un pò di interesse lo abbiamo determinato e non può che farci piacere.
Quanto alla iniziativa dei riparatori navali, cui eravamo stati invitati e nella quale abbiamo riaffermato il concetto che nessuno aveva previsto che queste fossero incompatibili con il resto della Porta a Mare, vedo che la stampa le raccoglie.
Ho segnalato, che poichè furono vendute aree anche comunali periziate in quel contesto, modificarlo porterebbe ad una valorizzazione enorme di quei valori, con grossi rischi. Probabilmente già attualmente ciò si è determinato come ho letto di recente sulla stampa. Insomma sarebbe un modo per far trovare conferma alle accuse di una operazione immobiliare supervantaggiosa per gli acquirenti, che mi sono state rivolte anche di recente.
Mi sembra doveroso consigliare chi deve prender decisioni oggi di tenerne conto, soprattutto se questi aspetti che riguardano competenze comunali possono non essere evidenti nelle carte a disposizione, ma devo dire che ho verificato che non sono l’unico ad avere la consapevolezza dei rischi che si corrono e del fatto che bisogna parlare di “come” fare le riparazioni e non “se” farle.

Gianfranco Lamberti


Un tormentone di cose di cui non se ne può più. Prospera la rendita e non lo sviluppo

giugno 24, 2008

Delphi, riparazioni navali, le incredibili dichiarazioni del presidente dimissionario di Asa, Protti che non ha fiducia e qualcuno che si rimette a parlare di Berrighi, Dell’Agnello ed il filo a cui è appeso il basket e fermiamoci un momento.
Sembra una canzone di Rino Gaetano, un tormentone di cose di cui non se ne può più.
Difficile scomporre una sola situazione in questo contesto e non farsi prendere dalla voglia di un giudizio complessivo e, purtroppo, impietoso per Livorno. Una città che vive una fase difficile davvero. Non vorrei dimenticarmi qualcosa, ma sembra proprio che non si cavi un ragno dal buco. Oggi sembra di sparare sulla Croce Rossa, con l’amarezza che si parla di centinaia e centinaia di posti di lavoro tra Asa, riparazioni e Delphi. Senza parlare di quelli che non si sono realizzati e l’elenco dei ritardi e delle lentezze è impressionante.
Gli unici che non soffrono troppo sono coloro che hanno rendite immobiliari, magari a rischio di forte valorizzazione. Penso alle aree della Porta a Mare.
E’ lo scenario della rendita, annessi e connessi, non quello dello sviluppo. Ci vuole poco a capirlo. Si può entrare nel merito di ogni singola partita, purtroppo oggi c’è da solo da scegliere.

Gianfranco Lamberti


Porta a Mare e Asa

giugno 23, 2008

Vengono poste domande pertinenti, che leggo solo ora.
Quanto alle previsioni urbanistiche di cui parla Paolo de Angelis (*), egli sa bene, credo, che non abbiamo chiesto alcuna variante agli strumenti urbanistici preesistenti alla piano della Porta a Mare. Fu un punto di discussione politica significativo, poichè io volevo marcare il fatto che non si trattava di un vestito su misura dell’acquirente di turno.

Quanto al fallimento organizzato da chissà chi per il Cantiere, non posso smentire Fattinonparole (*) ma non ho idea a chi e cosa faccia riferimento. Io ho avuto solo contatti di tipo formale e riferibili in qualsiasi sede con chi guidava il cantiere e l’AP, con le OOSS, con le banche che vantavano crediti (al massimo livello e non da solo), con i massimi livelli delle coop toscane e con il giudice che seguiva la vicenda in Tribunale. Tutto qua. Che in questi passaggi ci fosse qualche rapresentazione con corrispondente al vero della realtà delle cose? Non lo so, so solo che ho sempre messo al corrente di tutto il Consiglio Comunale e le forze politiche presenti.

Oggi leggo dello sciopero di ASA. Si mette in discussione addirittura la SpA e le procedure di vendita, le opinioni e le battaglie politiche sono rispettabili. E’ naturale che il valore della azienda era definito secondo legge e da chi di dovere, non era certo una valutazione politica. A leggere oggi il resoconto del Tirreno sembra che lo sciopero si stia svolgendo nel 2004, mentre da quattro anni vi è una gestione aziendale radicalmente diversa da quella precedente, che sembra non esistere più. Resoconto parziale o piattaforma smemorata ? Sono davvero curioso di capirlo.

Gianfranco Lamberti

(*) commentatore di questo blog