L’intervista a D’Alema

maggio 14, 2008

L’intervista a D’Alema è molto interessante e contiene spunti di grande rilievo. Naturalmente ogni cosa ha le sue dimensioni e non si possono fare parallelismi, ma ciò che è più significativo è il bisogno che avverte un personaggio del calibro di D’Alema di aprire spazi nuovi di discussione e di elaborazione, al di là dei confini del suo partito. Esattamente quella che è la nostra ispirazione. Naturalmente il successo di iniziative di questo tipo si scontra con logiche di conservazione, che a volte sono assai più radicate di quanto non si pensi. Certo fa un pò pensare che si avverta questo bisogno, nel contesto di un nuovo partito che nasce proprio per creare questi spazi. E’ il segnale evidente di un limite da superare, in un modo o nell’altro.

Gianfranco Lamberti

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La deriva burocratica? Eccola lì

aprile 29, 2008

Anche a me sono sembrate note stonatissime (Lamberti si riferisce al commento di un lettore sulle dichiarazioni di Rutelli, NdR). Sembra un si salvi chi può. Un partito ha il dovere di fare analisi serie al suo interno, senza perdersi in scaricabarile.
Delle primarie, oggi, riparlano tutti, perfino Ezio Mauro su Repubblica (ma perchè anche lui non se ne è accorto prima?). Ma se nei partiti non si discute più, anzi si cerca di evitare che ci siano luoghi di discussione vera, magari selezionando organismi dirigenti che fungono solo da supporter elettorali, il risultato è questo.
Nella mia intervista al Tirreno avevo parlato di deriva burocratica. Eccola lì. In attesa che qualcuno ci dia le direttive. Ezio Mauro parla di oligarchi, appunto.

Gianfranco Lamberti


Le cose fatte, quelle non fatte e quelle da fare

aprile 23, 2008

Se avete visto il confronto tra Rutelli ed Alemanno, poi alla fine si torna sempre lì: le cose fatte, non fatte e da fare. Rutelli ha elencato le cose fatte dal suo schieramento, Alemanno ha detto la sua. E Rutelli si è guardato bene dal prendere le distanze da Veltroni. Come si dice a Livorno, se ti tagli il naso ….

Gianfranco Lamberti


Livorno ha bisogno di ritrovare uno spirito di coesione e di confronto

febbraio 15, 2008

Mi scuso dell’assenza dal blog dovuta a motivi logistici. La competizione politica si è avviata su toni pacati a livello nazionale ed è veramente efficace.
Nulla vieta di porre questioni in modo vivace, ma le personalizzazioni non aiutano ragionamenti politici.
Livorno ha bisogno di ritrovare uno spirito di coesione e di confronto su tematiche che interessino tutta la città e la forza, se ne abbiamo, di questa associazione è proprio quella di parlare a tutti senza preclusioni.
Le politiche ed il modo come la città si porrà di fronte a questa scadenza possono essere l’inizio di una nuova fase, più serena, costruttiva e rispettosa del ruolo di tutti.
E’ una occasione che, se perduta, porterebbe sulle spalle di chi non l’ha colta responsabilità enormi.
Noi di Confronto cerchiamo di dare un contributo di idee e contenuti, senza diplomatismi. Come sempre.
Veltroni ci piace, anche perchè invece che parlar male di qualcun altro cerca di proporre le sue idee. Credo sia il modo migliore, non per cadere nelle trappole dei troppo furbi in servizio permanente effettivo, ma per dare un esempio di correttezza, che speriamo faccia proseliti.

Gianfranco Lamberti


Quelli che gira gira cadono sempre in piedi. di G. Lamberti

novembre 19, 2007

Berlusconi ha giocato come al solito in modo del tutto diverso dai rituali della politica tradizionale. Ha raccolto milioni di firme, di quelli, dice lui, che ce l’hanno con i parrucconi della politica. Ora io non sono certo un simpatizzante, ma non si può dire che non abbia fiuto e questa sui parrucconi della politica coglie un senso comune.

Non si può parlare di antipolitica, se vuole fondare nuovi partiti e non è certo fuori dal sistema politico, ma coglie un fastidio diffuso contro le alchimie che sembra cambino tutto per non cambiare niente. Io credo che lo stesso PD abbia avuto slancio da un desiderio di rinnovamento contro i parrucconi. Quelli che gira gira cadono sempre in piedi. Tutto e l’opposto di tutto, basta galleggiare.

Oggi ci sono esempi in cronaca clamorosi, con degli esempi di evoluzioni a cui siamo abituati (partire dal negare una città policentrica, presunto ennesimo errore ereditato ed arrivare ad invitare a colonizzare i nuovi centri è una evoluzione non da poco). Ma non voglio esagerare, io non ho certo tendenze plebiscitarie e populiste. Comunque se FI prende tante firme a Livorno, qualche riflessione andrà pur fatta.

Gianfranco Lamberti


Le responsabilità vanno assunte e bisogna risponderne. di G. Lamberti

novembre 12, 2007

A commento di un testo di “fattinonparole” (clicca qui per leggerlo):

sono pienamente d’accordo. Evidentemente. Gestione insufficiente e mancanza di assunzione di responsabilità. E Roma devastata, senza un sostanziale contrasto.
Infine davvero un pò patetico il tardivo intervento di chi si mette a ragionare sulla sospensione del campionato adesso. Naturalmente, vista la partita della Nazionale, per le serie minori e per riprendere poi come al solito. Poi c’è chi dagli scranni più alti parla di ridurre l’uso delle armi, non capisco, una polizia disarmata? e così via.
In una situazione del genere si acuiscono tutte le contraddizioni che affliggono il nostro Paese ed una classe dirigente che sembra in ogni occasione voler confermare le accuse di inadeguatezza. Le responsabilità vanno assunte da chi ce le ha, a qualsiasi livello e bisogna risponderne, assumendosene le conseguenze fino in fondo.

Gianfranco Lamberti


E’ il giorno delle primarie. di G. Lamberti

ottobre 14, 2007

Oggi è il giorno delle primarie del PD. Vedremo l’affluenza e cosa ne deriverà.
Una occasione importante, comunque vada. Se sarà una occasione colta, ne potremo avere benefici sull’intero sistema politico, con conseguenze che potrebbero riflettersi utilmente anche nelle diverse realtà territoriali. Sarà anche interessante valutare l’articolazione del voto, che potrebbe dare qualche segnale significativo, insomma aspettiamo e valuteremo. Le mie opinioni di merito le ho espresse molte volte, non ci ritorno.

Gianfranco Lamberti