Tutto pur di non lasciare la propria posizione di potere

gennaio 19, 2008

La politica italiana sta attraversando un periodo orribile. Mi sembra difficile che tutto ciò non porti ad una situazione di crisi nella quale si ridefiniranno posizioni ed alleanze, sui temi più diversi.
Un mio vecchio ed autorevole amico livornese, per sua fortuna fuori dalle competizioni politiche, mi raccontava la battuta che sta circolando in questi giorni. Quella per cui allargheranno le misure delle tombe nei cimiteri, per consentire di tumulare gli uomini politici attuali insieme alla poltrona sulla quale sono seduti. La casta, insomma.
La riferisco per dare il senso di quale è la lettura corrente di queste vicende. Tutto pur di non lasciare la propria posizione di potere. Che squallore.
Difficile allora contrastare, anche qui da noi, la voglia non di parlare delle cose fatte e da fare, ma quella di candidarsi ed autocandidarsi a qualcosa, comunque sia.

Gianfrancio Lamberti


Un pessimo spettacolo della politica

gennaio 17, 2008

La vicenda Mastella è davvero inquietante, ma a me è sembrata ancora più inquietante la solidarietà a prescindere di tutta una classe politica, a partire dai fautori del rispetto del ruolo della magistratura. Una ipocrisia incredibile, che consiglierebbe a tutti di lasciar perdere. Mi domando, dopo aver giustamente criticato Berlusconi per i suoi attacchi alla magistratura, come si fa a cambiare così improvvisamente opinione, per Mastella e compagnia?
Davvero un pessimo spettacolo della politica e dell’attaccamento a qualche poltrona. Cosa si deve fare per campare e per conservare un posto al Parlamento!
Se i partiti nuovi partono su queste basi, andranno poco lontano, anche se riusciranno a conservare il posto a qualcuno. E’ dura continuare a far politica in un simile contesto.

Gianfranco Lamberti


Meglio Lucarelli! di G. Lamberti

settembre 18, 2007

lucarelli_2.jpg

Uno splendido gol di Lucarelli in Champions! Quanto ai politici italiani ed ai loro privilegi, qualcuno ricorderà il ministro inglese costretto alle dimissioni per essersi interessato del visto di immigrazione della propria domestica. Quella degli aerei di stato per andare a vedere una gara sportiva è davvero tragicomica. Ma anche Bossi che definisce Garibaldi un cretino. Il punto è che nessuno poi li critica più che tanto. Ma perchè i 102 sottosegretari servivano davvero? Insomma meglio vedersi Lucarelli in tv.


Grillo attrae perchè è una voce fuori dal coro. di G. Lamberti

settembre 10, 2007

beppe_grillo.jpgGrillo è un segnale significativo.
Comunque una voce fuori dal coro e per questo attrae.
Se a Livorno, per trovare una voce fuori dal coro bisogna aspettare le parole di un grande vescovo ottuagenario, raccolte da un giornalista fiorentino, possiamo renderci conto facilmente che sono assai più numerosi quelli che si mettono in fila per cantare nel coro, che quelli che manifestano le proprie idee con autonomia e coraggio.

In mezzo c’è una grande parte di cittadini che stanno a guardare, magari giudicano per quel che valgono cantori e direttore d’orchestra, ma che ancora non hanno deciso se vale la pena di fare qualcosa di più che stare a guardare.
Per Livorno, come per il nostro paese, il punto è lì.

Ho sentito in tv delle elezioni algerine (se non sbaglio) e del bassissimo numero di votanti. Anche lì stanno a guardare, di fronte a lotte per il potere che non attraggono o, addirittura, spaventano. Certo siamo distanti anni luce, eppure una riflessione va fatta.

Gianfranco Lamberti


La risposta di G. Lamberti alla domanda di un lettore

luglio 30, 2007

D. Gli scandali ci sono in tutte le Nazioni, ma perchè in Italia di più ?

R. Il sistema elettorale contribuisce non poco alla qualità della rappresentanza. Il fatto che non si eleggano i deputati, ma di fatto venga lasciata la loro designazione ai partiti ed alle loro dinamiche interne è, in molti casi, devastante.
Naturalmente è un discorso del tutto generale, ma l’esercizio della scelta non può essere completamente sottratto all’elettore.
Questo mi sembra un problema assai concreto e reale, tra i tanti.

Gianfranco Lamberti


Tengo famiglia anzi, tengo indennità

maggio 21, 2007

Il costo della politica, che interessa e molto alcuni nostri lettori, andrebbe analizzato bene.
Ho incontrato un mio vecchio compagno, giorni fa, Valdo Del Lucchese. Anni fa, quando entrai in ospedale avendo vinto un concorso e senza conoscere niente e nessuno di Livorno, mi introdusse alla politica, nella sezione ospedaliera del PCI, molto attiva a quei tempi. Ebbene egli individuava nella norma che adegua le indennità per gli amministratori un elemento di profonda modifica e corruzione della politica.

Insomma, noi che avevamo conosciuto stagioni di dibattito intenso, in cui se ti capitava di fare l’assessore e lavoravi, ci rimettevi l’occhio della testa, al punto che a volte il partito era costretto ad integrarti l’indennità con un piccolo contributo, ora assistiamo ad una politica fatta di carriere ben remunerate, magari per persone che non hanno altro lavoro e che in questo modo possono assicurarsi un reddito, anche significativo. Perfino i giovani, anzi a volte soprattutto loro, cadono in questa dinamica e se così avviene il loro unico scopo diventa quello di capire da quale parte va il vento e mettersi in scia, altrimenti addio carriera.

Il professionismo della politica con questi vantaggi, dai deputati e senatori sino ai consiglieri di circoscrizione è un tarlo devastante, uno dei primi motivi di quella piattezza di idee e di confronto che noi stessi denunciamo a Livorno, con forza, non sempre ascoltati.
Sono d’accordo, quindi, naturalmente separando il grano dalla crusca, come è giusto fare sempre. Se un sindaco ha una indennità che è un quarto del senatore cittadino, un terzo del consigliere regionale, meno della metà del presidente dell’autorità portuale, non va certo bene, in funzione delle responsabilità e dell’impegno richiesto. Nè conta in alcun modo se qualcuno versa qualcosa ad un partito, sono affari suoi, che non abbattono certo i costi per tutti. A mio parere non è certo scandalosa l’indennità del sindaco, che equivale a quella di un dirigente pubblico di livello medio-alto, ma tutte le altre sì, eccome.

Quanto poi alla ricaduta a pioggia della indennità del sindaco su tutti, fino alle circoscrizioni, beh, torniamo al ragionamento iniziale, si alleva una classe politica dedita, prevalentemente all’ossequio nei confronti di chi, quei posti lucrosi può garantire. Altro che ricercatori universitari.
Sarà dura rimontare questa china, ma è un punto chiave da affrontare sul serio ed in ogni occasione possibile. Le democrazie possono deperire e molto, con questi metodi.
Potrei raccontare tanti episodi figli di un opportunismo di convenienza, anche qui a Livorno, all’insegna del “tengo famiglia” ovvero “tengo una indennità”. Non lo faccio ora perchè sarebbe lungo, ma lo farò.

Gianfranco Lamberti


La strada maestra

maggio 7, 2007

Oggi si incrociano temi internazionali, nazionali e locali.
Le elezioni francesi, la nascita del PD in Italia e la situazione stagnante che vive la politica livornese possono trovare un ragionamento che contestualizzi il tutto.
Io credo di sì ed è la esigenza invincibile di rinnovamento e di proposte nuove che debbono essere fornite dalla politica agli elettori, ai militanti, pena sconfitte, più o meno annunciate.

Fa bene Bersani a dire che l’unico modo per coinvolgere i cittadini e sulle “proposte” ossia sulle cose concrete, pena la disaffezione ed il declino.
Ecco, noi lo stiamo ripetendo da qualche mese e non a caso lo rifaremo a partire dalla ricerca che presenteremo sull’opera di Ciampi.

La vecchia politica, i dinosauri della politica non si riconoscono dalle magliette e dal colore deila camicia, ma dalla imprescindibile esigenza di ragionare solo di assetti di potere, a prescindere dai contenuti. Non vi pare che a Livorno stia succedendo la stessa cosa? Allora, nello stesso modo in cui è evidente che dobbiamo seguire strade nuove in campo nazionale, e ciascuno nel suo campo cerca di sperimentarle, lo stesso dovremo fare a Livorno.

Se quello che avverto è attendibile, mi sembra sia una esigenza molto diffusa. Allora il terreno della nostra ricerca è proprio questo. Come trasformare un diffuso ed evidente mugugno, in proposte che siano tali da renderlo utile e positivo per la città. Un impegno non da poco, ma certamente importante.

Non so se riusciremo a renderlo chiaro e condivisibile, ma è la strada maestra, anche a Livorno. Per questo dovremo, sempre più stare ai fatti, anche quando si cerca di metterli nel dimenticatoio. La tenacia è una dote importante, in casi come questi.

Gianfranco Lamberti