Parla come mangi

settembre 9, 2008

Purtroppo ancora non sappiamo se l’attuale sindaco si ricandiderà.
Non è una fissa, ma è chiaro che la politica cittadina dipende da questa sua decisione. Nè aiutano a capire come stanno le cose, gli articoli apparsi sulla stampa in questi giorni. O magari aiutano a capire tanto, ma è roba da politichese stretto, messaggi cifrati e credo che ai livornesi non interessi per nulla. Parla come mangi, direbbe il nostro maestro Totò, ma la politica attuale, non solo a Livorno per la verità, è un manuale di bizantinismi tesi a dire tutto e niente, figuriamoci.
Certo c’è tempo fino al 15 ottobre, ma nulla vieta che tale decisione venga comunicata anche prima, servirebbe a dare un punto di riferimento per ogni ulteriore riflessione. Gli scenari cambiano in modo radicale, qui davvero ci vuole poco a capirlo.

ps
il contenzioso per l’attias non riguarda la famiglia Fremura.

ps.2
per rispondere a Grecale che si pone la questione di Veltroni, inteso come un paracadute per chiunque, preciso che io (come tanti) non ho mai ritenuto nessuno portatore di un verbo, nemmeno il grande Enrico, pur tanto amato. Figuriamoci. Tuttavia per chi ha responsabilità di primo piano in sede locale le parole di Veltroni dovrebbero essere seguite da comportamenti coerenti. Mi sembra il minimo.
E poichè ragioniamo delle prospettive di questa città, le scelte (o non scelte) di chi guida il PD a Livorno mi sembrano un dato da capire.


Attendendo di sapere se l’attuale sindaco intende ricandidarsi o meno, e perchè

settembre 8, 2008

Il sunto dell’intervento di Veltroni, che fa Ernesto è molto utile.
Manteniamo il Pathos, come dice lui, di Veltroni.
Ebbene per mantenerlo bisogna essere molto vicini ai problemi veri di tutti e cercare, almeno per quello che ciascuno di noi può fare, di risolverli e non di scaricarsi le responsabilità reciprocamente, in un gioco continuo di scaricabarile.
Se qualcuno ha avuto la pazienza di dedicarsi alla comprensione delle regole per le primarie, dettate dal PD ed ampiamente commentate, capirà che la prima assunzione di responsabilità per un aspirante candidato è quella, minima, di candidarsi.
E se si tratta di un amministratore uscente è quella minima di ricandidarsi spiegando cosa ha fatto per meritare la ricandidatura, tutto qui.
Sembra una ovvietà, ma, leggendo la stampa di questo fine settimana, non sembra che una cosa di evidenza solare sia stata compresa da tutti.
E cosa si è fatto, nello stare ai problemi veri e non a quelli che non esistono, non equivale dire cosa si immagina di fare, chissà come e chissà quando. Sono due categorie del pensiero sostanzialmente diverse.
Possibile che in un città così disincantata e concreta come Livorno, la politica non capisca che deve misurarsi su questo.
Assumendosi le sue responsabilità concretamente. Sennò per chi parla Veltroni?
Quanto ai sogni, di cui si legge tanto, la sinistra che mi piace è quella che li realizza o, almeno dice cosa ha fatto per consentire che si realizzino. Qui, a Livorno, non siamo all’8 settembre. E’ tutta un’altra storia e non si vedono nemmeno in giro coraggiosi partigiani che rischiano la pelle senza pensare a tornaconti futuri.
Basterebbe che qualcuno si provasse a spiegarci la vicenda dell’Odeon, che non è andata in archivio, anzi (tanto per fare un esempio). E tanto per non buttare i palloni in fallo. Attendendo di sapere se l’attuale sindaco intende ricandidarsi o meno, e perchè.

Quanto ai partigiani, Giorgio Napolitano dice cose bellissime. In un momento in cui per me la memoria è un fatto che mi tocca profondamente, gli sono particolarmente grato.

Gianfranco Lamberti


Quando si dice una città da svegliare!

settembre 5, 2008

Ho ricevuto moltissime telefonate da Livorno, rientrerò domenica, che hanno voluto segnalarmi un particolare affetto per il lutto familiare, ma anche hanno teso a capire se avessi ancora voglia di occuparmi della politica verso le prossime amministrative.
Certo che sì. Anzi, aver avuto modo di riflettere su stagioni della politica italiana, in cui la lealtà verso una idea e verso i propri compagni di lotta ed il coraggio di rischiare in proprio e non attraverso filtri protettivi, rappresentavano alcuni valori di fondo, mi ha convinto che occorre assumersi, sempre e fino in fondo le proprie responsabilità.
Del resto se a Livorno siamo ancora e sempre alle premesse di qualcosa ed in altre parti del mondo più che di premesse si fanno articoli sui cantieri che lavorano (parlo ad es di portualità ed infrastrutture), oppure si lavora e molto sulle navi da riparare e non ci si dibatte nell’angoscioso dilemma di chi le ha fatte andare via se pinco o pallino, oppure se le navi c’erano davvero o meno in lista d’attesa, beh si capisce che si è perso tanto, tanto tempo.
Magari per vedere come non mettere in discussione nulla di carriere predestinate, da consolidare. Può essere competitiva una realtà del genere.
A proposito, a Roma per il parcheggio al Pincio si è scatenato il finimondo, PRIMA che i lavori partissero. Comunque la si pensi, il momento è quello.
A Livorno, tranne che questo blog e pochi altri, nessuno ha aperto bocca prima della demolizione dell’Odeon, dopo la demolizione si è aperto, ma con cautela, un dibattito alla memoria. Con l’evocazione quasi da seduta spiritica di un piano della mobilità che è sfuggito ai più. Quando si dice una città da svegliare!

Gianfranco Lamberti


I consuntivi si fanno sulle cose fatte e non fatte. Molto meno sulle simulazioni virtuali

settembre 4, 2008

C’è un gran fervore di feste di partito e di scontri politico culturali.
Mi sembra chiaro che si è aperta una stagione dura, in cui si cerca di prepararsi alle prossime amministrative individuando i temi e le possibili alleanze.
Scorrendo la rassegna stampa di questi giorni leggo una dichiarazione sulle primarie di Marco Ruggeri, il quale affema che bisogna parlare di cose concrete, partendo dal giudizio sull’operato delle amministrazioni uscenti.
Ho riletto due volte. Ed allora partiamo con questo benedetto giudizio.
Dichiarazione impegnativa, da ricordare.
Sempre che il buon Marco non equivochi tra arrivi e partenze. Altre dichiarazioni che ho letto, dalla festa livornese e non solo, mi sembra dicessero l’esatto contrario.
Non ho avuto molto tempo, ma mi sembra un punto centrale.
Anche perchè i giudizi si fanno sui consuntivi e questi si fanno sulle cose fatte e non fatte. Molto meno sulle simulazioni virtuali.
Alla buon’ora, anche se, tra parlare di giudizi e consuntivi e farli davvero, in modo democratico e partecipato, ce ne passa. Staremo a vedere, tanto non bisogna attendere molto. A Livorno non mancherà materiale sul quale discutere, in un modo o nell’altro. A proposito, opportuna la precisazione di ATL sulle operazoni immobiliari incentrate sull’Odeon. Mi sembra faccia capire molte cose, cui ieri ci riferivamo.

Gianfranco Lamberti


Tutte queste operazioni immobiliari, senza una decisione consiliare a monte, sarebbero davvero singolari, a dir poco

settembre 3, 2008

Ringrazio tutti per il pensiero rivolto alla scomparsa di mio padre. La citazione di Gino Paoli, fatta da Ernesto, è bellissima.
Difficile rimettersi a ragionare sulla politica livornese. che mi sembra davvero incartata dentro percorsi che non portano molto lontano, se non nel settore immobiliare.
Che poi ci si trovi ancora a parlare di Odeon, con l’ATL che entra in campo, per scambiare immobili (siamo sempre lì) e di un piano della mobilità da attuare, secondo il resonto che leggo scaricando l’articolo, fa cadere le braccia. Ma dove si trova questo benedetto piano della mobilità, sulla base del quale si è scatenato tutto ciò? io ho cercato in tutti gli atti del Comune di questo mandato, approvati in Consiglio, e non ne ho trovato traccia. Chissà se la notizia riportata dalla stampa è un indizio attendibile della sua esistenza, oppure è solo un auspicio del cronista.
Il fatto resta delicato, anche perchè tutte queste operazioni immobiliari, senza una decisione consiliare a monte, sarebbero davvero singolari, a dir poco.
Certo contano anche i libri da commentare e le dinamiche tutte interne ai partiti, ma se si stesse ai fatti si farebbe un buon servizio per Livorno. Ed i fatti, nell’amministrazione di una città, sono gli atti approvati e la loro coerenza e correttezza. Verificare che ciò accada e sia accaduto non cade in prescrizione, non vi è una data di scadenza come per il latte.
Mi dispiace solo di non aver potuto essere presente ai numerosi dibattiti della festa.
Non posso commentare nulla, chissà se ho perso qualcosa di importante o solo una esibizione, come dice Paolo de Angelis. Ma lo capiremo presto.

Gianfranco Lamberti


Chi si candiderà a Rosignano?

settembre 1, 2008

domanda Kinto, assiduo commentatore di questo blog. Gianfranco Lamberti gli risponde:

“Caro kinto, In attesa di qualche materializzazione credibile delle primarie, non possiamo certo sapere chi si candiderà a Livorno, come a Rosignano. Oppure si sa già tutto? E allora che perdiamo tempo a fare? Anche se, purtroppo, a perdere tempo ci si fa l’abitudine, tanto non costa fatica e se, perdendo tempo, si perdono posti di lavoro e tante altre cose, si tratta di effetti collaterali. Spiacevoli magari, ma collaterali. Tra una festa e l’altra.”


L’identificazione del partito locale con chi guida l’amministrazione è una situazione mai vista a Livorno

settembre 1, 2008

Grecale (*) fa analisi che io condivido in pieno e non da ora.
Il sostanziale immobilismo livornese ha radici complesse, ma una sovrapposizione, direi ormai una L’identificazione del partito locale con chi guida l’amministrazione, è una situazione mai vista, a Livorno non la ricordo.
Certo, la cosa può dare vantaggi e consentire di programmare percorsi personali abbastanza prevedibili, ma non aiuta nè il partito, nè la città. Tra l’altro lo relega in una dimensione tutta locale, minimalista. Credo un caso più unico che raro, in Toscana e nel paese, basta farsi quattro conti.
Se poi ci si mette un sistema di relazioni non solo politiche, sulle quali mi riservo di approfondire con un pò di calma, assai strutturato e ben studiato, il quadro si completa.
Quanto all’opposizione, di destra e di sinistra, si vedono segnali di vitalità recenti, ma fino ad ora ha avuto il sopravvento una opposizione di sua maestà, ossia una opposizione agguerrita al peperoncino, con l’unico obbiettivo di rimanere all’opposizione, secula seculorum, con qualche beneficio qui e là. Insomma sostanzialmente non interessata ad una partita da giocare per vincere.
Ecco Livorno è un pò così. E la stampa la registra per come è, magari un pò assuefatta ed arrendevole, ma per fortuna ancora con qualche momento di vivacità. Negli ultimi tempi c’è qualche prezioso spiraglio. Speriamo bene e che si allarghi, è una cosa decisiva per superare l’immobilismo di cui sopra. E’ doveroso, Serve alla città , non ad un singolo personaggio, più o meno simpatico.
Ed infine c’è anche lo squalo, quello vero (vedi la cronaca cittadina di oggi, NdR), di cui parla kinto (*). E’ stato catturato e credo proprio che non potrà dare mostra di sè a Natale del 2009, nemmeno travestito con la barba bianca. Per un meridionale avvezzo ai segni scaramantici, è davvero un buon segnale!

Gianfranco Lamberti

(*) comentatore di questo blog