E’ tutto un fuoco di artificio di idee che partono e non arrivano da nessuna parte

agosto 9, 2008

Anche io penso che la formula di Effetto Venezia sia un pò usurata, per usare un eufemismo e che bisognerebbe ripensare lo scenario. Anzi andrebbe cambiato lo scenario. Peraltro, la nascita di Effetto Venezia coincise, all’epoca, con la partenza del progetto di riqualificazione urbana del quartiere, poi vi sono state molte sperimentazioni ed evoluzioni. Ed il progetto di riqualificazione si è impallato su Piazza del Luogo Pio. Ora si pensa ai concorsi di idee per il mercato del pesce da trasferire, sì ma come dove e con quali soldi?

E’ tutto un fuoco di artificio di idee che partono e non arrivano da nessuna parte. Poichè il rendiconto è assai vicino, ne faremo una lista lunga e gustosa, condita da commenti eduardiani. Ormai siamo ad Effetto Livorno. Finiremo con effetto e basta, ognuno ci metterà quello che gli pare e ci berrà su una bella birra. Alè. Io poi non amo il fritto misto, sarà per il colesterolo. Le proposte di questa estate mi sembrano tanto un fritto misto senza capo nè coda. Hans (*) pone questioni serie, così come Paolo de Angelis (*); a quelle di Voltaire (*) ci siamo abituati, sono davvero doc.

Gianfranco Lamberti

(*) commentatore di questo blog


Il commento di G. Lamberti: il bandolo della matassa

giugno 7, 2007

Una cronaca molto interessante, oggi. Nè si può dire che non l’avevamo in qualche modo intuita, ieri. Due punti su tutti. Le trame contro il rigassificatore di Livorno e la questione di Piazza del Luogo Pio. Sul Luogo Pio ci torneremo, ma certo mi fa piacere che Rifondazione ora riscopra la qualità del mio iniziale progetto di riqualificazione. Meglio tardi che mai. Ma la storia è più complicata e riguarda tutta una ridistribuzione di volumi, non certo la valutazione sulla qualità del progetto. Quello che mi domando è come non si debba mettere come priorità la qualità, in una piazza così e non gli equilibri economici, che ne sono una conseguenza. Come al solito, priorità invertite.

Ma quello che colpisce è la vicenda del gas, ed ancora una volta non posso che ringraziare la fortunata coincidenza di aver potuto, subito e davanti al ministro Matteoli, al Presidente Martini ed a tutte le autorità e le forze politiche cittadine, illustrare i contenuti della proposta appena arrivata sul mio tavolo. Lo ribadisco, gli antidoti contro trame più o meno lecite sono la trasparenza assoluta e nessuna reticenza.

Alla luce di quello che si legge oggi, forse si può capire meglio il perchè di entusiasmi e rallentamenti nella procedura, come di attenzioni notevoli e disinteresse inspiegabile. Forse è tutta una tempesta in un bicchier d’acqua e forse no. Del resto sono mesi che pongo domande inevase su questa questione. Ora più che mai occorre che arrivino tutte le risposte necessarie.

Se si legge tra le righe, si capiscono molte cose, magari anche sulla difficoltà ad aprire voci libere ed indipendenti, tanto libere che parliamo tutti i giorni da mesi di cosa pensiamo e lasciamo con tenacia che tutti ci leggano, senza alcuna remora, anzi. Forse anche per questo abbiamo superato quota 50.000. Grande, la democrazia del web. E poi, come nei film americani del filone giudiziario, mai perdere di vista il bandolo della matassa, naturalmente presente nelle scene iniziali. Basta saperle guardare e non perderle d’occhio.

Gianfranco Lamberti


Il commento di G. Lamberti: tempi di realizzazione e informazione

maggio 30, 2007

porta-a-terra.jpgPer non essere generico, proprio oggi il Tirreno contiene un inserto sulla Porta a Perra, che è un esempio di interventi coordinati e coerenti, tra investimenti pubblici e privati e ruolo di governo della PA. La cosa ebbe una gestazione complessa, dopo il PRG del 99, poichè al tavolo con i privati si discusse molto delle esigenze diverse e tutte rispettabili. Si sottoscrisse una convenzione, ovviamente. Tutto è partito contestualmente e si è chiuso in tempi molto rapidi, dopo la sottoscrizione. Poi fummo presi ad esempio, con riconoscimenhti nazionali e soddisfazione di tutti.

Tra fare purchè si faccia e non far nulla, c’è sempre la possibilità di far bene. I tempi biblici del palasport derivarono da un contenzioso apertosi sulla base di scelte discutibili (allora le condividemmo tutti; io mi occupavo d’altro, ma ero in Giunta e non ho mai scaricato nessuna responsabilità, anzi, ho solo cercato di dare soluzioni ai problemi, per quanto mi è riuscito).

Circa i due tempi, ma anche tre o quattro, non c’è niente di scandaloso, purchè ci siano davvero e non siano solo una ipotesi senza nessun riferimento preciso, nel qual caso il tempo si riduce ad uno solo. Niente di scandaloso ma è come si faceva venti o trenta anni fa, ma di acqua ne è passata tanta (penso alla finanza di progetto, ad esempio).

Per Piazza del Luogo Pio non ho capito molto, in particolare rispetto ai volumi complessivi (sono gli stessi, sono aumentati?) ed alla congruità del disegno con il contesto. Forse un pò di informazione in più servirebbe a fugare dubbi, senza che si debba perdere tempo.


Fatti del giorno: piazza del Luogo Pio. Il commento di G. Lamberti. 24 maggio

maggio 24, 2007

Il mio ottimismo era riferito all’incontro di ieri in Accademia Navale (Ndr: vedi il post precedente). Si tratta comunque di una delle istituzioni più prestigiose del nostro Paese ed avere simpatia verso di noi dal suo più autorevole rappresentante, è una cosa assai importante.

Quanto all’urbanistica, sono anche io convinto che bisogna innanzi tutto fugare il dubbio che si decida sotto la pressione di interessi, del tutto leciti, di chi realizza volumi edificabili, piuttosto che della città. Ora, non conosco la sintesi dell’assessore Picchi nel dettaglio e non posso giiudicare, se non affermare che Picchi è una persona seria e corretta. Forse sarebbe utile capire meglio l’evoluzione del progetto ed i volumi, visto che se essi sono distribuiti in lungo od in largo non cambia molto, sotto certi aspetti.

Ricordo l’idea iniziale che era quella di ripristinare quanto era stato demolito dalla guerra, ricostruendo il contesto storico del quartiere; un progetto che presentammo a tante manifestazioni di Effetto Venezia. Ha ragione Picchi a dire che ci si lavora da anni. Forse varrebbe la pena capire cosa si è cambiato, solo il disegno o anche i volumi e perchè. Insomma ci vuole una variante al piano e perchè? La chiarezza aiuta tutti e fa fare prima e meglio le cose, è l’anima di una buona amministrazione. Poi, il nostro lettore Voltaire potrà meglio regolarsi e non sono certo contento della sua defezione. Ma, assicuro, le intenzioni erano, in modo esplicito, le migliori e conosciute da migliaia di cittadini, che non manifestarono opposizioni di sorta. Ma, vale la pena di capire meglio come stanno le cose, almeno in questo caso, prima di trarre conclusioni.

Cosa diversa è la questione dell’Odeon o di Terme della Salute, assai diversa in verità. Spero che saremo messi in grado di capire tutto senza incertezze. Così davvero, citando Borsellino e Ernesto Scontento (altro lettore del blog), ognuno di noi potrà fare per quel che sa!

Gianfranco Lamberti

In alto: Viale Caprera in una fotografia scattata prima della guerra.

Chi desidera conoscere per sommi capi quali interventi verranno effettuati in Piazza del Luogo Pio può visitare questa pagina del sito del Comune di Livorno. Avvertiamo che che si tratta di un documento piuttosto vecchio e (presumiamo) non aggiornato.