Un pericolosissimo segnale politico. di G. Lamberti

gennaio 10, 2008

Io non ho capito molto bene come sia andata a finire la verifica. Sarò sincero, a me è sembrato un inutile esercizio per evitare di fare quello che andrà comunque fatto a fine di un mandato. Il rendiconto delle cose fatte e non fatte.
L’ho detto in una intervista e mi ripeto. Non riesco a trovare una idea nuova che sia una. Tranne la trovata di assegnare tenacemente a chi c’era prima la colpa delle cose non fatte o fatte male. Questa sì che è una vera novità nella storia politica di questa città, lo riconoscerà anche fnp (*), ma non il massimo della correttezza e della lealtà, non solo politica. Ne riparleremo.

Al contrario, l’unico segnale di novità che riesco a leggere è l’annuncio di nuovi strumenti urbanistici. Bene è possibile, ma non ho letto una sola riga per dare una spiegazione a questa esigenza, a parte le questioni che sono da anni sul tavolo dell’interfaccia porto città e del nuovo PRG del porto. Allora, parlare di un nuovo PRG, senza sostanzialmente dire perchè, senza disegnarne limiti ed obiettivi, ma solo come esigenza di novità, è un pericolosissimo segnale politico, in una fase preelettorale.

Quali analisi, quali dati, quali tendenze di sviluppo, quali tendenze demografiche, quali esigenze infrastrutturali e via e via, tutto il corredo necessario per decidere di cambiare le regole che governano il territorio? Sono preoccupato, Paolo De Angelis (*) lo capirà bene; i buoni propositi su cui farsi giudicare, se non si capisce bene cosa sono, non sono lettere a Babbo Natale ma qualcosa di assai diverso. Quali decisioni volete che si prendano in pochi mesi, con le procedure che, per fortuna, la legge impone assai rigorose? Mentre io continuo e continuerò a farmi domande assai delicate sull’Odeon, sulle Terme della Salute, sul Nuovo Centro e la logica dell’intesa sottoposta al Consiglio su quelle aree e così via. E poi, ma le aree al di là della variante si impegnano o no? Quali concetti di sviluppo ecosostenibile vengono modificati, rispetto a quelli sostenuti in passato dagli assessori all’ambiente del Comune di Livorno (li ricordate ?). Cosa è cambiato? La posizione delle colline?

Come vedete credo assai poco a Babbo Natale, sarò malfidato, ma ho smesso di crederci da tanti anni, purtroppo. Ecco un piccolo esempio di cose concrete su cui discutere e su cui fare politica davvero, per guardare avanti e con nuove energie, certo su questo sì che sono d’accordo.

Gianfranco Lamberti

(*) commentatore di questo blog


Una buona notizia e una battuta incomprensibile. di G. Lamberti

agosto 2, 2007

Leggo solo ora, dopo un viaggio sud-nord.
La firma del protocollo a Roma, è una buona notizia, da noi attesa ed auspicata da quasi tre anni (in barba ai proclami sulla discontinuità). Il progetto è sempre quello, ovviamente, approvato a suo tempo in Consiglio Comunale e che abbiamo descritto più volte. Su di esso pende un ricorso al TAR e vedremo. Molto importante, comunque, l’intesa tra le diverse amministrazioni.
Capiremo meglio dopo la conferenza stampa, ma vedere finalmente andare avanti quel progetto e vederlo così glorificato (una volta tanto) dalla amministrazione che lo ha ereditato, non può che farmi piacere.
Mi riservo un commento, soprattutto per capire se il protocollo sottoscritto differisce da quello predisposto con Gianni Letta oltre tra anni fa oppure vi sono variazioni e quali.

La battuta sulla domanda “se finalmente si andrà a toccare le aree oltre la variante” è francamente incomprensibile. Perchè (o per chi) finalmente?
Oltre la variante non si andò, per vincoli ambientali connessi al sistema delle colline, quei vincoli che non ci consentirono di rendere edificabili le aree oltre la variante la cui proprietà è ben nota.

Si intrecciano molti degli argomenti trattati sul blog, più di quanto non si possa pensare. Avremo modo di affrontarli pubblicamente e non solo qui. Ma non starei a guardare se c’entrano sempre le coop, il problema non sono le imprese, anche cooperative, che hanno un storia e fanno il loro mestiere, ma chi detta le regole. Il punto è sempre quello.

Gianfranco Lamberti