Credo proprio che mi sfugga qualcosa

giugno 10, 2008

La Spil ed il suo uso per la vicenda Odeon sono un passaggio assai delicato. Ho manifestato perplessità fin dal primo momento. Dove abbia trovato i soldi per quella operazione non lo so. Il baluardo in mano pubblica era nel complesso la Stu, ma da quello che capisco non mi sembra abbia più significato. Un pò come la Stu per il Nuovo Centro che è stata soppressa ancora non ho capito perchè.
Allo stato mi sembra che il modello non sia più quello di un controllo pubblico su questi processi di trasformazione urbana, se non quello della verifica della corrispondenza gli strumenti urbanistici. E ci mancherebbe altro. Ma davvero vecchio stile. Quanto alle riparazioni, mi meraviglia come anche il sindacato non abbia alcuna voce da far sentire, e dire che all’epoca la terza gamba era un punto fondamentale. Credo proprio che mi sfugga qualcosa.

Gianfranco Lamberti


Non si può essere dialoganti sulle cose che non contano nulla e contare i numeri quando si decide qualcosa davvero

maggio 16, 2008

Oggi, nella breve cronaca sulle ricadute politiche della inedita e sconcertante conclusione consiliare della vicenda del Nuovo Centro (una cosa enorme e che condizionerà la vita livornese per lustri), si possono leggere tra le righe molte cose, tutte importanti.
Ma vorrei essere come la goccia che scava la roccia. Quali le scelte che erano in discussione e che non sono state, di fatto, discusse. A parte il dovuto, che è stato “quasi” sancito dai tribunali della repubblica e che andava onorato, ricordo: rapporto pubblico privato, qualità progettuale, ricadute occupazionali e di sviluppo, quantizzazione in indici e superfici cedute, quali iniziative per rivalersi su ministeri e regione e così via.

Domande senza risposte, che probabilmente una risposta ce l’hanno pure, ma che dovrebbe essere messa di fronte ai cittadini ed alle forze politiche con chiarezza. Trattate in modo esauriente e chiaro. Altrimenti rimangono dubbi che non sono nell’interesse di nessuno, ma soprattutto rimane un percorso che non ci ha messo nelle condizioni di capire davvero cosa è successo. Un percorso da addetti ai lavori. Questo senza entre nel merito di diritti acquisiti, che sono altra cosa e di cui tutto si sa. Certo si leggono bonarie ramanzine e penultimatum di qualcuno, ma ci siamo orami abituati.

Mentre non leggo un commento del partito principale. E dice il giusto Rifondazione Comunista, con cui pure mi sono confrontato per anni, che si tratta di una situazione senza precedenti (e penso anche a chi mi ha preceduto). Se il problema è avere la maggioranza e che gli altri non rompano, mi sembra si sia fuori stagione politica. Basta vedere Veltroni e Berlusconi.

Ma non si può essere dialoganti sulle cose che non contano nulla e contare i numeri quando si decide qualcosa davvero. Non serve innanzi tutto a chi governa ed ha il dovere di farlo al meglio, ma nemmeno alla città che deve poter capire cosa succede davvero.
Insomma , se si può approvare un PRG senza far uscire nessuno dall’aula, si potrà anche fare per un Piano Particolareggiato, che ne rappresenta una parte.
Naturalmente, l’ostruzionismo va ugualmente condannato e non può immobilizzare nessuno.

Problemi complessi da gestire, quindi. Ma che amministare fosse una cosa semplice non l’ha mai pensato nessuno. Almeno quando si deve passare dalle parole ai fatti.

Gianfranco Lamberti


Una gestione di questi processi decisionali di basso profilo e senza spazi di reciproca interlocuzione

maggio 15, 2008

Cuore ed idee, dice il nostro commentatore “Voltaire”.
Ieri sono stato in Consiglio Comunale a portare qualche invito per la nostra iniziativa di lunedì. Una roba incredibile, una confusione assai marcata e l’occupazione dello spazio fatto di capannelli, chiacchiericci, attività diverse. Un brutto spettacolo, che presuppone la mancanza di un confronto costruttivo. Sfociato poi, inevitabilmente con l’abbandono dell’aula da parte di tutte le opposizioni, su di un provvedimento chiave per il futuro della città.
Una gestione di questi processi decisionali di basso profilo e senza spazi di reciproca interlocuzione, per addetti a lavori. Poi a latere tutta la retorica della partecipazione sulle cose che non contano niente.
Non credo si possa essere soddisfatti di tutto ciò.
Sfido qualcuno dei non addetti a capire sui cosa ci si è confrontati e divisi, anche in modo così clamoroso. La sostanza, insomma, dei fatti. Gli addetti lo sapevano e lo sanno benissimo, eccome, non hanno bisogno di leggere le cronache.
Anche in questo blog abbiamo continuato a reclamare un confronto su qualità, dimensioni, prospettive, possibilità di risarcimenti ministeriali, ricadute occupazionali, sviluppo sostenibile e quanto altro. Ho ricordato come si è approvato l’intero piano regolatore in modo diverso, nessuno ha mai abbandonato l’aula. Un’altra storia.
Se tutto si riduce a contarsi e non c’è più partiti che discutano davvero di cose importanti per i cittadini oltre che degli organigrammi, si capisce bene come qualcuno si preoccupa dei tantissimi voti persi dalla sinistra (un milione e mezzo) e del mancato sfondamento al centro, per i probabili lunghi anni di governo di Berlusconi. Magari con rinnovato bon ton. E qualche posto in qualche commissione o cda.
Sarà, ma non credo ci si possa accontentare di questo, da nessuna parte. Come dice “Voltaire” e condivido.

Gianfranco Lamberti


Qui qualcosa è andato in tilt

maggio 14, 2008

Ha ragione Marco Sisi.
La cronaca del Corriere segnala retroscena importanti, ma anche la lettura del Tirreno, in versione più contenuta, fa capire la situazione. Anche se non cita le posizioni critiche di pezzi di maggioranza, decisivi per l’approvazione del provvedimento.
Innanzitutto la sostanza.
A quanto si legge, non ci sarà alcun emendamento in discussione. Un fatto di una estrema delicatezza sostanziale, vista la gigantesca dimensione dell’intervento ed i molti dubbi su procedure, qualità ed obiettivi che si erano già posti nel precedente dibattito. Rapporto pubblico privato, cessione di terreni ed indici, nessuna iniziativa verso ministeri e regione per recuperare parte del valore, modificazione dell’impianto urbanistico a svantaggio di qualità e potenzialità future di interesse generale.
Naturalmente, fermo restando il dovuto dopo anni ed ani di contenzioso.
Chiudere una partita del genere senza un confronto consiliare costruttivo è un danno innanzi tutto per la città.
Se poi si tiene conto che abbiamo, in passato, approvato un intero Piano Regolatore discutendo pazientemente nel merito osservazione per osservazione e relativi emendamenti, si capisce che qui qualcosa è andato in tilt.
Se perfino Trotta, normalmente assai misurato, denuncia il fatto che mai aveva visto una cosa così, c’è da riflettere. Ci siamo misurati per anni sulle questioni urbanistiche, ma non mi ricordo di nessuno che abbia mai abbandonato l’aula, in questo modo.
Ripeto, la cosa è assai grave nella sostanza delle scelte e nel metodo di un confronto democratico. Se poi si potesse leggere sulla stampa (lo spero proprio) quali sono le osservazioni più significative e gli emendamenti più caratterizzanti, forse i livornesi capirebbero meglio una questione che segnerà la vita loro e dei loro figli per anni. Molto più del rituale delle tattiche politiche di giornata, in vista della scadenza amministrativa.

Gianfranco Lamberti


I dati del “Sole 24 ore” dimostrano una situazione di difficoltà. di G. Lamberti

dicembre 18, 2007

I dati dello studio pubblicato sul “Sole 24 ore” dimostrano una situazione di difficoltà. Mi riservo di leggerli con un pò di attenzione.
La mia impressione è che, comunque, a fronte di un modello di sviluppo che si era esaurito non si sia di fronte al decollo di nulla di nuovo, come dice Fattinonparole non si sono nemmeno accesi i motori. Intanto su questo, che riguarda presente e futuro, se per accendere i motori ci vogliono anni e anni e non se ne capisce davvero il perchè, il problema va posto. E poi tutte le dinamiche di sviluppo del porto, a quel che sembra, impongono tempi assai lunghi inevitabilmente, e poi la vicenda del Nuovo Centro è una occasione probabilmente perduta sul piano di un vero disegno strategico di prospettiva e poi rispetto alle riflessioni oggetto della cosiddetta verifica in Comune non riesco a capire se c’è un minimo di analisi di questi fattori di declino e quindi è difficile che si creino presupposti necessari ad interventi mirati. E via di questo passo.
Si potrebbe continuare e dovremo farlo. Spunti ce ne sono moltissimi e guardano tutti al futuro ed alle prossime scadenze della economia e della politica.

Gianfranco Lamberti


Il commento di Lamberti

dicembre 14, 2007

La cronaca riporta, su tutta la stampa cittadina, la mia conferenza stampa sulla vicenda del contenzioso Fremura.
A parte le calunnie, per le quali ho coinvolto l’avvocato Uccelli (a tutela di tutte le amministrazioni, compresa l’attuale, un vero paradosso che debba farlo io e chi è in carica accetti supinamente ogni allusione a procedure scorrette), e le assurde affermazioni di Boirivant, per il quale io avrei tenuto nel limbo atti, alcuni dei quali sono stati notificati durante il mandato di Cosimi (!) , la sostanza è l’altra.

Si capisce, ma lo sottolineo. Come si fa, maggioranza ed opposizione, a parlare per giorni e non rendersi conto che il vero punto era chi doveva risarcire la famiglia Fremura? Ma vi sembra una cosa da nulla dare per scontato che decine di miliardi li paghi Livorno, piuttosto che 2 ministeri e la Regione, in quota parte?
Fiumi di chiacchiere a parlar d’altro, tanto da non far venire il dubbio se non fosse una pantomima, sulla pelle dei livornesi.

Senza entrare in questo ragionamento nel merito delle modalità risarcitorie, ma, PRIMA , era doveroso capire bene e fino in fondo CHI doveva risarcire. Insomma si è discusso sul modello di auto da acquistare e non su chi doveva tirare fuori i soldi, il vero punto della vicenda. Si dice, vedremo poi! e già, e come dopo una transazione a due con risacimento attraverso terreni ed indici edificatori? Forse non ho sufficienti informazioni e le mie preoccupazioni sono eccessive, ma, sul piano politico, è inaudito che non sia stato questo il punto vero del confronto consiliare.
Poi c’è da commentare la verifica, lo faccio dopo, sono arrivati i pompieri perchè una vicina ha dimenticato la chiave di casa e devo aiutarli, il bello della diretta!

………………..

I pompieri hanno risolto brillantemente.
Chissà a chiamare i pompieri per la politica cittadina, forse ci darebbero una mano.
Quanto al documento oggetto di verifica politica nella maggioranza, è di difficile comprensione anche sul piano lessicale. Ma non mi sembra che ci sia molto, anzi.
Quello che veramente stupisce è che si stia in trepida attesa dell’assenso di qualche consigliere che possa entrare in giunta cui affidare finalmente le questioni della mobilità, senza che a nessuno sembra importare niente della mobilità effettiva dei cittadini (parcheggi, piani, mezzi pubblici pedonalizzazioni etc). Il commento è molto comprensivo del travaglio in corso, tempi prenatalizi anche per la stampa. Insomma il vero problema della politica livornese è la mobilità di un consigliere verso la giunta, oppure con arditissima deviazione in corsa, verso la presidenza del Consiglio Comunale. Non dovrebbe essere difficile, visto che la distanza è di circa 1 metro, ma volete mettere?
Direbbe il solito Totò, ma fateci il piacere!

Gianfranco Lamberti


Una riflessione politica sul percorso seguito per il Nuovo Centro. di G. Lamberti

dicembre 5, 2007

Si è conclusa questa fase del confronto consiliare sul Nuovo Centro.
Per la verità è difficile raccapezzarsi in riassunti giornalistici, rispetto ad una maratona. Una sola riflessione tutta politica.
Era difficile, se non impossibile, con il percorso che è stato seguito, consentire ad altri di approvare questo piano. L’assenza di una fase di indirizzo politico, cui far seguire i rapporti con i tecnici ed i privati interessati e non l’inverso, ha impedito quel confronto. Non capisco se si è trattato di una scelta voluta o capitata per caso.

Così come la mancanza di motivazioni comprensibili per un osservatore ad un coinvolgimento delle altre istituzioni statali e regionali, che lo stesso Fremura indica come soggetti cui indirizzare le proprie richieste economiche. Se il ragionamento è stato prima paghiamo noi con un accordo a due, poi ci rivaliamo con gli altri, stiamo freschi! E non si tratta di noccioline.

Infine l’abbandono della STU, che invece si continua ad usare sulla Porta a Mare. Qui è facile capire, meno facile capire chi fa finta di non capire, soprattutto a sinistra (scusate il bisticcio).

Che tutto questo poi significhi una fase nuova, quando nè la Porta a mare, nè il Nuovo Centro sono arrivati a momenti operativi conclusivi, in cui poter davvero valutare la qualità reale degli interventi, la loro cronologia, la loro interrelazione con il resto del tessuto cittadino, è una ciambella, che serve solo a dare una mano a quanti vorrebbero entrare nelle giunte oggi. Nè credo possibile che ci sia qualche forza politica, a partire dal PD, che, presa a spintoni, voglia decidere oggi chi e cosa presentare ai cittadini tra 1 anno e mezzo. Sarebbe una vera follia.

Gianfranco Lamberti