Tutte queste operazioni immobiliari, senza una decisione consiliare a monte, sarebbero davvero singolari, a dir poco

settembre 3, 2008

Ringrazio tutti per il pensiero rivolto alla scomparsa di mio padre. La citazione di Gino Paoli, fatta da Ernesto, è bellissima.
Difficile rimettersi a ragionare sulla politica livornese. che mi sembra davvero incartata dentro percorsi che non portano molto lontano, se non nel settore immobiliare.
Che poi ci si trovi ancora a parlare di Odeon, con l’ATL che entra in campo, per scambiare immobili (siamo sempre lì) e di un piano della mobilità da attuare, secondo il resonto che leggo scaricando l’articolo, fa cadere le braccia. Ma dove si trova questo benedetto piano della mobilità, sulla base del quale si è scatenato tutto ciò? io ho cercato in tutti gli atti del Comune di questo mandato, approvati in Consiglio, e non ne ho trovato traccia. Chissà se la notizia riportata dalla stampa è un indizio attendibile della sua esistenza, oppure è solo un auspicio del cronista.
Il fatto resta delicato, anche perchè tutte queste operazioni immobiliari, senza una decisione consiliare a monte, sarebbero davvero singolari, a dir poco.
Certo contano anche i libri da commentare e le dinamiche tutte interne ai partiti, ma se si stesse ai fatti si farebbe un buon servizio per Livorno. Ed i fatti, nell’amministrazione di una città, sono gli atti approvati e la loro coerenza e correttezza. Verificare che ciò accada e sia accaduto non cade in prescrizione, non vi è una data di scadenza come per il latte.
Mi dispiace solo di non aver potuto essere presente ai numerosi dibattiti della festa.
Non posso commentare nulla, chissà se ho perso qualcosa di importante o solo una esibizione, come dice Paolo de Angelis. Ma lo capiremo presto.

Gianfranco Lamberti


Lo diciamo dal primo momento e continueremo a dirlo in tutti i modi.

agosto 29, 2008

Rileggo quanto scrive il Comitato ed un particolare mi colpisce. Scrive che l’operazione sarebbe diventata “appetibile” nel marzo 2004. Una data che a me risulta incomprensibile.
Almeno per quanto mi riguarda. Non ho approvato alcun progetto relativo all’Odeon, nè la Spil allora presieduta da Massimo Guantini mi risulta si fosse imbarcata in una simile avventura. Quindi di quale appetibilità si parla?
Se sono accadute cose a mia insaputa, lo denuncerò pubblicamente ed in tutte le sedi. Quindi se qualcuno sa cose che io non so fa bene a dirlo chiaramente.
Rimane, quindi, tutta la mia contrarietà a quella operazione. Tra l’altro, dal mio punto di vista, avviata in completa assenza di un atto di riferimento, del Consiglio Comunale, sulla mobilità urbana che la giustificasse e sulla base del quale investire una somma cospicua. Al contrario era in corso di concessione il parcheggio pertinenziale e sotterraneo di Piazza Magenta, affidato anche quello (come quello della Bellana) attraverso una pubblica gara e non portato a compimento, senza un motivo esplicito e motivato in atti. Tutte questioni di una delicatezza estrema, sotto tutti i profili. Lo diciamo dal primo momento e continueremo a dirlo in tutti i modi.

Gianfranco Lamberti


Ognuno ha le sue pene e c’è chi ne ha di peggiori delle nostre

agosto 22, 2008

Suv? un nome che mi ricorda qualcosa a proposito di cose buttate lì alla vigilia delle nozze, per raccogliere la battuta di Marco Sisi. Ognuno ha le sue pene. E’ vero, nessuno ne è convinto più di me. Basta non rassegnarsi. Anche a Napoli conosco tantissime persone eccellenti che certo non si rassegnano alla camorra e devono viaggiare scortati. I nostri problemi sarebbero un pò più semplici da risolvere e non dovrebbe nemmeno servire la scorta. A Livorno ci vuole meno coraggio che ad Islamabad, questo è certo.

Gianfranco Lamberti

(NdR: da un commento scritto in risposta a varie osservazioni di alcuni lettori in cui tra il serio e il faceto si segnala che le strade di Kabul e Islamabad sono tenute meglio di quelle di Livorno, e che gli amministratori di Napoli hanno a suo tempo deciso di puntare sulle attività di riparazioni navali, creando le premesse per l’attuale successo di questo settore dell’industria partenopea).


Occorre una scossa profonda ed innovativa

agosto 21, 2008

Rispondo a Massimo (*), con grande attenzione e partecipazione. Quando si parla di occupazione e sviluppo del territorio bisognerebbe fare, piuttosto che i soliti dibattiti sulla luna, un esame rigoroso di quello che si può fare, quello che si è fatto e quello che si sarebbe potuto fare e, soprattutto, del tempo che si perde in chiacchiere.
La vicenda delle riparazioni navali è sicuramente centrale. Non può essere messa in un dimenticatoio e pensare magari a quello che si potrà fare tra dieci anni.
Un esempio tipico di una Livorno declinante. Io continuo ad essere convinto che il tempo si perde futilmente allorquando esiste una situazione politica e non solo, in cui tutto sembra già scritto, l’economia cittadina in fila davanti ad un paio di porte e magari operatori che altrove a giro per il mondo (non solo i riparatori) dimostrano capacità e dinamismo, mentre a Livorno si vive di rendita. Occorre una scossa profonda ed innovativa, visto che qualità esistono e voglia di fare pure. Sarebbe l’ora che si smettesse di mettersi in fila davanti a quelle porte con il timore di disturbare qualcuno, ma via non succede più da nessuna parte d’Italia.
Del resto vediamo cosa dice Beppe Ranucci su Effetto Venezia, con argomenti che abbiamo più volte sottolineato qui, a partire dal rapporto costi (da conoscere senza reticenze, è il minimo) benefici, per capire che c’è chi ragiona e si interroga ed ha un pò di coraggio per dire la sua.

Oppure basta leggere quanto sostiene l’ACI sulla vicenda dei parcheggi e l’Ospedale, una storia davvero paradossale, con una urgente ed improvvisa eliminazione di parcheggi che esistevano da decenni, senza preoccuparsi prima – prima che diamine non è poi così complicato – di realizzare le alternative, alcune addirittura già cantierabili, come ho facilmente documentato sulla stampa. L’ACI parla di tempi giurassici, eggià.

Insomma una situazione di sostanziale immobilismo e di scarsa capacità di trovare nuove idee realmente efficaci. E le cose già in cantiere che partono con calma olimpica, magari dopo anni e nemmeno al meglio.
Ma per curare una malattia occorre fare una diagnosi precisa e questa va fatta senza reticenze, visto che sta concludendosi un mandato intero (cinque anni !) da valutare puntualmente. Forse varrà la pena di dedicare un pò di tempo al rapporto tra le cose dette, annunciate, le riflessioni interminabili, i convegni di studio e le cose fatte realmente.

Una ultima riflessione. L’on Fioroni, autorevole esponente del mio partito, dice oggi sul Corriere della Sera che bisogna evitare satrapie locali che ingessano tutto e bloccano le potenzialità di rinnovamento che erano alla base della nascita del PD. Appunto.
Spero, come dice Paolo de Angelis (commentatore di questo blog), che il flusso stagionale della nostra stampa aiuti finalmente a capire la situazione livornese, io continuo ad aver fiducia. Altrimenti per Massimo e non solo per lui, le prospettive si assottigliano davvero.

Gianfranco Lamberti

PS. Sempre a proposito di Massimo, credo proprio che gli investimenti su Napoli non siano venuti dalla luna, ma da corretto rapporto tra i diversi livelli istituzionali e dalla attenzione che è stata rivolta, negli scorsi anni, a quello scalo. Ho rilevato queste differenze in occasione della assemblea cittadina del PD che elesse Giorgia Beltramme, e ne facevo carico anche al governo Prodi come i fatti dimostravano. Si vede che gli unici a vedere cosa succedeva a Napoli e non a Livorno eravamo io e Massimo.

(*) Titolare di una azienda livornese che opera nel campo delle riparazioni navali e lettore di questo blog


Odeon: ciò che lascia un pò perplessi è che non si va nè avanti nè indietro

agosto 2, 2008

Mi inserisco (nel dibattito che si sta svolgendo tra alcuni lettori, NdR) con una riflessione. Nessuna decisione è immune da critiche. Figuratevi se non lo so. Ciò che lascia un pò perplessi è che non si va nè avanti, nè indietro e che si decide di fare un parcheggio, spendendo fior di soldi pubblici, senza sapere come ci arriveranno le macchine e senza che sia previsto da un piano approvato dal Consiglio Comunale, come sarebbe stato opportuno. La controprova è che per fare alcuni posti auto intorno all’ospedale l’amministrazione invoca un piano approvato nel 2000, ebbene quel piano non conteneva certo un parcheggio all’Odeon.

Non mi perderei in polemiche, ma le cose sono queste e nessuno le ha mai smentite, in mesi e mesi. Poi ognuno ha le sue opinioni, per esempio io la vedo, sulla Porta a terra, un pò diversamente da Marco Sisi (*), ci mancherebbe. Ma la Porta a terra è partita ed è stata finita nei tempi previsti ed in modo soddisfacente. Partire, per non sapere dove andare e come, come è il caso Odeon, è un fatto assai discutibile.

Se poi qualcuno, come “Voltaire” (*), pensa anche ad un bene architettonicamente pregevole, mi sembra che non faccia poi male. Nel rispetto delle opinioni di tutti, ma qui (Odeon) siamo ad una fase preliminare, il rispetto di elementari regole, almeno di buon senso. Poi può darsi che si riesca anche a trovare il modo di arrivare al parcheggio e che funzioni pure, ma, ancora una volta, non ci si doveva pensare prima?

Gianfranco Lamberti

(*) commentatore di questo blog


Ma perchè non ci avete pensato prima ?

agosto 1, 2008

Oggi apprendiamo di una decisione della Giunta, per mettere mano ai parcheggi sostitutivi di quelli perduti sullo spartitraffico davanti all’Ospedale.
Poichè la repentina decisione di eliminarlo, dopo decenni e decenni di permanenza, deriva da un non meglio precisato invito della magistratuta, oggi il Tirreno segnala la altrettanto repentina messa in opera di parcheggi sostitutivi, magari tra alcuni mesi.
Continuo a ritenere che ci sia il gusto della ironia, magari involontaria.
Se poi si apprende che i parcheggi da fare sarebbero quelli che prevedeva un Piano del Traffico del 2000, dico duemila, senza alcuna segnalazione di nuovi piani approvati durante un intero mandato, si deve concludere che la percezione del senso del tempo che passa è sicuramente molto diversa da quella di un cittadino qualunque. Diversa certamente da quella di chi deve andare all’Ospedale a farsi curare od a lavorare.
Se poi si immagina di studiare meglio i presunti posti auto del Parco Pirelli, magari con la ASL, si arriva all’ancora più presunto nuovo mandato.
Per citare il nostro lettore “Voltaire”, mi sembrano cose un pò oscene. Anche perchè basterebbe rispondere alla domanda, ma perchè non ci avete pensato prima?
Ma ci vorrebbe qualcuno che quella domanda la ponesse, non è poi così complicato pensarci. Anche con il caldo di questi giorni, tra una festa e l’altra.

Gianfranco Lamberti


Il parcheggio di Piazza Magenta

luglio 9, 2008

di GIOVANNI DE PEPPO

Il parcheggio di Piazza Magenta nacque con l’idea di poter assorbire buona parte della sosta nelle zone più congestionate di Livorno. La legge Tognoli aveva previsto finanziamenti pubblici per i parcheggi cosiddetti di “scambio”, cioè quelle aree di sosta per decongestionare i centri storici e possibilità per i privati, in pratica, l’opportunità di poter utilizzare aree utili alla necessità di assorbire le auto dei residenti in realtà urbanistiche “strozzate” dalla impossibilità di parcheggiare per gli stessi residenti disperati dall’assenza di posti auto.

All’obiezione del cittadino che allora, a me assessore, chiedeva quanto sarebbe costato quel posto auto, rispondevo che per il solo fatto che il mercato era interessato alla realizzazione di quei posti si sarebbero liberate aree in superficie per chi non si sarebbe potuto permettere il posto auto interrato e che restava ben salda la logica del parcheggio residenziale e che quindi non sarebbe stato attrattore di traffico verso il centro.

Già perchè si trattava oltretutto di un progetto interrato a costo zero per l’erario comunale, e ad impatto ambientale zero, pertinenziale ed aggiudicato con regolare “evidenza pubblica” ad un soggetto imprenditoriale livornese.

Il progetto di quel parcheggio è entrato a tutti gli effetti nel Pup (piano urbano dei parcheggi) approvato dal Consiglio comunale di Livorno ed è strano che proprio ora, su di uno strumento approvato a suo tempo dalle Istituzioni della città si faccia un gran dire.

Vari interessi sicuramente contrastano una scelta che sarebbe valorizzata come logica ed auspicabile in città europee che si dotano normalmente di parcheggi interrati valorizzando tra l’altro le aree sovrastanti, ma da noi forse si evidenzia una qualche insofferenza perché li accanto un teatro cittadino si trasforma in parcheggio e non proprio in una logica di “mercato” o forse qualcuno che “conta” abita dalle parti di piazza Magenta e non sopporterebbe il disagio dei lavori del parcheggio, e olretutto manifesta avversione contro una procedura ed una scelta pubblicamente condivisa dal suo partito e votata in tutte le sedi istituzionali o ancora qualche esponente della destra cittadina annusa una qualche aria “bipartisan di provincia”.