Nota di G. Lamberti pubblicata sul Tirreno di oggi

agosto 25, 2008

I lavori che ripartono all’Acquario sono una notizia positiva, attesa da tempo per il completamento di una opera che sicuramente, secondo una visione alla base del progetto urbanistico, sarà importante nel qualificare la proposta turistica della città.
Le stesse evoluzioni progettuali che vediamo sono assai interessanti.

Mi permetto solo qualche precisazione a margine della colorita ricostruzione della vicenda di questa tormentata opera pubblica. Una ricostruzione che, con i tempi che corrono, potrebbe prestarsi alle più diverse interpretazioni.

L’ho già ricordato altre volte, ma non io ho fatto nessuna “pre-inaugurazione” dell’Acquario: come in molti altri casi, presentavo fatti e non simulazioni virtuali. Ed i fatti erano quelli di un cantiere aperto ed operante, con tanto di direttore dei lavori ed operai in carne ed ossa. Aprimmo quel cantiere al pubblico, in occasione della settimana del Fai dedicata alle più significative opere di restauro in corso sul territorio nazionale.

Presentammo lo stato dei lavori, con una documentazione puntuale, che distribuimmo a migliaia di livornesi. Successivamente, ad inizio 2004, ebbi modo di far visitare il cantiere perfino al presidente Ciampi, che potè verificare lo stato dell’arte e salutare chi ci stava lavorando alacremente.

Certo esistevano, e si sapeva, problemi connessi al finanziamento, derivati dal fallimento della ditta che aveva vinto l’appalto. Ma per evitare di replicare le lungaggini del palasport, un vero incubo anche per me, scegliemmo di scorrere la graduatoria e non interrompere i lavori. Quella procedura, seguita anche allora da Alessandra Atturio e dal segretario generale, non ci garantiva la certezza del mantenimento dei finanziamenti comunitari, che comunque avremmo perso ricominciando da capo, ma almeno potevamo tentare di limitare i danni e soprattutto di non perdere tempo.

La stessa Regione, inizialmente, come ci riferiva in giunta chi seguiva la vicenda, si era dimostrata possibilista. Poi le interpretazioni delle norme non ci aiutarono, ma disponemmo subito alcuni accantonamenti, sempre su risorse a partecipazione comunitaria, che avrebbero potuto consentire di completare l’opera.

Nel contempo, cercammo di evitare in tutti i modi di ricorrere ad un contenzioso legale (incubo palasport), di fronte alle ulteriori richieste della ditta subentrata. Io stesso, nei frequenti sopralluoghi, avevo per questo costanti contatti con il titolare della ditta, insieme ai tecnici di riferimento.
Poi, la storia di questi anni. Troppo nota per riprenderla.

Un ultimo tassello. Nel progetto del comparto, come si sa, erano previsti centinaia di posti auto aggiuntivi nella zona della Bellana, con una procedura arrivata praticamente all’affidamento dei lavori. Parcheggio ormai caduto nel dimenticatoio chissà poi perché, e che si sarebbe aggiunto ad altre previsioni, ancora non pronte e che vedo riconfermate. Comunque, prima del Natale del 2009 ed aspettando gli squali, ci sarà tempo per riparlarne.

Gianfranco Lamberti


Il gazebo

luglio 10, 2008

Quanto al gazebo (Lamberti si riferisce ad alcune affermazioni pubblicate sul Tirreno di oggi, NdR), ricordo che visitandolo appena dopo la conclusione dei lavori del restauro della Terrazza, ebbi parole di commossa approvazione da parte di Carlo Azeglio Ciampi (sulla cui livornesità non credo ci possano essere dubbi), che mi raccontava del vecchio gazebo, dell’ingegnere che lo costruì e di come fosse contento che avessimo finalmento fatto quel restauro. E poi mi incitò a cercare di trovare chi potesse restaurare il Palazzo. Guarda caso, quando accompagnai Andrea Bulgarella nella sua prima visita del vecchio albergo fatiscente e si affacciò da una terrazza e vide la Terrazza restaurata, si convinse che valeva la pena di investirci tanti soldi. Vi immaginate se avesse consultato qualche intellettuale critico, sarebbe stato un vero disastro.

Gianfranco Lamberti

Foto: R. Malfatti. Cliccare sull’immagine per ingandirla


Questioni delicatissime sul piano politico che attendono risposte

maggio 17, 2008

Il nostro commentatore Ernesto si interroga in modo amletico sulla natura del PD. Sono curioso davvero del perchè di questa domanda. Se ci fosse qualcun altro al mio posto (ma non ho intenzione di lasciare successori nel blog, viste altre esperienze) risponderebbe in modo filosofico. In fondo anche il PD è transeunte, bisogna vedere quanto dura su questa terra.
La mia cultura un pò più pratica mi induce a dire che lo vedremo alla prova dei fatti, alcuni sono già accaduti, altri sono in arrivo, si tratta di aspettare le prossime scadenze, che sono piuttosto vicine. Insomma cosa si è, piuttosto che cosa si rappresenta di sè. Sarò tradizionalista, ma se tutto rimane nell’immagine, c’è chi lo fa meglio di noi.

A proposito, se qualcuno non l’avesse letta, la locandina della Nazione dà la notizia del blocco dei lavori dell’Odeon e nell’articolo si dice che sarebbe dovuto, oltre a tutte le cose che diciamo da mesi, anche ad una iniziativa della Sovraintendenza.
Una cosa di dimensioni assai importanti. L’operazione Odeon, decisa in modo a mio parere assai frettoloso e credo, senza il necessario coinvolgimento, almeno di indirizzo, del Consiglio Comunale e men che meno di forze politiche, associative e quanto altro, è un simbolo chiave dell’operato di questa amministrazione.
Racchiude in sè una miriade di questioni, mettere tutto nel dimenticatoio, come fosse il rimpasto di una Giunta, un assessore mancato, un azienda abbandonata al suo destino e così declinando, dopo la mastodontica demolizione, non sarà possibile per nessuno.

L’Odeon è uno dei must di questo blog, così come le domande sui parcheggi sospesi – dopo una gara – alla Bellana ed in Piazza Magenta, e magari consentendo parcheggi, come l’Odeon, che non comparivano in nessun piano di mobilità.
Questioni delicatissime sul piano politico. Che attendono risposte. La tenacia non ci manca, se ne è accorto anche il nostro lettore “Voltaire”, che la cita come una virtù essenziale nella politica.

Gianfranco Lamberti


Nota di G. Lamberti: replica agli abitanti di Viale Italia

aprile 10, 2008

Leggo con piacere, nella lunga nota del Comitato di Viale Italia, che i suoi aderenti si sono documentati con strumenti urbanistici del 1995, per capire la congruità rispetto ad essi della situazione attuale. Vista la serietà dell’impegno e per contribuire a capire le cose come stanno davvero, forse potrebbero anche consultare, oltre al nuovo PRG approvato succesivamente, il più pertinente e dettagliato Piano della Costa , approvato nel 2003 e giunto alla fase delle osservazioni e quindi pronto per essere approvato in via definitiva, negli ultimi mesi del mio mandato. Ossia nel 2004. Esso era stato oggetto anche di un lungo e serrato confronto con l’associazione dei gestori dei bagni, che non si erano tirati indietro rispetto all’obiettivo di rendere le loro strutture più fruibili e qualitative.

Sono convinto che troveranno quel Piano interessante e saranno sorpresi che alcune delle proposte che essi stessi avanzano ( e che io condivido del tutto ) erano già contenute in quel Piano
Particolareggiato, lasciato poi decadere, senza che si sia capito perchè. Di più, negli anni precedenti, nel 2000 credo ( vado a memoria ), fu approvato in via definitiva il Piano di Sistemazione delle aree pubbliche del lungomare, Quello che prevedeva i parcheggi le nuove baracchine, per intenderci.
Così come potrebbero farsi dare copia delle istruttorie ( pubbliche gare ) avviate per la realizzazione dei parcheggi di comparto, alcuni già cantierabili e poi sospesi. Attualmente in fase di nuova
progettazione, a quanto si è detto.

Non la faccio lunga, ma forse piuttosto che lasciarsi andare a battute sarcastiche nei miei confronti, varrebbe la pena di parlare delle cose da fare, o meglio, delle cose che si prevedeva andassero fatte in
questi quattro anni per completare i progetti di riqualificazione e che, a questo punto, non sono certo più rinviabili. Cose concrete, che consentirebbero di evitare inutili contrapposizioni tra giovani,
esercenti ed abitanti. Così come di infilarsi in uno stucchevole ed inconcludente scaricabarile.

Infine non ironizzerei proprio sugli incidenti dei giovani che vanno fuori di città a passare la serata ( “poverini sono costretti…”). E’ stata una delle principali motivazioni delle nostre iniziative di
riqualificazione del lungomare, quella di limitare gli esodi del sabato sera, su pressione di tanti genitori preoccupati ed è una cosa troppo seria per trattarla in questo modo.

Gianfranco Lamberti


Intervista del “Corriere di Livorno” a G. Lamberti

aprile 9, 2008

Lungomare, j’accuse di Lamberti “Un progetto mai completato”

di Gabriele Masiero
Dal “Corriere di Livorno” dell’8 aprile 2008

LIVORNO – “Quello della riqualificazione complessiva del Lungomare è un progetto condiviso dall’intera città, pertanto se ancora oggi vi sono dei problemi, questi vanno risolti trovando la soluzione e non giocando allo scaricabarile”.

Mette da parte la diplomazia l’ex sindaco Gianfranco Lamberti per respingere al mittente le accuse fatte alla sua amministrazione dal sindaco Alessandro Cosimi che aveva parlato di “situazione difficile” per la presenza di “quattro baracchine in 300 metri”.

“ma via – sbotta Lamberti – stiamo parlando di tre baracchine, tre chalet non di tre centrali nucleari. La verità è che quel progetto di riqualificazione in questi quattro anni è rimasto incompleto. E’ come criticare una Ferarri con due sole ruote perché non cammina. Prima montiamo le altre due e poi facciamo le valutazioni del caso. E per il Lungomare la situazione alla stessa: noi abbiamo iniziato un percorso, che doveva essere completato con lo sviluppo a mare della passeggiata, applicando fino in fondo il piano della costa, e con la realizzazione di un sistema di parcheggi. Non sto parlando di cose astratte, ma di atti concreti votati dal consiglio comunale. E non certo imposti dalla mia giunta, ma condivisi dall’arco politico che mi sosteneva”.

Lamberti non lo dice, ma il riferimento a Cosimi è chiaro. Poi, l’ex sindaco si spinge oltre e afferma:

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La coerenza è un valore positivo, qualsiasi maglietta si indossi

aprile 8, 2008

Riprendo Paolo De Angelis (*), che è collocato altrove. Il punto è esattamente quello che dice lui, sul lungomare. L’inerzia della amministrazione comunale ha messo in rotta di collisione abitanti, esercenti e giovani che vogliono passare la serata sul lungomare.
Come dice kinto (*), le città si governano assumendosi le responsabilità del fare ed anche, necessariamente, il rischio dell’errore. Ma non si possono cancellare i piani urbanistici ed azzerare cantieri in procinto di essere aperti per realizzare parcheggi utili come il pane, tra l’altro con procedure avviate secondo le norme. Magari avviandone altri fuori da piani deliberati. Quanto alle parole di Tamburini, mio oppositore tenace in consiglio comunale durante il mio mandato, non si può dire che abbia la memoria corta. Sarebbe utile che tutti, a partire dal mio partito, non avessero la memoria corta. Per tutto e per tutti.
La coerenza è un valore positivo, qualsiasi maglietta si indossi. Ognuno orgoglioso della sua.
Segnalo poi gli articoli di Luciano De Maio sul Tirreno, sono notevoli.
Resta da capire chi ha avuto interesse a far trapelare la notizia della denuncia del novembre 2007 di Matteoli proprio adesso (ripeto, bravo Luciano). C’è materia per sbizzarrirsi, io poi sono un appassionato di gialli, a chi giova e chi danneggia davvero?

Gianfranco Lamberti

(*) commentatore di questo blog


Non si vive di soli cordoli

aprile 8, 2008

Oggi il “Corriere di Livorno” pubblica una mia intervista sul lungomare, che viene dopo la solita chiamata in causa – da parte dell’attuale sindaco – della mia Amministrazione, a scusante di una sostanziale inerzia nella soluzione dei problemi del lungomare. Sono queste le cose che vale la pena di discutere e capire. Anche perchè il tempo perduto senza far nulla, ha già fatto danni cospicui ed ha scaricato una inutile tensione tra commercianti ed abitanti della zona. E, ricordo, erano pronti progetti cantierabili per realizzare parcheggi, preziosissimi nella zona, che sono stati annullati. Magari nello stesso periodo in cui si acquistava e demoliva l’Odeon per fare lì un parcheggio, mai previsto in alcun piano di mobilità.
Sono cose serie da discutere a fondo. Del resto non si vive di soli cordoli.

Gianfranco Lamberti