Intervista del Tirreno a Piero Fassino

aprile 25, 2008

di Carlo Bartoli. Tirreno del 25aprile 2008

Fassino chiama la sinistra: votateci. Tour a Massa, Viareggio e Pisa per sostenere i candidati del Pd.
Appello anche agli elettori della destra: avete tutto l’interesse ad affidarvi ai nostri sindaci.

FIRENZE. Massa, Viareggio e Pisa: Piero Fassino ieri ha fatto tappa in Toscana per sostenere le candidature a sindaco di Fabrizio Neri, Andrea Palestini e Marco Filippeschi e quella a presidente della Provincia di Massa Carrara di Osvaldo Angeli e scongiurare il pericolo di un possibile «rilassamento» dell’elettorato di sinistra dopo il primo turno, soprattutto a Pisa, dove Marco Filippeschi appare in netto vantaggio. «Questo è un pericolo che vale per tutti i candidati, anche se il bellissimo 46% del Pd in Toscana ci fa essere fiduciosi. Dobbiamo ricordare con forza agli elettori – spiega Fassino – che il sindaco o il presidente della Provincia viene eletto con il voto di domenica prossima e non con quello del primo turno».

E’ una chiamata alle armi anche per l’elettorato della Sinistra Arcobaleno che potrebbe «andare al mare»?
«Naturalmente, chiediamo agli elettori di sinistra di tornare a votare. Dobbiamo inoltre ricordare a chi ha già votato Filippeschi, Palestini, Neri e Angeli di tornare a far sentire la propria voce e chiediamo un sostegno a coloro che al primo turno hanno votato per liste che non sono più presenti: il loro è un voto libero che può essere decisivo. Ci rivolgiamo anche ai cittadini di centrodestra perché al ballottaggio il vincolo di appartenenza politica non c’è più, dato che non si vota per simboli e liste, ma solo per gli uomini. A questi elettori diciamo che è loro interesse avere come sindaco Filippeschi, Palestini o Neri e come presidente Angeli».

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L’intervista del Tirreno a Marco Ruggeri

febbraio 14, 2008

«Primarie per i candidati, io le avevo chieste»
Ruggeri soddisfatto per le decisioni romane. E a Simonti dice: il Pd non è inadeguato

«La partecipazione al voto? Non è vero che è stata poca» E la rappresentanza? «Proveremo a chiedere anche un deputato»

LUCIANO DE MAJO. Tirreno del 13 febbraio 2008

LIVORNO. «Se sono d’accordo sul fare le primarie? Certo, lo sono eccome. Anzi, sono convinto che non farle sarebbe stato un errore». Marco Ruggeri, coordinatore del Partito democratico, lo diceva da giorni. Dopo che a livello nazionale era stato detto che per queste elezioni politiche ben difficilmente potevano essere celebrate le primarie per scegliere i candidati, lui invocava comunque un metodo per coinvolgere il popolo che ha contribuito alla nascita del Pd. Ora invece è stato deciso.

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Intervento di Claudio Frontera sul Tirreno di oggi

gennaio 15, 2008

Le voci nel Pd. Interviene Claudio Frontera
«Caro Cosimi, le primarie non sono certo lesa maestà»

Il sindaco Cosimi, con le sue dichiarazioni al Tirreno, ha scelto di aprire sulla stampa, e non nel partito in cui milita, un dibattito sulle primarie per la scelta del candidato sindaco alle prossime amministrative. Per chi, nello stesso partito, ha idee diverse su tale argomento, manifestarle nello stesso modo, è di conseguenza, legittimo, se non addirittura doveroso, perché tacere oggi potrebbe essere frainteso domani. Le tesi di Cosimi, secondo me ancora lontane dal rinnovamento della politica avviato con la nascita del Partito Democratico, si possono riassumere in tre punti: (…) «sono pronto a ricandidarmi per un secondo mandato, ma se fossi ricandidato non deciderei da solo»; (…) «ho sempre pensato ad un arco temporale di dieci anni e non di cinque, necessari per fare le cose»; (…) «non temo le primarie».

Queste le mie considerazioni: in politica oggi è centrale il concetto di responsabilità. La carica di sindaco è ad elezione diretta. Ciò vuol dire che il sindaco, una volta eletto, in virtù del mandato popolare, esercita un potere diretto, di nomina (giunta, dirigenti, enti derivati) e di gestione di tutti gli aspetti dell’amministrazione. Ritengo indubbio che ad una elezione diretta debba corrispondere una assunzione di responsabilità diretta, che favorisce la trasparenza e la serenità delle scelte dei cittadini.

La legge dice che il mandato amministrativo è di cinque anni. Per un uomo delle istituzioni non sono opportune, credo, interpretazioni personali su argomenti del genere. Il programma del 2004 era per cinque anni, i cittadini hanno dato un mandato per cinque anni. Dopo cinque e non dopo dieci anni si sceglie di nuovo. Ciascuno valuti i risultati del mandato e si esprima liberamente. Se un sindaco dicesse: «Temo le primarie», ci sarebbe da preoccuparsi! È scontato, mi auguro, che un esponente del Pd non le tema. Le primarie non sono una sfida o un atto di lesa maestà, ma una scelta fondamentale per dare risposta ad un crescente bisogno di partecipazione dei cittadini e alla campagna che dipinge la classe politica come «casta».

Sta scritto nel Dna del Pd ed è stato ripetuto un’infinità di volte. La politica è cambiata e ha bisogno di piena disponibilità al confronto e al giudizio degli altri. Il punto non è temerle o no, ma crederci o no. In quattordicimila hanno partecipato, a Livorno, lo scorso 14 ottobre, alla scelta del segretario nazionale del Partito Democratico, ma quando si sceglierà il candidato sindaco che quel partito proporrà nel nostro comune, dovrebbero stare a guardare? Le primarie servono per consentire a tutti gli elettori del Pd una valutazione sul futuro che non li escluda dalle scelte. È una opzione essenziale, non negoziabile, per quanto da regolamentare. Chi, in un modo o nell’altro, tentasse di condizionarne il percorso, si assumerebbe una grave responsabilità.

Claudio Frontera
membro della Costituente regionale del Pd

Dal Tirreno del 15 gennaio 2008


Dal Tirreno di oggi. Dichiarazioni di Silvano Cinuzzi (SD)

dicembre 28, 2007

«E ora il futuro non è scontato»

LIVORNO. «Bene evitare un nostro impegno diretto nelle giunte, ma sarebbe sbagliato non considerare la nostra disponibilità all’assunzione di un ruolo primario nel consiglio comunale». Lo dice Silvano Cinuzzi, esponente della Sinistra democratica, secondo il quale «non far cadere nel dimenticatoio questa proposta consentirebbe l’apertura di una nuova fase, in cui si potrebbero promuovere convergenze che guardano ad un proficuo e più ampio confronto, a partire dalle forze politiche della sinistra». «Un modo per segnalare fin da adesso – dice Cinuzzi – l’attenzione ad un percorso che non chiude la porta a quei cambiamenti che tutti noi riteniamo necessari nella politica cittadina».

Cinuzzi apprezza l’adeguamento degli obiettivi di fine mandato e le scelte della Sinistra democratica, che possono aprire «prospettive impreviste ed interessanti per la sinistra e per tutta la città». «In questo contesto – è la tesi di Cinuzzi – va letta la nostra scelta, che non vuole certo avere mani libere per tatticismi e deresponsabilizzarsi dal governo della città, oggi e domani, ma vuole farlo senza scenari scontati e precostituiti in anticipo. Un dovere anche per rispetto dei percorsi obbligati che la democrazia e il coinvolgimento pieno e partecipato delle comunità impongono, nei partiti e fuori di essi. Un giudizio cui nessuno potrà sottrarsi».


La buona salute si ottiene anche proteggendo l’ambiente. di Giovanni De Peppo

dicembre 19, 2007

Una provocazione di Ruggeri. Ma mai al di là della variante

Superare il confine storico rappresentato da quella strada sarebbe un grave colpo al sistema ambientale e urbanistico

Anni di impegno e collaborazione con i partiti dell’attuale maggioranza in Comune ci convincono a valutare la proposta di ripensare all’ipotesi di un nuovo ospedale come una utile provocazione per rifare il punto sulla sanità nella nostra città ed a servizio del nostro territorio.
Le ragioni che ci portano a credere che l’idea di un possibile nuovo ospedale, necessariamente al di là della variante Aurelia, non sia niente di più di che una provocazione di Marco Ruggeri sono le ragioni e la convinzione della coerenza di un governo del territorio, testimoniato dalla storia e dalla tradizione di partiti della sinistra storica che per anni hanno salvaguardato un patrimonio ambientale costituito dal sistema pedecollinare livornese di straordinario valore ambientale.

È sotto gli occhi di tutti i livornesi che grazie ad un oculato, prudente e rigoroso stile di governo del territorio che ancora oggi troviamo salvaguardato un patrimonio ambientale costituito dai territori al di là della Variante Aurelia.
La questione non è solo di una generica e tanto meno isterica salvaguardia dell’esistente di qualche ambientalista bizzoso, ma si pone come una sostanziale tenuta della capacità ambientale della nostra città che non sopporterebbe un espansione territoriale in adiacenza del sistema pedecollinare proprio in una logica ormai consolidata di “bilanci ambientali”.

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L’indagine del Sole 24 Ore

dicembre 18, 2007

Per comodità dei nostri lettori proponiamo due articoli tratti dal Tirreno di oggi.

Articolo di Mario Zucchelli “Cercasi ottimismo disperatamente

Articolo di Mario Lancisi “Sempre meno ricchi, e più spaventati”

Dal Tirreno del 18 dicembre 2007.


Niente posti, Sd privilegia i contenuti. di Silvano Cinuzzi

dicembre 2, 2007

LIVORNO. La posizione assunta dal gruppo consiliare di Sd, in merito al Nuovo Centro, dimostra come ad una forte capacità di analisi si accompagni la capacità di segnalare in modo esplicito le problematicità di un percorso che ha destato legittime perplessità ed i cui esiti appaiono ancora da chiarire.
E’ un episodio significativo, in una fase delicata della politica cittadina, in cui è giusto privilegiare i contenuti e la coerenza delle scelte, piuttosto che inseguire il miraggio dell’ingresso negli assetti di governo che, avulso da contenuti programmatici, apparirebbe come di natura personalistica e fuori tempo.
Inoltre, una asimmetria nel percorso politico tra le diverse istituzioni cittadine, Comune e Provincia, determinerebbe un ulteriore elemento di difficoltà e di confusione, che tra l’altro non aiuterebbe certo il percorso verso un dialogo unitario a sinistra, essenziale in prospettiva.
Infine, siamo ormai entrati nella fase conclusiva dei mandati amministrativi ed occorrerà ormai una approfondita valutazione dei risultati di questi anni ed uno slancio rinnovato per prepararsi ai futuri appuntamenti elettorali. Tutto ciò viene favorito ed indicato con coerenza da posizioni politiche, quale quella assunta dalla Sd in Comune, che privilegiano i contenuti alle tattiche delle intese tra i partiti. Sono convinto che in questo modo anche l’opinione pubblica potrà meglio capire e valutare di cosa si discute, per le scelte di questi giorni e per quelle del prossimo futuro.

Silvano Cinuzzi

(Dal Tirreno del 2 dicembre 2007)