Trenta mesi per adeguare gli strumenti urbanistici del Comune! Trenta…!

luglio 11, 2008

Ho letto e riletto, sugli strumenti presentati in Comune per il piano regolatore del porto, certamente una tardiva, ma utile dimostrazione di buona volontà sul finire del mandato. Ma, come si dice, meglio tardi che mai.
Poi ho letto dell’iter previsto per adeguare gli strumenti urbanistici del comune (Piano Strutturale). Cosa giusta, solo che avevo capito che tra sei mesi, quindi in tempo con la conclusione di questo mandato (almeno questo) ci si sarebbe riusciti. No, secondo le previsioni pubblicate in grassetto, le procedure si concluderanno tra trenta mesi. Dico trenta. Così se non ci si riuscirà la responsabilità sarà della prossima amministrazione, che, come è possibile, potrebbe non avere più la stessa guida. Abbiamo inventato una futura e possibile responsabilità di qualcun altro, preventiva. Roba sopraffina. Può darsi che non abbia capito bene e se qualcuno ci spiegherà meglio sarò lieto. ma Trenta mesi sono scritti in grassetto, basta leggere.
Così come avevo capito che oggi veniva Rossignolo per il matrimonio, magari un fidanzamento, ma che dico una dichiarazione di affetto. No, solo qualche rappresentante, si legge sulla nota.
Come ai tempi di Romeo e Giulietta, i matrimoni si trattano con gli intermediari, meglio evitare tentazioni. Sarà.
Comunque speriamo bene, ci mancherebbe.
E speriamo bene per la festa rock, sennò lo spiritoso organizzatore minaccia, bontà sua, di andare a Pisa l’anno prossimo. E se fosse un’idea?
Intanto stiamo già chiudendo le prenotazioni per la serata al Palazzo di mercoldì prossimo, c’è molto interesse, magari più per il Palazzo che per la nostra associazione. Meglio non montarsi la testa, un terreno sul quale usciremmo sconfitti di sicuro.

Gianfranco Lamberti


La questione centrale per questo territorio è quella dell’energia

febbraio 28, 2008

Ernesto (*) parla di coerenza e pragmatismo, che diventa facilmente cinismo ed improvvisazione nella politica di oggi. La coerenza e la lealtà sono valori cui non derogare, ieri oggi e domani.
Anche per non far perdere la bussola a “Fattinonparole” (*), io cerco di non cambiare rotta, anzi.
Ho aderito al PD, anche e soprattutto sulla base di un metodo, quello delle primarie, che mi sembrava innovativo e moderno. Ora questo è uno dei parametri della coerenza, saltato in occasione delle politiche, perchè non c’era tempo. Mi attendo che non si saltino le prossime occasioni, alle quali sarà bene prepararci per tempo tutti.
Naturalmente oggi e fino a metà aprile sara bene occuparsi di chi governerà l’Italia.
Quanto a cosa succede nel frattempo (da qui ad aprile) non vorrei che sfuggisse che la questione centrale per questo territorio, insieme a poche altre, è quella dell’energia.
Quando il sindaco di Genova mi dimostrò interesse ad entrare in ASA, lo fece con chiaro riferimento alle prospettive del gas, qui a Livorno. Non era molto interessato alla gestione della azienda, di cui peraltro mettemmo in vendita una quota di minoranza.
Ora vedo che le gestione aziendale è tutta a Genova, che le politiche del gas ci vedono in un ruolo marginale e che le ricadute vanno tutte a Pisa e che magari l’occupazione riferita al settore nel nostro territorio non solo non aumenta, ma anzi regredisce. Ed al momento, per la scelta sul gas, sopportammo anche una rottura della maggioranza politica. A proposito di coerenza. Alla fine ci daranno il premio buoni e generosi.
Sono queste le questioni. Oppure pensate che i livornesi siano interessati a sapere se un amministratore rappresenta se stesso ed il sindaco che lo nomina, oppure anche una forza politica ed i cittadini che l’hanno votata? La risposta sarebbe semplice, ma forse è più interessante parlare delle occasioni e del tempo che si spreca per lo sviluppo di questo territorio.

Gianfranco Lamberti

PS. Marco Sisi (*) mi perdonerà. Le politiche del gas mi hanno distratto, sulle strutture della cultura e dello spettacolo ci torno, è un tasto delicatissimo ed importante.
Avrà visto l’occupazione della Gran Guardia, ricorda un pò quella dell’Odeon, non le pare?

(*) commentatore di questo blog.


Domanda e risposta

luglio 13, 2007

Voltaire: cos’è che si potrebbe fare per smuovere dall’inerzia, dalla rassegnazione e dalla diffidenza tante persone che di sicuro non sono contente di come vanno le cose? credo che il problema più importante che la politica ha sul tavolo sia proprio questo. forse è anche il compito più difficile che ha di fronte un’associazione come Confronto.

Gianfranco Lamberti: io sono abbastanza ottimista sulle possibilità, per una associazione come la nostra, di incidere un pò in città.
Non si raccolgono intorno ad un dibattito centinaia di persone e tutte autorevoli, ministri, parole importanti di presidenti di repubblica, tutto il mondo politico cittadino, o quasi se si è una piccola cosa.
Piuttosto penso che abbiamo suscitato interesse e qualche aspettativa.
Se poi mettiamo insieme questo alla diagnosi ormai comune a tutti, perfino a chi ci invita a tacere, che la città è ferma, vedete bene che abbiamo molti spazi davanti.
Magari anche la responsabilità di non deludere chi ci legge e chi ci incoraggia.
Proviamoci rimanendo ai problemi veri. Se vedete la questione della compresenza dei progetti di Porta a Mare con le riparazioni, non si tratta di un problema di semplice soluzione e se è bastato un problema dovuto a qualche cavo elettrico per vanificare un parcheggio prezioso alla Bellana, non sarei troppo ottimista sulla soluzione di cose più complesse. Comunque i problemi veri sono questi, altro che tacitare voci libere.


Il commento di G. Lamberti: occorre fare una diagnosi precisa, magari impietosa, non c’è altra strada

luglio 10, 2007

La mia impressione è che queste nostre riflessioni vengano lette, eccome.
Addirittura ne abbiamo trovato echi in interpellanze in Consiglio Comunale ed in articoli che hanno, sulla stampa locale, rincorso un pò alcuni temi che abbiamo lanciato.
Sono convinto che l’obbiettivo che ci siamo posti, ossia quello di far uscire la città da una deriva un pò conformista e rassegnata, stia incominciando a dare qualche frutto.
Il blog, da solo, vorrebbe dir poco, ma nel contesto di una serie di iniziative diventa un’ arma preziosa. A me sembra davvero splendida. Non ne avevo idea.
Visto poi il carattere della nostra associazione, uno strumento essenziale.

Insomma, forse si comincia a capire che Confronto non è un circolo dopolavoristico (con tutto il rispetto) ma un disegno culturale e poi politico un pò più ambizioso, che viene percepito ormai da molti. Almeno da quelli che erano alla Caprillina.
Solo che, lo dicevo ad un autorevole esponente della opposizione di centro destra che si interrogava sulle prospettive politiche della città, c’è ancora troppa gente che preferisce stare alla finestra a vedere cosa succede, magari rimanendo nella comoda routine delle appartenenze tradizionali. Basta vedere come si muovono alcune opposizioni, una sordina a tutto e qualche puntura di spillo tanto per giustificare un ruolo. Magari sperando in qualche vantaggio più o meno dichiarabile. Gli esempi sono molti, forse varrebbe la pena di guardare anche lì (a destra come a sinistra).

Se si riesce a innescare una spirale virtuosa, la lettera di Ciampi è davvero un piccolo manifesto di altissimo profilo, può darsi che molti si accorgano che possono benissimo giocare partite del tutto imprevedibili solo qualche mese fa.
Per incominciare a risolvere un caso clinico: Livorno mi sembra lo sia davvero più di tante altre città toscane. Occorre innanzi tutto fare una diagnosi precisa, magari impietosa, ma non c’è altra strada.

Gianfranco Lamberti


Il commento di G. Lamberti: cose fatte, non ipotizzate

luglio 5, 2007

cover_01.jpgIl sindaco di Piombino, si legge sulla cronaca regionale del Tirreno, ce la mette tutta per inventarsi un modo per finanziare il tratto stradale di collegamento con il porto, insomma, come si dice, per sbottigliarlo.
Un dinamismo, approfittando delle possibilità connesse ai fanghi, apprezzabile.
Insomma non attendere che le cose si realizzino con i tempi biblici della ordinaria amministrazione.

Ne discuteremo domani alla Caprillina, ma è stato un pò il segno dato dalla collaborazione di Livorno con Regione e Governo, secondo la lezione di Ciampi della finanza di progetto, quello che ha consentito di realizzare opere cospicue, sul territorio, senza attendere i soliti finanziamenti statali.

Certo, a volte bisogna anche inventarsele, come fa Piombino, ma basta pensare che tutte le opere infrastrutturali o della Porta a terra e quelle finora eseguite della Porta a mare, sono state fatte così.

Fatte, non ipotizzate…

Gianfranco Lamberti

Nella foto: interno del teatro Goldoni di Livorno


Il commento di G. Lamberti: buona politica è fare le cose e risolvere i problemi, non produrre chiacchere

giugno 26, 2007

Il contributo del lettore “fnp” (Ndr: sul porto turistico di Castellammare di Stabia) è pertinente ed utile. E tuttavia la mia un pò scherzosa riflessione, ma lo ribadisco mutatis mutandis, non era su di una identità di situazioni, quanto su una realtà locale con qualche similitudine con la nostra e sottolineava il fatto che, in quel contesto non solo si fosse progettato un porto turistico, ma lo si stia addirittura inaugurando in tempi ragionevoli, promotrice un sindaco di Rifondazione.

Chi avesse ascoltato la relazione del presidente uscente degli industriali livornesi, avrebbe udito il richiamo ai tempi. Chi ascolta le preoccupazioni dei sindacati sulla Delphi vedrebbe citati i tempi. Passando di palo in frasca, si legge della manutenzione infinita alla LIPIFI e dei tempi indefinibili di completamento (tanto da spingere a riflettere addirittura sul farla da capo). Ci si accorge che la distanza tra una buona amministrazione ed una buona politica si misura soprattutto, almeno io credo, non tanto sulla quantità (quella sì industriale) delle chiacchiere su programmi buoni per tutte le stagioni, quanto sulle cose fatte ed i problemi risolti.

Ma sapete quanto tempo è prevedibile ci voglia, con questo ritmo melenso, a fare un nuovo Piano Strutturale, un Piano Regolatore del Porto e così via ? E nel frattempo?
Può darsi che le previsioni, allora da tutti condivise, dell’attuale PRG fossero troppo larghe, ma sia come sia quelle erano; quanti posti di lavoro si sono persi, ritardando di anni qualsiasi iniziativa possibile! Oppure si vuole cambiare (ma è possibile in corso d’opera ?) ed allora perchè non si fa? Certo un porto turistico non risolve tutti i problemi, ma qualcuno sì. Quanto alle riparazioni (navali), non credo sia un problema irrisolvibile se ci si lavora seriamente e concretamente.
Insomma, sembra di vivere in una dimensione in cui il tempo non conta, un crinale di tipo filosofico e speculativo ( ! )


Il commento di G. Lamberti: arbitri e non giocatori

giugno 15, 2007

Il nesso tra le vicende nazionali e quelle locali, per uscire dal nostro ricorrente provincialismo, emerge con evidenza anche oggi, dalle pagine del giornale locale.
Chi avesse seguito le vicende delle presunte tangenti ad esponenti politici locali, avrà compreso benissimo che tutto ruota intorno a riferite richieste di accreditamenti di imprenditori nei confronti della mia amministrazione, per tutelare i propri interessi.

Ebbene, rossi o bianchi che fossero nessuno ha mai avuto un qualche accredito particolare nei miei confronti e neppure qualcuno ha tentato di propormelo. Io, per regola che mi ero imposta, non ho mai ricevuto imprenditori, di qualsiasi razza, che avessero da manifestare richieste su aree e cose simili. I contenuti del PRG li hanno sempre illustrati gli uffici a chi ne faceva richiesta, a tutti nello stesso modo. L’esempio, verificabile a prova di bomba , è la dimostrazione di come si deve fare per essere arbitri e non giocatori.

Circa le coop rosse, fnp cita benissimo (è davvero pertinente) le lunghe battaglie per ottenere il massimo della ricaduta dalla ipercoop che voleva realizzare il centro commerciale. Forse mi sono attirato qualche antipatia, ma grazie ad un impegno lineare e competente (di uno staff all’altezza ovviamente) alla fine abbiamo ottenuto che tutte le opere di urbanizzazione della Porta a terra gravassero sui privati. Dico tutte e se pensate alla vibibilità che c’è, capite che non erano noccioline. Altrimenti il Palasport non lo avremmo mai potuto completare con le nostre risorse. Le ricadute furono, alla fine, assai più cospicue di quelle che si prospettavano inizialmente. Con soddisfazione di tutti, magari con qualche mugugno e margini di guadagno ridotti per qualcuno, ma ognuno deve fare la sua parte senza fare guardare alla maglietta di chi investe, che sia la Coop, o Medusa, o la stessa CGIL.

Anche questo è un esempio interessante e che spiega bene, al contrario, le nostre preoccupazioni per operazioni come le Terme della salute o l’Odeon, in cui sembra che si invertano le priorità e che sia la parte pubblica a farsi carico di questioni che sarebbe giusto rimanessero di competenza del privato.
Quanto poi al basket, per il quale si legge l’ipotesi che tutto vada a ramengo, è una cosa davvero triste e, secondo prassi consolidata, il punto è il solito: cercare qualcun altro cui affidare la responsabilità dell’eventuale insuccesso (ora è il turno di Bulgarella…)

Gianfranco Lamberti