Credo che ci ritengano tutti scemi, come se la città fosse ormai rassegnata a tutte le panzane possibili

giugno 24, 2008

Giustissimo. Il discorso sulla fedeltà a prescindere, di presunti manager. Di Fattinonparole (*)
Così come è condivisibile il ci è o ci fanno. di Ernesto e Kinto (*).
Intanto, per la Delphi, la domanda che si fa Ernesto è semplice. Ma come stavano le cose lo scoprono solo ora e dopo circa due anni di contatti, garanzie e gocce di informazione? e i sindacati, che oggi dicono che comunque vada, il fatto che la SPIL compri le aree è sempre un passo avanti, tanto qualcuno si trova, prima o poi! Roba da stropicciarsi gli occhi.
Senza parlare di ASA e dei quattro anni di gestione che si concludono senza che il responsabile e chi lo ha nominato ne traggano un minimo di consuntivo. Oppure, ma questa volta è davvero patetica, dopo quattro anni rifarsela con quelli di prima. Anzi rifarsela con quelli di prima e con i genovesi chiedendo (solo ora e non come era nei patti a distanza di sei mesi dall’acquisto) una revisione della governance. Il solito ritornello, va bene tutto purchè si possa scaricare ad altri le responsabilità. La citazione di Parisi della barzelletta di Totò, a proposito di Veltroni, qui sarebbe assai pertinente. E’ una citazione che ho fatto spesso anche io, alè.
Credo che ci ritengano tutti scemi, come se la città fosse ormai rassegnata a tutte le panzane possibili. Ma non credo proprio che sia così rassegnata. Se i riparatori vanno al Consiglio di Stato, i dipendenti Delphi certo non stapperanno lo spumante, l’Asa va avanti a scioperi con adesioni totali e via dicendo.
Forse anche la politica potrebbe accorgersi che le cose non sono così lineari a Livorno, non ci vuole molto. E poi si parla di radicamento e rapporti con i problemi veri dei cittadini, a prescindere dalle proprie carriere personali. Ma via!

Gianfranco Lamberti

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Un tormentone di cose di cui non se ne può più. Prospera la rendita e non lo sviluppo

giugno 24, 2008

Delphi, riparazioni navali, le incredibili dichiarazioni del presidente dimissionario di Asa, Protti che non ha fiducia e qualcuno che si rimette a parlare di Berrighi, Dell’Agnello ed il filo a cui è appeso il basket e fermiamoci un momento.
Sembra una canzone di Rino Gaetano, un tormentone di cose di cui non se ne può più.
Difficile scomporre una sola situazione in questo contesto e non farsi prendere dalla voglia di un giudizio complessivo e, purtroppo, impietoso per Livorno. Una città che vive una fase difficile davvero. Non vorrei dimenticarmi qualcosa, ma sembra proprio che non si cavi un ragno dal buco. Oggi sembra di sparare sulla Croce Rossa, con l’amarezza che si parla di centinaia e centinaia di posti di lavoro tra Asa, riparazioni e Delphi. Senza parlare di quelli che non si sono realizzati e l’elenco dei ritardi e delle lentezze è impressionante.
Gli unici che non soffrono troppo sono coloro che hanno rendite immobiliari, magari a rischio di forte valorizzazione. Penso alle aree della Porta a Mare.
E’ lo scenario della rendita, annessi e connessi, non quello dello sviluppo. Ci vuole poco a capirlo. Si può entrare nel merito di ogni singola partita, purtroppo oggi c’è da solo da scegliere.

Gianfranco Lamberti


Porta a Mare e Asa

giugno 23, 2008

Vengono poste domande pertinenti, che leggo solo ora.
Quanto alle previsioni urbanistiche di cui parla Paolo de Angelis (*), egli sa bene, credo, che non abbiamo chiesto alcuna variante agli strumenti urbanistici preesistenti alla piano della Porta a Mare. Fu un punto di discussione politica significativo, poichè io volevo marcare il fatto che non si trattava di un vestito su misura dell’acquirente di turno.

Quanto al fallimento organizzato da chissà chi per il Cantiere, non posso smentire Fattinonparole (*) ma non ho idea a chi e cosa faccia riferimento. Io ho avuto solo contatti di tipo formale e riferibili in qualsiasi sede con chi guidava il cantiere e l’AP, con le OOSS, con le banche che vantavano crediti (al massimo livello e non da solo), con i massimi livelli delle coop toscane e con il giudice che seguiva la vicenda in Tribunale. Tutto qua. Che in questi passaggi ci fosse qualche rapresentazione con corrispondente al vero della realtà delle cose? Non lo so, so solo che ho sempre messo al corrente di tutto il Consiglio Comunale e le forze politiche presenti.

Oggi leggo dello sciopero di ASA. Si mette in discussione addirittura la SpA e le procedure di vendita, le opinioni e le battaglie politiche sono rispettabili. E’ naturale che il valore della azienda era definito secondo legge e da chi di dovere, non era certo una valutazione politica. A leggere oggi il resoconto del Tirreno sembra che lo sciopero si stia svolgendo nel 2004, mentre da quattro anni vi è una gestione aziendale radicalmente diversa da quella precedente, che sembra non esistere più. Resoconto parziale o piattaforma smemorata ? Sono davvero curioso di capirlo.

Gianfranco Lamberti

(*) commentatore di questo blog


Temi rimasti in un limbo indeterminato e sostituzioni non eseguite.

giugno 7, 2008

Ho letto la cronaca, assai povera di spunti per la verità.
In questi casi si dice che il fuoco cova sotto la cenere. Sarà.
Per quanto ci riguarda, facciamo qualche tentativo di vivacizzazione, come quello di lunedì pomeriggio, previsto al Palazzo del Portuale.
Giustamente la redazione segnala anche altre iniziative di altre associazioni, che qui e là tentano di animare il dibattito, come Libertà Eguale.
Per la verità sembra un pò paradossale che una fase così, in cui si spegne con tenacia ogni elemento di confronto, basti pensare ai temi rimasti in un limbo indeterminato, come quelli della mobilità urbana e dei parcheggi, oppure di riassetti nella giunta e nelle aziende annunciati ormai in modo perenne e mai realizzati, possa dare origine ad uno sforzo progettuale almeno ventennale (!), come auspica qualcuno.
A proposito, ma ve la immaginate voi una azienda nella quale un giorno sì ed uno no, da mesi e mesi, viene annunciata la sostituzione completa del management, senza che poi succeda nulla. Parlo di ASA come un esempio tipico. Finirebbe lessa anche la FIAT. Solo per fare un esempio di un mare piatto, buono per pescare i paraghi e magari qualche orata, ma non molto di più.

Gianfranco Lamberti

P.S. ho letto oggi sul Corriere della Sera un ampio articolo sulla Massoneria a Livorno e sul Corriere di Livorno. Sul venerdì di Repubblica c’era la Porto 2000.
Insomma, tra un sonnellino e l’altro potremmo trovarci di fronte a qualcosa di inaspettato. Chissà. GL


La sensazione di stare su di un vulcano prima di una eruzione

maggio 27, 2008

Non so districarmi su di una ricetta utile a cambiare una situazione politica livornese che oscilla tra la stagnazione e la sensazione di stare su di un vulcano prima di una eruzione.
Una cosa è certa, la chiave di volta non può che essere legata alla possibilità di non dare nulla per scontato e che gli assetti di governo cittadino vengano determinati da competizioni democratiche alla luce del sole senza rete, piuttosto che da logiche di apparato, più o meno camuffate. Inoltre occorre definire alcune idee guida per un progetto credibile e rinnovato e così via. Cose che abbiamo detto mille volte qui.
Tuttavia ogni buona idea cammina sulle gambe degli uomini e se Livorno sarà in grado, al di là di un sistema di regole corretto ed innovativo, di esprimere persone che abbiano cuore e coraggio potremo ben sperare. Al contrario, la città potrebbe avviarsi su di una deriva ancor più modesta. Magari con la carriera di questo o quello già prefigurata con largo anticipo, ma niente di più.
Sono curioso anche io di vedere quale treno parte oggi per Asa e tutto il resto.

Gianfranco Lamberti


La città va tutelata, difesa e informata

maggio 27, 2008

Oggi il Corriere pubblica la mia nota di commento alla vicenda della Porto 2000. Auspico che la politica se ne faccia carico per reclamare rapida conclusione dei procedimenti ed attenta verifica di tutto il “sistema” connesso, mentre mi interessa meno capire se si tratta di tangenti nere in una città rossa, oppure di tangenti nere per un manager nominato dai rossi e simili amenità. E’ la città tutta che va tutelata, difesa e messa a conoscenza di reati e malversazioni, il rimpallo delle responsabilità serve davvero a poco. Men che meno risolverla con querele a futura memoria non si capisce per cosa. Vanno conosciuti i fatti, tutti e senza sconti per nessuno, il punto è solo quello.

Il Consiglio Comunale, poi, non trova più il tempo per discutere dell’Odeon e mi dispiace molto, perchè sarebbe andato incontro alle esigenze di comprensione e trasparenza di tutti. In fondo i punti da chiarire sono ben evidenti ed importantissimi. Non dare rapidamente questi chiarimenti, nel modo più comprensibile, non ha davvero senso. Danneggia innanzi tutto l’immagine di chi ha assunto decisioni rilevanti in merito, non vedo a cosa serva non dare risposte esaurienti a tutte le domande poste fin dal primo momento di questa (per me) assai discutibile scelta.

E poi si apprende che le dimissioni (allora c’erano !?) del cda di ASA saranno accettate oggi e verranno prese altre decisioni importanti sul destino futuro di quella azienda.
Non commento nulla, visto che ogni giorno parte un treno, anche se quello delle dimissioni (mi sembra l’unico fatto concreto) del cda, vuol dire molto, anche in seguito alla vicenda del protocollo d’intesa disatteso, tra Livorno e Genova, di cui ho parlato giorni fa sulla stampa. Quando capiremo cosa si decide e perchè (si ritorna ad una municipalizzata? quali convenienze per il territorio a vendere l’azienda del gas, come si intreccia la questione con la vicenda del rigassificatore e così via) magari varrà la pena di discuterne.

Gianfranco Lamberti


La quasi ri-municipalizzazione dell’Asa

maggio 22, 2008

(Rsipondendo all’osservazione di un lettore, NdR)

Ernesto, hai perfettamente ragione, anche io sono rimasto stupefatto dalla dichiarazione di ritornare ad una specie di municipalizzata, fatta e scritta da esponenti autorevoli Pd.
Vorrei capire come mai il partito non dice assolutamente nulla su questo e su tante altre cose. Non credo sia perchè stanno elaborando una politica economica.

Gianfranco Lamberti