ANNO NUOVO E VECCHIE STORIE

Auguriamo a tutti un buon anno.

A quelli che sperano che sia migliore e non ci vuole molto, qui a Livorno. Ma anche a quelli che ormai sono rassegnati al peggio.  Per la verità il peggio ci vuole molto a capire quale potrebbe essere al punto in cui siamo arrivati. Basta rendersi conto di quanto sia irrilevante la nostra città, negli scenari che si cerca di delineare per il futuro della Regione.

Sarà l’anno della elezione del nuovo presidente e del nuovo consiglio regionale. Magari ci sarà anche qualche livornese, almeno della provincia su questo ci scommetterei. Sì, perché questi anni infausti, hanno comunque raggiunto un risultato oggettivo ed inconfutabile. Bisogna affidarsi a qualcuno che non sia di Livorno, abbiamo spiegato con i fatti come si fa negli ultimi anni affidandoci a turisti per caso , ma non troppo come si vede. Che poi il personaggio venga da qualche piccolo comune vicino o da un comune  grande e lontano conta poco. Trovatemi un livornese con ruoli di rilievo oggi, da queste parti e non solo. E pensare che c’è chi ha anche parlato di finirla con il livornocentrismo, davvero una ironia beffarda, volontaria od involontaria che sia. Ci abbiamo pensato bene da un po’, stile Comunardo Niccolai.

E visto che siamo diventati maestri dell’autogol, da qualche anno a questa parte, stiamo dandoci da fare per cercare di fare terra bruciata, con quello che resta e con chi potrebbe dare nuovo slancio.

Ma non vuol dire, e tutti contenti e plaudenti, con o senza i fuochi di artificio. Basta accontentarsi, a Livorno e lasciar fare, ormai ci tocca questo,  a chi sa bene come raccogliere i frutti di questa stagione di resa della politica e delle istituzioni. I vuoti si riempiono dappertutto e da queste parti  ci sono maestri raffinati. Non ci vuole molto a capirlo.

Comunque, per quelli che non hanno da fare o da sperare trame particolari, tra una corrente ed una cenetta,  un augurio sincero ed appassionato. Se poi noi volessimo fare il resoconto di quante previsioni avevamo, purtroppo, azzeccato, in questo anno di rese dei conti, l’elenco  sarebbe lungo e documentabile. Confermato fino alle ultime ore, con annesse battute irridenti e prese in giro di questa città. Ma oggi è giorno di festa e lo faremo con un  po’ più di calma e quando ne varrà la pena.

 

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One Response to ANNO NUOVO E VECCHIE STORIE

  1. GHINO DI TACCO ha detto:

    IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI……
    Ora il piano regolatore del porto è a rischio
    da LA NAZIONE .IT
    Bocciata la legge regionale sull’urbanistica e l’Autorità Portuale è in fermento
    Livorno, 31 dicembre 2014 – Per qualcuno è questione di lana caprina: nel senso che tra norme annose e aggiornamenti recenti, la legge regionale sull’urbanistica con i recenti aggiornamenti varati nel 2014 sotto il nuovo nome di legge 65 è un bel pastrocchio: definito addirittura da Massimo Parisi, coordinatore regionale di Forza Italia una specie di «Blocca Toscana». Fatto sta che sulla legge è arrivato come un fulmine il «niet» del consiglio dei ministri che alla vigilia di Natale ha impugnato la legge per sospetti di incostituzionalità. Non se ne conoscono ancora tutte le argomentazioni, che saranno fornite dal governo il 12 gennaio prossimo alla Consulta (la Corte Costituzionale). Ma se la cannonata nei denti al governatore Rossi da parte del premier Renzi ha fatto sensazione a Firenze, a Livorno sta scatenando un vero putiferio: prima di tutto perchè mette a rischio quella specie di clausola di salvataggio che aveva dato alla Regione la facoltà di accelerare l’iter del piano regolatore portuale in caso di ritardi da parte del Comune «pentastellato» sulle osservazioni alla variante anticipatrice collegata al piano stesso. La notizia della decisione del consiglio dei ministri ha ancora confini indefiniti. Ma a Palazzo Rosciano è scattato subito l’allarme. E se il segretario generale avvocato Massimo Provinciali ancora a metà giornata stava cercando di conoscere i dettagli relativi alla parte che riguarda la Port Authority e il piano regolatore del porto, si sono subito mosse alcune delle associazioni di categoria, sia pure in chiave ufficiosa.
    E’ un argomento – riassume il commento comune – che va maneggiato con estrema cura, per il rischio di far danni con dichiarazioni non centrate. Da parte della Regione il «niet» di Renzi a Rossi preoccupa non poco, specie sul piano politico, cadendo proprio in pieno della campagna elettorale del governatore; e qualcuno l’ha letto come un siluro proprio alla riconferma. Rossi però sembra ostentare tranquillità. «Non appena conosceremo i dettagli dei rilievi fatti alla legge – ha dichiarato ieri al nostro giornale – chiariremo meglio la nostra posizione». Sembra di capire che Rossi non intenda arroccarsi sul testo varato alla Regione e che sia disponibile a rivedere alcuni dei punti sui quali il governo nazionale avrebbe rilevato elementi di incostituzionalità. Per l’Autorità portuale ora è urgente conoscere se i rilievi di incostituzionalità riguardano anche il delicato passaggio dei piani regolatori dei porti (Livorno, Piombino e Marina di Carrara) sui quali la legge regionale 65 ha introdotto le varianti recenti che consentirebbero di disinnescare gli eventuali ritardi da parte dei Comuni interessati. Sembrerebbe di si, perchè di per se la legge urbanistica regionale è vecchia di anni e solo con le modifiche introdotte nel 2014 (tra cui quella che interessa i porti) si è caduti sotto la scure della presunta incostituzionalità. E in questo caso l’iter del piano regolatore portuale livornese tornerebbe a rischio.

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