LIVORNO SENZA CAPO NE’ CODA

Al Comitato Portuale hanno capito, e non ci voleva molto, che è necessario che la città ed il suo porto dialoghino in modo efficace. Non  ci voleva molto, ma alla fine se ne sono resi conto ed adesso stanno ad aspettare che il Consiglio Comunale completi il percorso avviato sulla variante anticipatrice del PRG. Ma non doveva essere punto ed a capo? Lo abbiamo detto ben prima della campagna elettorale e durante . Se non si metteva bene in chiaro da dove ripartire alla fine si faceva una confusione tremenda e non bastano certo gli appelli alla buona volontà di qualche turista di passaggio. Ci vogliono atti consiliari e questi vanno votati , non si scappa e non bastano le prediche tardive.

Insomma Livorno sconta ancora una volta approssimazione ed inerzia. E certo non può delegare ad altri la soluzione dei suoi problemi. Astoria che si ripete da anni con effetti devastanti ed illusioni che si sono alimentate e si sono perdute.

Il porto è il simbolo più significativo di questa deriva e mettendo in fila tempie  scadenze, si capisce bene il mare di chiacchiere nel quale siamo sprofondati.

Ed il confronto tra città e regione diventa ancora una volta un terreno decisivo, sul quale non  possono bastare raccomandazioni  e moniti di chi sta per scadere.

E tutto questo alla vigilia di elezioni regionali, insomma improvvisazioni e chiacchiere che ci stanno trascinando alla deriva. In attesa del tribunale, come se non bastasse.

 

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5 risposte a LIVORNO SENZA CAPO NE’ CODA

  1. fattinonparole ha detto:

    Sarebbe così gentile da spiegarci come funziona la procedura? Il CP, approvato il piano, deve aspettare l’ok del comune ( con tutti i passaggi politici e tecnici previsti ) per poterlo adottare definitivamente? Il Comune, se non approva il piano e quindi se non realizza le varianti anticipatrici, cosa succede? Questo piano era stato concordato con la precedente amministrazione e non con questa. Insomma se Nogarin dice no o si deve cambiare piano o cosa?

  2. La norma prevede che, perché siano efficaci, debba esserci sintonia tra le pianificazioni in area portuale e quelle della città, tra l’altro principio alla base della cosiddetta variante anticipatrice che il Consiglio comunale ha adottato ( non approvato ) durante il precedente mandato. Procedura avviata come anticipatrice proprio con questa motivazione. Dopo l’adozione poi ci vuole l’approvazione definitiva, che potrà avvenire nei modi che il Consiglio riterrà ed anche nei tempi che richiederà. Senza parlare dei piani attuativi scaduti sul waterfront, tanto per gradire.
    Insomma questioni complesse sul piano procedurale, chiare e conosciute, scritte e riscritte nelle carte, locali e che non possono essere eluse.
    Ecco perché fa un po’ sorridere, in una città travolta dalla spazzatura, con i problemi clamorosi che ha, i patetici richiami di turisti per caso alla buona volontà.
    Una volta si parlava di accordi di pianificazione, accordi che mettevano allo stesso tavolo tutte le istituzioni coinvolte, per superare le lungaggini. Preparati adeguatamente e con reciproco rispetto. Una procedura adottata a Livorno in occasione della approvazione del vigente piano strutturale.
    Ma era un’altra storia, un altro campionato, altri giocatori in tutti i ruoli previsti.

  3. fattinonparole ha detto:

    Si potrebbe quindi dire che, se il Sindaco in comitato portuale conta per uno, come istituzione locale conta almeno il 50% se non di più … ho capito bene?

  4. fattinonparole ha detto:

    A proposito di turismo, ho letto un po di cose qua e la’ su come, cosa, quando ecc. Siamo veramente ne deserto del sahara. Incompetenza assoluta e desolante … Ci vuole gente esperta, professionisti, per insegnaci cosa fare, non i soliti politici pronti a riciclarsi appena imparano una nuova parola !!

  5. capito benissimo e la scemenza di dire che il sindaco di Livorno conta uno, avallata da alcuni genietti della politica locale, è colossale. Alla fine se ne accorgerà anche Nogarin. E certo non basta il presidente della Provincia.
    Concordo sul turismo, ma Livorno è diventata meta turistica per presunti manager venuti da chissà dove, lautamente pagati , è una nicchia interessante.

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