I NODI CHE VENGONO AL PETTINE

Le complessa gestione della porta a mare, con scelte lasciate in  naftalina per anni e che riguardano attività importanti per il nostro futuro, arriva ad un punto cruciali.

certo, chi ha lasciato marcire una situazione per tanto tempo non ha molti titoli per dare lezioni a nessuno, così come chi si è presentato alle elezioni come uno  venuto dalla luna , per perdere una partita già vinta.

Ed allora sono curioso di capire e come il Comitato Portuale gestirà la vicenda delle riparazioni navali, senza dare vantaggi a nessuno, se non alla città. Ed al lavoro.

La storia è nota ed è stata scritta davanti al tribunale di Livorno, che vigilava sul prefallimento del Cantiere. Così come sono chiare le responsabilità di ciascuno.

Aspetto e darò una valutazione, pronto anche a tutelare in ogni sede la storia di una vicenda che è stata messa in un cono d’ombra fin troppo.

Per interessi politici e non solo di piccolissimo cabotaggio.

Ma i nodi vengono al pettine, prima o poi  e per questo aspetto, con grande attenzione alla a memoria degli smemorati. Cure ricostituenti per ricordare possono essere somministrate in tante sedi, Staremo a vedere.

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7 Responses to I NODI CHE VENGONO AL PETTINE

  1. fattinonparole ha detto:

    Lamberti ha ragione. Sarebbe ora di fare piena luce sull’intera vicenda. E le sorprese non mancherebbero …

  2. Ho letto le linee guida per la redazione del bando. Posso sbagliarmi, ma mi sembrano piuttosto tortuose, tutto e l’opposto. Certo vedremo il bando, che naturalmente dovrà rispettare le leggi, a partire dalla tutela della salute di tutti e da non precostituire pacchetti ad personam. Mi sembra una cosa talmente ovvia. E vorrei vedere. Il resto va gestito con attenzione, perché è un terreno scivoloso, a fronte di atti controllati dal tribunale che hanno dato il via a tutto, che non sono equivocabili e non sottendono altro che quello che si è scritto. Chi sostenesse il contrario troverebbe una tempestiva e dura reazione in ogni sede. La dignità della mima amministrazione e della città che rappresentavo non accetta ambiguità, anche a distanza di anni. Amnesie per convenienza occasionale e personale non ci appartengono.

  3. fattinonparole ha detto:

    Lamberti, spesso lei cita il tribunale come se ciò fosse il faro di tutto e tutti. Ma non è così. Il tribunale si è occupato di una parte importante ma limitata, decretò l’amministrazione controllata e, non molto dopo, il ritorno in bonis ( ritorno alla normalità ). Il tribunale non ha certamente messo bocca su altri aspetti della vicenda altrettanto importanti e addirittura decisivi.
    I problemi, relativamente alle riparazioni, sorgono dopo. Il bacino lasciato in malora e le riparazioni, di cui lei è sempre stato un fervente fautore, che piano piano svaniscono … il punto è qui! C’è un nodo politico che non può non sfuggirle e che oggi vieni al pettine … e non c’entra nulla il tribunale …

  4. Il tribunale c’entra eccome nelle condizioni della compravendita e nelle destinazioni urbanistiche che furono decise in piena autonomia dal Consiglio Comunale, ma sulla base di un costante rapporto con l’autorità giudiziaria. Con un complesso sistema di valutazioni che sono agli atti.
    Certo, quello che è successo dopo è successo dopo. Sono perfettamente d’accordo, ma molti si sono nascosti dietro una presunta scelta che sarebbe stata sottesa a quello che era scritto negli atti. Un doppio livello, di cui la mia amministrazione sarebbe stata consapevole. Al limite, assai. Qualcuno lo ha anche scritto, imprudentemente, per chi lo ha scritto. io rispondo degli atti assunti dalla mia amministrazione e su quelli non ci sono incertezze e dubbi. Come sulle intese raggiunte con la regione ed il governo . Quello che viene dopo ed a latere ha un rilievo che, se avesse coni d’ombra, dovrebbe interessare chi deve vigilare sulla correttezza delle procedure e sulla neutralità della pubblica amministrazione. Io sarei il primo ad auspicarlo, ovviamente.

  5. St. John ha detto:

    scusa Lamberti, capisco, credo e spero bene, il filo del ragionamento. Perché non chiedi un incontro tecnico col nuovo sindaco su questi temi? Il tribunale è sempre una estrema ratio che finisce per far perdere tutto nella notte dei contenziosi. Non è un ragionamento da finti ingenui, ci mancherebbe. Saluti

  6. Caro SJ, già fatto. ho incontrato Nogarin nel suo ufficio qualche giorno fa e gli ho descritto con precisione atti e percorsi. Devo dire che ne ho tratta una impressione positiva, per l’attenzione che mi ha prestato e la comprensione di alcuni snodi cruciali. In quella occasione ho avuto modo di scambiare qualche riflessione anche con consiglieri comunali di varia estrazione, anche pd. A questo punto, la balla per cui il voto del sindaco di Livorno ( chiunque esso sia ) vale solo uno nel comitato portuale, nel rapporto tra la città ed il porto, credo sia da contestare abbastanza agevolmente. Dico sindaco ed intendo ovviamente l’istituzione, compreso il Consiglio Comunale. Più che inutili dietrologie, parlo anche alla sinistra più radicale ed un po’ nostalgica di chissà cosa ( visto il punto a cui era arrivato il Cantiere e non solo) , sarebbe meglio governare con gli strumenti oggi a disposizione i processi in corso, nella città e nel porto. E gli strumenti ci sono, eccome. Per evitare danni a chicchessia, produrre lavoro e non vestiti preconfezionati. Molto, molto rischiosi.
    Ho letto anche qualche volenterosa ricostruzione di qualche giovane consigliere, ma mi sembra che sfugga il cuore della questione.

  7. St. John ha detto:

    eh beh, girando spesso tutta la settimana per lavoro a volte hai solo il Tirreno come elemento di ricostruzione. Non avete avuto voluto dare pubblicità alla cosa? No, perchè siccome a occhi attenti i nodi non sfuggono se c’è convergenza su quelli non è affare da poco. Credo bisognerà parlarne più pubblicamente. Se c’è interesse.

    ps. Tale Renzi sta giocando col debito come un apprendista stregone. Ma, curiosamente, credo interessi a pochi

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