RENDICONTI E COERENZA

Francamente non mi aspettavo un incontro di un intero gruppo consiliare con la stampa, quello del PD, in cui non parla nessuno tranne il capogruppo. Devo dire che ho fatto il capogruppo nientedimeno che del PCI, in momenti di maggioranze schiaccianti e mi sono sempre e dato da fare per far parlare tutti e di tutto, naturalmente con cognizione di causa ed avendone discusso prima. Si vede che ora funziona così. Ma sarei curioso di sapere se i consiglieri hanno fatto i compiti, come viene dichiarato e riportato, almeno speriamo di ascoltarli nei prossimi consigli.

Anche perché credo proprio che tutti abbiano interesse a capire cosa succede nei partiti, almeno in quelli principali e come si confrontano le idee, piuttosto che come si eseguono i compiti.

Peraltro la discussione sulle politiche per il lavoro, livello nazionale, come a livello locale, dimostrano una notevole ampiezza di opinioni e siamo tutti, almeno dovremmo esserlo, interessati a capire come si sviluppa questo confronto.

Il lavoro, per chi lo ha e per chi non lo ha, resta il banco di prova per chiunque faccia politica. A tutti i livelli.

Certo, si può e si deve chiedere conto a tutti del proprio operato, della propria storia politica. La scelta di tagliare i ponti con tutto, come se si fosse venuti dalla luna, ha avuto una risposta clamorosa dai livornesi.

Io non dò giudizi, ancora. Spero che si possa riuscire a trovare soluzioni adeguate per la tante questioni rimaste insolute. Non certo in questi mesi, almeno non solo in questi mesi.

Credo che i compiti debbano farli in molti, a questo punto. Guardando con attenzione alle regionali imminenti ed alle scadenze su cui si sorvola, pensando al porto, alle candidature, ai programmi, alle alleanze. Senza supponenza ed autosufficienza, ne abbiamo già avuta abbastanza.

Ricostruire non sarà facile, questo è certo e sarà difficile dare tutte le responsabilità a Nogarin.

Mi auguro che ci si riesca. Livorno avrebbe bisogno di tanta coerenza e di tanta serietà. Nel rispetto di tutti e pensando a quelli che ci hanno insegnato la dignità delle istituzioni e delle persone che le rappresentano.

Per questo, ricordo con dolore e rispetto Luciano Vizzoni. Una grande persona, con cui ci siamo confrontati spesso, nel rispetto reciproco assoluto, senza nascondere diversità di opinioni e di valutazioni, in qualche caso significative.

Una Livorno in cui il confronto politico era ad un livello molto alto davvero. Ricordarla con rispetto, tutta intera, è doveroso soprattutto per chi viene da una storia politica nata nella sinistra di governo locale, che era un simbolo positivo ed ammirato in Italia ed in Europa. Una lezione da ricordare ed imparare davvero, per guardare al futuro in modo serio e senza pensare troppo agli strapuntini passati, presenti e futuri. Come ci avevano insegnato a fare, appunto.

 

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