VACANZE E VACANZIERI

 

 

 

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Gianfranco Lamberti

Con chiunque si parli, almeno di personaggi significativi di questa città, si coglie una rassegnazione sconfortata alla situazione che stiamo vivendo. Una diagnosi che trova conferme quotidiane , leggendo la cronaca.

La figura che abbiamo fatto, con la posizione cerchiobottista della amministrazione e del Consiglio Comunale livornese sullo striscione  e  che non si spendeva più che tanto per le vittime innocenti dei massacri a Gaza, ormai serve a qualche saggista dell’aria fritta.

Ed è incredibile come si sia fatto passare come se fosse un momento buono solo per il solito selfie il dibattito sull’AAMPS, i cui conti abbiamo messo in evidenza pubblicamente carte alla mano e sono preoccupanti, senza che nessuno oli citasse ed  entrasse nel merito. Cosa volete che sia, avere un debito milionario o non averlo. Qualche battuta sulla modestia del nominato e poco più. Come si vede, aria fritta in abbondanza anche lì, su tutti i fronti. Come sugli articoli ciclici sulla riforma portuale, che si potrebbero leggere, nello stesso modo, a
Livorno come a Salerno. Cose dette e ridette , senza che si capisca dove si andrà a parare davvero. Del resto la sintesi di pensieri lunghi, concessi ad organi di informazione aziendale, non poteva portare molto lontano. E la richiesta di analisi di come nel porto si sia arrivati a questo punto, con citazioni e fatti, rimane ovviamente inevasa.

E quindi staremo a vedere nell’oroscopo se lo Sblocca Italia sblocca anche Livorno oppure si limita a qualche pannicello caldo, con strapuntini già ben definiti in uno scenario a regia regionale, con partite e contropartite. Quali? Ecco su questo mi sarei aspettato un minimo si sale, ma si vede che siamo vicini a ferragosto e non possiamo aspettarci troppo.

Eppure, al tempo di Nogarin, il ruolo della Regione inevitabilmente si farà più importante, in ogni caso. Soprattutto nelle questioni portuali, su questo concordo con chi lo ha detto. E ci sono pure le elezioni in vista. Ecco perché penso che piuttosto che di corridoi europei per i trasporti, si rischierà di parlare dei corridoi oscuri livornesi e fiorentini per qualche posticino super retribuito.

Pesi e contrappesi, su cui ci si potrebbe interrogare, anche con un minimo di fantasia. Quando finiranno le ferie, però. Se finiranno.

 

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6 Responses to VACANZE E VACANZIERI

  1. henry f.s. brubaker ha detto:

    Che cosa puo’ fare Nogarin,se non alimentare piccoli e grandi sogni.Lo fa credo deliberatamente ,cercando di scuotere una città che si era fermata di fronte al proprio declino.Lo fa parlando il linguaggio della propria cultura (la democrazia di smartphone,vedi Atl e poi oggi AaMPS con le app del caso)ed esorcizzando i codici tradizionali della politica.A Nogarin non servono cronoprogrammi e rendiconti,proprio perchè la sua filosofia è quella dell’anno zero.Una contabilità che deve ancora partire e risvegliare la cultura dei pionieri.Non è un caso che cassa e patrimonio comunali ancora non abbiano un titolare,non è un caso che nulla sappiamo di crediti inesigibili (Aamps) o di situazioni creditorie /debitorie da compensare fra Comune e Aziende,nè di manutenzioni stradali o strutturali.Il territorio è una prateria da verificare e sondare ,magari di notte quando gli attivisti (a differenza dei comuni militanti politici)non dormono,ma spippolano o frequentano i soliti,locali.dopo avere reso la propria testimonianza militante su cio’ che vale la pena di cambiare.Magari con calma.Tutto l’enciclopedico trattato letto l’altro giorno (che comunque contiene spunti interessanti)va in questa direzione e attende di essere declinato con modalità che sarebbe miope contrastare con le punzecchiature personali della politica tradizionale.La barca ormai va,il Sindaco nomina persone di sua fiducia,(grave semmai che non l’abbia fatto prima),importante che sia chiaro l’indirizzo politico degli atti (ad esempio quelli che determinerà il prode Di Gennaro per l’Aamps) e soprattutto che,rispetto al passato,siano giudicabili e trasparenti i bilanci aziendali.(specie quelli consolidati ).Sul resto è chiaro che Nogarin gioca sul filo dell’equilibrio,non potendo disporre di un consenso culturalmente omogeneo.Nelle sue file c’è un po’ di tutto,i resistenti per Gaza ,ma anche i neo privatizzatori della costa.Accontentare tutti è difficile.Specie se ogni giorno sei sotto il focus della stampa nazionale.Cosa che ai predecessori non era mai riuscito.Nonostante cercassero,disperatamente qualcuno che sul Corriere o sul Sole parlasse dei loro bilanci ordinati e delle loro aziende modello.Dove intanto montava,probabilmente a loro insaputa, la ribellione grillina. .

  2. Caro HB, hai ragione. Tuttavia con questa impostazione è difficile capire dove si andrà a finire. Condivido pienamente che è sbagliato leggere le uscite di Nogarin secondo un’ottica tradizionale, che ci aveva portato alla situazione in cui versa Livorno e che si è cercato di mimetizzare nel gioco delle correnti PD in corsa per lo strapuntino ( parlo dei bilanci delle partecipate, il resto sono battutine da abatini della vecchia politica frettolosamente in via di riconversione ).
    Ma le citazioni stralunate, quella di Steve Jobs è francamente comica, possono trovare un titolo occasionale, ma non portano lontano.
    Abbiamo letto e riferito dei bilanci di AAMPS, di SPIL, della Livorno sport, da anni e fino ad oggi. Ora Nogarin vuole fare le radiografie, ben vengano. MA ho l’impressione che sia l’ennesima battuta. Al contrario, se le facesse davvero potrebbe essere di una qualche utilità.
    Ma ho qualche dubbio che questo nuovo gruppo dirigente sia in grado di proporre davvero diagnosi e terapie.
    Che poi si faccia, ancora per un po’, notizia può andar bene.
    Ma i crediti inesigibili, oppure l’indebitamento bancario di SPIL, oppure i percorsi giudiziari di Livorno Sport non si risolvono con le battute strampalate.
    Così come la discussione sulla intensità di cura, con le uscite tipo apericena della giovane e volenterosa assessora.
    Che poi c’è chi ha costruito a sua insaputa la vittoria di Nogarin, confidando nella rassegnazione dei livornesi è una storia ormai chiara a tutti. E magari stanno aspettando che prima o poi ricapiti un’occasione tanto questi non durano, è ancora un’altra storia. Ma il paziente alla fine non sopravvive e di anatomopatologi per l’autopsia ne abbiamo già avuti, repliche impossibili e poi a che fine.
    Difficile immaginare una via d’uscita, almeno secondo un ragionamento politico ed amministrativo tradizionale. Forse il punto è proprio questo. Uscire dai percorsi consueti, del resto SJ lo dice da tempo , una diagnosi lucida, meno comprensibile la terapia almeno per me. Ci vuole competenza e coraggio, senza giocare allo scaricabarile secondo un vizio consolidato e promosso in questi dieci anni. Ecco farsi carico delle proprie responsabilità fino in fondo, ciascuno per quello che può e dove può, sarebbe già una grande novità nella Livorno declinante di questi tempi.

  3. Caro HB la città “non si era fermata” è al collasso più disastroso. Morta, spenta per responsabilità di chi c’era? Sicuramente si ma le condizioni di sistema in cui era prima Livorno stanno addirittura peggiorando : Allora gli spot non servono anche se Nogarin usa strumenti nuovi e fuori da antichi schemi. Non si potrà governare in una perenne campagna elettorale e in equilibrismi tra mal di pancia e clientelismo elettorale ( vedi scelte sul mercato ortofrutticolo di cui tornerò a parlare in specifico), all’insegna della loro cultura democratica via internet e riempiendosi la bocca di partecipazione, di cui condivido assolutamente il fatto che serva una nuova stagione di confronto e condivisione con i cittadini. ma attenzione chi è eletto deve pur governare e non farlo per procura. Sarà anche sistema sconosciuto prima e proprio dei nuovi sistemi comunicativi, specie grillini, ma i problemi sono quelli che dice Gianfranco e molti altri su cui per me si sta piano piano svelando il TOTALE NULLA, tanto da farmi venire voglia di tornare in politica, almeno per dire la mia come ho sempre fatto riscuotendo feroci critiche . ma di cui vado fiero perchè la realtà alla fine l’ho letta meglio delle star politiche livornesi. Insomma dalla padella nella brace, roba di questo tipo. Dopo aver ululato sul porto hanno preso solo schiaffi e subito le scelte del padrone. Non c’è traccia di riferimenti finanziari e il bilancio sembra essere un opzional , ma poi ci sbatterà la faccia contro altro che serve fare , è necessario fare ecc come scritto nel programma. Va bene , è legittimo il no all’ospedale, ma la sanità , i servizi territoriali, le liste, ….hai voglia di richiamare il fallimento delle Società della Salute e criticare tutto il resto, ma poi con la Regione dovrà parlarci, i servizi dovranno funzionare , di soldi dovranno essere individuati, o no ? ma chi ci deve pensare . Il Sindaco oggi è lui e a cosa serve guardare indietro? a giustificare l’impossibilità di governare causa i guasti ricevuti in eredità? troppo facile e non pagherà. Non c’è una parola sui Piani di Recupero dei QN, spot assoluto la demolizione del cavalcavia del Corallo. bella impresa , con quali risorse e con quale progetto alternativo? di piano del traffico, dei parcheggi, del TPU ecc….ne abbiamo parlato 100 volte in polemica con un assessore …meglio sorvolare. Le partecipate benissimo cambiare Dio solo sa se serve e quale è la drammatica verità ereditata, ma le condizioni finanziarie e i piani industriali per tornare a decollare garantendo servizi alla città ? Non sono punti vecchi ma drammatici nodi a cui Nogarin non potrà rispondere con gli spot in salsa grillina. Mi sono letto il programma di mandato e devo dire che al di la di alcune cose anche coerenti con i NO dei grillini in campagna elettorale, ripeto , Livorno rischia seriamente di cadere dalla padella nella brace.

  4. Wladimiro, penso che non abbandonare la battaglia politica, per chi come te ha attraversato molte fasi della vita cittadina avendo sempre la schiena dritta e dicendo la propria opinione senza timori, su temi cruciali, sia giusto e doveroso. Forza allora.
    Ti confesso che apprezzo molto meno coloro i quali non facevano critiche quando era importante farlo ed alla luce del sole, mentre hanno scoperto i difetti di una amministrazione e di un sindaco solo quando ne è arrivato un altro.
    Certo, dalla padella nella brace, un rischio concreto.
    Quanto alle presunte star della politica locale che avevano preso fischi per fiaschi nonostante segnali evidenti che tu ricordi opportunamente, meglio stendere un velo pietoso e guardare avanti, ma ho l’impressione che stelle e stelline stiano solo rifacendosi un po’ il trucco in attesa di qualche nuovo spot da interpretare. Vedremo.

  5. Polemiche di ferragosto nel PD, tanto per cambiare, sopra le righe.
    Al di là del merito specifico, tra incarichi anche irrilevanti che si scoprono solo ora, non credo ci avesse fatto caso nessuno.
    Un indizio, se mai ce ne fosse bisogno, di cosa si agita in quel partito, dopo il catastrofico risultato elettorale.
    Meglio fare gli auguri per la Livornina a Luciano Vizzoni. Una scelta condivisibile, ad un professionista di prestigio ed impegnato in politica e nel sociale con costante coerenza.
    Per il resto ci rimane una giornata di libeccio, in una stagione balneare che sembra in sintonia con il clima che si respira in città.
    Auguri di buon ferragosto a tutti, comunque.

  6. St. John ha detto:

    cari signori,

    tornando a casa trovo una Livorno con la botta addosso, ma la stagione, per le legnate, è la più favorevole :) vorrei dire qualcosa sia sul governo locale, e le sue scadenze, che su quello nazionale (che sta ricontrattando le cambiali scelleratamente firmate con la Ue). Ma mi coglie un preciso senso del dovere, al quale devo dire manco piuttosto spesso, nel fare opera di divulgazione su come si possa fare politica oggi. Visto che il calendario, quello digitale che tutti hanno in agenda e non piu’ quello cartaceo, segna anno domini 2014. Non 1974 o 1984 e nemmeno 1994 (quando una serie di cambiamenti poderosi erano già in atto, oddio lo erano già nel 1984 ma si andrebbe lontano..). Ovviamente parliamo di politica riformista, quella che piace alle persone che si proclamano concrete, pragmatiche e lontane da ogni estremismo (il quale fa tanto bene alla salute e alla formazione della persona ma, anche qui, si andrebbe lontano..). Come si pratica pragmatismo politico nel 2014? Non certo parlando di pragmatismo su Facebook, terreno di tutti i maghetti della concretezza, a parole, e portatori insani di pericolose frasi sule “necessarie, inderogabili,impopolari riforme per la crescita” (nazionale, locale). Nè auspicando mozioni e nomine, strumenti della politica locale sempre più spuntati. In politica ci vuole la forza, la legge segue sempre dopo. E come si crea la forza in modo pragmatico? Contribuendo a far crescere, dal basso, una serie di fenomenii che hanno potenzialità, dando lo possibilità di svilupparsi e fare rete. Livorno è abituata da troppi anni. a pensare che la politica sia una cosa che sta a metà tra le riunioni dove quelli “giusti” sanno che non si sta discutendo niente di importante e quelle, coperte, dove si decide qualcosa che produrrà guadagno per pochi ed esclusione per il resto. Insomma, una città che ha vissuto a lungo tra supercazzole e lobby. Producendo parole consapevolmente vuote e veleni quando potere e ricchezza nelle riunioni coperte sono andati progressivamente scemando (oddio, ciccia ce n’è ancora ma quanta meno rispetto ai tempi d’oro). La politica ha un ruolo,e quindi acquisisce forza, quando organizza, accresce le persone che conteranno domani vicino a sé e dissemina il nuovo. Vedo gente che usa conferenze stampa che se fossero cocaina del politico ma consenso e salute (poltiica) si ottengono in altro modo. Ad esempio, un gruppo è politico e lavora a promuovere, organizzazione crescita e attenzione attoirno alla fabbricazione di un’app non solo in tradotta in italiano ma anche ottimizzata per le esigenze livornesi di questo tipo

    https://www.taskrabbit.com/

    Taskrabbit è una app che fa incontrare domanda e offerta di lavori domestici. Nei paesi dove è applicato ha provocato un piccolo boom nel settore. Perché intreccia lavoro domestico pagato a gente che si scambia ore (tipo te fai due ore di pulizie in casa mia io due di idraulico in casa tua), favorisce i rapporti nel vicinato. Favorisce inoltre ogni tipo di microcredito, da quello in denaro a quello in ore pure e semplici. Una ideologia reaganiana, tradotta in italiano con “il mercato si organizza, il politico fa le regole (che finiscono sempre per essere condizionate da chi si organizza)” non coglie che quello che viene chiamato il mercato non si organizza propriamente da solo secondo le regole della domanda e dell’offerta. Se la politica è un grado di promuovere questi fenomeni, accresce in forza, consenso e produce pure ricchezza. E riprende i fili del territorio, quello vero, nella sua conformazione reale.
    Ah, che l’assessore al turismo e al folklore (poi con calma chiederò il perché di questo improbabile termine) ha una certa impostazione si vede. Speravo, e spero ancora, che abbia qualche conoscenza per far dirottare qualcosa a Livorno.Già sarebbe buono perchè con l’impostazione che mostra siamo al tentativo di svuotare il mare a cucchiaiate. Facciamo un esempio, guardate come a Livorno è già diffuso Airnb

    https://www.airbnb.it/s/Livorno?sw_lat=43.484127564095644&sw_lng=10.
    27677932581139&ne_lat=43.560858776424425&ne_lng=10.
    373424681036&zoom=13&search_by_map=true

    se vuoi favorire il turismo ognuno di questi user deve fornire, nell’account della camera che affitta, tutta una serie di informazioni sul luogo dove affitta. Se sai, come amministrazione, lavorare su questo genere di marketing virale allora il marketing ha un senso. Supportando, con un servizio di qualità, gli account di chi fa informazione dal basso su Arinb, quello è il miglior marketing Se no è roba per il tirreno cioè puro rubbish per riempire gli spazi non occupati dalla pubblicita’.
    Se si vuol fare qualcosa di serio per la città, la politica serve per organizzare un bel brainstorming, di quelli
    grossi, per chi fa app a Livorno. In modo da capire quali possono essere sviluppate, modificate e lanciate per fare come Taskarabbit. Anche sul piano dell’offerta-domanda di lavoro culturale le applicazioni sono impressionanti, per non parlare della distribuzione del piccolo commercio. Ce n’è di gente che
    le fa sia per Android e per Iphone-Ipad e Windows Phone. Questa è roba che, opportunamente governata, frutti li dà. Li ha dati altrove e a caso figuriamoci se ari il terreno.

    Organizzare, promuovere, disseminare questo genere di innovazioni è fare politica. In modo che queste crescano e facciano rete. Firmare i protocolli sull’innovazione, come è successo nella passata legislatura, è fare ridere.
    Il resto è secondario. Anche il miglior accordo sull’innovazione è lettera morta senza questo tessuto che porta immediatamente benefici economici. E un tessuto del genere lo organizza e lo promuove la politica, non si fa da solo (come credono i reaganiani di sinistra, compresi quelli passati dal mito dell’urss a quello del mercato efficiente allocatore di risorse..come no ).
    Il resto sono son chiacchiere, per quanto si vedano improvvisazioni e ingenuità senza quella dimensione nessuno va da nessuna parte.

    ps. se il Pd livornese è in grado di organizzare, in modo efficiente e permanente, questi fenomeni prendo casa sotto l’Arena Garibaldi con la foto di Romeo Anconetani sul terrazzo illuminata da una lampada votiva.

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