ASPETTIAMO UN PROGRAMMA TRA FORUM E VELENI

BASTA !!! TORNATE  A BORDO !!!  LA CITTA'  E' NAUFRAGATA !!!  BRUNO PICCHI :«Dal dopoguerra a oggi in questa sala hanno parlato tutti, non si permetta di fare il prepotente». COSIMI:"..Ma se mi convinco che la colpa è mia si va tutti a casa"

La campagna elettorale è finita ormai da tempo. Stiamo a vedere quale programma sarà presentato alla città dalla nuova amministrazione. Un programma che significhi cosa vogliono fare, come ed in quali tempi. La precedente amministrazione si è caratterizzata per una serie infinita di annunci ed un numero irrisorio di scadenze ed obbiettivi raggiunti, lo dicevano quelli del PD sostenitori unici fino al giorno prima,  per trovare voti, con i risultati che si sono visti, ma è un’altra storia. Oggi il rischio concreto è che si vada di male in peggio. Lieto di essere smentito.

Non sappiamo le scelte sull’urbanistici, atti in corso e varianti da approvare definitivamente, water front a zero e via dicendo. Non sappiamo cosa si farà sulla sanità, cancellato il nuovo ospedale, oltre qualche dichiarazione di principio assai banale, non sappiamo cosa sui servizi sociali, dopo la Società della Salute finita come è finita, non sappiamo cosa si farà delle partecipate e dei loro conti , a partire da SPIL/Odeon. 

In compenso sappiamo delle contumelie tra Gallanti ed il Consiglio Comunale, o almeno la sua stragrande maggioranza. Inaccettabili, in una città europea, non solo a Genova. Al di là del merito, sul quale le approssimazioni, anche lì, dei nuovi arrivati sono evidenti e solari.

E dei forum tematici che si apriranno nel PD a breve, già pieni di sospetti e veleni. Tutti interni ad un partito che dovrebbe scrivere un manuale di come si fa a perdere Livorno e lasciarla nella situazione che vediamo.

Intanto il candidato sindaco sconfitto si impegna in  polemiche con l’Ordine degli Architetti sul fatto che uno di loro  sia stato nominato all’urbanistica. Mentre non spende una parola, insieme al suo gruppo, sul durissimo confronto tra chi rappresenta Livorno e Gallanti. Magari in attesa che la nuova legge sui porti risolva il problema, cancellando il ruolo di Livorno sul suo porto, almeno per partecipare alla scelta del nuovo presidente. 

Tutto si tiene ed è partito da un bel po’. Livorno marginale e qualche carriera da salvare, cercando la posizione giusta a prescindere,  tutto il resto non conta. Altro che forum, così diventa un baratro.

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3 Responses to ASPETTIAMO UN PROGRAMMA TRA FORUM E VELENI

  1. St. John ha detto:

    > Magari in attesa che la nuova legge sui porti risolva il problema, cancellando il ruolo di Livorno sul suo porto, almeno per partecipare alla scelta del nuovo presidente.

    Avevo progettato di starmene al fresco in vacanza fino a ferragosto. Ma quest’anno non è fresco qui dove sono s’anticipa l’autunno :) solo il verde delle querce che ho davanti mi aiuta a ricordare che siamo a inizio agosto. Meglio così il tutto è salutare per la riflessione.
    Prima di tutto rifletterei sul come siamo arrivati ad oggi. Livorno non ha una nuova classe dirigente per caso. Non è quindi un caso che attualmente ci siano dei generosi volontari che stanno percorrendo la via crucis. La causa sta nella privatizzazione del sapere utile per governare, per cui molti nuovi oggi balbettano, che si accompagna alla paralisi del sistema formativo e alla qualità sottozero di quello della comunicazione locale. Tutti fenomeni non solo livornesi ma che dalle nostre parti andrebbero capiti meglio. Per non ripetere l’errore. Quello che rischia di esporre Livorno all’estinzione in assenza di forze produttive reali e classe dirigente in grado di innovare. Sulla nuova legge sui porti siccome il nuovo relatore è tale Filippi magari se le forze politiche livornesi gli fanno “toc toc” un qualche scambio di idee ne viene fuori :) Ad esempio le banche non vedono l’ora che si privatizzi la porto 2000,
    e non solo, per fare un po’ di frusciante. Aspettano la nuova legge sulle AP che per loro sarà. se approvata per come si profila, babbo natale e befana insieme. Il piddino ovviamente dice che non c’è alternativa, è il suo grigio mestiere :) ma riflettiamo un attimo ..le previsioni sul mercato delle crociere sono di crescita e di espansione del settore anche occupazione. Viste quelle, sul serio eh (perché le previsioni che allargano le bolle..è pieno il mondo), chi potrebbe impedire alla Spil di collocare obbligazioni, magari cambiando la forma societaria, a sostegno della porto 2000? Si tratterebbe di una governance pubblica degli investimenti che, per non incorrere nei rigori del project financing, in Irlanda è stata fatta. Ma a Livorno chi la fa? Il comune non mi risulta avere ancora l’assessore al bilancio, già detto tutto. Come si possa aver cominciato una cosa impegnativa come la porto 2000 senza un saldo governo del bilancio lo sa solo, detto con amicizia, Nogarin. E senza la sensazione di aver messo a governo la Spil, figuriamoci. E non faccio nomi ma vedo soggetti difendere a spada tratta la privatizzazione che toh. sono in mano alle banche. Anzi che senza le banche neanche possono uscire di casa. O soggetti formalmente industriali ma che senza santo mattone non vivrebbero. E dici mattone dici banca. E guarda caso tutti questi soggetti si opporrebbero ad una governance pubblica della porto 2000. E la riforma della 84/94, se va in porto, è una legge per le banche. Che sia per il privato produttivo che investe ci crede giusto Bernabò. Si ha idea di quanto leverage fa il mitico “privato che investe” (propaganda per elettori piddini che suona bene) in una operazione come la porto 2000? In poche parole si ha idea che negli investimenti privati si deve pagare tanto di quel pizzo bancario e finanziario da far girare la testa? E lo sviluppo? Ma quello è per gli ormai ex lettori de l’Unità. Sui criteri di redditività e sui parametri da usare in una governance pubblica degli investimenti ci sarebbe molto da dire. I parametri da imporre sarebbero almeno di due famiglie: uno sulla redditività legata alle obbligazioni e uno che calcola il tasso di moltiplicazione di sviluppo locale mosso dagli investimenti nella porto 2000. Ci scommettiamo che con la proposta Pd-Gallanti-Tirreno quest’ultimo sarebbe molto basso? Qui cascherebbero tanti asini e snideresti le posizioni reali. Il privato che non ha alternativa esiste in definitiva in due menti a) quella interessata direttamente o già pignorata dal privato b) chi non ha capito che le privatizzazioni portano allo sfascio definitivo della città e del paese. Inutile citare gli studi sulle privatizzazioni dei porti inglesi, i miti di centrosinistra fanno lo stesso effetto della droga senza essere sostanze psicotrope. Come letture estive.. suggerisco questo libro di Quiggin, economista australiano, tradotto per la casa editrice dell’università Bocconi (quindi non sospetto di bolscevismo):

    Zombie economics. Le idee fantasma da cui liberarsi

    http://www.libreriauniversitaria.it/zombie-economics-idee-fantasma-cui/libro/9788883501777

    meravigliosa la parte sulla grande moderazione, feticcio in cui cascano tutti gli adoratori del centrosinistra: quel rapporto tra bassa inflazione e crescita che ha creato il disastro di oggi. Eh si.proprio la medicina che si vorrebbe imporre di nuovo.
    Per chiudere ho aperto Repubblica e visto un barlume di saggezza nelle parole di Scalfari. Quando ha ammesso che il governo Renzi non è in grado di combinare qualcosa di buono per il paese. Certo, dopo averlo votato non è il massimo :) ma l’affermazione è coraggiosa.Il Pd non è in grado di capire COSA ha infltto al paese, e a sé stesso. Il problema in Scalfari è la soluzione: il commissariamento dell’Italia da parte di FMI, Ue e BCE. Qui si passa dalla saggezza alla tequila: non si vedrà mai sull faccia della terra un paese commissariato da entità esterne che riesce a riprendersi. Specie se queste tre entità hanno ricette fallimentari. Ma è il dramma di questo paese: la parte autoproclamatasi progressista non ha idea né delle proporzioni della crisi né di come uscirne. Il problema è che poi in politica i vuoti qualcuno li riempie. Recentemente in Francia ho sentito la Le Pen in tv e la gente la convince..ahinoi.

  2. St. John ha detto:

    ps. non vorrei si pensassero le banche con un immaginario ricavato da ciò che si è convuti di aver percepito dell’immaginario degli anni ’20 e ’30. Ossia le banche come squali sempre più grossi e ricchi mentre il resto della società impoverisce. Le banche oggi sono rapaci perché contengono rischi sistemici al loro interno..tali da far saltare continenti interi. Tendono quindi a ingoiare risorse per risolvere questi squilibri. Operazione vana ma che spiega quello che accade. Sulle prime cinque a rischio in Europa, tutte in grado di far saltare il continente tre sono francesi: Crédit Agricole, PNB Paribas (che a Livorno ha messo piede) e Société générale ,una tedesca (Deutsche Bank) e una inglese.(Barclays quella che sponsorizza la Premier). Se in autunno riprende la volatilità sui mercati finanziari occhio a queste e all’unica italiana che sta nelle prime 10 di questa classifica: Unicredit.

  3. SJ al solito illuminante. Mi soffermo un attimo sulla Spil, ed un suo eventuale ruolo verso la Porto 2000. Abbiamo perfino raccolto un parere positivo in merito di un esponente della vecchia classe dirigente livornese, di matrice assai moderata, ma molto vicino al sistema bancario.Lo depositai perfino agli atti del Consiglio. Presto dimenticato dallo stesso autore.
    Quando ancora si discuteva nel merito e cercando di evitare una crisi senza sbocchi ed il mito dell’inevitabile. Coincidenze suggestive, che non ti aspetteresti.
    Poi queste opinioni si sono perse per strada, appunto, nella vorticosa corsa alle elezioni, ritenute scontate nell’esito e quindi solo da gestire in termini di potere, di collocazioni di questo o quello. Poi è cambiato tutto lo scenario cittadino, ma restano sempre vecchi percorsi che comunque, Nogarin o meno, si cercano di inseguire. In teatri più esclusivi.
    La via Crucis dei nuovi arrivati, che non credo abbiano capito ancora dove sono capitati e spero che prima o poi lo capiscano, ha tuttavia un po’ rimescolato le carte. Ma si va avanti a tentoni tra idee geniali, metropolitane e spot. E non vedo proprio, a questo punto, come immaginare l’uscita dalla via crucis, passando dalle analisi raffinate e salutari di SJ a piccoli spot buoni per tirare avanti, almeno fini alla nuova legge sui porti ed alle prossime regionali, anche quelle con la nuova legge elettorale. Almeno per quelli che devono coniugare Renzi e Livorno, con un occhio allo strapuntino.
    Converrà SJ che anche la sinistra alternativa mi sembra non abbia ancora capito quale sia la strada da seguire ed oscilli tra enunciazioni scolastiche, anche se ben declinate e sostanziale marginalità. Tante anime insieme che non mi sembra trovino sintesi. Tra innovazione necessaria di una sinistra moderna e vecchie nostalgie stataliste di scarso respiro e fuori dal tempo.

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