” MA SIAMO SEMPRE A LIVORNO ? “

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di Gianfranco Lamberti

L’audizione di Gallanti è servita al Consiglio per farsi dire cosa deve fare e senza perdere tempo, parlo di strumenti urbanistici mica di noccioline. E’ servita al Consiglio ad apprendere le corrispondenze tra Nogarin e Gallanti, in termini di strategie societarie ed acquisizioni di quote, decise dal sindaco con una bolla papale , senza che nessun consigliere ne sapesse niente.
L’audizione del Comitato contro la svendita è stata cancellata completamente del Tirreno, non si capisce perché, visto che era l’unico Comitato ascoltato, con tanto di firme ( tante ed autorevoli ) e documento allegato.
Un documento che peraltro dava indicazioni originali circa le modalità della procedure e soprattutto invocava un ruolo regionale, allo stato assolutamente mancante.
Insomma siamo dentro una stagione politica davvero incredibile, sotto tutti i profili, anche semplicemente quelli del rispetto delle istituzioni elettive e della valorizzazione di beni pubblici, senza rischiare di peggio in termini di responsabilità personali.
Non a caso Gallanti mette le mani avanti, ma certo non basta una battuta a scongiurare rischi di questo tipo.
Insomma un declino che ci rende sempre più marginali, come avevamo previsto, e non da ora, vedendo le storie interne ad un partito frammentato e diviso dietro percorsi personali, come il PD.
Ma cosa volete che gliene importi a Firenze o a Roma, ma anche a Piombino. Anzi. Rimane qualche corsa all’Ippodromo e le solite storie sulle teste di modì, una iattura interminabile. Ed i consiglieri comunali, speriamo con qualche eccezione, docili e plaudenti, ad ascoltare cosa devono fare senza tante storie, tra Gallanti e Nogarin. L’antifascismo, ovvero il rispetto delle assemblee elette democraticamente, è una cosa seria e Livorno dovrebbe rispettarlo davvero, al di là di qualche battuta ad effetto, lacrimucce e dimenticanze ingiustificabili.
Ma siamo sempre a Livorno?

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11 Responses to ” MA SIAMO SEMPRE A LIVORNO ? “

  1. henry five stars brubaker ha detto:

    Da allibire veramente con una maratona di parole che ha partorito un topolino indigesto e francamente inopportuno ,se rapportato alla prolungata contumacia di un assessore al bilancio e alla programmazione urbanistica.Ora che Nogarin ha brillantemente terminato il sellaggio dei cavalli cominci a occuparsi un po della citta con qualche idea vera in piu e qualche testa falsa in meno.Non se ne puo veramente piu.Anche i talebani del gruppo consiliare m5s cominciano ad avere qualche perplessita.

  2. Topolini davvero. Da far cadere le braccia. Gli effetti di una stagione politica che ha portato a Nogarin saranno lunghi e difficili da metabolizzare, ben più gravi di quanto si possa immaginare. Basta pensare solo alle procedure avviate e non concluse degli strumenti urbanistici. Punto e accapo sì o no? Senza un programma ancora sottoposto al Consiglio. Con una approssimazione da parte di tutti davvero notevole. Piccole lezioncine ripetute all’infinito, in modo più o meno forbito. Oppure qualche battuta e niente più. Per cui, nel vuoto della politica e nella inesperienza dei più, i luoghi in cui si decide qualcosa a Livorno saranno ovviamente altri. Tra una commemorazione di una testa falsa e l’altra.

  3. Alessandro Latorraca ha detto:

    Sul Tirreno di ieri io con qualche altro vecchio amico del precedente consiglio abbiamo più o meno espresso gli stessi concetti a riguardo dell’ospedale cercando far capire al direttore Porfido che non si può sbrigare una pratica così complessa standosene seduti su poltrone e leggendosi il breviario del Tirreno, ammettendo che con il signor Sindaco pentastellato non si è nenache sentito da dopo la sua elezione a primo cittadino.
    Cose da non credere e ha fatto ben il mio ex capogruppo Fenzi a ribadire con forza che la politica si fa con atti, discussioni e delibere partecipate. Basta con slogan che riescono a parlare solo superficialmente e alla pancia della gente. Siamo destinati ad una insignificanza catastrofica.
    Qualcuno dovrà prima o poi fara capire a dilettanti allo sbaraglio l’importanza di una assise come il consiglio e la centralità di una istituzione come il comune; altro che riforme del senato.

  4. henry f.s.brubaker ha detto:

    Mi pare che la tecnica sia molto simile a quella di Renzi.Annunciare,promettere,rompere,sedurre,stabilizzare,monitorare il consenso attraverso l’ampia germinazione della rete e poi farsi amico qualche giornalista che conta nella distribuzione nazionale delle notizie.O magari imporsi attraverso i titoloni del quotidiano piu’ amato dai frequentatori degli stabilimenti balneari. Ma sempre bypassando l’intermediazione istituzionale.C’è poi la singolare mappa interna dei 5s dove ultraliberismo e ultraprotezionismo vanno a tranquillamente a braccetto in nome della “rottura del sistema”.Producendo un cocktail niente male che Nogarin è chiamato a distillare non senza salti nel buoio. Poi ci sarà sempre qualche ufficio a ipotizzare protocolli,integrazioni,correzioni di rotta,impegni o disimpegni di spesa.Su ospedale e dintorni,ci sono chili di delibere accordi di programma e fior di permute tra Comune e Asl da revocare,Già questo sarebbe un atto politico significativo,cui annettere corsia preferenziale,.ma disinquinare i pozzi è forse piu’ complicato che condizionarli.Qui non stupisce tanto l’indietro tutta del Sindaco,ma la leggerezza insostenibile del Direttore della Asl,lasciato probabilmente solo dai responsabili amministrativi di origine fiorentina.Forse potrebbe pensare a dimettersi..Sulla p.2000 un incartamento terribile che dimostra anche una scarsa conoscenza delle norme.

  5. Siamo destinati ad una insignificanza catastrofica dice Alessandro. Questo suo commento si adatta perfettamente agli esiti del Consiglio sul Porto, per il quale è difficile desumere cosa si è deciso davvero, se non di stare attenti a che nella AP si facciano le cose per bene.
    E ci mancherebbe, ma tutto il contesto normativo e di atti in corso, per i quali valutazioni e strategie sono evidentemente condizionati e che richiedo ulteriori passaggi consiliari, si perdono in un insieme di indirizzi che non vanno molto oltre la rassegnazione alla forza del destino.
    Così come non abbiamo ancora capito se la Regione Toscana ha un qualche interesse per queste vicende livornesi o consideri Livorno, di fatto, travolta dalle sue vicende interne e dall’esito elettorale. Meglio non rischiare figuracce. Renzi insegna.
    A maggior ragione bisognerebbe capire come stanno le cose per quanto riguarda i servizi sociali e sanitari e gli interventi veri o presunti che si dovranno fare.
    Giusto, Alessandro. Eppure manca uno straccio di programma in merito , un atto che sia un riferimento per capire dove intende andare la nuova maggioranza e cosa intenda fare in merito la principale opposizione, il PD, peraltro maggioranza in Regione.
    Insignificanza politica ed istituzionale, con l’ennesima replica delle teste e della notte bianca, per carità niente di male, ma non finisce tutto lì.
    Dilettanti allo sbaraglio e piccole volpi finite in pellicceria. ed oggi Bacci individua qualche terapia piuttosto radicale, per quanto riguarda il suo partito. Forse esagera, ma dopo aver seguito dibattiti e performance varie, credo che alla fine non ci rimane molto di concreto, se non che siamo davvero messi assai male.
    HB sintetizza tutto in modo esemplare, al solito.
    Un intreccio micidiale tra neofiti apprendisti, abili a cavalcare qualche notizia e piccole volpi fuori contesto. Senza coerenza con atti, norme e procedure.
    Aspettando la notte bianca.

  6. A Nogarin bisogna dare pure il tempo di “impadronirsi della materia.mi sembra doveroso, diciamo 6 mesi? Diciamo 6 mesi.Certo se spera di governare parlando alla pancia nel nome di un anti PD sistematico e populista, sempre e comunque non va molto lontano e i germi sembrano già emergere, perchè la prossima puntata vada a favore di altra novità che potrebbe essere BL se recupera razionalità, novità, e pensiero politico e di governo.. Condivido cmq Ale ovviamente con cui da sempre sono in quasi totale sintonia. Ma HB mette il dito nella piaga rispetto alla superficialità di Porfido e alla latitanza di atti rispetto al FARE cui dovrebbe pensare Nogarin. Tutto ciò che sintetizza HB vale per il nuovo Ospedale e non solo. Ci sono atti amministrativi, accordi di programma, permute, funzionalità dei servizi cercasi vedi liste di attesa annuali , servizi territoriali che nulla hanno a che fare con efficienza ed efficacia per i cittadini. Guardate credo legittimo da parte di Nogarin dire no al nuovo ospedale ,è coerente con la campagna elettorale ma poi? Quale alternativa progettuale? quali ceppi finanziari si mobilitano per le esigenze della ristrutturazione del vecchio? e la discussione sul nuovo PRG dentro la quale sta tutta la partita dell’assetto edilizio del plesso ospedaliero attuale? e come si interviene per migliorare e riqualificare i servizi territoriali ( distretti) dopo il fallimento delle SdS ? Atti alternativi sono da elaborare , produrre e portare in commissione e in CC. Dove è questo lavoro? 6 Mesi non di più poi comincerà la caduta degli dei, perchè la rendita del mal di pancia a Livorno durerà non molto e Nogarin dovrà governare i bisogni di Livorno in concreto punto. Questo vale per PORTO 2000 dove mi viene davvero da sorridere . Vadano a vedere tutto il lavoro fatto , non avverto novità a meno che 15 AL COMIUNE ……MA MI FACCIA IL PIACERE DICEVA TOTO’. Livorno ha subito un tumore strrategico che non prodotto che ritardi e appetiti nello svuotamento di tutti i pareri della città nel suo CC.
    Infine stessa precisa situazione per la variante fiorentina. Il mercato resterà dov’è. bene è una scelta facilitata dalla superficialità disarmante precedente . Ma si pongono problemi non banali. C’è una variante urbanistica approvata, accordi di programma sottoscritti con tanto di finanziamenti cronostabiliti, un rapporto con CdP per 25 milioni di euro utilizzabili a patto che ……..progettti in scadenza da discutere con Regione per proroga necessaria, modifiche da elaborare e da mettere dentro un progetto alternativo. Si accontentano gli operatori mercatali e può andare (?) ma il resto ? serve lungo questa linea tutta una serie di discussioni e di atti che decretino il nuovo progetto . Dove è o quale sarà questo lavoro ? E i cittadini ? Contano solo alcuni e altri no? Shangay per finire è la certificazione delle forzature politiche eletorali che hanno prodotto falle progettuali impressionanti ( messi tutti sull’avviso per tempo) perchè i PdR hanno le loro regole e la loro gestione che corrisponde a fasi progettuali che devono avere copertura finanziaria totale per procedere . Per Shangay c’è solo appartamenti disponibili falla tutto il resto e chi ci rimette sono i residenti della chiccaia vicini al sorriso ripiombati nella rabbia.Sorprende che la lettera loro arrivata sia a firma del dirigente apicale che oggi manda osservazioni a Nogarin che opportunamente blocca per ripartire, ma che casino e quanta ( scusate) ignoranza e presopopea. fare politica è fatica , ma fatica vera altro che urlare alla pancia da ogni parte. saluti a tutti.

  7. Dimenticavo una cosetta da nulla. Tutto questo avviene nella latitanza e nel permanere del suicidio del PD livornese, a me cosi sembra e se non si sveglieranno , ma a tutti i piani, saranno ulteriori dolori. Costituente PD per Livorno, partecipazione coraggiosa e aperta alla città senza passerelle, definizione di una inedita bussola strategica progettuale e a seguire gli strumenti organizzativi e innovativi necessari con responsabilità coerenti nella gestione primaria di queste responsabilità possibilmente con risorse fresche , nella necessità assoluta di riscoprire e recuperare CREDIBILTA? o tutto sarà vano. A crisi storica rimedi storici

  8. A crisi storica rimedi storici. giusto Wladimiro, non servono pannicelli caldi e corsettine opportunistiche per il prossimo traguardo.
    Ho incontrato al mare vecchi amici, che ho conosciuto quando lavoravo a Monterotondo. Mi dicono alcuni, che abitano a Nibbiaia, che hanno votato Bacci, altri, della stessa famiglia, che abitano in Via della Bassata hanno votato Nogarin. E, senza farla lunga, alla fine dicono la stessa cosa, a crisi ( anche di spessore personale e di valori ) storica rimedi storici.
    E’ finito il tempo degli equilibrismi di partito, peraltro scomparso, basta vedere il dibattito sul porto e le posizioni del tipo Gallanti facci sognare….
    Caro Wladi, sarebbe bastato rileggersi i nostri documenti e dibattiti di pochi mesi, condivisi e votati, fa per posizioni un pochino meno supine ed insipide.
    Credibilità, certo. Il motivo per cui quelli di via della Bassata hanno votato Nogarin, senza nemmeno conoscerlo.
    A tutto c’è rimedio, ma bisogna essere consapevoli della necessità di rimedi storici, appunto.

  9. St. John ha detto:

    mi sono fatto la mia precisa idea su Porto 2000 e, francamente, me la tengo :) Era chiaro che la formazione di un nuovo gruppo dirigente, diffuso nei vari schieramenti, sarebbe stata un’operazione sofferta. Per lunghi anni la città ha avuto un solo, e fallimentare, gruppo dirigente con la tendenza al monopolio esclusivo. Oggi nella politica istituzionale tutto un campionario di ritardi, generosi tentativi di aggiornarsi, furbizie, miserie, genialate, ingenuità, traccheggiamenti è sul tappeto come cifra del presente. L’importante è che si formi una classe dirigente. disseminata nelle varie culture politiche e non più su un blocco (l’esclusività non favorisce l’innovazione) prima del punto di non ritorno. Francamente se l’Italia fosse abbastanza in salute sarei preoccupato fino ad un certo punto. Non è così e i corsivi della domenica sia del Corriere che di Repubblica dovrebbero far capire qualcosa ai più avvertiti. Se proprio si vogliono andare a vedere le dimensioni del problema ecco un paio di notizie che non si somministrano agli italiani: Commerzbank e Deutsche Bank danno pubblicamente segni di crisi. Fosse niente: si tratta del gruppo bancario numero due e numero uno in Germania. A parte che sono entrambi accusati dalle autorità Usa di numerose frodi, Deutsche Bank è dentro uno scandalo di manipolazione del prezzo dell’argento. E sorrido se penso al ruolo dei giornalisti tedeschi, che parlano sempre correttamente italiano, alla nostra televisione: accolti da timore reverenziale. La verità è che Deutsche Bank, che due anni fa era stimata detenere il 10 per cento dei titoli tossici del pianeta, ce la faranno pagare tutta. Con quelle che chiamano riforme, crescita etc. Statene certi. Basta capire il perché dalla storia nazionale. E chiedersi, con l’integrazione tra nord e sud dopo l’unità del 1861, perchè l’area economica e finanziaria più debole, il sud, è rimasta tale in uno scenario moneta unica almeno fino alla seconda guerra mondiale (poi con l’industrializzazione fu uno scenario diverso). E basta confrontare le accuse al sud dell’epoca (povero, arretrato, incivile, inadatto alla modernità) con quella che fanno ai paesi del sud Europa di oggi. Per scoprire che lo squilibrio in Europa non è culturale, tra paesi che hanno la cultura della competitività e quelli che non ce l’hanno, ma qualcosa di più dannatamente sistemico.
    Insomma Livorno dovrebbe cavarsela da sola in uno scenario del genere tra paralisi italiana ed europea. Il passaggio da una classe dirigente provinciale, come lo era divenuta negli ultimi anni (sorprendente per una città di mare), ad una in grado di pensare questi processi proprio per agire sul locale non sarà uno scherzo. Ma o questo o schianti. Certo ora rischi di schiantare ma le imprese avvengono sempre in un contesto di rischio.

  10. Il salto tra analisi di sistema a livello continentale e la situazione politica livornese è troppo grande e complesso. Trovare un bandolo, che non sia la semplice rappresentazione di piccoli gruppi sconclusionati, non è per niente semplice. Anzi.
    Mettere in evidenza logiche di esclusiva sopravvivenza personale può aiutare un po’ . Mettere in evidenza su quali punti si può giocare una partita interessante ed utile per la città, anche.
    Immaginare che la classe dirigente scaturita dalle urne, grazie al combinarsi di fattori disparati e contraddittori sia all’altezza, mi sembra assai ottimistico.
    La marginalità di Livorno, nei diversi scenari e nelle diverse situazioni, diventa il filo conduttore contro cui misurarsi, almeno questo potrebbe trovare una base di riflessione su cui misurarsi.
    Nel contesto delle prossime scadenze regionali e delle nuove norme che si delineano per queste elezioni, che confermano questa tendenza. Livorno con le sue feste ormai usurate e le sue bandiere ammainate. Anche oggi, nella manifestazione composita davanti alla AP, si avvertiva una clima poco confortante ed approssimativo. Basso profilo, meglio che niente però. E con qualche eccezione .

  11. Francamente a me il fatto che la posizione del CC comunale di Livorno venga ignorata completamente nel Comitato Portuale, non piace per niente. Sarà che al di là dei partiti, esistono le istituzioni democratiche e rappresentative, che non sono un fastidio da ignorare, chiunque le rappresenti. Ma su questo il mea culpa se lo devono fare in tanti, dentro e fuori i corridoi del partito.
    Il percorso verso il bando di gara, tuttavia, è lungo e complesso, molto di più di quanto la cronaca cerchi di banalizzare sulla base di note trasmesse dalla stessa AP.
    Atti regionali, PRG e Pianon strutturale, modifica dello statuto della Porto 2000.
    La cronaca, mutuata dai comunicati della AP, banalizza tutto. Perfino gli intrecci evidentissimi con le scadenze del mandato di Gallanti, che comporterà e sta già comportando un serpeggiante attivismo di soliti noti e di neofiti del ramo.
    Non so se Nogarin si rende conto di tutto e che ruolo vuole e può svolgere, certamente non si capisce cosa pensa il PD livornese per davvero, ma siamo alle solite e non meraviglia.
    Magari a Firenze penseranno che meglio non farsi trascinare in questo bailamme, con scemenze di concessioni che deve assegnare la stessa AP, come dappertutto sul porto, sbandierate come una mannaia. Senza domandarsi come si sono assegnate altre concessioni e per quanto tempo.
    Insomma una situazione di corsa a rottadicollo, che non potrà eludere i tanti punti critici, che certo dovranno essere superati per un corretto e proficuo i rapporto con i privati, ma che ci sono e che verrano evidentemente allo scoperto .
    Come , speriamo, tutti gli interessi in campo, quelli che si evidenziano e si capiscono e magari quelli che ancora non si sono capiti, o si fa finta di non capire.
    A parte le corsettine per gli strapuntini, che sono iniziate dal giorno dopo le amministrative e non rallentano certo. ma questa è un’altra storia. O forse no. Mentre persone che ragionano come SJ sono alla ricerca di una nuova classe dirigente, ma nel frattempo e non sarà poco, la vedo assai dura per Livorno.

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