UNA NUOVA FASE COSTITUENTE ANCHE A LIVORNO

 

 

 

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 di Alessandro Latorraca

Gli scenari che pone Gianfranco sono del tutto condivisibili, la sua analisi mi sembra lineare.
Quello che abbiamo fatto nel passato consiglio risulta dagli atti; non ultimo il voto favorevole al bilancio con tanto di irrisione e polemiche da parte della solita opposizione. Ditemi voi ora cosa sarebbe successo se non avessimo votato il bilancio che comunque permette alla giunta Nogarin di tirare avanti senza nemmeno ancora aver definito un così importante assessorato. Senza entrare in tecnicismi che poco importerebbero se non lo avessimo fatto avremmo lasciato il bilancio della nostra città all’improvvisazione mensile, questo solo per dire del senso di responsabilità che comunque ci ha sempre guidato, forse, anzi sicuramente sbagliando molti passaggi.
Ora per confrontarmi con quello che dice Gianfranco è necessario partire proprio dalla capacità di governo attuale, con altri tre assessori entrati nel mirino del partito che sostiene l’attuale sindaco. Tra qualche giorno poi chiamerò pubblicamente l’assessora al sociale a rispondere dei tempi che il comune di Livorno avrà per approntare il piano di accoglienza dei migranti richiedenti asilo politico e sottoscritto dalla conferenza stato-regioni nel giugno scorso, con tanto poi di lettera ai sindaci del vice presidente della regione Toscana, che chiede con forza l’attuazione di tale piani….ma per ora soprassediamo, ne riparleremo di sicuro, tanto per far capire che non stiamo dormendo.
Io non sono contrario a nessuna convergenza. Anzi in tempi non sospetti, molto prima delle elezioni parlai chiaramente della necessità di un patto di rinascita per Livorno, che superasse, lo schema classico dei partiti e delle ferree regole della politica chiacchierata; una specie di piano “costituente” capace di farsi carico della collettività intesa in senso di comunità cittadina.
Ora mi sembra che il bravo Nogarin sia completamente ingessato e arenato, incapace di cogliere la gravità delle questioni con il punto di non ritorno che SJ non tanto profeticamente ma scientificamente ci ha prorposto non tanto tempo fa.
Vi confesso che sono molto preoccupato se poi si pensa che da quest’altra parte ancora non si è capito in che cavolo di mondo siamo precipitati, con una afasia assoluta. I tempi ripeto si stanno facendo stringenti e le prospettive rimangono quelle di commissioni ancora non funzionanti, sindaco presente a Livorno 24 ore su 24, ma totale incapacità di indirizzo; giunta sempre sull’orlo della delegittimazione.
Avessimo magari cercato di fare una giunta ombra capace di fornire materia scritta di discussione con tanto di proposte e di impegni, ma forse ha maledettamente ragione SJ quando parla di totale incapacità di leggere i “segni dei tempi”.

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4 Responses to UNA NUOVA FASE COSTITUENTE ANCHE A LIVORNO

  1. Alessandro coglie in pieno la fase politica in cui versa Livorno. L’altro giorno abbiamo fatto un dibattito con la Marson, il nuovo assessore all’urbanistica, cui auguro peraltro le migliori fortune, ha detto alcune battute e, rispondendo ad una domanda, si è detto pronto a raccogliere la sfida del piano paesaggistico regionale, ma non si è capito cosa intende fare del Piano Strutturale, avviato, della Variante al PRG del Porto da approvare, del Piano della Costa nel cassetto, del waterfront scaduto e via dicendo. Ovvero, non ha fatto alcun cenno a queste cose. Speriamo approfondisca presto, parlando di quello che si era discusso con Alessandro ed altri in Consiglio Comunale. Per non citare le correte indicazioni derivate dalla commissione da lui stesso presieduta.
    Il PD si perde nel vedere come salvare qualche strapuntino presente e futuro, pensando che questo basti al futuro di Livorno ed ad una sinistra che si prepara a chiedere di essere confermata alla guida della regione anche da queste parti.
    Rossi farebbe bene ad occuparsi di più del Comitato Portuale livornese e via dicendo, mentre Nogarin si fa spiegare a che punto siamo da Provinciali. Insomma, che ci sia necessità di ripartire in questa città, dopo le recenti batoste ( colpa sempre di qualcun altro, ci mancherebbe ) che ci hanno fatto prendere in giro da tutto il paese. Abbiamo fatto notizia, come l’assoluzione di Berlusconi. Sarà meglio ripartire per davvero con dignità, raccogliendo il meglio di una storia cittadina che ha avuto momenti prestigiosi, ma cambiando attori e spartito che hanno portato alla recente sconfitta ed a questa situazione imbarazzante per tutti. Il minimo.

  2. henry w.brubaker ha detto:

    Amico mio,bene il bilancio contabile ,ma la regolamentazione tariffaria e il piano opere pubbliche sono state obiettivamente una forzatura del rosicone Nebbiai.Stesso dicasi per altri interventi che hanno oggettivamente vincolato Nogarin (come su Ippodromo e Piscine).Ma mi pare che in termini di problem solving il marziano con le stringhe spaiate non se la sia cavata male. Anzi.Il maxi ostacolo Alfea (che sembrava insormontabile) è stato superato con l’agilità di un Nibali.Credo che Lamberti (maestro del problem)abbia potuto apprezzare.Rilevo anche una sua disponibilità al confronto anche con forze come la vostra,visto che la sua posizione su Porto2000 è cambiata di 360 gradi rispetto a quanto veniva sostenendo in campagna elettorale.(ricordo affermazioni non lusinghiere sulla permanenza di R.Piccini alla presidenza della porto).Continuo a vedere ombre sulla gestione delle scelte assessorili,un rapporto faticoso col gruppo consiliare e in generale con un Movimento di cui francamente (soprattutto a livello istituzionale)si stentano a capire le strategie.Comunque la vecchia idea degli Stati Generali o comunque di un processo “ricostituente” per la città non sarebbe malvagia.Anche perché si prospetta un autunno tutt’altro che soft sul piano economico.

  3. Un processo ricostituente, come dice hb, ci vorrebbe davvero.
    Che non ci sia stato un consigliere comunale del pd alle commemorazioni per la liberazione di Livorno, mentre la sera prima erano evidentemente tutti in città, la dice lunga sulla crisi che sta attraversando il partito principale della sinistra, da queste parti.
    Secondo lo stile che abbiamo imparato a conoscere, ci sarà qualcuno che interverrà dicendo che la colpa è di chi non gli ha telefonato per ricordarglielo. Chi avrebbe dovuto telefonare non si può sapere, ma intanto non è lui.
    E Nogarin, con un piantino, ed un discorso da due minuti prende la scena. Ma lo fa in mdod sincero e partecipato, un merito indiscutibile a fronte di smemorati ingiustificabili. Almeno mi aspetto che chiedano scusa, magari a nome di qualcun altro, ma che lo facciano.
    Quando si dice giocare per perdere.
    Io sulla Resistenza e chi l’ha fatta non ho mai scherzato, né ho consentito che si scherzasse.
    E se ci si dimentica pure quella, si stanno superando limiti impensabili.

  4. St. John ha detto:

    purtroppo ho avuto una serie di contrattempi piuttosto fitta e direi anche fantozziana, nella vita capita :) volevo dire che per quanto riguarda la questione dei richiedenti asilo appoggio Alessandro al cento per cento.
    Sulla questione porto 2000 il problema non è non svenderla ma non venderla proprio. Il mondo del “privato mette i capitali il pubblico le regole” è finito. Per due semplici motivi: sono finiti i capitali, quelli che creano lavoro, ed è finito il potere di indirizzo delle regole rispetto ai capitali. La porto 2000 deve avere una rigorosa, e molto originale, governance pubblica. Il modello personalmente l’ho espresso in un seminario questa primavera: come può essere la porto 2000 sinergica con l’economia digitale. Il resto, senza questo genere di sinergia, va poco lontano. Sulle modalità di estrazione dei capitali necessari si potrebbe scrivere un capitolo interessante. Sconosciuto al Pd di oggi e di domani, bisogna essere sinceri.
    La mia prima preoccupazione oggi va al livello nazionale. Ho sentito un attimo una intervista a un redattore di Tempi (il periodico vicino a CL) che parlava dell’intesa Renzi-Berlusconi come propedeutica a “sbattere il tavolo in Europa” per allentare il fiscal compact. Politicamente razionale ecco direi un clamoroso errore intriso di razionalità politica. Sbattere i pugni sul tavolo esisteva ai tempi di Re Pipino (l’originale) L’elezione di Juncker prevede, col principio del voto a maggioranza, che chiunque sbatta i pugni sul tavolo venga messo in minoranza con il voto nelle sedi competenti. Puoi fare le mitiche riforme, cantare le lodi all’infallibilità del mercato e alla giustezza della moderazione salariale, dei tagli e scrivere l’inno della spending review. Conseguenza inevitabile: la manovra correttiva, di quelle serie, in qualche modo, si farà in autunno. Se possibile mascherata da manovra che stabilizza la permanenza dei famosi 80 euro in busta. A questo va aggiunto il fiscal compact, che entra in vigore prossimo gennaio sul cui allarme segnalo non Lotta Continua 2.0 ma Casa e Mutui

    http://www.casaemutui.net/2014/07/nuove-tasse-per-50-miliardi-il-dramma-del-fiscal-compact/

    insomma spirale recessione-tagli-recessione-tagli assicurata. Il resto è il set di Renzi, auguri a chi ci crede. Ma il punto è: e Livorno?
    Qualcuno è in grado di fare il check di cosa ci aspetta? Si riesce a dimensionare la sfida che questa città ha davanti? E soprattutto di farlo senza riproporre la solita zombie economy, l’economia delle idee morte e trapassate tenute in vita dalla retorica e dai giornalisti, fatta di tagli-rigore-privatizzazioni? E farlo bypassando il patto di stabilità sugli enti locali, il credit crunch locale, e una miriade di problemi che non cito ma sembrano tanto fatiche di Ercole?
    La faccio breve a Livorno ci apprestiamo a vivere due situazioni contemporaneamente: quella del ’39 e del ’45. Del prima e del dopo le macerie. Del dover salvare l’apparato produttivo, dall’imminenza di un botto, e di doverlo ricostruire. A pochi sono chiari i termini del problema. Economici e politici. In molti sono convinti di poter ancora vivere il proprio trip politico come se fosse ancora possibile. E’ che gli schemi delle forze politiche locali non funzionano. Né oggi né domani. In fase di eventuale ritorno dal trip allora è altra questione. Ma il ritorno dal trip ha sempre una fase sia dolorosa che traumatica. Altrimenti la vedo così: il gruppo capitanato da questo ragazzo, Al-Baghdadi ha detto che non conquisterà solo l’Iraq ma arriverà fino a Roma. Chiediamo di allungare fino a Livorno e ci pensa lui :)

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