” NON SI PUO’ DISEGNARE UN FUTURO FUORI DAI CONTESTI..”

 

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di Gianfranco Lamberti

L’iniziativa di ieri con l’assessore Marson, che abbiamo contribuito ad organizzare, ha aperto una nuova fase della politica livornese. Quella nella quale bisogna capire dove vuole andare la nuova Giunta, di cui manca ancora un programma preciso, e quello che dovrà portarci alle prossime elezioni regionali. Momento particolarmente significativo se si considera la rilevanza del nostro porto e della nostra città nei confronti della Regione ed il peso che tradizionalmente ha ricoperto, almeno nei momenti migliori.
In particolare, come abbiamo capito meglio ieri, non si può disegnare un futuro della città a prescindere dal contesto di norme e di strategie regionali.
E per non andare lontano, non si può pensare che nel Comitato Portuale, la voce delle istituzioni sia legata solo a quella del comune di Livorno. Salvo a farsi dire che un voto vale uno.
Una esperienza civica come la nostra, problemi concreti e non correnti e strapuntini, può e vuole inserirsi in una visione che superi i confini cittadini.
Certo, la dimensione politica di uno scenario di centrosinistra è chiara. Quella che ci ha ispirato a coalizzarci con il PD alle recenti amministrative, guardando all’Europa ed al Paese, al di là di piccoli giochi di piccole botteghe.
Se riusciremo a dare una mano per far parlare di questioni che contano, piuttosto che di tattiche da vecchia politica, come stiamo facendo da anni a Livorno, potremo dare un contributo utile alla città.
Del resto le nostre idee sulle privatizzazioni sul porto, sulle partecipate, sul piano strutturale ed il piano della costa ( che dalla legge sul Paesaggio dovrà avere nuovi impulsi e riferimenti ) , sul nuovo ospedale ed servizi socio sanitari, mi sembra abbiano spesso colto nel segno. Fuori da schemi ideologici e preconcetti. Quelli che alcuni, presunte novità della politica cittadina, continuano ad agitare. Ma li abbiamo sempre combattuti, figuriamoci adesso.
La Livorno europea e mediterranea che abbiamo prefigurato con determinazione e sulla quale ci siamo impegnati a fondo, è il punto da cui ripartire senza equivoci ed ambiguità. Il resto è solo piccolo cabotaggio che lascia il tempo che trova.

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One Response to ” NON SI PUO’ DISEGNARE UN FUTURO FUORI DAI CONTESTI..”

  1. Alessandro Latorraca ha detto:

    Gli scenari che pone Gianfranco sono del tutto condivisibili, la sua analisi mi sembra lineare.
    Quello che abbiamo fatto nel passato consiglio risulta dagli atti; non ultimo il voto favorevole al bilancio con tanto mdi irrisione e polemiche da parte della solita opposizione. Ditemi voi ora cosa sarebbe successo se non avessimo votato il bilancio che comunque permette alla giunta Nogarini di tirare avanti senza nemme no ancora aver definito un così importante assessorato. Senza entrae in tecnicismi che poco importerebbero se non lo avessimo fatto avremmo lasciato il bilancio della nostra città all’improvvisazione mensile, questo solo per dire del senso di responsabilità che comunque ci ha sempre guidato, forse, anzi sicuramente sbagliando molti passaggi.
    Ora per confrontarmi con quello che dice Gianfranco è necessario partire proprio dalla capacità di governo attuale, con altri tre assessori entrati nel mirino del partito che sostiene l’attuale sindaco. Tra qualche giorno poi chiamerò pubblicamente l’assessora al sociale a risponedre dei tempi che il comune di Livorno avrà per approntare il piano di accoglienza dei migranti richiedenti asilo politico e sottoscritto dalla conferenza stato-regioni nel giugno scorso, con tanto poi di lettera ai sindaci del vice presidente della regione Toscana, che chiede con forza l’attuazione di tale piani….ma per ora soprassediamo, ne riparleremo di sicuro, tanto per far capire che non stiamo dormendo.
    Io non sono contrario a nessuna convergenza. Anzi in tempi non sospetti, molto prima delle elezioni parlai chiaramente della necessità di un patto di rinascita per Livorno, che superasse, lo schema classico dei partiti e delle ferree regole della politica chiacchierata; una specie di piano “costituente” capace di farsi carico della collettività intesa in senso di comunità cittadina.
    Ora mi sembra che il bravo Nogarin sia completamente ingessato e arenato, incapace di cogliere la gravità delle questioni con il punto di non ritorno che SJ non tanto profeticamente ma scientificamente ci ha prorposto non tanto tempo fa.
    Vi confesso che sono molto preoccupato se poi si pensa che da quest’altra parte ancora non si è capito in che cavolo di mondo siamo precipitati, con una afasia assoluta. I tempi ripeto si stanno facendo stringenti e le prospettive rimangono quelle di commissioni ancora non funzionanti, sindaco presente a Livorno 24 ore su 24, ma totale incapacità di indirizzo; giunta sempre sull’orlo della delegittimazione.
    Avessimo magari cercato di fare una giunta ombra capace di fornire materia scritta di discussione con tanto di proposte e di impegni, ma forse ha maledettamente ragione SJ quando parla di totale incapacità di leggere i “segni dei tempi”.

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