CERCANDO SEGNI POSITIVI

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di Gianfranco Lamberti

Alla fine di un Consiglio Comunale chiaramente alle prime armi, si è trovata una intesa, se si è capito bene, per dire alla AP di interrompere i percorsi avviati nella procedura di vendita di quote della Porto 2000.
Il mínimo per dare la possibilità alla città di non assistere passivamente a quanto veniva disposto sul porto, a cavallo delle elezioni. La posizione che noi avevamo auspicato e sostenuto anche con qualche iniziativa.
Staremo a vedere come verrà gestita la cosa, ma se la politica cittadina riparte dai problemi concreti e non si lascia guidare da chissà chi, attraverso un dibattito trasparente ed alla luce del sole, può essere un segno positivo.
Continueremo ad essere sulle questioni, come questa dei processi di privatizzazione in corso sul porto. Cercando di capire e far capire cosa succede davvero in questa città, fuori da liturgie di partito ormai stantie.

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3 Responses to CERCANDO SEGNI POSITIVI

  1. Caro Gianfranco, ma quanti odg, mozioni, discussioni in commissioni e CC, audizioni abbiamo fatto con al centro la dignità della città perchè fosse ascoltata la voce contraria alla dismissione di quote NON ORA, per dire ” ok ma a regime di strumenti urbanistici approvati e non solo. A interventi operativi che determinassero il vero valore di mercato con condizioni operative del porto importanti e improntate allo sviluppo del SISTEMA PASSEGGERI E CROCIERE, senza per altro dimenticarsi mai, anzi, l’equilibrio per lo sviluppo non conflittuale delle attività portuali evitando un assurdo conflitto interno tra le varie imprese spostando la bussola su una unità di intenti per essere competitivi con gli altri porti e non dentro il nostro porto. Questi sono sempre stati i mandati dati a Cosimi e Picchi per la loro partecipazione al CP. Auspichiamo quindi che Nogarin abbia più forza, grinta, ascolto di chi lo ha preceduto, ma resta il fatto che il vero tumore nel governo del porto e delle sue fortune si chiamo Gallanti e chi con lui ha tramato, Saluti.

  2. La nostra esperienza civica ed associativa, ha suscitato interesse in una iniziativa, nata da alcuni consiglieri regionali e da altre liste civiche toscane, tesa a creare una rete che guarda alle prossime scadenze elettorali regionali e non solo.
    Secondo una visione civica, peraltro aperta da sempre a tutte le componenti progressiste della nostra città e che vede tra i nostri iscritti e simpatizzanti aderenti anche ai partiti del centrosinistra, siamo collegati , fuori da vecchi tatticismi, ai temi programmatici che interessano concretamente i livornesi.
    Una esperienza che intendiamo rilanciare e mettere a disposizione di un disegno che veda Livorno sempre più autorevolmente inserita nel contesto regionale, politico ed istituzionale, ma soprattutto programmatico e progettuale. Idee e non strapuntini da difendere o conquistare .
    Livorno innanzi tutto, quindi, come sempre. Come quando abbiamo consegnato la nostra prima tessera onoraria a Carlo Azeglio Ciampi , ricevendone un augurio ed un incoraggiamento affettuoso Il senso di una storia livornese, nella quale non è consentito a nessuno fare spallucce su quello che pensa , ad esempio, un intero Consiglio Comunale. Un minimo di orgoglio e di dignità , da non appaltare a nessuno.
    La affermazione incredibile di Nocchi, assessore provinciale iscritto al PD e prima autorevole sindacalista CGIL, che il voto del sindaco di Livorno, nel Comitato Portuale, vale solo uno è da non credere.
    Il PD se la veda al suo interno, non è affar nostro, ma i suoi rappresentanti istituzionali, da Enrico Rossi fino all’ultimo consigliere comunale, hanno, come tutti, il dovere di rispettare una città come Livorno. Nelle istituzioni, non certo dentro qualche conventicola per tutelare strapuntini presenti e futuri. E per questo abbiamo organizzato una iniziativa, domani pomeriggio al LEM, sulla recente legge sul paesaggio, di cui ci parlerà l’assessore regionale all’urbanistica, per capire se Livorno è sempre in Toscana con l’autorevolezza che gli si deve, oppure è stata ridotta alle quote condominiali nel Comitato che guida il suo porto.
    Schiena dritta, insegnavano una volta nella buona politica livornese e niente giochetti sotto i tavolini. Che questa voilta tutti hanno capito, per fortuna.

  3. Rispondo a Wladimiro, che segnala correttamente come la necessità di non svendere la Porto 2000 fosse dentro una miriade di atti e di discussioni fatte nel precedente Consiglio, che già allora evidenziavano questa anomalia.
    Il Comitato Portuale si è aggiornato sul tema. Un piccolo segnale. Non mi fiderei troppo. Nonostante un Consiglio Comunale alla unanimità ha affermato di cambiare rotta, poi ti trovi l’assessore provinciale che dice quello che dice e via dicendo.
    Naturalmente posso sbagliarmi, ma non vorrei che fosse semplicemente un pallone in fallo, per fare finta di niente ed andare avanti come nulla fosse. Staremo a vedere. Ma condivido il fatto che ce ne eravamo accorti da un bel po’ che era una storia che reggeva poco, quella della svendita. E sono curioso di capire la posizione della Regione, che non la può fare solo da spettatrice.

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