MA SCHERZIAMO ?

 

KKK

 

 

 

di Gianfranco Lamberti

Cosa deciderà il Consiglio Comunale di sostenere sui processi di privatizzazione nel porto è tutto  da capire. Certo è che non potranno esimersi, ma non ne sarei così certo, di dire parole chiare in merito, rispetto a quanto è stato fatto sino ad ora. Per la verità, come ricorda Giannini, il Consiglio aveva espresso orientamenti assai chiari in materia, ma il Comitato Portuale era andato per la sua strada, senza preoccuparsi troppo, con una posizione del PD , al solito, cerchiobottista.
Ora il sindaco è 5Stelle e sembra che abbia idee chiare in materia. Almeno stando alle sue dichiarazioni, staremo a vedere, anche perché non mi sembra che sia più la stagione dei sottili distinguo da apparato poltico.
Quelli di cui si legge, mi sono stropicciato gli occhi, che la scelta dell’Ospedale nuovo ed a Montenero Basso sarebbe colpa di Rossi, per la quale qualche livornese a questo punto chiederebbe conto. Magari negandogli l’appoggio alla riconferma. Ho letto e riletto l’articolo di Lancisi. Incredibile. Chissà se Lancisi legge abitualmente le cronaca di Livorno del Tirreno, magari gli faremo una raccolta dedicata.
Ma anche è bello sapere che il nuovo  assessore all’urbanistica conosce Livorno meglio di Rosignano, buon per lui ed auguri sinceri. Anche questa l’ho riletta, ma per stamattina basta.
E Rossignolo fallito con tutte le speranze alimentate tra i lavoratori non lo commento, in attesa di qualcuno nel PD che dica che non se ne era accorto e che è comunque è tutta colpa di qualcun altro, scelta libera.

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One Response to MA SCHERZIAMO ?

  1. St. John ha detto:

    In giorni pieni dal punto di vista del lavoro, ho letto un atto di indirizzo sulla Porto 2000 che sottindende un ritardo -nella comprensione dello scenario lavorativo, normativo, settoriale e persino costituzionale- di una trentina d’anni in chi l’ha steso. Considerando che l’estensore ha poco più di trent’anni, la dice lunga su quanta innovazione sia stata prodotta in città in questi ambiti. I miei personali complimenti allo stratega, che si è talmente incartato da non essersi reso conto di esserlo, che a suo tempo ha insistito e si è speso per metterlo dove è. Sul consiglio comunale appena eletto dividerei i consiglieri in due grandi categorie sotto la stessa etichetta: “si deve fare”. Chiamiamo “si deve fare” quei consiglieri che si vede benissimo che sono acerbi ma si stanno sbattendo, davvero encomiabili, per arrivare presto ad essere in pieno possesso delle loro competenze. Poi ci sono quelli di cui si dice “si deve fare”, nel senso del linguaggio di strada. Quando sembra proprio che uno parli e scriva agitato da qualche sostanza psicotropa,eccitante quando proprio non allucinatoria :) Quindi, visto che va sempre di moda il bipartisan, quando non l’unpartisan, riunirei tutto il consiglio sotto l’etichetta “si deve fare” in un senso o in un altro. Oddio, ci sono un paio, provenienti dalle passate legislature, che si sono già fatti, decidete voi in che senso :)
    Siccome mi posso permettere di guardare le cose in una certa prospettiva, complice anche l’approssimarsi delle ferie, farei notare però che la città vive una forte crisi della regolazione. Per regolazione si intende, in poche parole, quando qualsiasi istituto (amministrativo, giuridico, politico, di governance non solo economica ma anche finanziaria) presente sul territorio vive l’impossibilità di ridurre la complessità dei nodi che è chiamato a sciogliere. Livorno, che non è una eccezione ma uscendo dal sonno di anni tutto sembra una novità. vive entrambi i corni di questa crisi. Quella dovuta alla sovrapposizione di troppe regole, troppa regolazione e di qui l’urlo, e il mito, del “si governa troppo”, richieste del “pubblico che deve ritrarsi” (per fare la fine delle municipalità dell’Argentina di Menem) ma anche quella dell’impossiiblità di governare con regole formali, norme etc. Di qui l’altro mito, speculare, “si governa troppo poco” e giù il tentativo di governare in conformità a norme che si disintegrano di fronte all’economia attuale (per fare la fine delle municipalità dell’Argentina della Kirchner). Livorno è in preda a questa doppia crisi della regolazione: quella del si governa troppo e del si governa troppo poco. E questa non è teoria: sono c.. amari per chi si trova in faccia i problemi tutti i giorni e li deve governare. Solo che li chiama con un altro nome, quello che non permette di pensare a come risolverli.
    L’estate spero aiuti tutti, abbiamo davanti un autunno da brivido, con l’intrecciarsi della crisi nazionale con quella locale. E con un problema che ritorna. Il sole 24 ore ha aperto stamani. Carlo Bastasin, che non credo sia sospetto di bolscevismo, ha ipotizzato il punto di non ritorno nella crisi dell’eurozona. Di questo rischio ve ne parlo da anni ma quando lo scrive il sole un’occhiatina ce la darei :). Bastasin dice “la tenuta dell’euro-area” può essere messa in dubbio. Ma come, Napolitano-Monti-Renzi-Letta-la-ritrovata-fiducia-internazionale-dell’Italia? Tre anni di cura da cavallo e siamo al punto di partenza della crisi del debito sovrano e della zona euro?
    Sei anni fa, qualcuno a Livorno con l’ormai stramitico “è colpa di Bushe” aveva risolto i problemi dell’impatto della crisi globale sulla città. Ora vediamo se qualcuno se la cava, più finemente, dando la colpa alla nuova presidente della Federal Reserve. Fatto sta che sembrano imporsi scelte che vanno ben al di là dell’abitudinario politico fatto di interviste, twitter, facebook,. mozioni, norme..

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