PORTATE SU ORDINAZIONE E TAVOLI APPARECCHIATI,MA POI ………

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Gianfranco Lamberti

Nuovi o vecchi scenari? Difficile dirlo, Indubbiamente la vittoria di Nogarin , inaspettata nelle stanze e stanzette di partito, di salotti e di gruppi ben affiatati, ha scombussolato molti piani. Basta vedere l’agenda della Autorità Portuale, con sedute fissate dal presidente genovese, a cavallo della elezione del sindaco, come se fosse una pura formalità. Un comportamento istituzionalmente ai limiti, molto ai limiti. L’ho detto e lo ripeto, al di là del merito delle questioni. Un modo di operare che chiaramente individuava i luoghi delle decisioni altrove. E le cene di cui tutti sanno, in preparazione del cambio della guardia, sono un evidente corollario a tale strategia. Naturalmente con una politica ridotta a portare l’acqua dove volevano quelli che potevano. Il punto è proprio e sempre quello, non certo interessi che ci sono e ci saranno sempre, ma la debolezza dei luoghi istituzionale e politici, sostituiti o da cene in trattoria oppure al circolo acri, che non contavano niente , ma piuttosto da quelle che servono nei luoghi giusti, che contano eccome. E se la rottura con un passato prestigioso di una politica di sinistra vincente e non nascosta sotto i tavoli a non far niente voleva semplicemente dire fateci fare che ci pensiamo noi, ecco allora che il quadro torna. Ed anche le percezioni con sondaggi e con contatti pregiati che tanto si vinceva comunque. Figuriamoci cosa contavano quei quattro gatti fuori dalla stanza. Tra quei pochi che ragionavano da mettere in un cantino e quelli che strillavano dietro ideologie consunte, che alla fine si sarebbero messi buoni come spesso è accaduto, alla fine chi doveva tracciare la rotta c’era ed era ben sistemato. Non ci vuole tanto a mettere i nomi degli attori di questa tragicommedia finita male. Basta leggere i giornali di questi giorni. Basta mettere in file le date della sceneggiata che si sarebbe conclusa in gloria, nel Comitato Portuale preparato da assemblee associative e riunioni speciali, con articoloni sognanti, che già si immaginavano. Ci vuole un sogno, avrebbe detto qualcuno e finalmente si chiudeva una volta per tutte con quelli che , nella sinistra dentro e fuori , si sono ostinati per anni e per generazioni a vedere le istituzioni autonome e vigili verso altri poteri. Ecco rileggetevi i giornali di questi giorni, gli articoli doc , quelli che contano e ditemi se lo scenario non era questo. Con qualche strapuntino di premio, tanto non si nega a nessuno. Mi dispiace per tutti quelli che ci avevano creduto, io stesso, ma la vita dei santi ( come dei diavoli ) si legge all’ultimo, diceva saggiamente mia nonna. Ed a volte serve aspettare nemmeno tanto.

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