DOPO LA DEBACLE ,LA STUPIDITA’ OTTUSANGOLA ?A CIASCUNO LE PROPRIE RESPONSABILITA’.E’ L ABC DELLA POLITICA

thCAE46DZB

 

Gianfranco Lamberti

 

 

Che le elaborazioni del PD siano abbastanza vaporose, come dice SJ, mi sembra chiaro. Addirittura qualcuno mi riferisce che nella analisi del voto, alla presenza del quasi commissario, qualcuno abbia perfino argomentato che la colpa è stata dei livornesi che non hanno capito la proposta straordinaria della segreteria uscente. La bocciatura del PD locale, annessi e connessi, ha trascinato dietro di sè un vero maremoto. Mi hanno telefonato da molte parti d’Italia, a partire dalla mia città natale autorevolissimi miei vecchi compagni, per cercare di capire. Mi hanno molto preso in giro e non potevo dargli torto, E non sapevo ancora della colpa dei livornesi che non hanno capito. Altro che voti nostri e se veniva Renzi esimili calzate, come dice giustamente SJ. Avremo modo per capire che succederà di questa città, ma non sono per niente ottimista, anzi. La visione catartica di SJ e Senza Soste, condivisa da tanti anche a me vicini, non mi appartiene per formazione culturale e politica. Anche perché essere convinti che si è toccato il fondo dakl quale non si può che risalire, nasconde alla fin fine una visione assai ottimistica e fideistica della realtà. Assai più ottimistica della mia , a ben vedere. Per questo dell’avvento dei “seguaci” di Grillo non sono a prescindere contento. E non ho nulla contro di loro personalmente. Anzi. Definirli seguaci non lo ritenevo offensivo. Anche io sono stato un “seguace” di Berlinguer a suo tempo e non ho mai usato la denigrazione di nessuno per fare politica. Registro, tuttavia, una approssimazione assai spinta delle proposte amministrative ed una esperienza inesistente. Un dato. Che poi ci possa essere un miracolo a Livorno, sarei il primo a felicitarmi. Su di una cosa sono vicino a Nogarin ed a Raspanti, pensando ad anatemi di routine per demonizzare gli avversari. Quando nelle precedenti elezioni mi candidai contro Cosimi, qualcuno mi attaccò sul piano personale con volantini vergognosi, come se mi fossi venduto a Berlusconi. La mia colpa era di non condividere l’Ospedale a Montenero o l’operazione Odeon, roba da scomunica. Non tutti i circoli, mi hanno poi raccontato, del PD accettarono di diffondere quella robaccia, meno male. Tuttavia la prassi stalinista di catalogare chi professa opinioni diverse come traditore fascista l’ho vissuta sulla mia pelle. Cose vecchie, che ho superato nel riprendere un rapporto di collaborazione con il PD su nuove basi, ma che non ho dimenticate e che spiegano bene alcune cause culturali e politiche del disastro cui è stato portato quel partito. E per dirne un’altra e significativa, dopo cinque anni di opposizione, mi sono trovato, nel tavolo della coalizione, esterrefatto dalla liquidazione totale della esperienza Cosimi, sul piano politico e sul piano personale, dopo che il PD l’aveva sostenuta da solo sino all’ultimo giorno. L’ho detto subito che si faceva la campagna elettorale per Grillo, possono testimoniarlo in molti. E lascio perdere altri aspetti . Avremo modo di ritornarci. Le eredità a volte possono chiarire molte cose. Quanto a Confronto, continueremo a lavorare ed a consolidare la nostra presenza nel dibattito cittadino. Vedrete presto, credo che ce ne sia bisogno più che mai-

Annunci

2 Responses to DOPO LA DEBACLE ,LA STUPIDITA’ OTTUSANGOLA ?A CIASCUNO LE PROPRIE RESPONSABILITA’.E’ L ABC DELLA POLITICA

  1. Alessandro Latorraca ha detto:

    Ci sono due evidenti questioni su cui dovremo giocoforza riflettere. Una sicuramente più importante è capire quale squadra metterà in campo il sindaco Nogarin e soprattutto quale indirizzo intenderà dare sulle molte questioni aperte di questa città e che sono state evidentemente argomenti vincenti della campagna elettorale del nostro sindaco. Non ultima la questione sempre più acuta e grave della crescente povertà, i cosiddetti nuovi poveri che si sono andati inesorabilmente coagulando con le vecchie povertà già presenti in questa città. A tal proposito vorrei far presente attravreso questo nostro spazio di riflessione la questione sempre più grave e pressante dei profughi presenti nella nostra città, un nutrito gruppo di giovani proveniente dal Mali (circa una cinquantina con staus di rifugiati!!) che solo nelle forze del volontariato cattolico e laico stanno sopravvivendo in questa nostra “ospitale” Livorno: stanno sopravvivendo come fantasmi, di cui nessuno necessariamente parla, di cui nessuno ne è a conoscenza, che è meglio tenere relegati nel dimenticatoio e non presentarli alle nostre democratiche coscienze. Un tema di cui riparlerò a breve anche perchè rappresenta uno schiaffo alla tanto blasonata solidiarietà e compassione di cui anche il Dalai Lama in quasti giorni ha parlato con tanto di patente di livornesità elargita dal sindaco Nogarin. Sono la testimonianza vivente di quella complessità economica, finanziaria globalizzata che sta distruggendo il nostro mondo, costruendo una nuova non riconosciuta geiopolitica internazionale che sta sbranando in nome di un capitalismo senza soste e vorace la dignità di milioni di uomini e donne.Mah!!.
    l’altro tema, molto meno pregnante e importante, sarà quello di ciò che succederà in casa PD. Al momento non è successo praticamente niente. Incapacità totale di leggere anche la sconfitta politica ma soprattutto culturale e come più volte da me accennato assoluta mancanza di prospettiova. Domani cominceremo a misurarci nell’assemblea del partito, vedremo se ci sarà il coraggio di chiamare le responsabilità con tanto di nomi e cognomi e si tenterà il solito giochino delle ricomposizioni che dura da natale a santo stefano. Se non si capisce almeno che l’azzeramento tanto agognato o è reale o non sarà mai vorrà dire condannare il PD livornese alla impalpabilità politica e culturale per i prossimi anni. Non sarà uno scherzo, erchè come mi dicevano alcuni autorevoli amici, il problema non è solo di un partito ma di un sistema di relazioni che tale partito attraverso persone in carne e ossa teneva in modo improprio, con i sindacati, con le aziende, con il commercio, con le assegnazioni di case pubblicehe così via. Io personalemnte non ho da perdere niente da uno tsunami del partito, evidentemente tanti rischiano di perdere la loro ragione di vita, mi dispiace per loro, ce ne faremo una ragione.
    In questo possiamo definirci Renziani, nell’aver capito alla trasformazione in atto che c’è nel concetto stesso di partito; di aver capito che non ci sono più rendite di posizioni e che la’ccelerazione che dovremo imprimere alla trasformazione è talke che non potrà portarsi dietro pesi morti, ingombranti. Non si tratta giustamente di rinunciare a una storia che Gianfranco fa bene a difendere negli aspetti di positività che ci sono ed enorme. Si tratta di far scendere dal carro tutti coloro che hanno pensato di gestire il partito come cosa propria che si sono opposti a qualsiasi tentativo di dare letture diverse dalle lro, che hanno costruito fortilizi agganciandosi al territorio in modo improprio come se anche questo appartenesse a qualcuno e non come luogo di proprosta e ricerca di soluzioni. E’ solo ‘inizio di una discussione che badate bene potrebbe essere il rilancio di un percorso riformista e democratico come quello che continuo a ritenere debba essere uello del PD o potrebbe essere la pietra tombale di una esperienza ormai inesorabilemnte finita e destinata all’oblio.

  2. Un percorso riformista e democratico qui ed ora, come richiama Alessandro Latorraca in modo lineare e corretto, non può che partire dall’analisi delle ragioni di una sconfitta bruciante e gravissima.
    La banalizzazione di quello che è successo in questa città non serve a a niente, se non alla salvaguardia delle carriere personali di qualcuno, al solito. Il vizio di origine del PD livornese, che ho messo in evidenza da anni.
    Il mio richiamo alla storia della città, sia per un sistema di valori, che per una amministrazione che faceva da capofila alla innovazione in Toscana ed in Italia, richiama cose ben più serie e pregevoli.
    Le ho sentite richiamare, qui in Piazza Attias, perfino dal palco i di Nogarin, come un patrimonio da non disperdere.
    E le prime uscite di Nogarin fanno capire che non mi sembra voglia buttare via il bambino con l’acqua sporca. Non è abituato agli equilibrismi nelle anticamere di un partito e vedo che usa linguaggi semplici e diretti. Certo deve capire ancora bene dove è capitato e come, ma diamo tempo al tempo.
    Certo, se il tempo che si da il PD, diventa quello della salvaguardia dei percorsi interni e futuri di questo e di quello, semplicemente facendo finta di niente e lasciando tutto e tutti al loro posto, senza analisi rigorose ed approfondite sulle radici di questo sfascio, non vedo di cosa si debba preoccupare Nogarin ed i suoi alleati, diversamente collocati.
    Cosa volete che gliene importi al nuovo sindaco di chi farà il consigliere regionale nel PD e starà a guardare lo spettacolo, mentre si occuperà, con il beneficio della benevolenza che si concede ad una persona appena arrivata, di cercare di trarre il massimo da quello che ha trovato e di correggere le cose che non funzionavano. Se poi ci vivranno cinque o dieci anni, come per i bus gratis, il problema è di quello che ha trovato.
    Una sinfonia, scritta e curata da quelli del PD che si preparavano ad una cavalcata trionfale, senza rendersi conto che la città non ne poteva più di apparati di partito in lotta tra di loro ed era alle prese con problemi enormi. A partire da chi cerca un lavoro e non lo trova. Oppure dallo spettacolo di dilapidazioni di pubblico denaro ( vedi la Porto 2000 di Lenzi ) avvenute senza che nessuno ci facesse caso. Oppure la Livorno Sport, l’Odeon, le privatizzazioni a vanvera, il nuovo Ospedale ed i servizi che non funzionano più e via dicendo. Cose che Alessandro conosce benissimo, ma che sono rimaste nel retrobottega delle correnti interne al partito, in attesa di qualche sistemazione personale e che si facesse vincere Nogarin. Ecco , si deve parlare di queste cose e non solo dei massimi sistemi, di tutto di più, in attesa di capire quale corrente interna sostenere per le prossime regionali. I consiglieri che hanno visitato l’Ospedale, mi sembra non si siano turbati della assenza del PD. E gli assenti, in termini politici, culturali, organizzativi e quanto altro, hanno sempre torto. Anche per i livornesi, alla resa dei conti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: