AMAREZZA E DERIVE DA INVERTIRE

c

 

 

Gianfranco Lamberti

Francamente sono poco sorpreso, ma anche molto amareggiato da una fine ingloriosa di una stagione politica, che consegna la città a Grillo ed ai suoi seguaci livornesi.
Alcuni li ho conosciuti e mi sono sembrate persone dabbene, magari molto inesperte, ma che ce la metteranno tutta per fare qualcosa di buono.
Il punto è come siamo arrivati a questo, e chi ne ha responsabilità, vicine e lontane, che non può certo essere un riferimento per ripartire.
Io non mi sono iscritto al PD, avendone colto la deriva correntizia e peggio.
Poi abbiamo incominciato a dialogare, dopo anni di opposizione, su di una prospettiva europea, progressista ed innovativa rispetto ad una logica di assetti di potere interno ed autoreferenziale.
Su questa strada sono stati commessi errori macroscopici, che abbiamo evidenziato subito, anche al tavolo della coalizione.
Ora , per ripartire, bisogna davvero che faccia quello che non si è fatto fino ad ora. Altro che tatticismi interni e posti promessi a questo o quello, fuori tempo e con scarso senso del limite.
Si deve ripartire dal 52 per cento delle europee e liberarsi di tutta la zavorra che ci ha portato a questo.
Idee e metodi vecchi, magari nascosti dietro qualche spot.
Ripensando a chi ha amministrato il Comune di Livorno, prima di me e con quale passione lo abbiamo guidato, consegnandolo a chi ci ha seguito, con un ottimo risultato elettorale, prendemmo oltre il 55 %,
altro che chiacchiere, viene davvero da incazzarsi di brutto.
Frutti di una brutta stagione da mettere al piàù presto i da parte, aòlmeno per rispettare chi ha difeso e conquistato il prestigio di una città come Livorno, di una sinistra di governo, di onestà e progetti che ci facevano essere capofila in Toscana , in Italia ed in Europa.
Stagioni non dimenticate, che invece sono state chissà perché nascoste, senza avere la capacità di distinguere il grano dalla crusca.
Una vergogna che non può essere peggiorata da giochetti da scaricabarile, che non farebbero che approfondire ferite rendendole sempre più difficili da rimarginare.
Cose cha abbiamo detto a chi di dovere prima e non dopo il risultato delle urne, senza timori di parlare fuori dai cori, dai corettini e dalle foto spiritose su fb.
Riconoscendo, alla fine, anche a SJ , come a Latorraca, ad HB , kinto Ludom e tanti altri, una capacità di analisi che ci ha consentito di confrontarci spesso e con interesse reciproco, su questo blog. Prefigurando l’esito cui abbiamo assistito, con poca sorpresa.

Annunci

10 Responses to AMAREZZA E DERIVE DA INVERTIRE

  1. Alessandro Latorraca ha detto:

    Come prevedevo, insieme ad altri una rivoluzione copernicana quindi c’è stata. Ora tutti al capezzale a fare diagnosi con il malato già cereo. Grazie non abbiamo bisogno di politologi, registi, cantanti o quant’altro.
    Dirigenti da mandare a casa, autorità portuale, ospedale si, ospedale no; nodi urbanistici ecc. ecc. .. se la vedranno loro, mi auguro per il meglio. A noi ora una opposizione dura, spietata nei contenuti e democratica e dialogante nelle forme. Questa è la democrazia.
    Il discorso interno al PD è tutta un’altra cosa che fino a prova contraria riguraderà gli iscritti di quel partito e pochi altri eletti.
    Il problema è serio, inutile negarlo. Serio per tanti motivi. politici: errori madornali commessi; di comunicazione: non ne è stata azzeccata una; ma soprattutto di valori. E’ arrivato il momento di parlare di persone; qualcuno improvvidamente sui giornali odierni cerca di mettere le mani avanti e comincia con l’attacco. SBAGLIATO!! Dobbiamo farlo nelle sedi legittime.
    In quella sede fare piazza pulità di tutti coloro che non hanno tagliato con vecchie storie più o meno gloriose. Che hanno fatto finta di non vedere per paura, pensando che Livorno fosse in grado di gestire uno status quo in eterno.
    fare pulizia iniziando dai circoli allontando tutti quelli che si fanno vedere per votare o per ubbidire ai richiami di scuderia ma che non esprimono una sillaba di pensiero proprio. Tutti coloro che riempiono i cosiddetti direttivi ma non cosnoscono una via dei quartieri dove i rispettivi circoli sono ubicati.
    Tutti quegli eroi che del Porto, delle partecipate, delle aziende, delle fondazioni ne hanno fatto per decenni dependance della segretria del partito. Tutti quelli che non parlano nelle assemblee ma che fanno la fila fuori della porta del segretario per tingersi d’immenso e fare un lavoro parallelo.
    Dice bene il mio segretario uscente rasare a zero; dice bene il candidato sindaco uscente: punto e a capo. Vedremo se ce la faranno. Mi sembra chiaro a questo punto il fatto di cercare di riparare il tutto. C’è una parola che il grande Leonardo Boff nel suo ultimo libro fa diventare concetto fondamentale:TRASFORMAZIONE. E’ il verbo della liberazione, della salvezza.
    Per quanto riguarda infine i nostri 5 stelle vedremo. Da soli non potranno certo andare oltre qualche mese, massimo un anno di vita amministrativa. Dovranno cercare alleanze mi auguro in un quadro di strategia politica ampia e non di accordicchi giocati sulle poltrone. Allora dovranno farci vedere con chi vorranno governare e in quale modo e in quali tempi. me lo auguro anche per il mio carissimo amico Marco cannito che in tanti danno come assessore al sociale. ne sarei realemnte felice e pronto anche a leale collaborazione ovviamente su sponde ben diversificate. Vedremo senza patemi, senza paure, senza perdita di sonno. In fin dei conti si sta parlando di politica!!

  2. henry w.brubaker ha detto:

    N
    A lei la palla Nogarin,non ci deluda.Quando comunica con la stampa non inviti solo “quelli che in definitiva contano veramente”,quando si insedia non si limiti a parlare con i dirigenti,quando deciderà i suoi collaboratori non prenda con sè un bilaureato di Civitavecchia o un livornese da tempo in Inghilterra senza pero’ relazioni con Livorno ,quando “taglia gli stipendi” ci dica quale elemento della retribuzione va a ridurre e soprattutto si ricordi di non cedere assessorati strategici tipo la mobilità a burocrati che poi ne fanno un loro personalissimo laboratorio di sperimentazione ai danni dei residenti..Ci dica come fa ad assumere disoccupati in Comune (secondo il Tirreno di oggi)e soprattutto come liberera’ dalle caste il welfare e la cultura livornese. Ci assicuri che non prendera’ aerei se la nomineranno Presidente dell’Anci ,ma rimarra’ ad occuparsi del Picchianti e della catramatura calda delle strade,ci prometta che spazzera’ via il Consiglio di Sorveglianza dell’Asa e si farà consegnare dati certi su Spil,sull’operazione Odeon,sulla Liri e soprattutto sul blackhole dell’Aamps.Come vede,caro sindaco,prima di farsi spiegare dal Tirreno come si potrebbe bloccare l’Ospedale di Montenero (competenza non del Comune)ci sarebbero una miriade di cose da fare.E forse da programmare.Buon lavoro,sindaco.e quando terminerà il mandato (le auguriamo il piu’ tardi possibile)si ricordi di non ripetere l’incredibile show del suo predecessore,l’altra sera sui divanetti di Granducato Tv.

  3. St. John ha detto:

    se non fosse per il fatto che, per qualcuno, si tratta ancora di una scelta esistenziale, direi scanzonatamente che, me ne perdoni Alessandro, per il Pd livornese è il momento di un percorso di povertà, di penitenza e di preghiera. Saltando un pò tra un’ordine e l’altro, con un sincretismo che gli atei si possono permettere, ricorderei il concetto di esercizio spirituale così come espresso da Ignazio di Loyola. “si chiamano esercizi spirituali tutti i modi di disporre l’anima a liberarsi di tutti gli affetti disordinati e, una volta eliminati, a cercare e trovare la volontà divina nell’organizzazione della propria vita per la salvezza dell’anima”.
    Di affetti disordinati che turbano l’anima del piddino ce ne sono fin troppi. Menti offuscate e risucchiate dal problema della composizione di cordate di interessi, di affari, clientelari, di potere. Con piccole imprese, favori, ganze da sistemare, tiri da fare sempre piu’ frequentemente ad un naso ormai logoro. Tutto un mondo di piccola, miserabile ma intensa cupidigia che deve trovare prima mortificazione interiore, poi penitenza, espiazione e preghiera. La salvezza dell’anima, in questo caso il (si fa per dire) partito, non è certa. Ma nella vicissitudine interiore dell’incertezza, e nel timore di una meritata dannazione, l’anima incontra sia dolore esistenziale che conforto della speranza.
    Detto con un altro registro retorico, forse persino più lontano dai piddini del precedente, l’analisi delle sconfitte politiche più è impietosa più porta risultati. Ma questo è abc della scuola comunista roba che non solo nel Pd ma anche del Pci degli ultimi quindici anni era territorio alieno. Bisogna conoscere l’impietosa analisi che la Cgil fece a sé stessa, dopo la sconfitta alle eleziioni interne alla Fiat della metà degli anni ’50, per capire il ciclo di lotte dei primi anni ’60, quello che si distese fino all’autunno caldo. O conoscere il dibattito delle riviste, tutto a ridosso della ristrutturazione ’74-75 di processi e prodotti industriali, per comprendere la portata del ’77. Metodo prima di tutto, disciplina, senso dell’innovazione, cultura aperta e lavoro politico. Con tutto questo politicamente si torna a vincere. Per questo se fossi il nuovo segretario del PD direi “bimbi qui non c’è nè la strada della cultura dell’espiazione nè quella del lavoro poltiico. Si chiude tutto e qui torna ad essere un gabbione”. Ma dico, cari piddini, ma vi rendete conto di chi vi ha battuto? No perchè non penserete mica è colpa della sfortuna, dell’arbitro, di Renzi, della Boschi che ha fatto i selfie nel posto sbagliato. Certo la mente del piddino, perchè antropologicamente turbata, pensa sempre alle cause superficiali e mai a quelle profonde. Levatevi dalla testa le scuse, la colpa dell’arbitro etc, guardate in faccia la sconfitta, come abbiamo fatto noi comunisti (veri, mica quella cosa generalista che era il Pci dove Marx non lo leggeva nessuno e gli intellettuali, leggi Badaloni, non sapevano divulgarlo) quando ci è toccata in sorte. Ma lo sapete dove e come è nato quel numero di Senza Soste che ha dato vita all’accostamento tra 5 stelle, BL e Cannito che poi vi è stato elettoralmente fatale?
    Sulla statua di piazza XX, come usava una volta. Tra ragazzi magari ti trovavi le sera, un po’ intirizzito, fumavi una (magari più d’una) canna due chiacchiere e facevi tardi. Modalità vent’anni dopo, canne no perché bisognava ragionare di cose serie, intirizziti lo stesso perchè è un codice per stare assieme, Ne esce una formual editoriale che è piaciuta e che ..l’ultimo articolo di chiamata all’elettorato ha fatto 30.000 id unici. Inutile dire che dietro c’è un lavoro di comunicazione politica di anni. Il piddino sa solo occupare il potere non fare lavoro politico. Ora non ha nemmeno piu’ il potere meglio darsi alla penitenza. Ma guardatela bene la realtà in faccia sconfitti da questo tipo di gente e di comportamenti. Roba che, per dirla con parole del defenestrato Re Pipino, “deh cosa voi che contino loro li'”. Si, pigliavi vivi..in politica non contare puo’ essere un vantaggio.
    E come è stata decisa una certa strategia di supporto a Nogarin? Ovviamente, da altri, alcuni di questa riunione ed altri ancora, prima del primo turno, Dove? Ma sulla spalletta davanti Gagarin tra cinque e cinque alla melanzana e cinque e cinque nature. Faceva un vento micidiale e poggiando la birra sulla spalletta, si mangiava rigorosamente in piedi ho detto “certo bimbi, noi le abitudini borghesi non rischiamo di prenderle”. Col boccone in bocca, ci mancherebbe.
    Quando si perde da gente così a) si dovrebbe essere solo felici b) ci si dovrebbe prendere a manate da soli c) si deve entrare nella profondità filosofica del problema. Tutte e tre le vie della conoscenza sono precluse al piddino. Quindi si spengeranno da soli, andando in aceto nel desiderio di vendetta immediata. Nei reciproci veleni e nelle accuse al curaro. E qui aggiungo una cosa: nel Pci, partito dal quale si imparava tanto specie se lo si combatteva, i gruppi dirigenti si erano formati in due modi: o una leva di amministratori, in grado di trovare equilibrio tra interesse privato e pubblico, o una leva di pompieri. Questi ultimi, allevati a frenare operai, scioperi, rivendicazioni, rotture a sinistra per quanto infami (oh, parlo da comunista) con la gente ci sapevano fare e trattare. Sapevano andare sul muso quando era il caso oppure mettere la parola giusta quando era il momento. Guardate gli aspiranti quadri del pd: amministratori non hanno un sapere specifico, salvo la postura dell’aspirante manager, e poi non sanno andare sul muso alla gente. Lo scrissi qui il tempi non sospetti: avete un candidato che non si è mai fatto male, non ha mai dovuto elaborare il dramma di sconfitte vere, le ferite, il sangue dal naso (il sale della politica). Tutta gente che non ha un’idea del potere, desidera averlo ma non lo conosce, e che è ora destinata a prendere un sacco di ghignate dal mondo reale. Poi c’è quello che sta accadendo: Repubblica mente sulla produzione industriale, le misure di Draghi etc. E quale sarà il futuro governo di Livorno.

    Intando dite quello che volete, ma dei comunisti sono stati determinanti per la sconfitta del PD. Battuto da gente che si trova sulla panchine, sulle spallette come da ragazzi. Birra in mano, come da foto del Tirreno. Ne stappo una, alla salute.

    ps. su Virzì, alias Quentin Piddino, e le sue esternazioni su Livorno, non dico niente.Brucia probabilmente l’aver perduto la corsia preferenziale con l’assessorato alla cultura. Suvvia, non rischia certo la cassa integrazione se ne farà una ragione tra un film di serie B e l’altro.

  4. aristide nardini ha detto:

    “consegna la città a grillo ed ai suoi seguaci…” pur senza prescindere dal fatto che grillo fino ad ora non ha ancora dimostrato di essere un criminale che vuole devastare la nostra città o il nostro paese e nemmeno, semplicemente, un amministratore incapace come invece abbiamo visto essere quelli del pd, una simile affermazione denota scarso rispetto di un considerevole numero di cittadini livornesi, la maggioranza degli elettori direi. Cittadini che, manco a dirlo, si sono espressi democraticamente. Capisco che la cosa possa disturbarla non essendo abituato ad un confronto serio di idee (è facile fare il sindaco quando la gran parte dei cittadini chiude gli occhi su ogni nefandezza solo perchè in sezione gli dicono di fare così) tuttavia sarà bene che se ne faccia una ragione in fondo è solo la manifestazione più pura dello spirito vero della democrazia. Mi sei piaciuto ti rivoto, non mi sei piaciuto non ti rivoto.

  5. Kinto ha detto:

    Sig.Aristide le rispondo io intanto,se c’e’ una cosa che e’ ben risaputa a Livorno e’ la grande educazione del dott.Lamberti,dunque mi sa che sbaglia uscio;
    detto questo probabilmente conosce poco e la storia amministrativa di Livorno,
    e di come ha svolto il ruolo di sindaco e di come fosse ben poco condizionabile per usare un eufemismo
    dalle sezioni del partito,
    ed anche le piu’ recenti vicende elettorali,allorquando il Dott.Lamberti si presento’ nel 2009 proprio per combattere la linea di Cosimi su Odeon,Nuovo Ospedale,bacino di carenaggio etc.etc.
    Tralasciando poi che un elettore
    su due non ha votato,
    e solo 1/4 degli elettori ha votato il 5 stelle,
    ovvero il 25% degli aventi diritto,con la destra che ha elargito voti a due mani,
    almeno sui numeri non c’e’
    tanta propaganda da fare.
    dunque un sincero buon lavoro a Nogarin che mi sembra una persona molto perbene,
    e non e’ poco di questi tempi,
    ed a coloro che governeranno Livorno,
    vedremo cosa sapranno fare finalmente.
    perche’ protestare e’ facile,anche
    un cane sa protestare,decidere e fare
    e’ un altro paio di maniche.
    Ma che lei qui ,ma chi cazzo e’ lei poi magari ce lo spiegherà col curriculum,
    cercando di insegnare cos e’ la democrazia,l’antifascismo o la politica
    a me sinceramente fa molto ridere. la presunzione di certo non pare mancare.
    Saluti e si dia da fare ,che Livorno ha bisogno di persone “capaci” come voi.

  6. Alessandro Latorraca ha detto:

    Infatti il comico Grillo non è un criminale , ci mancherebbe altro; le elezioni che hanno portato alla vittoria dei suoi uomini, se è possibile dirlo non lo so, non so che rapporto e che conoscenza abbia il comico Grillo con il nostro territorio, sono assolutamente democratiche; Nogarin per quanto ne so è una bravissima persona. Sono le idee che Gillo impersona preoccupanti..un delirio misto tra onnipotenza tecnocratica-multimediale mista con tratti di xenofobia e omofobia, conditi con assoluta mancanza di rispetto delle istituzioni democratiche a cominciare da quella del presidente della repubblica. Su quello che poi il signor Nogarin riuscirà a fare come sindaco, diamogli almeno un mese di tempo per vederlo in azione, ne riparleremo. Intanto noi con umiltà, povertà e preghiera come dice l’amico SJ cercheremo di risollevarci e proveremo a mandare lo sguardo oltre l’ostacolo. Comunque mi vorrò divertire, ringrazio Dio, a stare all’opposizione, è molto più facile, già ne godo della libertà che ne deriva :(avanti con il bus gratis per tutti..voglio vedere come lo pagherà al futuro acquirente del CTT nord). Cordiali saluti

  7. St. John ha detto:

    caro Alessandro, di Grillo non potrei dire che è omofobo mentre un comico è sicuramente anche il ministro dell’economia Padoan :))
    guardiamo l’andamento del rapporto Deficit-Pil reale e quello delle previsioni dei vari dpef-def dei governi

    secondo Padoan siamo alla vigilia di un circolo economicamente virtuoso. Con le riforme, s’intende. Solo in questo paese si crede alla novella dei cicli virtuosi e delle riforme :)

    Su Nogarin diamo tempo al tempo e giudichereno, Sono curioso anche io.

    ps.premio faccia di bronzo al sindaco di venezia orsoni. Ha patteggiato, quindi ammissione di colpevolezza, 4 mesi, rilasciato, vuol fare di nuovo il sindaco. Numero uno..

  8. Egregio Sig. Kinto ho avuto modo di leggere la Sua appassionata difesa dell’ex sindaco dr. Lamberti e, considerati i toni ed il linguaggio da Lei adoperato, il primo moto di istinto è stato quello di non rispondere affatto.
    Ho poi meglio riflettuto ed ho deciso di svolgere alcune considerazioni; ciò in ragione della grande approssimazione con la quale Lei ha inteso replicare al mio post che merita alcune necessarie puntualizzazioni.
    In primo luogo non mi sembra di aver messo in discussione la “grande educazione” del dr. Lamberti.
    Ho tuttavia criticato l’espressione “consegna la città a grillo ed ai suoi seguaci” in quanto la considero assai denigratoria sia nei confronti di Grillo, della qual cosa mi importa poco, sia nei confronti (anche) miei che ho votato Nogarin.
    Osservo infatti come a Livorno non v’è stato alcun colpo di stato né invero la conquista all’arma bianca del Comune che non è stato militarmente occupato né da una setta di indemoniati né da Ali Babà ed i 40 ladroni.
    Ci sono state libere elezioni nelle quali Nogarin è stato votato dalla maggioranza degli elettori.
    Non si tratta quindi di mera propaganda quanto piuttosto di rilevare, della qual cosa potrà trovare conferma con una lettura un po’ meno frettolosa del mio precedente post, che ho parlato di “elettori” di talchè i Suoi pur pregevoli conteggi, sono del tutto fuor di contesto visto che Nogarin ha preso più voti di Ruggeri e quindi più elettori lo hanno votato.
    Dunque – ripeto – ci sarebbe da attendersi un maggior rispetto da parte del Suo protetto nei confronti di chi non la pensa (o non vota ) come lui e ciò è ancor più vero se si considerano i ruoli che ha ricoperto.
    Quanto poi alla mia opinione sull’operato del sindaco Cosimi, visto che Le interessa tanto, devo dire che è pessima ma Le confesso che non è buona neppure quella dell’operato come sindaco del Suo protetto e ciò proprio perché ben conosco la storia amministrativa di Livorno.
    Se poi avesse letto con maggior attenzione il mio scritto (so di non meritarlo ma la cosa sarebbe stata opportuna visto che ha deciso di replicarvi) si sarebbe senz’altro avveduto che non ho accusato il Suo protetto di essere “condizionabile”.
    Ho invece osservato come non sia la stessa cosa fare il sindaco con una opposizione presente e capace, rispetto a farlo con una opposizione inesistente se non assai collaborativa (si fa per dire) e con un elettorato che ti rivota o comunque rivota il tuo partito indipendentemente da ciò che è stato fatto.
    E Le confermo (probabilmente è un mio limite me ne rendo conto) che in ogni democrazia che si rispetti funziona proprio così come è successo a Livorno. Non ci siete piaciuti non vi rivotiamo.
    E’ semplice in fondo e non c’è neppure bisogno di richiamare l’antifascismo che, manco a dirlo, nel mio post non ho affatto citato.
    Semmai osservo come anche il protestare (civilmente), faccia parte del quotidiano esercizio della democrazia e non è detto che sia sempre da considerare cosa da cani; atteggiamento – questo si- che denota una scarsa propensione al confronto.
    Quanto poi alla Sua esortazione finale la ringrazio ma, che vuol farci, nella mia sconfinata presunzione ritengo davvero di essere una persona sufficientemente capace che tutti giorni lavora e tanto, per Livorno e non solo.
    Mi auguro che Lei possa dire altrettanto

  9. St. John ha detto:

    > deve ripartire dal 52 per cento delle europee

    onestamente al primo turno, se il risultato di riferimento è quello delle europee, aveva tra il 57 e il 58 per cento, considerando la quota Sel della lista Tsipras. Poteva contare su astensioni dichiarate e diffuse e qualche ascaro di ritorno che ha provato il salvataggio in extremis dopo aver giocato un pò tra la fedeltà al Negus e quella al generale Graziani. I dati della scorsa settimana hanno fatto oggettivamente strame del mito che voleva che questo 52 per cento appartenesse al PD livornese. La lettura dei voti trasferiti dal Pd ad “altro”, tra le europee e le amministrative suggerisce di evitare la rivendicazione dei voti migrati come “nostri” da parte del centrosinistra. Lo suggerirebbe proprio la sconfitta storica dell’8 giugno perché se il 52-58 per cento del centrosinistra alle europee fosse comunque stabilizzato allora al secondo turno i voti, dopo la fase di protesta, sarebbero tornati.
    Tra le tante cose se i media locali, grandi sconfitti nella partita, invece di ospitare banalità travestite da considerazioni sociologiche, come i soffici ditirambi piddini di Simone Lenzi, si occupassero di come funziona Livorno di cosa è avvenuto se ne saprebbbe di più. E si vedrebbe come gli schemi di scelta elettorale reale sono così lontani dal dibattito attuale come la letteratura principale sulla Visual Analysis, applicata ai processi decisionali, lo è dall’italiano usato da Benedetto Croce per la traduzione del Windelband.

    Ma si sa dopo il mito dei “voti che sono nostri”, che a suo tempo ha nutrito un 2-3 sconfitte successive della sinistra arcobaleno, c’è quello della rivincita a breve. Vedo e sento gente che sembra la Santanché: tutto un fissare date delle elezioni successive dopo aver perso quella appena avvenuta. Percepisco strateghi delle contraddizioni altrui che, per quanto fino a ieri inabili a vedere le proprie, giurano su precipitazioni possibili dello scenario. Il deserto da attraversare, per chi si riconosce nel centrosinistra, è invece tanto, forse troppo. Per qualcuno, fortunamente per la città, è un percorso fatale. Quanto all’effetto Renzi, cioè il marketing invasivo alla base del successo del 25 maggio, è destinato a mitigarsi. Guardavo le previsioni sull’aumento della tassazione reale: niente di meglio di fare i conti in tasca per percepire la differenza tra la realtà e la novella dell’Italia che cambia verso. Renzi non è Berlusconi che è durato non solo a causa di un lento declino dell’Italia, che mancato di far sentire l’effetto precipitazione (quello che poi l’ha disarcionato), ma anche perché non ha un così’ vasto repertorio comunicativo. Uno-due annetti delle cose come stanno andando e al Pd locale mancherà anche il traino Renzi. Quello al quale si aggrappano, come naufraghi che vogliono uscire dall’apnea, i piddini del mito dei voti che sono nostri e quello della rivincita a breve. Li senti “se veniva Renzi..”, peggio la sconfitta valeva due.
    Cosa potrebbero fare i nostri piddini livornesi? Credo che si riuscirà a capire l’esistenza di un partito in via Donnini quando comincerà a mancare l’ossigeno. Quello rappresentato dalle ragioni (molto) materiali dell’adesione al partito democratico: favori, clientele, affari, intermediazioni, rimesse dirette, incarichi, nomine etc.
    Una volta dissoltesi queste incrostazioni, per assenza di una base materiale che le mantiene esistenti, si potrà capire se esiste ancora un partito democratico a Livorno. Spogliato della sua base affaristica il Pd dovrebbe essere solo espressione di una cultura dedita al volontariato e alla cura del prossimo (così come da manifesti di riferimento). Ed è qui che ci credo pochino :) me ne perdonino gli amici.

  10. St. John ha detto:

    >abbia perfino argomentato che la colpa è stata dei livornesi

    sicuramente :) e poi che dire con la splendida collaborazione, al team di Marco Ruggeri di questi creativi qui

    http://www.proformaweb.it/blog/cinque-regole-per-costruire-la-domanda-di-cambiamento/

    Che promuovono slide, come si vede, che risulterebbero banali per una elezione di condominio figuriamoci per uno storico comune.
    Da quel che so è il gruppo pugliese che ha supportato la campagna di comunicazione di Ruggeri. Invece di nascondersi in Transnistria, in qualche sobborgo di Tiraspol, continuano ad andare a giro per l’Italia a fare i creativi. Alcune mosse fatte da Ruggeri mi sono sembrate suggerite dal mancato digerimento di roba presa da Burger Borgo, invece dietro c’erano i creativi :) vedi mai che nella vita non si smette di imparare.
    Purtroppo cominciano il problemi. I numeri italiani sono impietosi PIL 1° trimestre 2014 = -0,1% previsione -0,5% annualizzato dopo circa -9% in 6 anni e due anni consecutivi di recessione applaudendo Monti-Letta-Napolitano.
    debito pubblico aprile 2014 = nuovo record a 2.149 mld
    (+26mld in 1 mese / +300mld in 3 anni / a fine 2010 era a 1843 mld = +16%, con trend in crescita)
    rapporto debito/PIL = verso il 137% (nel 2010 era al 118,7%)

    E’ un disastro annunciato da quando Padoa Schioppa si insediò come ministro dell’economia. Con Livorno distrutta come dopo l’altra liberazione, quella del ’44.

    Chi ama le emozioni forti non mancherà di provarle. Qui e altrove.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: