VOLTARE PAGINA CON SERIETA’ ED AUTOREVOLEZZA

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Gianfranco Lamberti

La proliferazione di improbabili liste, fa capire davvero il momento di crisi della città, da cui bisogna davvero uscire ed al più presto-
Cambiare la scena politica ed amministrativa di Livorno è stato il nostro obbiettivo, fin dalla fondazione di Confronto e la necessità di voltare pagina era nella testa di tutti noi.
Lo abbiamo spiegato in tutti i modi possibili, da un fronte di centrosinistra riformista e fuori da partiti vecchi e nuovi, per cinque anni.
Ora, con il nostro capolista Gianfranco Morelli, in una lista che siamo convinti saprà essere una coerente dimostrazione di cose abbiamo voluto dire con questa nostra esperienza civica.
Al di là dei simboli, sono infatti le persone, con la loro storia e la loro autorevolezza , ad essere un messaggio chiaro per gli elettori. La microrappresentazione di pezzettini di città e di pezzettini di interessi sono l’esatto contrario.
Da questo punto di vista, la nostra scelta di guardare ad aggregazioni coerenti e di evitare un pulviscolo insignificante ha un senso chiaro ed , ancora una volta, contro corrente.
Sarà per questo che ci guardano in tanti e con tanta attenzione.
Vedremo quali saranno le late della coalizione di centrosinistra, noi faremmo certamente del nostro meglio, ancora una volta, per non farci risucchiare in un vortice di chiacchiere e di invenzioni dell’ultimo minuto.
Saluto Wladimiro, che ho letto in ritardo. Abbiamo affrontato insieme battaglie ben più complesse, come ricorda anche SJ.
E nemmeno credo su di un fronte conservatore, anzi, se è vero che sui piani di recupero facemmo da battistrada alla Regione ed alla stessa normativa nazionale.
Affrontando perfino i temi della marginalità più delicata e nascosta , in modo innovativo e funzionale perfino ad un disegno urbanistico ed edilizio.
Questioni complesse, che andrebbero analizzate, come la vicenda della Porta a Mare, senza delegare a nessuno il ruolo delle istituzioni democratiche. Che poi si debba rispettare le regole, a difesa soprattutto dei più deboli, è cosa ovvia.
Poi c’è la campagna elettorale, ma è una cosa diversa dai doveri delle istituzioni in carica.

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2 Responses to VOLTARE PAGINA CON SERIETA’ ED AUTOREVOLEZZA

  1. Alessandro Latorraca ha detto:

    “Affrontando perfino i temi della marginalità più delicata e nascosta , in modo innovativo e funzionale perfino ad un disegno urbanistico ed edilizio.
    Questioni complesse, che andrebbero analizzate..”
    Dice bene Gianfranco Lamberti, il problema del momento è come attuare questa capacità di analisi con la frammentazione pulviscolare che ormai sta depredando la politica livornese.
    I prossimi cinque anni politico-amministrativi si uniranno ad una crisi sociale imprevedibile; non lo dico come iettatore ma andando a rivedere gli ultimi cinque anni vissuti indegnamente come semplice consigliere comunale.
    Con l’altissima probabilità di un ulteriore taglio da 10 milioni di euro al bilancio comunale che oltre rosea previsone porteranno sforbiciate ormai all’unica cosa aggedibile: I SERVIZI ALLE PERSONE. In questa drammatica situazione, di cui quella di Via Giordano Bruno è solo un minimo barlume è chiaro che la prima cosa da fare sarebbe quella di esserci, non distogliere sempre lo sguardo come se prima o poi ci si dovesse risvegliare da un uncubo. Cari amici e compagni non è un incubo è la realtà cruda e nuda.
    Primo livello di guardia quindi superato con una frammentazione che difficilemnte potrà trovare composizione mentre stiamo attraversando un tempo che assomiglia maledettamente a quello di una guerra in pieno combattimnto che esigerebbe una trasformazione politica capace di costruire un governo di salute cittadina. Badate non di larghe e improbabili intese, ma che sconvolga il “normale”paradigma della politca nostrana.
    Possiamo girarci sopra e sotto ma il quadro generale in cui dovremo muoverci è quello più volte descritto da SJ e che con le dovute differnze si ritrova ina vari tratti delle ultime uscite di Draghi che finalmente comincia ad alzare un pochino la voce con il FMI della bella signora francese.
    Altro punto di ricaduta l’estrema difficoltà con cui deve giocare la BCE rispetto alla sorellastra FED che anche per statuto ha spazi di libertà infiniti rispetto alle ferree regolare che un Europa ormai priva di spiritualità sta mettendo in campo nel disperato tentativo di non sconfessarsi.
    In questo clima paradossalemnte è proprio la partecipazione il rpimo stimolo che viene a mancare. Meglio una buona fumata e un buo te con gli amici che mettersi a gestire un rompcapo degno del miglior Rubick.
    Un capitolo a parte meriterebbe l’attenzione che la politica nostrana dovrebbe elargire verso le situazioni semprè più pesanti di marginalità.
    Alla fine di questi cinque anni che mi hanno anche portato alla presidenza della V commissione una certa idea l’ho maturata, anche in termini di proposta che riguardino un nuovo modello di Welfare cittadino, di tipo gnerativo come dice il pof. Zamagni; il superamento di un vecchio modello di welfare state con quello più realistico e positivo di welfare community. Dovremo certamente riparlarne avendo il coraggio di rivedere anche gli strumenti del welfare quali ad esempio quelli della mutualità territoriale o dei socia bond, coinvolgendo nella creazione del welfare cittadino un cospicuo numero di soggetti e aprendo una discussione cittadina a tutti i livelli di interesse, cosa mai vista nella nostra città. Potremo riparlarne.

  2. St. John ha detto:

    prima di tutto due parole, sincere, a Del Corona: onestamente la vicenda di via Giordano Bruno non la conosco nel dettaglio amministrativo. Ci potrei arrivare ma è come per il porto: non ne parlo su quel piano perché mi rifiuto di fare il tuttologo. E’ giusto tenere le competenze, che è già un lavoraccio, non allargarsi. Una cosa la so però: sia le politiche dell’abitare sociale, sia il mercato, che qualche altra decisione da centrosinistra compassionevole (piccolissimi fondi per affitti, qualche manciata di contribuiti ai mutui) appena leniranno la marea di giuste esigenze dei giovani livornesi.
    Parlano i numeri, la demografia, la (stimo) decina di migliaia di Neet livornesi che il centrosinistra metterà pure sotto il tappeto ma che non troverà nè casa, al massimo qualche manganellata come per la giunta Marino a Roma, nè lavoro nè assistenza di nessun tipo. Lo sappiamo tutti, come sappiamo benissimo che il centrosinistra non ha nè strumenti nè intenzione di affrontare questo problema. C’è da chiedersi a cosa serva la politica se il suo compito è espellere i cittadini dalla vita sociale in nome dei tagli, degli accordi prevoto, del tutto resti fermo perchè si comandi allo stesso modo. Uno schieramento che vuole fare suoi i problemi veri, e prendere i voti su cose serie, manda il suo candidato sindaco a prendere il toro per le corna in via Bruno, lo mata e porta avanti le proprie politiche. Viene da sè che la penso come Alessandro (LaTorraca): o Livorno pensa in termini di welfare community o la città è persa. Anche perché il welfare alimenta l’economia locale. Ma per riorganizzare seriamente il welfare, renderlo di nuovo capillare ed efficiente, lo sforzo è gigantesco. Qualcosa di simile ai piani di industrializzazione da zero nel ‘900. Qui il problema non è di sinistra o di centrosinistra (la destra non prendo nemmeno in considerazione, quando hanno detto “meno tasse”, hanno detto tutto, la politica è un’altra cosa) ma di capire a quale punto del precipizio siamo arrivati e cosa ci vuole per risalire. A parte chi ha fatto finta di non capire, e ce ne sono, solo se si traccia la rotta, che presuppone qualcosa di molto (molto) più radicale del punto a capo, Livorno ce la può fare. Ma visto che domenica ci giochiamo la A col Chievo non entro nel dettaglio tanto il tempo per approfondire c’è. Domenica o allo stadio o allo stadio.

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