SERENATE ED AUTOGOL

 

 

 

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Gianfranco Lamberti

Mi fa molto piacere che il nostro blog ospiti un po’ di corteggiamenti al buon Marco Cannito da parte di SJ, con toni certamente più calibrati di quelli che leggiamo oggi sulla stampa a nome di “forze antisistema” , come si autodefiniscono in modo un po’ infelice. Ma sono affari loro.
E devo dire che, a parete qualche voce naif , quando gli argomenti sono del livello abituale di SJ su questo blog, ce ne fossero. Del resto gli autogol non li fa solo Ceccherini, come è evidente a tutti.
Ma a me interessano di più gli autogol della coalizione di csx, sono più stagionati.
Bastava vedere ieri il confronto a Telegranducato e le varie posizioni, a partire da quella sulle nuove previsioni urbanistiche, in cui uno la dice nera ed uno la dice bianca, come se spostare un ospedale come sul monopoli sulla cartina della città fosse una robetta da quattro soldi.
Delle due l’una, o si spera che tutto finisca in gloria , come i 26 milioni buttati per l’Odeon e si dimentichi tutto chiedendo ingenuamente il voto agli elettori sulla base di chissà quale programma indefinito e contraddittorio, oppure si gioca a perdere, inconsapevolmente fino ad un certo punto.
Ma se l’idea balsana di qualcuno è che poi prendiamo in ostaggio il sindaco futuro con qualche alchimia da corridoio fumoso di vecchie burocrazie, mi sa che ha fatto male i conti e sarà meglio definire allora con chiarezza, prima e dopo domenica prossima programmi ed alleanze.
Sennò basta che si rileggano le dichiarazioni “antisistema” di oggi, che non mi scandalizzano affatto ma chiariscono bene la linea,per capire che il film, questa volta, è assai diverso.
Ci consola un ottimo Morelli, sicuramente una bella novità in una Livorno stagnante. Un giovane che certo non ha paura di giocare e che non rischia autogol imbarazzanti. Certo che se nella squadra gli autogol li fa qualcun altro, si perde lo stesso

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3 Responses to SERENATE ED AUTOGOL

  1. Alessandro Latorraca ha detto:

    Ora dire che quello di ieri sera a TG sia stato un confronto, l’amico Gianfranco mi perdonerà, è un pò pretesco.
    E’ stata una evidente forzatura di un confronto. Un confronto si crea su dati certi, strategie pensate, convinzioni sicure.
    Ieri è stato un balbettio inconcludente con una serie inarrestabile di spropositi e di contraddizioni.
    E’ vero, anche con qualche amico commentavamo che Morelli ne esce molto bene, una voce fresca e idee anche interessanti. Politicamente Marco Ruggeri è quello che si sa muovere meglio di tutti..il resto..è proprio il resto.
    Gran confusione su PS e rapporti tra questo e PRGP. PRGP come se fosse esclusivamente una banale modernizzazione in chiave vocazione turistica del porto senza capire che il dilemma di un porto multipurpose sta in una strategia comune di tutti gli operatori, che remino nella stessa direzione con una interfaccia con la città che dovrà essere tutta da valutare se si esclude la fisiologica vocazione di porta della città appunto della Porta a mare che ancora attende definizioni precise e definitive.
    Giustamente Morelli richaimava la necessità di uu parallelismo tra PS e PRGP che anche lo stesso marco ha ben inteso.
    Sulle partecipate mi sembra che il piglio imprenditoriale di Morelli abbia prevalso, mi auguro che proprio in quella direzione si sebba andare.
    sull’ospedale stendiamo un velo pietoso sul livello della discussione. mi sembra sia stata molto esauriente l’audizione del dott. Porfido nella commissione da me presieduta. Eventualemnte ci sarebbe da chiederesi sul reale significato e poratta delle cose da lui dette per il fuuro della sanità livornese; forse ne ridiscuteremo nella prossima legislatura sempre che poi se ne abbia sempre la voglia.
    Sul sociale neanche una riga di consistenza e ppure la delicatezza dei temi e l’assoluta necessità di superare un dogmatismo e un immobilismo su una cosa seria come quasta avrebbe dovuto imprimere una accelerata alla discussione che a nessuno è venuto in mente, metre in altre città si parala di welfare society o capitle sociale come roba all’ordine del giorno, leggi Bologna o latre città dell’Emilia, noi siamo ancora alla comprensione dei termini. Addio!

  2. Ludom ha detto:

    Addio? Spero solo sia un modo di dire. Mentre leggevo l’intervento di Latorraca pensavo: speriamo che Alessandro sia ancora in Consiglio, la prossima volta…….e appena posso, se è presente sul sito del Comune, andrò a sentire l’audizione del Dott. Porfido.
    Certo, magari uno dice: ma chi me lo fa fare? Oltretutto anche per la formazione della lista pd ce ne sarà da vedere delle belle. Faranno mica dell’altre primarie???
    Poi, se piove di quel che tona.
    Le posizioni assunte in questa campagna per le primarie, ha ragione Lamberti, sono quanto meno controproducenti e spero, ma di tutto cuore, che alle sue parole “sarà meglio definire allora con chiarezza, prima e dopo domenica prossima programmi ed alleanze” seguano ulteriori prese di posizione.
    Io, ad esempio, ho idee diverse alle sue sull’Ospedale ma, appunto, non sostengo quell’alleanza! Ma come si fa?!? La stessa alleanza litigiosa che per giunta non dà segno alcuno di resipiscenza su pressoché tutti i temi che l’hanno vista infrangersi in passato!
    Davvero viene il sospetto che qualcuno voglia prendere in ostaggio il futuro sindaco e, se non c’è un chiarimento, questo accadrà.
    Ma Yari, un era tanto bravo?

  3. St. John ha detto:

    >un po’ di corteggiamenti al buon Marco Cannito

    diciamo che si tratta di un memo, che vale, a mio avviso, per tutti. Nessuno, e tantomeno Livorno, ha da guadagnare da maionesi impazzite nei vari schieramenti, solisti, isolazionisti o esclusivisti. La situazione è, e resterà, drammatica. Nessuno si può permettere di ragionare come in ordinaria amministrazione.
    Faccio un esempio macro ma che rende l’idea. Il mitico calo dello spread. A parte che con un processo permanente di deflazione, almeno fino al 2017 (parole testuali di Draghi, omesse da ogni tg o prima pagina), il debito pubblico risentirà del fardello anche in un processo di contrazione dello spread (che non ha ragioni nazionali, una delle poche cose vere che ha detto Renzi prima di far fuori Letta). E saranno soldi che andranno via. Già ma cosa è accaduto con il calo dello spread? Eh eh..che è aumentata la domanda di titoli pubblici italiani dall’estero. Qui il renziano è già pronto ad applaudire “Eureka si compra dall’estero!”. Potenza dell’ignoranza: l’aumento della domanda dei titoli pubblici dall’estero provoca, a sua volta, l’aumento del deficit sul saldo dei redditi della parte di capitale corrente della bilancia dei pagamenti (non è una teoria, basta leggere la bilancia dei pagamenti redatta dalla banca d’Italia su regole stabilite a livello FMI). In questo modo l’attivo che l’Italia guadagna con l’export viene mangiato, a livello di sistema paese, proprio dalla diminuzione dello spread. E’ la dimostrazione più plastica del fallimento completo delle politiche, in nome delle quali, il centrosinistra ha immolato il futuro di decine di milioni di persone in questo paese. Quando lo spread era alto, il debito saliva. Ora sale anche con lo spread basso. Sappiamo quindi perfettamente che misure tipiche del pre- 2008, la riduzione del cuneo fiscale (già applicata da Prodi II), e il jobs act, (già attivato dal Prodi I) non porteranno da nessuna parte. Anche perchè è accaduta una cosina. Mentre tra tg e prime pagine dei giornali si parla di “crescita legata all’export”, anche qui secondo formule più bollite di un centravanti in disarmo, in Germania si sta pensando a rilanciare l’economia con le importazioni. E, tranquilli, nella corsa alle importazioni noi saremo i concorrenti da spolpare, non solo non avendo un euro da investire (i mitici impegni europei) e dovendo ancora tagliare molto (tra spending review, il minimo, e il futuro fiscal compact). E gli investimenti dall’estero? Siamo terra di conquista di fondi pensione, hedge fund etc..giusto un abbonato di Repubblica può credere all’investimento estero che fa ripartire la crescita.
    La domanda quindi da fare, non solo al buon Cannito, ma a tutti..in questo scenario possibile continuare con il teatrino della politica livornese così come si è consolidato negli ultimi 10 anni?
    Magari con i prossimi anni fatti di genietti dei tagli della spesa, di folletti del risparmio, di sacerdoti dei tagli, dell’austerità e delle esternalizzazioni? Il sistema neotribale, a dire il vero piuttosto spento, della politica livornese non sopravivverebbe comunque.
    E’ sensato navigare a vista, senza idee e senza strategia parlando del prossimo atto da approvare e della prossima grande opera come se fossero chissà cosa?
    Su Livorno c’è troppa gente che sta scherzando con il fuoco senza essere consapevole nè del gioco che sta giocando, nè delle conseguenze. In prima persona e per gli altri.

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