” L’INGEGNERE DELLE MINIERE PUNTA AL COMUNE “

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Chi è Gianfranco Morelli l’uomo determinato a contendere la leadership a Ruggeri

di Juna Goti

da Il Tirreno

 

Dice che a togliergli ogni dubbio e a convincerlo a fare il passo è stata la reazione del figlio quattordicenne:

«Babbo sei scemo? Devi accettare».

Mentre quando gli viene chiesto perché i livornesi dovrebbero votare per lui risponde così:

«Posso cercare di far sentire tutti più rappresentati, politici e non. Ho coraggio e non ho niente da perdere».

È questo il biglietto da visita di Gianfranco Morelli, 44 anni, per ora unico sfidante di Marco Ruggeri (Pd) alle primarie che il 9 marzo decideranno il candidato sindaco del centrosinistra (anche Sel potrebbe fare un nome ma non ha ancora sciolto la riserva).

Morelli, cosa fa nella vita?

«Sono un ingegnere, ho studiato a Pisa e poi in Arizona, dove ho imparato a sviluppare procedure per lo studio del sottosuolo con applicazione all’ingegneria ambientale, civile e mineraria. Con i suggerimenti di mio padre (ingegnere e piccolo imprenditore a Stagno) nel ’99 ho avviato un’attività che ora è consolidata con un bel gruppo di lavoro impegnato in Italia e all’estero. Facciamo soprattutto indagini nel sottosuolo, sviluppiamo i metodi per farle. Prevalentemente settore minerario, ora va molto il carbone. In questo momento siamo impegnati in una miniera in Sudafrica con tre geologhe del luogo».

Scusi, ma chi glielo fa fare di candidarsi alle primarie?

«E perché no? È il momento di avere un po’ di coraggio e di impegnarsi direttamente. Io cinque anni fa ho supportato Lamberti, che stimo, con Confronto: la situazione era diversa, non c’era l’urgenza che c’è oggi di dare risposte ai problemi. Non si vedeva la miseria, le attività che falliscono. Siamo in emergenza e se mi devo impegnare lo faccio oggi. Ho parlato con mia moglie e le ho detto: o vado via o provo a fare qualcosa. Vivo a Livorno da quando sono bambino e così com’è non mi piace più…». Perché?

È ancora iscritto a Cd? Ha la tessera di altri partiti?

«Non più, sono fra quelli che dopo il caos degli ultimi giorni hanno dato le dimissioni. Anche perché i vertici di quel partito hanno scritto di non conoscermi, nonostante mi avessero candidato alla Camera. Farò le primarie senza tessera, e non credo sia un problema: penso di poter essere identificato come il candidato della società civile».

La terrà in gioco il Psi.

«I socialisti, con l’appoggio di Confronto. Mio nonno aveva la foto di Pietro Nenni sul comodino, sarebbe stato contento. E poi Renzi non ha detto che vuole entrare nel Pse?»

Ha simpatie per Renzi?

«L’ho conosciuto a Firenze tre anni fa, mi fece un’ottima impressione. Ero in cantiere, su una piattaforma a dieci metri di altezza e volle salire».

Cosa stava facendo?

«Salone dei Cinquecento: misurazioni per la storia del dipinto di Leonardo».

Torniamo alle primarie. Stando al sondaggio del Pd, il Psi oggi a Livorno ha l’1%: non si sente Davide contro Golia?

«Ma poi chi ha vinto? Io affronto la sfida con tranquillità. Chiunque vinca, ci sarà un reciproco arricchimento. Ci sono tante persone nel Pd che mi stimano e ce ne sono molte che non mi conoscono e che spero mi invitino a parlare nei circoli. Perché forse potrei anche piacere… È vero che lavoro tanto all’estero, ma vivo intensamente Livorno: faccio il papà, il marito, il piccolo imprenditore. E faccio il possibile per aiutare la parrocchia di Borgo Cappuccini».

Se perde?

«Non è un problema, non ho bisogno di una poltrona. Per la vita che ho avuto, sono sempre stato un capo: forse in una posizione di guida posso fare bene agli altri mentre in una posizione in cui mi aspetto io qualcosa dagli altri non so quanto posso rendere. Intanto ce la metto tutta, guardate se vi piace come posso fare il sindaco, altrimenti continuerò a dare una mano in altri modi, come ho fatto con GreenLab, associazione no profit nata per creare una rete tra aziende “green”, che da tre anni è volontariato puro».

Immagini di diventare sindaco: il giorno dopo?

«Parlerei con i democratici per organizzare un gruppo di lavoro fatto sia di politici che di tecnici. Io sono un tecnico, ma credo che nell’amministrazione ci debbano essere dei politici. Il problema è che politici, assessori, dirigenti, tecnici devono trovare un modo più efficace e veloce di interagire». Quindi?

«Giunta con due-tre assessori tecnici, con specifiche competenze, e poi politici. Esempio: la mobilità deve essere nelle mani di un tecnico. Io vi sfido a pensare cosa potrebbe accadere se ci fosse una guida che rappresenta tutti, non una corrente del Pd, e che aiuta a lavorare insieme, portando idee da fuori Livorno. Perché forse chi ha visto cosa c’è fuori può dare quella mano che serve oggi. Se ci fosse questa apertura molta più gente come me sarebbe contenta di iscriversi al Pd, che oggi non riesce ad attrarre forze. Altrimenti non avrebbe 2500 iscritti».

Mi faccia capire: se vincesse, potrebbe iscriversi al Pd?

«Non vedrei il problema. Però prima si vuol creare la condizione per portare 10mila persone a fare congressi al palazzetto, con l’entusiasmo di essere parte di un progetto, come accade in America? Ecco, oggi non vedo quell’entusiasmo».

In parecchi dicono che saranno primarie di facciata.

«Chi lo dice è perché vuole fare primarie di facciata. Io spero che lo stesso Ruggeri da domani si impegni a far partire il confronto e il dibattito in città. Io ci metto faccia, per me sono “primarie di faccia”. Pensi – sorride – che avevo detto di no, invece alla fine ho aperto anch’io un profilo Facebook…».

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