TRA BANDIERINE,CANDELINE E LEGGE 81

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La Redazione

Il sondaggio commissionato dal Pd ha certamente smosso la discussione  e le movimentazioni pre elettorali.Come scritto da molti un campione di 700 livornesi e’ poco piu’ di un’indicazione ,non sono i voti delle urne,ma ognuno poi analizza come vuole e agisce in conseguenza.Finalmente apprendiamo che non verranno piu’ lanciate in aria bandierine o altri nomi per le primarie Pd,alla buon’ora diremmo noi,e che altri  soggetti politici in tempi di social network scambiano gli auguri di compleanno su facebook per intenzioni di voto.Bah?Strane dinamiche,di uno stranissimo momento politico cittadino.Detto questo, aspettiamo di vedere le piattaforme programmatiche dei vari schieramenti ,cercando anche di fugare l’assunto che mediaticamente si e’ cercato di far passare che  personalità serie,uomini e donne perbene del civismo e delle professioni ,possano uscire solo su sponsorizzazioni  di correntiste o pseudo capi decina di stagione.Vedremo i vari sviluppi , auspicando che ci sia un concorso partecipativo e trasparente per la costruizione di un bel centrosinistra,  smettendo finalmente di tirare in aria slogan vuoti,bandierine,bandieruole ed immaginifici eroi dell’evoluzione della scienza e dei costumi socio-politici.

KEEP IT SIMPLE come direbbero gli amici anglofoni.

Gianfranco Lamberti

Ieri abbiamo concordato in via conclusiva il programma di riferimento, a grandi linee, della coalizione di csx, costruita con un esplicito riferimento alla esperienza ragionale.
Naturalmente, come è ovvio, poi ciascuna forza politica e civica farà di tutto per contribuire a prescindere dai tavoli comuni, inevitabili e corretti, ma non esaustivi. Altrimenti ci sarebbe un partito unico e non una coalizione. Ovvio. Così come le primarie di coalizione, che per regolamento condiviso con noi dal PD, hanno posto a quel partito modalità di raccolta firme e di precorso, che sono alla base di quello che oggi leggiamo. Ad esempio la rinuncia di Luca Bussotti, che ci è sinceramente dispiaciuta, pur guardandoci bene dall’intrometterci nelle dinamiche interne alla sua raccolta di firme e quanto altro. Lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto.
Nel primo incontro della coalizione a Rosignano precisai a tutti che avremmo tenuto di conto con rispetto delle vicende interne del PD, prima di candidare un nostro esponente e così abbiamo fatto. Domani chiudiamo questa fase.
Quanto al sondaggio ed alle riunioni programmatiche,in assenza di candidati, si capisce che sono solo un preliminare utile, ma fino ad un certo punto. I candidati sono importanti, non sono bandierine, lo abbiamo capito da qualche anno e con qualche esperienza in merito.
Ieri alla riunione della coalizione ho segnalato che ci troviamo all’epoca della legge 81, sulla elezione diretta dei sindaci e che il programma che presenteremo, sarà il programma del candidato sindaco. Che spero proprio non sarà un semplice passacarte, ma che nel quadro programmatico concordato, caratterizzi in modo autorevole le proprie idee e la propria personalità.
Ottenendo la fiducia dei livornesi, oltre che della coalizione che lo sostiene. E le primarie dovrebbero contribuire a costruire questa fiducia, non l’opposto. A proposito di Tafazzi.

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7 Responses to TRA BANDIERINE,CANDELINE E LEGGE 81

  1. Kinto ha detto:

    La Redazione di oggi mi sembra particolarmente efficace.
    Sia nel contenuto che nell’immagine del podio
    dove il terzo diventa primo e ci sono anche somiglianze fisiche
    col candidato Pd.
    Siamo arrivati alla candidatura unica,cosa prevista da molti,
    come molti altri dall’interno dicono che se” piantino”
    avesse avuto davvero le firme si sarebbe auto candidata,altro che bandierine,
    ma insomma siamo alla fase successiva.
    fuori dal Gossip di borgata.
    Credo anch io che i social network droghino un po’ la realtà
    e la sua percezione,sono luoghi che tra nick name o
    coraggio da tastiera possono creare convincimenti
    che poi non hanno rispondenze nel mondo reale
    o almeno se parliamo di poltica non hanno traduzione in voti.
    Penso a Cannito che contesta appunto il sondaggio,contestabilissimo,
    portando l’esempio smascherante del numero di persone che gli hanno fatto gli auguri per il compleanno su Face.
    Mi auguro poi che Sel possa restare dentro l alleanza di centro sinistra,
    che il modello largo da Sel a Cd virtuoso in molte realta’ locali
    possa riproporsi anche qui’.
    Insomma Livorno e’ in Toscana,non in Veneto dunque l ‘implementazione del modello regionale
    con il candidato sindaco consigliere regionale almeno sino a giugno prossimo in e di quell’alleanza tra l’altro,
    parrebbe fluida e del tutto naturale.
    Non comprendo perche’ la diversità che comunque deve trovare convergenze programmatiche,non debba essere vista come
    un valore aggiunto ed un ingrediente essenziale .
    Se l’unico ragionamento che si apre all’esterno delle mura di via Donnini
    ed anche di parte della stampa che cancella scientemente
    alleati e contributi anche di personalità decisamente note ed importanti,
    e’ quello di dire
    te stai bono vali l’1%,te stai bono vali lo 0,..
    davvero vuol dire essere di una stupidità che fa provincia
    in tempi in cui le province vengono abolite,se Dio vole,
    e vorrebbe dire non avvalersi delle molte esperienze diversificate,
    molte di rilievo ,
    poiche’ sarebbe opportuno anche ricordare ai “grandi” elettori che si parla di elezioni amministrative a Livorno e della
    carica a Sindaco di Livorno,
    non di scoprire un nuovo vaccino,depositare brevetti scientifici o parlare in 4 lingue di economia mondiale,
    e
    che quei contributi gia’ in essere,
    aiuteranno ad uscire dalle molte criticità,arricchiscono il Confronto,
    e aiuteranno certamente a Maggio nelle riscossioni elettorali.
    Saluti

  2. St. John ha detto:

    >Come scritto da molti un campione di 700 livornesi e’ poco piu’ di un’indicazione

    sempre se il sondaggio sia stato davvero fatto. No, perché diversi populisti, intimoriti dall’incalzare del Renzi, ostili alle necessarie e celesti riforme per la “crescita”, hanno fatto un’operazione semplice. Sono andati su sondaggielettorali.it, dove il Tirreno ha detto sarebbe stato pubblicato il sondaggio, per vedere quale tipo di metodologia e di campione siano stati usati. Non c’è nulla. Dirò di più, a questo punto anche la riga pubblicata sul tirreno, sul numero del campione, qualche sospetto me lo fa venire. Troppo scarna. Nel caso il sondaggio esista davvero siamo già in violazione della legge 28 del febbraio 2000, fatta dal centrosinistra. Legge che regola la pubblicità dei sondaggi fatti a scopo elettorale. Fatta per prevenire i falsi dell’attuale partner PD delle riforme, Silvio Berlusconi. Qui i fatti sono due 1) si sparano titoli e locandine e non ci si occupa di far verificare i propri materiali perchè conta la propaganda e non la notizia 2) siamo al sondaggio fatto con qualcuno che al telefono da via Donnini urla “no, lui m’ha fatto votà i ‘oglioni tutta la legislatura mettigli zerocinque, lui va incoraggiato dagli sei, lorolì devano stà carmini quindi dagli due e cinque”.Sono cose che capitano quando si pensa di poter fare quello che si vuole e gli altri “non contano”. Quindi la pubblicazione di notizia e link del sondaggio, con tutte le specifiche tecniche, eviterebbe perlomeno di allungare la figuraccia. Che accade perché si dorme sull’idea che tutto sia possibile con una città che ha un numero elevato di ultrasessantacinquenni e per i quali l’unica informazione politica è rappresentata da Ballarò, da quello che si dice che c’è scritto sul Tirreno e dal ricordo del “partito”. Vedremo se stavolta basterà.
    Aggiungo due cose serie 1) le primarie così fatte non sono democrazia, sono un tentativo di esercizio spettacolare del plebiscito. Nella speranza che scatti l’effetto imitazione. Il coinvolgimento della cittadinanza, salvo piccoli circoli, nella costruzione del programma è stato (e sarà) zero. Il potere di controllo dal basso sul programma è considerato roba da fessi. Il potere, con il rito delle foto al gazebo, verrà trasferito in blocco ad un gruppo (si fa per dire) dirigente. Il quale sarà impegnato, fino alla scadenza di questo potere, ad accapigliarsi per spartirselo. 2) siccome nel casino, cioè in politica, non ci sono vergini uno potrebbe anche far finta di nulla se perlomeno fosse garantito un rilancio della città. Se esistesse un documento di programma che si occupasse nel centrosinistra di questi temi “vigilanza bancaria, stress test e capacità delle banche di supportare innovazione e occupazione sul territorio”, ben fatto dal punto di vista degli strumenti previsionali (non come il sondaggio sul quale, incredibile, si fanno pure le riunioni) potremmo). Bene, se esistesse quello strumento non avremmo un riformismo alla bielorussa, quale è quello del centrosinistra livornese, ma qualcosa di serio. Solo che questo documento tecnicamente a Livorno non può essere nemmeno formato. Invisibile e plastico esempio dell’urgenza della scomparsa di questa classe dirigente.

    Chiudiamo con le cose serie, primo atto della Livorno liberata dal Pd. Trasformare il Goldoni nel teatro Valle livornese. Una cinquantina di posti di lavoro in più fin da subito e atmosfera da Liberazione in città. Tra l’altro è un’esperienza che vede in testa una nostra concittadina. Che ha acquisito capacità di generare economie sullo spettacolo, per il territorio, ben superiore a quella di qualsiasi faccina perbene che lavora per i vampiri del FMI. Per non dire che Bertini dovrebbe andare a ripetizione da lei tutti i giorni. Chissà se se ne potrà riparlare. Nel caso il divertimento è assicurato. Ho un sogno. Non scrivere più un rigo sulla politica livornese. Perchè la città ha voltato pagina. Definitivamente.

  3. St. John ha detto:

    ps. stamani il sondaggio è stato pubblicato. Quando posso lo studio. Garantisco seria lettura

  4. Questa del Teatro Valle non è un’idea da trascurare, magari l’approfondiamo, insieme ai sondaggi. Insieme al nostro candidato, quando ci sarà.

  5. henry w.brubaker ha detto:

    Il Teatro Valle?Ah ah.Conoscendo l’impenetrabile casta del Goldoni sarà dura,molto dura.Prima i conti della Fondazione e il mutuo di Nebbiai,please.Subentrare in un mutuo di un milione di euro senza saperlo non è mai piacevole,Scajola docet.(nonostante l’assoluzione).Per quanto riguarda il candidato C.Dem,,stima assoluta per Gianfranco Morelli.Il rammarico semmai è che non passi lui,ma il blindatissimo manichino del Pd.Auguri comunque.

  6. Mi permetto dopo tantissimo tempo di scrivere poche parole con grande sincerità.Caro S. Y. mi prendo licenza di non condividere i tuoi sogni ( ma questo nonostante il grande rispetto verso di te persona è normale) e molto sinteticamente ( nonostante le competenze che ti vanno riconosciute) credo tu stia sottovalutando 1 – l’effetto Renzi nel Paese e nella coscienza dei cittadini che dopo secoli di niente con la sua spinta vede muoversi “qualcosa” ( non dico che piaccia a te e al tuo mondo politico, lo so bene che non può essere cosi) 2 – la forza e le capacità di Marco Ruggeri che i potenziali alleati conosceranno presto su temi che riguardano seriamente la città, la dimensione in cui sarà collocata per il valore e i significati di merito di alcuni temi programmatici detrminanti e discriminanti 3 – credo anche che potranno esserci sorprese perchè il sondaggio lascia il tempo che trova , figuriamoci, ma è vero e tanti perchè e tante osservazioni a riguardo odorano parecchio di preoccupazione , almeno questo legge uno come me , solitamente assai critico, che si è rimesso in moto proprio grazie alla candidatura di Marco, ripeto molto sottovalutato da chi utilizzerà le armi di ” vecchio arnese, non è il rinnovamento ecc ecc ecc….ma come sempre parleranno i fatti, salute a tutti.

  7. St. John ha detto:

    >non dico che piaccia a te e al tuo mondo politico

    caro Del Corona, come è noto non mi candido alle elezioni. E per dare una mano in una campagna elettorale alternativa al Pd devono maturare alcune condizioni. Se finiranno di maturare allora ci misureremo. Sottovalutare è uno sport oggettivamente che non conosco. Come intuisci preferisco misurarmi con avversari come te dove l’unico linguaggio, quello che poi l’elettore vede e sul quale giudica, è quello della concretezza. E anche quel paio di battute che rendono la contesa più divertente. Stesso discorso, ma ne abbiamo già parlato, è con Lamberti. Una cosa però te la dico, e credo sia chiaro che non è una battuta: non mi sarei mai, dico mai, esposto nella serata di lancio di BL di novembre se pensassi che il PD, anche al suo eventuale meglio, fosse in grado di risolvere la crisi livornese. Questo non vuol dire che ho ragione, nessuno ha ragione e nessuno è al centro del mondo, ma che ci sono dei problemi terrificanti della nostra città, quelli si, davvero sottovalutati (per quanto menzionati ma non basta). E che ci sono delle opportunità, quelle che possono davvero cambiare la faccia della città, ignote al capitale umano del tuo partito e impraticabili anche se note. Se poi non partecipo ad alcuna campagna elettorale, duro meno fatica :)
    Su Renzi, a parte lo scooppe che un editore mi ha fatto il filo per mesi perchè facessi un libro su di lui (in amicizia ho rifiutato perchè non faccio libretti polemici ad personam) ti dico una cosa. A tutela vostra, di chi sta sul territorio, non sua. Parte del mondo decisionale di Renzi sta alle Cayman. Lontanuccio. Parte a New York, dove i consulenti McKinsey, una sorta di McDonald dell’analisi di impresa dove i “panini” sono uguali in tutto il mondo, come il senatore capo economista di Renzi ricevono la linea. Parte della creatività del renzismo è marchio Farinetti. Imprenditore che sarà anche figliolo di un partigiano ma che è principe del modello “salari a 800 euro, diritti zero”. Lorenzo Bini Smaghi, banchiere e capo della fondazione Strozzi a Matteo non gli dice “cosa si fa?” ma “fai questo”, Alfredo Romeo, finito in carcere per gli appalti della Global Service (qui la vicenda su Google è chiarissima) è un donatore della fondazione di Renzi. E Matteo sarà anche viola ma Franzo Grande Stevens, presidente della Juventus, potente consigliere dello Ior e presidente della Fondazione Intesa San Paolo è uno che con Renzi non parla solo di calcio e di certo non ci parla da subordinato. Questa gente qui per voi sul territorio non c’ha niente di buono. Come sai l’elettorato non campa nè di primarie nè di riforme elettorali. Comunque concordo con te che parleranno i fatti.

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