LA SOLUZIONE AI RAFFREDDORI DA CORRENTE

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La Redazione

E dunque  si e’ arrivati  alla stretta definitiva per il Candidato unico da parte del Pd livornese.E’ un buon elemento di partenza anche per aprire finalmente il tavolo di discussione con gli alleati o potenziali avversari e con la città.Immaginiamo che gia’  dalla riunione di stasera di Sel  cominceranno ad esplicarsi  dei contenuti di possibile vicinanza o distanza con lo stesso Pd e con chi lo rappresenterà per la poltrona di Sindaco.Bene chiudere questa fase dove tra scienziati,quarte Fasi,fasi inquartate ,Traversate senza bussola ed implorazioni pagane ai soggetti piu’ svariati ,si e’ galleggiato con poco costrutto e tanti raffreddori da correnti gelide.A margine di cio’ di fatti vuoi l’interesse per il gossip politico,vuoi la voglia di chiacciericci da brioche e cappuccio , la città e la sua macchina comunale sono stati congelati ancora piu’  di quanto non lo fossero stati in questo recente passato,da sottoporre inevitabilmente a giudizio politico.Senza sconti e senza Tenderly ” la morbidezza che conviene ” .

Gianfranco Lamberti

La storia che si legge in cronaca, della lite violenta tra un primario ospedaliero ed i genitori di una bambina che ha dovuto aspettare anni per una vista e non hanno i soldi per curarla è angosciante.
Da qualsiasi punto di vista. Terribile.
Mentre qualcuno continua a cazzeggiare e buttare il pallone in fallo, nelle strategie per arrivare al prossimo sindaco. Non tutti, per fortuna.
Noi, per quanto ci riguarda, cercheremo già oggi pomeriggio di definire la nostra proposta, di  contenuti e di candidato, nelle primarie di coalizione.
Siamo fuori da logiche di appartenenza ideologica e da tatticismi personalistici.
Molti nostri esponenti hanno partecipato in questi mesi ai tavoli di approfondimento programmatico organizzati nell’area del centro sinistra. Alcuni li cita Barbara La Comba su fb. Ed il nostro lavoro in Consiglio Comunale, a partire dalle questioni portuali, è noto a tutti.
Qualche spunto lo ritroviamo perfino nel discorso del nuovo presidente della Camera di Commercio, molto interessante e corretto. A proposito di privatizzazioni senza capo né coda e di funzionalità del lavoro della AP.
Anche queste, come quelle sui servizi socio sanitari, sono cose concrete cui legare un impegno per il futuro, fuori da ideologismi di bandiera e convenienze particolari. Due esempi concreti, per spiegare come ci poniamo di fronte alle scadenze che ci attendono e che ormai sono davvero imminenti.

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3 Responses to LA SOLUZIONE AI RAFFREDDORI DA CORRENTE

  1. Kinto ha detto:

    La parola che sembra ricorrere di piu’ in queste settimane surreali della politica cittadina e’ Riserva.
    Riserva da sciogliere,candidato di riserva e accettazioni con riserva.
    E’ altresi vero che il Pd con le proprie dinamiche interne mette sul tavolo
    la sua 5a scelta in successione
    ed un candidato di perfetta continuità dal 2004 ad oggi.
    E’ indubbio che avra’ il suo forte peso appena ci si aprirà agli elettori,non solo quelli iscritti che comunque sembrano eterogenei
    e non tutti allineati.
    Mi sbagliero’ ma gia’ da stasera credo che un possibile alleato
    come Sel possa mettere o mettersi alla porta,vedremo,
    le premesse ci sono tutte.
    Come dice poi la Redazione la città e’ in un limbo senza senso,
    in un tirare a campare poco dignitoso,
    dove il gossip politico il lato patinato e plastificato di alcuni soggetti
    di questa pseudo politica
    oscura ogni altra circo–stanza amministrativa;
    e che 10 anni possano essere liquidati cosi’
    mi sembrerebbe il piu’ balordo dei metodi.
    Comunque credo se ne vedranno ancora delle belle,
    e chiudiamo questa parentesi preprimarie dove fanno passare
    tutti quelli che ambiscono alla carica di sindaco come dei sacrificati
    o degli eroi dei tempi moderni.
    Gli eroi sono tutti coloro che non pappano di politica ,
    non hanno vitalizi politici
    e che con
    umiltà e vero sacrificio senza i lustrini e le paginate dei giornali
    la sfangano per arrivare alla fine del mese.
    Per chiudere mi ha fatto sorridere la quantificazione data da Silvestri-Bolognesi ai voti sommati di Battocchi e Ciampini
    8,5 voti ciascuno,un bel tesoretto insomma…
    Saluti

  2. henry w.brubaker ha detto:

    Non invidio Ruggeri quando dovrà rimodulare rotatorie cittadine ,mercati ortofrutticoli,finanziare con i Patti (!) l’ottava asfaltatura della Porta a mare (veramente un accanimento terapeutico mentre a Est della Città la situazione è spettrale) e cercare di spostare l’acquedotto che insiste nell’area ospedaliera di Montenero Basso per consentire di gettare le fondamenta del nuovo misterioso sanatorio .Un lavoro da farsi quasi in apnea che solo un uomo profondamente connesso col sistema è in grado di metabolizzare senza sussulti.Mi auguro per lui che non ci siano primarie (se non quelle simboliche di coalizione)perchè questa volta potrebbero floppare.E non sarebbe un buon viatico per le elezioni vere….

  3. St. John ha detto:

    parlerei di cose serie. Certo quando c’è di mezzo il circo centrosinistra è difficile ma ci provo. Tutti ricordiamo il tormentone Imu si-Imu no, una bolla mediatica che ha accompagnato la vita politica istituzionale per metà 2013. E’ stato sostituto, sempre con Silvio protagonista (complimenti, anche vicino al sarcofago riesce a condizionare i nanerottoli politici di via del Nazareno) dall’altra bolla mediatica,quella della legge elettorale. Bene, immaginate che casino succedesse se qualcuno grosso, qualcuno di importante, volesse imporre una bella patrimoniale, di quelle toste. Già.. immaginate il coro dei Matteo Speranza, uno che la parte l’ha imparata presto: “irresponsabile”, “populista” etc., i sottili distinguo dei sindacalisti gialli Camusso e Landini sulla patrimoniale.
    Il problema, non proprio leggerino, è che la proposta di una forte patrimoniale per l’Italia, sempre per il rigore dei conti pubblici, non l’ha avanzata qualche populista ma la Bundesbank. Eh si. Era in prima pagina due giorni fa sulla Handelsblatt e su Die Welt, edizione elettronica di entrambe le testate.
    Così mentre le prime pagine dei giornali italiani sono rigonfie di cose inutili (non esiste legge elettorale che risolva il problema della rappresentanza e dei processi decisionali. Ma da prima dello scioglimento del Pci i “riformisti” hanno provato questa droga del politico detta legge elettorale e non hanno piu’ smesso..) la banca centrale del principale paese dell’eurozona ha chiesto per noi una bella stangata. D’altronde con un’economia paralizzata cosa credete che voglia il grande fondo estero, come garanzia, per comprare i nostri titoli?
    Ma i nostri patrimoni. Grandi e piccoli basta non averli alle Cayman (come lo sponsor di Renzi). Così vuole la Bundesbank. Già e che rapporto c’è tra queste necessità della Bundesbank e il decreto Imu-Bankitalia presentato furbescamente alla televisione e alle camere?
    Se qualcuno crede che le comparsate della Boldrini servano per garantire il rispetto alle istituzioni, viva il suo Nirvana e non proceda oltre nella lettura. Se no ascolti un dettaglio. Prima di tutto mettere l’Imu nel decreto è costruire un cavallo di Troia (absit injuria verbis) per far passare tre perle 1) aumento acconto Ires 2) la “sanatoria” sul gioco d’azzardo, che è un regalone a tutte le agenzie che dovevano somme astronomiche allo stato 3) la sterilizzazione del potere di veto del ministero dei beni culturali e (sic) del ministero dell’ambiente sulle dimissioni (e vai con nuovi ecomostri). E qui arriva la perlona contenuta nel decreto Imu che prende anche il nome del gioiello, diventando decreto Imu-Bankitalia. Cosa prevede il gioiello? 1) la legittimazione della proprietà privata dell’ente che solo nominalmente resterà pubblico (nomina del governatore, vero re pipino della situazione) 2) l’impossibilità del potere pubblico di poter dire alcunché sulla compravendita delle quote di Bankitalia (quindi se qualcuno o qualcosa che ha interessi che non coincidono con quello nazionale prende piede in Bankitalia il pubblico non può porre veti. Per questo Napolitano meriterebbe l’impeachment altro che..) 3) si apre legalmente la strada ad un patto di sindacato, esplicito o occulto, dove una serie di soggetti finanziari che entrano nelle banche italiane fanno cosa gli pare di Bankitalia (e toh..tre giorni fa qualcuno ha fatto la spesa con i titoli bancari italiani che sono andati anche a -16 in una seduta..eheheh) 4) le privatizzazioni possono essere pilotate da questo patto di sindacato ormai legittimabile da questo decreto (vedi vicenda Cassa depositi e prestiti) 5) il patto di sindacato, possibile e sostenibile da hedge fund che hanno un portafogli largo quanto il nostro Pil, può a questo punto controllare l’oro di Bankitalia..a sostegno dell’euro. Proprio come desidera la Bundesbank. E ce la vedete questa nuova Bankitalia, in mano a tutto fuorchè all’Italia, opporsi nel caso alla patrimoniale come desiderata dalla Bundesbank?

    ragassi, avrebbe detto il povero Bersani, “sciamo in Europa..”

    A questo punto anche un elettore di centrosinistra, cioè uno che in politica fa uso di droghe nemmeno tanto leggere, capisce la verità. Che la “crescita” non esiste, non ci sarà. Ma solo un periodo di estrazione di risorse da questo paese. Fino a quando non ci sarà nulla da estrarre e i nostri giovani accetteranno salari da 250 euro il mese, competitivi con l’Ucraina che spinge per entrare in Europa a costo della guerra civile, facendosi prendere per fame in un paese dai prezzi tedeschi causa tasse e balzelli. Tutto questo ha un nome nei manuali di concorrenza economica. Si chiama strategia del “Beggar thy neighbour”. Ovvero: porta il tuo vicino a mendicare. Ci guadagnerai un sacco. Specie se nel paese del tuo vicino ci sarà qualche servo che dà del populista e dell’irresponsabile a chi si opppone al saccheggio.

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