IL MESTIERE DI SINDACO E L’ORGOGLIO DI LIVORNO AL TEMPO DELLE PRIMARIE

Unknown
da il Tirreno
Gianfranco Lamberti
Il mestiere di sindaco e una città straordinaria come Livorno. Un binomio difficile da coniugare in queste ore, visto come viene descritto dalla cronaca di questi giorni, ma cui bisogna restituire l’orgoglio di una storia e di una comunità da rispettare, assolutamente. Del resto, per rimanere alle testimonianze possibili, sia, come nel mio caso, che si venga sottratti ad una sala operatoria di chirurgia ortopedica, oppure, come nel caso di Cosimi, ad un centro internazionale di ricerca oncologica, è sempre una straordinaria esperienza e un grandissimo onore. E non rifaccio la storia, notissima e prestigiosa, di chi ci ha preceduto e non c’è più, da Furio Diaz in poi. Orgoglio che Ciampi ha ricordato e rivendicato in ogni occasione possibile, con citazioni puntuali e dolcissime. Certo, i percorsi per arrivare alla scelta di un sindaco, o almeno di un candidato, debbono essere quelli giusti e devo testimoniare a chi non c’era, come nelle precedenti occasioni cui ho avuto modo di contribuire, che non si è mai arrivati impreparati all’occasione. Si è sempre trattato di un progetto anche personale, costruito con mesi, anzi anni di anticipo. E poi fare il sindaco a Livorno è una esperienza davvero straordinaria, che non espone solo a momenti duri, rinunce e sofferenze, inevitabili in qualsiasi incarico pubblico di quel tipo. Facendo il sindaco non si accumulano vitalizi di nessun tipo, anzi ci si rimette davvero, questo è certo, soprattutto se si deve abbandonare una professione e un ruolo importante. Ma ne vale la pena. Cito solo un esempio per essere concreto. Il più bello e significativo dei miei quasi tredici anni in quella carica. Proprio in questi giorni dieci anni fa, per singolare coincidenza, inauguravamo il Teatro Goldoni, restaurato e restituito alla città dopo molti anni di abbandono. Il momento più bello dei miei mandati. Un intervento tutto costruito dall’amministrazione comunale, grazie al prezioso concorso tra le istituzioni pubbliche a tutti i livelli. Un simbolo, a livello europeo e nazionale, di una identità cittadina e di una proposta culturale, messe al centro di una nuova fase di sviluppo e di rilancio, a partire dallo stesso centro storico, che in quella occasione subì importanti riqualificazioni. Tutta la città concorse all’unisono, e l’amministrazione trovò nella politica e nei partiti, Cosimi era segretario dei Ds, sostegno leale e determinato. Livorno messa al centro della cultura e della politica nazionale, in momenti eccezionali raccontati da giornalisti del calibro di Bruno Manfellotto, che ci seguirono con passione in quel lungo percorso. Come fece Veltroni, quando venne a visitare il cantiere aperto e ci costruì quasi su misura l’occasione per fruire di risorse statali, grazie a norme che da ministro dei beni culturali, costruiva proprio in quei giorni e poi di fatto si aggiunsero a quelle, notevolissime, già investite dalla città. Ciampi, Martini, Matteoli, Chiti, Enrico Letta (anche lui ) e tantissime altre personalità di livello europeo e nazionale, sia della politica che della cultura, vissero in un teatro stracolmo di livornesi innamorati della propria città, quella emozionante Cavalleria Rusticana. Ecco, ho ricordato questa ricorrenza non a caso, in un momento in cui credo sia giusto e necessario ritrovare un grande orgoglio cittadino di fronte al Paese alla vigilia di scadenze amministrative decisive. Orgoglio che porti davvero a competere per la guida della città le migliori energie disponibili, nel modo più sereno e rigoroso possibile. Come merita Livorno e la sua storia, anche e soprattutto al tempo delle primarie. *ex sindaco e consigliere comunale di Confronto per Livorno
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10 Responses to IL MESTIERE DI SINDACO E L’ORGOGLIO DI LIVORNO AL TEMPO DELLE PRIMARIE

  1. Kinto ha detto:

    Bel pezzo del gia’ Sindaco Lamberti,
    dignità serietà
    ed una città da salvaguardare sotto tutti i profili.
    Leggo che l’ex segretario ,consigliere comunale ed oggi consigliere regionale Ruggeri
    ha dato la sua disponibilità a candidarsi alla carica di Sindaco
    dopo che sono andati a pregarlo in Regione.
    quanta grazia.
    Ora vediamo chi competerà alle primarie ,
    e chi competerà contro il rappresentante PRIMARIO, a pieno
    titolo ,
    di tutto cio’ che la città ha prodotto in termini
    politici da 10 anni a questa parte.
    Nomina di sindaco,nomina del parlamentare e del rappresentante in Regione( se stesso )
    Insomma il Pd sposa la piena CONTINUITA’
    con gli ultimi 10 anni ed evidentemente da una valutazione positiva
    a tutte le sue rappresentanze dal 2004 ad oggi.
    Quindi si cestina tutto cio’ che si e’ sbandierato sino ad oggi sui giornali
    e dentro le stanze del partito aperto di Renzi.
    Apprezzo il coraggio che si dimetta da consigliere in regione, con ricca indennità e vitalizio, per competere
    alle Primarie che qualora non lo premiassero
    per motivi legittimi come lo sono tutti in politica,
    tornerebbe a privata professione.
    Saluti

  2. Ruggeri è certamente un candidato valido e rappresentativo. Vedremo il contesto e le modalità con cui presenterà la sua candidatura, secondo le regole ed i programmi che il PD ci ha proposto al tavolo della coalizione, nei giorni scorsi.

  3. Giancarlo Bini ha detto:

    Oltre a tutto quello che di giusto scrive Kinto sulla continuità e sul vitalizio,con in piu’ lo scandalo dei 14.000 euro annui di rimborsi benzina che fece scaturire una forte polemica al Circolo Pd di Borgo per raggiungere Firenze.Ma e’ possibile per la carica di Sindaco di Livorno si debba per forza ricorrere ad un PISANO residente a Collesalvetti ?

  4. St. John ha detto:

    >Ruggeri

    fermi tutti eh.. questo lo voglio. Se si impegna, al secondo turno, può perdere anche con una lista di amici della Lazio guidata da Di Canio. Se invece vince dopo 5 anni Livorno sarebbe come le zone a sud-ovest del Pakistan. Cioè poco più di un’ipotesi sulla cartina geografica.

  5. Kinto ha detto:

    Giancarlo dice bene,cosi’ come St John
    un tafazismo questuante
    non indifferente.
    Poi qualcuno dovrebbe spiegare la ratio politica e pratica
    nel togliere una risorsa dalla Regione
    come alcuni lo definiscono,
    fargli lasciare una seggiola per provare ad occuparne un’altra,
    anche questo St John prova a spiegarmelo tu perche’ davvero non ci arrivo.
    Tra i molti volenterosi che ci sono,certamente molti anche piu’ capaci e “disponibili”,
    perche’ vogliono a tutti i costi
    fare questo giochino del nuovo Messia in stile Indovina Chi,
    un giorno c ha i baffi e capelli brizzolati,
    un altro giorno occhiali scienza e anzianità,
    un altro ancora riccioli ed impermeabile,
    e magari domani contropermanete e gonna .
    Ma un po’ di serietà e costruzione condivisa per il futuro di Livorno e’ chiedere troppo ?
    Saluti

  6. henry w.brubaker ha detto:

    E’ il candidato naturale,in fondo l’unico vero frutto politico di questa stagione in chiaroscuro per il Pd.Ho difficoltà a capire la relazione concettuale fra il capogruppo in Regione del Pd e il premio Nobel Paolo Dario,ma tant’è.Da simpatizzante del Movimento Cinque e Cinque dico che puo’ bastare.Mr Scontrino avrebbe avuto serie difficoltà se alle Primarie di coalizione si fosse presentato qualche rispettabile uomo (anche indipendente )di sinistra,ma la sensazione è che il duo Bolognesi De Filicaia farà di tutto per non complicargli la vita.In fondo tra il 2009 e il 2010,prima di decollare verso Firenze,fu una dei principali sostenitori dell’Ospedale di Montenero.(“Livorno ha bisogno di un Ospedale bello”disse con voce flautata)e ora che i finanziamenti scricchiolano serve uno che “da sindaco” faccia cuneo su Firenze.Assai meglio di quanto non abbia fatto l’iroso predecessore,quello venuto da un “centro internazionale di ricerca”,che si è lasciato sfuggire una serie infinita di compensazioni finanziarie.Staremo a vedere che succede.

  7. St. John ha detto:

    >Staremo a vedere che succede

    intanto sta accadendo il consueto, autoreferenziale cortocircuito tra stampa professionale e ceto politico. Non solo il Tirreno ma anche la Nazione sono solo gonfi di ipotesi di candidatura. E basta. Il resto, non solo della città ma anche del pianeta, non esiste. Una ventina di nomi, spesso rappresentativi di sé stessi o di un partito che ha meno del 2 per cento degli iscritti rispetto alla popolazione. che ripetono oltre la noia inutili, povere formule di potere.
    Se Livorno avesse un sistema locale di comunicazione, avremmo avuto mesi di discussioni a tema, approfondimenti, discussione sulle criticità, idee, innovazioni, bilanci previsioni etc. Quanto Pil farà Livorno in 5 anni? Quanti disoccupati rischia in un lustro? Come uscire dalla scomoda graduatoria di seconda provincia inquinata d’Italia dopo Taranto? Quali politiche di rinascita urbana?
    Poi sarebbero emersi i candidati. Ma con uno schema del genere il PD avrebbe già perso le elezioni. Le uniche idee che ha sono quelle che portano Livorno nel Mesozoico. E allora vai con paginate di sole ipotesi di candidatura, gigabite in rete di commenti sulle ipotesi di candidatura. Candidati coperti, scoperti, ritirati. Il nulla pneumatico, di fronte ad una crisi epocale, di cui Ruggeri mi sembra onesto rappresentante. Un nulla che cerca di parlare all’elettorato, più intimorito da quello che sta accadendo e più numeroso: gli ultra-sessantacinquenni. Con l’immagine rassicurante, veicolata dal Tirreno, di Ruggeri da piccolo nella sezione del Pci. Nel tentativo di intenerire per strappare l’ultima rendita da chi, nel corso del tempo, ha inconsapevolmente legittimato, con il voto, proprio il disastro a cui siamo arrivati.
    Non mi attendo che ci sia consapevolezza del fallimento del PD a Livorno, che Buongiorno Livorno sia la spia di un comportamento più ampio, di una città che può scrollarsi di dosso questi che sono indadatti a fronteggiare le sfide che il territorio ha davanti. Ci sarà chi continueraù a guardare compulsivamente facebook, il Tirreno, la Nazione, per un sospiro di candidatura oggi e una frase di propaganda domani. Fino alla fine. Si spera presto, ovviamente.

  8. henry w.brubaker ha detto:

    Leggo il tuo llamento (con due elle),st John,ma in realtà non la vedo cosi’ negativa.Da esperto di comunicazione quale sei sai benissimo che la cronaca gossippara di Tirreno e Nazione serve in realtà a fare calare una paratia di silenzio sul passato e a ribaltare la “nuova candidatura”in una prospettiva rassicurante per i Grandi elettori delle due testate.(area democratica e laico socialista berlusconiana con sfumature di vario tipo).E’ vero,ci sono gli ultrasessantacinquenni dell’area pedecollinare,ma è altrettanto vero che rispetto al passato circola molta piu’ informazione (talvolta di qualità) e le veline del Comune stentano a a fare la differenza perchè un minuto dopo vengono sezionate da observer , blogger e siti informali.L’ultimo numero di Senza Soste pare stia andando a ruba,e questo è un segnale.Difficile anche per Ruggeri,una giovane salamandra della politica locale,reggere questa onda d’urto che fino una decina d’anni fa non esisteva.Angella e Dario ne sarebbero usciti demoliti prima d’iniziare.Purtroppo l’elezione di un sindaco si gioca molto sul fatto personale,e allora sarebbe necessario che le spie del malessere potessero essere liberate (al di là dei video programmi) da candidature riconoscibili.Ma sarebbe già importante motivare la gente al voto,invertendo una tendenza che inesorabilmente farebbe stappare lo champagne nelle redazioni dei giornali da te citati.Ipotecando questa realtà per ulteriori,lunghissimi dieci anni.Anche se qualcosa mi dice che la prossima consiliatura,per vari motivi, si concluderà prima del tempo.

  9. St. John ha detto:

    intando hb, fissiamo dei paletti insuperabili nei requisiti per l’elezione del sindaco.

    il nuvo primo cittadino deve

    a) saper rollare

    b) aver vinto in vita sua almeno una master league.

    siamo nel 2014, la colonna sonora è questa mica lo spento inno di Mameli

  10. henry w.brubaker ha detto:

    Dal filmato emerge in modo palmare la candidatura di Marco Ruggeri (,ma anche quella,controversa fra gli amici di Barca, di Alberto Lenzi).Piu’ sfumato Bussotti (De Filicaia &Bolognesi permettendo).Sullo sfondo Bernabo’&Cruschelli.E quelli che si riuniscono in settimana per “valutare le candidature”..

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