CAMPO LIBERO E REGOLE DEL GIOCO

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La Redazione

Apprendiamo dai giornali che ,per fortuna , non esiste una Candidatura  gia’ stabilita da parte del  partito di maggioranza livornese.Ci sembra un elemento molto positivo sotto tutti i profili.Ora inizierà la vera “corsa”,immaginiamo con consultazioni tra alleati e chiunque abbia intenzione di contribuire ,partendo come si scrive da anni da una piattaforma programmatica senza se e senza ma.

Gianfranco Lamberti

Il fatto che si avvii una fase nuova, caratterizzata da primarie aperte del centrosinistra è quello che auspichiamo da tempo.
Costringe tutti a misurassi fuori dagli schemi abituali e può contribuire a scegliere le persone giuste ed i programmi giusti, senza logiche di apparato o di corrente.
Capiremo meglio i percorsi e come il PD vorrà proporre una agenda.
Credo che valga la pena di fare una riflessione quando avremo chiari i particolari, che a volte sono decisivi.
Così quando capiremo davvero chi vuole mettersi in gioco, al di là di esibizioni senza capo né coda.
Non credo che nel PD e fuori del PD siano tutti impauriti del rischio che si corre candidandosi in una partita in cui si può vincere e si può perdere.
Del resto il sale della democrazia è proprio quello di potersi candidare, secondo le regole, ma anche senza paura e senza dover chiedere il permesso a nessuno in un angolo buio.
Il contrario sarebbe inaudito, vorrebbe dire rivestire di parvenze democratiche pratiche da padrini. E questo non credo proprio possa accadere a Livorno. Anzi ne sono convinto. In attesa di capire le regole del gioco. Prima possibile.

 

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9 Responses to CAMPO LIBERO E REGOLE DEL GIOCO

  1. GHINO DI TACCO ha detto:

    Credevo fosse amore invece era un calesse

    Dopo l’ANNUS HORRIBILIS, dell’era Cosimi (STOPOPODISINDAO),
    Sinceramente pensavo in una spinta propulsiva del partitone e dei suoi vecchi e nuovi dirigenti
    Ma non c’è mai limite al peggio, nemmeno la “novità” vera o presunta di una stagione RENZIANA, ha portato chiarezza e volontà di svolte decisive.
    Come è’ uso nella gretta mentalità di STOPOPODIPOPOLINOLIVORNESE, tutti pronti a salire sul carro del presunto vincitore…..per fare che?
    La solita corsa all’accaparramento personale di POSIZIONI, di RENDITE di PREBENDE
    E se tutto questo non bastasse, MINACCE, neppure velate stile anni cinquanta, a chi osa dire…………mentre si sorvola su coloro che continuano a stare sulla scena dopo pietose recite e infinite deblacle dei “cavalli di razza” che continuano a sugare redditi e prebende per grazia ricevuta
    Ma Con la sceneggiata del sepolcro imbiancato ANGELLA, che trova la scappatoia della rinuncia per motivi professionali (così il GIORNALEDIREGIME ci racconta)
    E’ stato l’ultimo atto dello sfascio di questi dirigenti……per questo CREDEVO FOSSE AMORE…… MA INVECE ERA UN CALESSE

  2. Ivo Lami ha detto:

    effettivamente è difficile darti torto

  3. Ludom ha detto:

    Potente, Ghino!
    Sono completamente d’accordo. Cioè, magari io nutrivo un po’ meno speranze. Le spinte propulsive è da mo’ che si sono esaurite…….però un po’ meglio di così, c’avrei creduto anch’io.
    Angella. Clamoroso!
    Eppure una parte estesa, ma parecchio estesa, del “notabilato” ci s’era proprio sdraiata.
    Per forza! Era la candidatura più rassicurante per gli assetti tradizionali di potere e tutto questo, caro Ghino, ti offre un po’ la misura di quanto fosse generosamente infondata la tua speranza.
    Detto questo fanno bene Lamberti e la Redazione a chiedere che si apra un percorso chiaro ed aperto.
    Naturalmente, anche solo per i tempi residui, rischia di essere un’altra “predica” al deserto. Ne sono state fatte tante di “prediche” al deserto in questi ultimi anni. Da Lamberti in Consiglio, a molti di noi su queste pagine. Tutte rivolte al deserto, dominato da una misera guerra per bande.
    No, nessun Carlo Bianco di Saint-Jorioz, nessun impeto risorgimentale. Solo un episodio, molto locale, di un lungo processo di rifeudalizzazione della società politica che investe tutto il paese……..e senza scomodare Vico, che fu ben altro dei soli corsi e ricorsi, ma bande o fondazioni, come si chiamano oggi, oppure pacchetti di voti e piccoli eserciti, scherani e bravi, al servizio di signorotti meschini e recalcitranti a un potere imperiale ormai troppo appannato.
    In una diecina di giorni, dunque, i nostri eroi dovrebbero trovare un candidato, senza aver discusso, non dico un programma che poi, alla fin fine, è sempre un vuoto a perdere ma neppure un orizzonte, un’alleanza, i compagni di strada che vorremmo?!?
    Sì! Una discontinuità c’è davvero. Il partitone lo contesto da prima che si nomasse democratico ma questa cosa qui non vi ha nulla a che vedere. E poi qualche amico, qui, mi dice che eppur si muove e che lì c’è del buono!
    Buona fortuna, amici miei, Ve la auguro con tutto il cuore.

    PS: Vorrei avere il tuo ardore Santo. Per ora, come dice un nostro compagno, vedo solo aggirarsi un spettro per le strade di Livorno: quello degli indecisi. A pochi mesi dal voto mi sembra un po’ poco. Poi, per carità, non ho mai avuto un traguardo meramente elettorale……ma trattandosi di elezioni……
    Ciononostante, sia chiaro, non smetterò per questo di sperarci e di appoggiare chiunque ci provi!

  4. Pasquale Lamberti ha detto:

    Ludom , Santo ..diciamo che il sindaco ha fatto ancora ieri cio’ che gli pareva con il Partito nel quale mi sono da poco iscritto,con vibrante convinzione e differenti premesse che
    dovrebbero creare gli orizzonti.
    Dopo 10 anni … … il resoconto lo fa fare a Picchi .. ed Alessandro .. in fondo alla sala
    senza perdere l invidiabile aplomb.
    Memorabile,spettacolare trovata(la vita insegna,guai a creare precedenti..)
    A breve capiremo coerenze e consistenze di tutti,questo e’ certo.
    Doveva essere la resa dei conti….in realtà la montagna ha partorito un topolino piccolo piccolo,
    e nemmeno lui qualcuno in sua vece.
    Aspettiamo di capire quali saranno i candidati,se la parola discontinuità rimarra’ solo un’insegna spenta,
    e se dalla penombra usciranno personaggi noti e-o notabili.

    La realtà della città pero’ è un’altra.
    Il voto a maggio sarà la realtà .

    Quella vista fino ad ora è la realtà di qualcun’altro e tutti ad apprezzare il film con tanto di regista in sala;
    in pratica la trasposizione plastica di cio’ che farà’ o avrebbe dovuto fare Virzi’ stasera a 4 Mori con il “Capitale umano” ..questo vuol dire essere “avanti” non c’e’ dubbio alcuno
    e sempre sulle epidermiche ed ispirate parole
    del Ligabue:
    ” Quelli tra palco e realtà lallalala’ lallalalala’..”

  5. Oggi ho chiesto nella Conferenza dei CapiGruppo che al primo punto all’ordine del giorno del prossimo consiglio ci sia l’agenda di fine mandato o quello che ne rimane dopo le cose che si leggono sui giornali.
    La mia impressione è che ci sia una notevole confusione e che si faccia fatica a distinguere, ad esempio, tra un PRG del Porto e gli strumenti urbanistici comunali, varianti al piano strutturale e quanto altro. Correlati o meno al porto, hanno una loro valenza autonoma e non sono soggetti ad ispezioni ministeriali.
    Procedure avviate che non possono ( potrebbero ) essere interrotte ed atti assunti che non possono( potrebbero) essere disattesi.
    Il legittimo dibattito interno ad un partito, quanti ne abbiamo visti e vissuti, non può certo essere sostitutivo di deliberazioni e procedure istituzionali. Pensate alle osservazioni alle varianti al PRG, già assunte, che devono essere raccolte ed istruite a norma di legge, previa pubblicazione degli atti. Oppure protocolli sottoscritti formalmente tra gli enti locali e regionali, che non possono essere disattesi con una battuta su facebook.
    Insomma solo un esempio per cercare di capire e fare capire a tutti di cosa stiamo parlando e dove lo stiamo facendo.
    Ed i programmi futuri, poi, non possono piovere dalla luna senza tenere conto di cosa si è fatto in questi anni ed in questi mesi. Oltretutto con impegni assunti con amministrazioni che non scadono, come quella regionale, tanto per dirne una e che difficilmente andrà in ibernazione per un anno e mezzo.
    Insomma , sperando che noi sia una ennesima predica nel deserto, come dice Ludom, bisogna riportare in una sala Consiliare, a verbale, e non solo nella informazione di qualche cronista, seppur brava, le decisioni che competono alle istituzioni. Soprattutto quando incidono su interessi precisi ed individuabili.
    Non si tratta di formalismo , ma di sostanza di una città democratica e trasparente, secondo tradizioni che non andrebbero disperse e prassi di garanzia nei confronti di tutti i cittadini, che non possono vivere una campagna elettorale come una lotteria per alcuni ed uno spot per altri.

  6. henry w.brubaker ha detto:

    C’è uno spaventoso gap culturale che non consente di comprendere nulla di quanto sta accadendo.Leggetevi i commenti alla casa delle fiabe costruita abusivamente nel bosco.C’è la Bernardo che vuole dichiararla bene di interesse pubblico.Incredibile.Veramente un brutto spettacolo quello del Pd,con un sindaco che a fondo sala che dice “tirate fuori le ‘osce”.Che tristezza.Lamberti è encomiabile per l’applicazione,ma mi ricorda Mazzarri con l’Inter.Ne vale la pena?

  7. St. John ha detto:

    beh Mazzarri almeno qualche giocatore vero ce l’ha. Qui più che dei giocatori ci sono degli scommettitori. E di quelli a cui piace vincere facile. Ma da troppi anni la politica è stata scambiata per la via migliore per la risoluzione di problemi di status e di allargamento delle proprietà familiari. A certa gente se spieghi che, dopo un po’, non c’è più margine materiale per questi giochini ti guarda come uno scemo. Per il resto due cose a) Ludom, l’ardore non è per la politica. Perché ti porta sempre a sbagliare. b) ho ricevuto una richiesta di approfondimento per le due parole su Serra e Renzi scritte l’altro giorno. La esaudisco, molto meglio che parlare dell’ennesima infornata di candidati sul Tirreno.
    Allora, Serra è un sostenitore e fiancheggiatore accanito di Renzi e del Job Act (non ce la faccio a metterci la “s”, credo abbia poco a vedere con l’inglese). Come si conciliano le due cose? Si conciliano eccome. Che lavoro fa il Serra? Fa l’analista toh..degli spread. Guadagna a prevedere i differenziali di interesse tra bund, btp, bonos etc..
    Come è conosciuto il Serra? Come un rialzista. Un’occhiatina allo spread. In calo, anche perché aumentano un goccio i bund,
    ma con un tesoretto sottostante: la deflazione che ha reso i bond italiani egualmente appetibili visto che così l’inflazione praticamente non intacca il capitale. Esempio: con lo spread a 500 e l’inflazione a 2 per cento, detto alla rozza, l’interesse che portavi a casa su un bond era del tre per cento. Oggi con la liquidità in circolazione, lo spread a duecento e l’inflazione sotto l’uno, un uno e qualcosa per cento a casa lo porti. Su titoli cmq garantiti. Ma il nostro amico è un rialzista. E sa due cose che Renzi sa: le sue misure sul lavoro non invertono la deflazione e
    che la stessa deflazione, parole di Draghi, è destinata a durare. Non a caso non ci sono investimenti, qui la Camusso e Squinzi hanno notato l’ovvio, in un piano simile. Semplice perché si tratta di provvedimenti pensati per essere in una cornice deflattiva e depressiva ..i famosi 50 miliardi (pareggio di bilancio e fiscal compact invocati da Serra). E quindi un’inflazione italiana
    dello zero virgola è molto appetibile..per chi? Ma per i clienti del Serra ai quali consiglierà di comprare debito pubblico italiano. Già perché poi, visto che l’amico Serra è rialzista e qualche entrata in Italia pare essersela fatta. i titoli consigliati dal Serra possono decollare. Come? Un’occhiatina alle
    previsioni di Citigroup, e alle necessità tedesche di rientro dei capitali “zu hause” (recentemente Die Welt ha parlato chiaro) e ci vogliamo scommettere che lo spread si rialza e/o il bond italiano riprende quota?Con politiche deflattive del Job Act, un bel buco di bilancio grazie ai tagli.. quando? Il decollo del debito pubblico Citigroup, che quest’anno ha azzeccato le previsioni sulla recessione, lo stima per il 2015. E allora vai con lo
    spread, specie se i capitali tedeschi rientrano. Guadagna il Serra, guadagnano il suoi clienti, guadagna il Renzi direttamente e indirettamente con il consenso alle necessarie nuove modernizzazioni (leggi privatizzazioni ulteriori) perché proprio il paese sarà in nuova emergenza capitali..
    E’ uno scenario, naturalmente. Siccome è uno scenario realistico, e certa gente non appoggia candidati per amor patrio (specie se si ha l’ufficio a Londra e la sede alla Cayman quindi si è sganciati da dove si farà il danno) fossi uno che ha votato Renzi farei una prima, bella cosa. Mi darei uno schiaffo da solo.

  8. La spiegazione di SJ è complessa per i non addetti.
    Tuttavia vale la pena di sforzarsi di capirla. Anche per la questione degli autoschiaffi, che peraltro non ci tocca.
    Quanto al fatto che ne valga la pena come dice hb, come Mazzarri all’Inter senza giocatori all’altezza, devo dire che è un paragone intrigante. Soprattutto oggi. Mi sto scervellando proprio su questo, in queste ore.

  9. St. John ha detto:

    >La spiegazione di SJ è complessa per i non addetti.

    ma no, basterebbe i media si occupassero di cose serie e non facessero da ufficio stampa per le esigenze di immagine, o di distruzione dell’immagine, di qualcuno. Abbiamo un’informazione che racconta tutto sulle indagini dedicate alle spese dell’acqua minerale negli uffici regionali e niente su cosa sia la deflazione. Questa è una distorsione tutta italiana. Una delle cause materiali del nostro declino. E’ chiaro quindi che quando parli di deflazione devi sempre cominciare da capo. Qualche giorno fa guardavo Fox news, non il Fox che fa vedere il grande calcio europeo :) ma quello delle notizie, Canale conservatore, incline anche allo scandalismo ma c’era un dibattito animato ma serio sulle previsioni dedicate all’andamento del prezzo dell’oro. Critiche pungenti ma argomentate alla politica della Federal reserve, discussioni vere, confronti. Canale conservatore genere sostegno al Tea party. Non esiste un dibattito del genere in Italia, Draghi è trattato come una vestale della moneta e dell’inflazione che non sbaglia mai, al massimo è stato “prudente”: Invece, se ne è accorto anche il Tirreno, la deflazione è un problema. Porta il debito a livello di tasso di interesse reale quasi come ai livelli dello spread. Le conseguenze sulle economie territoriali, sulle amministrazioni locali sono enormi. Guarderei anche all’altro “top player” dellla squadra di Renzi, il senatore Gutgeld. Si ha un’idea quale rete di potere è, e quale tipologia di intervento manifesta, la rete di consulenti Mckinsey di cui Gutgeld fa parte?
    No perchè qui non siamo a fantasie esoteriche, complottistiche di famiglie che dominano il mondo. Siamo a comportamenti certificati, noti,documentati e verificabili. Di consulenti che lavorano in team visto che un McKinsey non è mai solo. E operano allo stesso modo paese per paese. Come il panino di McDonald che è lo stesso a Mosca e a Vibo Valentia. Faccio solo due nomi: Enron, il più grosso fallimento sull’energia privata con annessa speculazione, e NHS, il servizio sanitario britannico un tempo vanto del paese. Sono entrambe operazioni McKinsey. La seconda, opera fortunatamente non portata a termine, ci concerto con il Tony Blair vero non quello di Rignano. E mi vengono i brividi, o le risate, se penso che Gutgeld scrive documenti dove si parla di vendere le azioni dei gioielli di stato (Eni-Finmeccanica etc.). A parte che fai la fine dell’Argentina del 2001 in mano a questi qui lo vedi che ulteriore botto fai..
    Voglio dire: di Veltroni ho sempre pensato il peggio. Ma fermiamoci a dire che non era il mio genere di retorica politica. Però sapevi quali interessi serviva, dall’immobiliarismo romano alla finanza nazionale, a ciò che ancora restava delle grandi imprese. Roba e gente di queste parti che aveva interessi in Italia. Renzi è un’altro fenomeno. Di Serra si dice che, a parte il nome italiano, non abbia messo che una mezza dozzina di volte piede in Italia da quando è laureato.Di Gutgeld che, vista la rete McKinsey, sia più incline a telefonare a Chicago che a Roma. Mai mitizzato il voto ma quando si vota senza alcuna reale cultura politica, e tantomeno informazione, poi si dà il potere a questa gente. Poi non te la puoi prendere col populismo, qualunque cosa sia davvero, se qualche altra forza politica riempie i vuoti che lasci. In Italia e a Livorno.

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