BUONE PRATICHE E MODELLO ” REGIONALE “

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da La Nazione
CENTRO DEMOCRATICO-ASSOCIAZIONE «CONFRONTO» GIANFRANCO LAMBERTI STIMOLA IL DIBATTITO NEL CENTROSINISTRA
«Quando ero sindaco avevo la verifica ogni anno…»
«LA POSIZIONE DEL PD mi sembra in evoluzione. Ma la linea indicata dal segretario Jari De Filicaia mi pare condivisibile: prima si parla di programmi facendo il conto delle cose fatte e non fatte per vedere da dove ripartire». Gianfranco Lamberti con l’associazione «Confronto per Livorno» è dentro al dibattito sulla coalizione. In questi anni c’è stato un lento ma continuo avvicinamento al Pd e, in consiglio comunale, spesso il suo voto è servito alla maggioranza per portare a casa provvedimenti importanti. E’ quella che Lamberti definisce «la fase buonista» della sua attività politica dopo il feroce scontro che è andato in scena alle ultime elezioni amministrative dove l’ex sindaco sfidava il secondo mandato di Cosimi.
Si è fatto un gran parlare di questa verifica di fine mandato per il sindaco Cosimi. Lei che è stato sindaco per dieci anni, che ne pensa?
«Ogni anno facevamo delle schede operative sul progetto di città nel programma dell’amministrazione comunale. Era un appuntamento annuale per definire cosa avevamo fatto e cosa no. Al di là dei toni, mi sembra una cosa normale e Cosimi era sempre in prima fila in qualità di segretario Ds. E’ prevista per legge, l’ha detto anche Cosimi. E’ normale che De Filicaia dica facciamo un bilancio dare-avere. A margine, però, sono incuriosito di sapere cosa, fino ad ora, il Pd nonha capito. Da tempo dico che sono state fatte cose senza né capo, nè coda…».
Ma lei sarà della partita se il Pd deciderà di fare primarie di coalizione?
«Le primarie se saranno di coalizione vanno definite con la coalizione che va costruita. E’ corretta la proposta fatta da Sel delle primarie delle idee e Jari le ha messe in agenda.
Le primarie di coalizione sono una novità storica per la città».
Sì dunque alle primarie di coalizione, aperte agli elettori…
«Non serve impiccarsi a numeri cervellotici di firme, mi sembra trasformare la politica in un formalismo burocratico. Se sono logiche interne al partito se la vedano come credono. Servono primarie aperte, stile Renzi, per portare gente a votare. Se il risultato però precostituito allora attenzione, perché non andrà a votare nessuno. Il risultato deve essere contendibile».
Centro Democratico e l’associazione Confronto che faranno?
«Nelle prossime ore definiamo la nostra piattaforma. Una scheda sulla quale se ci sarà l’apertura che Jari ha dichiarato.»
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3 Responses to BUONE PRATICHE E MODELLO ” REGIONALE “

  1. henry w.brubaker ha detto:

    Qui mi pare che piu’ delle schede operative si rimodulino schede urbanistiche (tipo quelle del comparto Odeon /Jolly)o patti territoriali stornandoli (attraverso Spil) sul calco di Pensiamo in Grande senza che il Consiglio Comunale abbia potuto minimamente interloquire alcunchè.Sono le leggi dell’ipermaggioritario che il leader telematico di S.Maria Novella vorrebbe trasporre sul piano nazionale.(il Sindaco d’Italia o il Mattarellum senza lo scorporo del 25%)Tutto in Giunta,altro che politica.E non tiriamo fuori le storie delle burocrazia che imbriglia i progetti,per favore.Oggi sono d’accordo con Caputo de La Nazione.Sostituiamo il Consiglio Comunale con una Spa (del benessere)tanto ormai il piu’ in città è fatto (vedi varianti anticipatrici Montenero,Ospedale ,Nuovo Centro);che altro ci sarebbe da fare,uomini del modello regionale toscano?Non so che cosa riuscirà a tirar fuori il prode De Filicaia (che confonde clamorosamente gli Enti pubblici con le controllate)dal processo Cosimi,ma certo di fronte all’insostenibile marmaglia che esce fuori da Facebook (con personaggi incredibili ,anche del passato,che cercano di dettare la linea)mi pare che non esca fuori nulla di promettente.

  2. La crisi di questa maggioranza in questi anni sta proprio nel circuito perverso di una gestione politico amministrativa che non ha avuto la capacità di chiede cose chiare e verificabili ad una tecnostruttura in larga parte insufficiente. E di una guida politica nel complesso , con le solite e dovute eccezioni, non in grado di fissare obbiettivi seri, concreti e verificabili sui quali misurare l’efficienza e la produttività della macchina.
    Una confusione di ruoli sui quali l’arroganza supponente ed irresponsabile di dirigenti che non mi aspettavo in questa dimensione ha dato pessima prova. Una arroganza supponente di cui non avevamo avuto percezione a suo tempo. Con un sistema delle partecipate che, abbiamo fatto battaglie anche solitarie su SPIL e non solo, deve essere completamente e radicalmente rivisto. Con nominati turisti per caso sul nostro porto, di cui abbiamo scritto a dismisura. Se ora, seppure con modalità che spesso ci lasciano esterrefatti, si arriva a condividere queste analisi, non posso che esserne contento.
    Quanto poi al fatto che basti un CDA per amministrare la città, beh mi sembra un ragionamento del tipo ormai non c’è più niente da fare ed un saluto alla democrazia. Ragionamenti da paradosso amaro e decadente, rispettabili, ma fuori da una cultura cui appartengo da una vita.
    Certo, i Consigli Comunali vanno fatti funzionare e devono garantire presenza adeguate all’impegno, meno improvvisatori e turisti per caso. Con le ovvie ed al solito dovute eccezioni. Ho spesso citato Giannini, che è stato portatore di una originale posizione con solide radici culturali di sinistra.
    L’uso tragicomico e maldestro della rete, poi, ha aggiunto elementi grotteschi. Negli ultimi giorni quasi al servizio di abili e simpatiche croniste. Devo dire che le giovani signore della carta stampata locale sono una nota certamente positiva ed anche spiritosa, di una fase altrimenti deprimente.
    Ora si deve costruire uno scenario nuovo, inevitabilmente e, su questo HB mi trova concorde, non mi interessa proprio il processo o presunto tale a Cosimi.
    MI interessa capire come andranno a votare i livornesi tra qualche mese. Se saranno messi nelle condizioni di farlo potendo capire davvero cosa scelgono, da quale situazione partono e quali scelte fortemente innovative possono valutare e condividere. Peggio sarebbe se fossero calati a forza dentro un bailamme incomprensibile di spot di ogni tipo, dominato da scontri a volte fittizi tra personaggi improbabili, ma non così improbabili da non avere un occhio sempre vigile allo strapuntino prossimo venturo oppure agli indici edificatori, alle consulenze , ai progetti milionari e via dicendo.
    Quelli che mi preoccupano non sono quelli che si espongono e magari mostrano anche limiti ed inesperienza, mi spaventano le presenze dietro le quinte, che alla fine un tornaconto lo trovano sempre. Franza o Spagna.. con quel che segue. Primarie aperte davvero e di coalizione, fuori dai gruppetti nascosti dietro una porta, su programmi inequivocabili possono essere un antidoto efficace.

  3. St. John ha detto:

    >mi pare che non esca fuori nulla di promettente.

    hb, ti capisco ma mi sembra sia il momento del rispetto per la futura opposizione che, a fatica e con molti stenti, sta cercando di darsi un capogruppo :) Carica che non potrà non coincidere con un candidato sindaco per onor di firma, giusto per garantire, una volta sugli scranni del consiglio, la transizione post-regime.
    La (fin troppo) matura democrazia nata dalla resistenza almeno questo lo permette. Dopo sarà come dover rimettere in piedi Dresda i mesi successivi al famoso bombardamento. Ma il senso di libertà, di creatività, persino di gioia collettiva dato da non avere più questi al potere sarà immenso e farà persino miracoli. Anche se dopo ci sarà da pedalare, ovvio.
    Personalmente preferirei che a fare il lavoro necessario ci fossero le bimbine visibili dal secondo 0,06 al 0,38 del filmato. E che per i dirigenti Pd, delle partecipate, delle variantine, delle nomine ci fosse prondo un defilé genere spoil-system profondo oriente come dal secondo 0,51del filmato fino al minuto 1,10. Ma non si può avere tutto nella vita e gli occidentali di oggi hanno molto senso dell’asetticità nei cambiamenti di potere. E quindi va bene anche con la scheda nell’urna. Ma per il resto basta, Livorno non ha fatto nulla per meritare riti mortiferi quali il perpetuarsi del potere Pd. Anzi, una buona occasione per infliggere una prima seria sconfitta al borioso fiorentino. Il filmatino citato:

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