LA STRAORDINARIA MARCIA VERSO LA BEFANA

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Gianfranco Lamberti

Non ci sono fuochi d’artificio, in questa fine d’anno a Livorno. Ci sono fuochi tristi da accampamento di senza casa, tanto per sopravvivere.
Ci rimane al più un po’ di ironia , che ci aiuta a non prendere troppo sul serio i frutti di questa stagione sconclusionata e declinante. Come la sarcastica descrizione della carica dei sessantenni per fare il sindaco, con tanto di assessorati prenotati e prenotabili, nella straordinaria marcia guidata da chissà che verso l’epifania.
Perché in questa terra dei fuochi fatui , secondo la suggestiva descrizione che leggiamo sulla Nazione, poi alla fine dovrebbe davvero arrivare la Befana e portare qualcosa a tutti, e risolvere la questione senza tanti problemi. In fondo un posticino si trova a tutti, e figuriamoci, alla faccia delle primarie e della nuova stagione del PD. Spero proprio che non sia questa la prospettiva. Non dovremo aspettare molto per capirlo.
Ma nella eventualità suggerirei al Tirreno, nella tradizionale classifica di fine anno , di mettere tra chi sale in questa città, integrandola con una edizione speciale, proprio la Befana.
Si perché alla fine, se davvero fosse questo lo scenario, chi deciderà il prossimo sindaco sarà la Befana, che nessuno ha ancora capito davvero chi è, ma che tutti sanno a cosa serve e che per questo si aspettano possa distribuire qualche pacco.
A meno che alla fine non sia proprio la Befana a candidarsi, dopo aver capito e dimostrato che sono tutti più o meno alla ricerca del pacco regalo.
Brutto scenario, che spero proprio non si realizzi.
Alla fine diventerebbe un gioco al ribasso, da fiera paesana.
Mentre ieri leggevo le due pagine che il Corriere della Sera dedica, nello spazio riservato alla Cultura, a Marco Cavallo ed alle battaglie contro i muri dell’ignoranza e della segregazione che sta ancora cercando di abbattere, ripartendo da Livorno.
Ci ricordiamo Basaglia e quando Livorno anticipava battaglie di civiltà che hanno fatto un pezzo della nostra storia patria, con Peppe Dell’Acqua, ancora qualche giorno fa con noi sul porto per imbarcare il cavallo azzurro, insieme ai ragazzi di Lamberto Giannini, in un viaggio di cui oggi parla l’Italia.
E’ ripartito da qui, pensando ad una Livorno in cui era la cultura e la voglia di cambiare e di abbattere i muri del conformismo e dell’opportunismo, ad essere protagonista. Una Livorno che è difficile riconoscere da quello che si legge in questi giorni ( e che si è letto in questo anno, con sparute eccezioni ).
Rischiamo di passare dalla Livorno di Marco Cavallo a quella della Befana.
Una questione di cultura, politica e non solo, in fondo e come sempre. Come dicevano in ultimo SJ e Kinto, anche prima di aver letto la stampa di oggi.

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3 Responses to LA STRAORDINARIA MARCIA VERSO LA BEFANA

  1. henry w.brubaker ha detto:

    Uno scenario che si commenta da solo.Non so chi sia quell’ex consigliere di Forza Italia che sta raccogliendo firme per chicchessia,nè conosco le intenzioni dei tre magnifici assessori che tengono ostinatamente in scacco le redazioni dei giornali da qualche settimana a questa parte.C’è il rischio di primarie burletta,ma il problema sta alla radice,cioè l’incapacità ormai strutturale dei partiti (e in particolare del maggiore)di indicare una strada/progetto che non sia quella dell’autoriproduzione di piccole e grandi urne per legittimare il nuovo uomo al comando.(con il suo cerchio magico di riferimento).Lo stesso Letta spaccia tutto questo per partecipazione,ma sappiamo che trattasi solo di un viagra pre-elettorale.E dopo che succede?Non so neanche chi sia la Befana cui cenna Lamberti;so soltanto che il comatoso prolungarsi della stagione di Cosimi(colpa anche delle opposizioni che nel 2010,a seguito del cambio di maggioranza, avrebbero dovuto quanto meno chiederne le dimissioni) ha prodotto un effetto serra mortale per qualsiasi componente teoricamente vitale della città.Basta guardarsi intorno.Non c’è un progetto che è partito.Basta guardare l’interessante e analitica graduatoria di Italia Oggi che ci colloca al 62esimo posto in Italia con esiti assai negativi per aziende,servizi ambiente e ovviamente sanità.E non parliamo di territorio con la surreale colonizzazione di supermercati e villette a schiera in una città immobile anche sotto il profilo imprenditoriale.Nel ’14 ne vedremo belle.Altro che sessantenni di belle speranze.Buon anno a tutti.

  2. Alessandro Latorraca ha detto:

    Tempo e parole sprecate, purtroppo. Si purtroppo perchè viviamo in una città che sta annegando e i gossip della politica taroccata proprio non risolvono nulla di quello che ci attende.
    Un partito, il mio, per ora, allucinato da enfatiche figure che se non facesssero pena sarebbero ottime per un film dell’amico Paolo Virzì.
    Siamo caro Gianfranco inevitabilemnte in una crisi senza via d’uscita. Comunque vadano le cose, almeno che non si realizzino alcune proposte che stiamo cercando di mettere in piedi, ma difficili da realizzare se fatte da una parte minoritaria del partito, penso che l’unica cosa che sapremo garantire, in caso di vittoria (sic!), a questa città sarebbe solo una lunga continuità nell’azione di governo (leggi Angella o altri). Nessuna chira rottura, nessuna nuova capacità di leggere e capire questa città così complicata, così sola. Non per colpa ma per formazione. Ma che cavolo possono dirci di nuovo su globalizzazione, politica finanzuiaria, strategie di marketing del territorio? Nulla. O forsa saprebbero darci indicazioni su territorializzazione dei servizi sanitari e intensità di cura; o forse saprebbero dirci come si applica il modello Toyota alla sanità che sta nascendo?
    Poi un fronte di opposizione che ostaggio di se stesso potrebbe paradossalmente favorire la continuità e la vittoria del PD. Perchè ditemi , con tutto il rispetto e la stima per la persona, che novità è ad esempio l’amico Marco, di Città Diversa?. O altri che si sono aggirati per anni senza intaccare minimamente il monolita PD.
    Allora la necessità di freschezza è la necessità di elevare il livello del confronto, il livello culturale; riscoprire una classicità della politica che nasce dalla riscoperta di una politica etica, pesante, culturalemnbte figlia di formazione, studio e confronto, proprio come sto leggendo in un libro che pone in parallelo le figure di due “apostoli della politica” quale furono Sturzo e Gramsci, figuratevi che pur essendo quasi coetani non si sono mai incontrati di persona eppure toccarono punti di convergenza nella loro visione pur diversa quasi insospettabili.
    O forse come mi sta balenando nella testa da un pò di tempo lasciare che le cose vadano come debbano andare e ritirarsi nel tranquillo “non expedit”; vedremo, il tempo c’è, certo non quello della Befana ma quello della storia.
    E forse caro SJ è arrivato il tempo di correre su prati diversi, completamente inesplorati; mi auguro possa essere così..magari con un linguaggio un pochino più classico.

  3. Kinto ha detto:

    Quanto raccontato oggi con grande accuratezza dalla Nazione,
    e’ cio’ che scrivevo ieri.
    Henry immagino sia ironico quando dice di non capire chi siano i personaggi con questo fatidico pacchetto di firme
    che immagino tengano in una cassetta di sicurezza in Banca.
    mi chiedo cosa abbia a che fare un partito con queste sembianze
    con quello auspicato dal nuovo segretario Renzi,
    e con chi ha vissuto l entusiasmo
    nel votarlo a Primarie aperte.
    Mi chiedo perche’ non si possano fare Primarie aperte non solo agli iscritti ma anche ai simpatizzanti come sono Io ad esempio.
    Sarebbe la piu’ alta e democratica forma di partecipazione,
    altro che una città ostaggio di correnti e pacchi dono da distribuire.
    Sarebbe cio’ che si augurerebbe anche un autorevole esponente del Pd come Latorraca,se non capisco male.
    come dice anche Bettinetti sempre del Pd.
    Altrimenti non capisco dove sia la differenza
    tra un partito ed una societa’ a capitali privati e quote partecipative,mah?.
    E poi mi si consenta ,ma dov’e’ il RINNOVAMENTO se si parla solo di politici sulla scena da 30 anni,
    dov’ e’ la discontinuità con Cosimi che brindava con la Bolognesi fino a ieri,e lo fara’ probabilmente anche stasera?
    E che si prenotino gia’ oggi come
    fossero portate del cenone di Capodanno assessorati,
    e’ a dir poco vergognoso.
    Pero’ io credo e mi auguro ci siano sempre margini per aprire a tutto
    un popolo di centro sinistra che si augurerebbe di partecipare alla designazione del prossimo candidato Sindaco di Livorno.
    Saluti

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