” SENZA PERDERCI IN CHIACCHIERE E SPOT “

 

 

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Gianfranco Lamberti

Il rendiconto di fine mandato, quello delle cose fatte e non fatte, lo vedremo alla fine di questi dieci anni in Consiglio Comunale.
Ma non credo sia questo, oggi, il punto. Visto che la discontinuità è prevista per legge.
Del resto ho preferito andare a sentire cosa dicevano al convegno di SEL, pur avendo avuto un invito contemporaneo da Forza Italia.
Sono infatti assai curioso di capire come è possibile contribuire a costruire un programma ed a sceglier un candidato sindaco, che faccia vincere il Centrosinistra alle prossime elezioni amministrative.
Non credo che sia il tempo di larghe intese e figuriamoci se lo è a Livorno.
Dice bene Yari, ieri al tavolo di SEL, che non basta, se fosse questo il problema, cambiare una squadra su cui si dà un giudizio negativo, il punto è con quali contenuti e con quale credibilità degli interpreti.
Con l’obiettivo, lo dicevo ieri sera, che il candidato del centrosinistra sia uno solo, scelto attraverso un percorso rapido e partecipato. Programmi precisi e primarie di coalizione.
Ci sarà soprattutto da evitare equivoci programmatici, che impedirebbero l’innovazione necessaria. E la principale innovazione, non per imitare Crozza/Renzi, sarà la politica del fare. Con scadenze e rendiconti di cose fatte per davvero.
Certo, poi c’è il sogno e la visione, ma su quello Virzì batterebbe tutti. Ma non credo proprio che sarebbe il miglior sindaco possibile, per succedere Cosimi. Ho altre e ben precise idee. Così come le avevo alla fine del mio mandato, senza equivoci possibili, per nessuno.
Andrea Ghelarducci è un giovane dirigente politico che credo proprio possa rappresentare un punto di riferimento significativo, in un gioco di squadra del centrosinistra livornese, che non veda tutti giocare nello stesso ruolo. Ovvio, ma da comprendere bene.
Ma per fare una squadra, condividendo la posizione di Yari e del PD tutto che oggi rappresenta, occorre condividere con chiarezza cosa bisogna fare , capendo e spiegando ai livornesi , cosa sarà possibile fare davvero e cosa no..
Ieri ho citato il PRG del porto appena adottato, un punto di partenza inevitabile e non equivocabile. Sul quale non si può stendere nessun velo.
Poi, certo, c’è da capire ad esempio come si ricalibra il rapporto pubblico/privato senza regali a nessuno e senza conservatorismi fuori del tempo, in un serrato rapporto con l’area vasta e la Regione. Senza giochi degli specchi di nessun tipo e per nessun obbiettivo che non sia descrivibile in un documento pubblico. I gossip non valgono niente, ma solo quando si dicono e si scrivono chiaramente le cose da fare e quelle da non fare. Senza ambiguità.
Ecco un punto da cui partire per fare un programma condiviso di centrosinistra per la città futura. Un esempio solo. Ma che serve a capirci. Nello spirito della tavola programmatica di ieri, proposta da SEL. Avremo per fortuna poco tempo per girarci intorno e trovare la quadra. Senza perderci in chiacchiere e spot.

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