SCENARI DA CAPIRE E VOGLIA DI RISPOSTE

e

di St.John

Nella tenda ad ossigeno la sinistra livornese vive di voci. Più sono fuori dal mondo più se ne nutre. E più sono pittoresche più ne parla. Meno poi ci capisce del mondo reale ovviamente. Allora ci vuole pazienza e senso dell’amiciza.Personalmente, visto poi che non è un mistero che mi onori dell’amicizia con Infoaut (sono stato intervistato da Radio Blackout anche la scorsa settimana), posso dirti che i forconi li sto “leggendo”. Non solo, in un testo a due che finalmente vedrà le stampe, ho la parte etnografica curata da un collega dove c’è un lavoro sui forconi siciliani del 2012. Pari pari oggi abbiamo visto lo stesso, infatti andrà messo l’aggiornamento prima di uscire in stampa. A me fanno sorridere sindacati che esistono ormai solo sui tavoli o sulla stampa, come la Cgil, o personaggi del (si fa per dire) conflitto ripescati dalla naftalina (come Landini) cercare di esorcizzare i forconi. O la solità, anche se rattrappita, Unità parlare di fascismo. Il quotidiano che, in tempi non sospetti, ha combattuto strenuamente il comunismo e i comunisti in Italia ha una accumulazione originaria di delirio tale che può dire quello che vuole :)
Non sottovaluto certo personaggi inquietanti, alcuni solo pittoreschi, o la presenza di gruppetti fascisti. Ma vedo prevalente il desiderio di scatenare un effetto centrifugo nelle istituzioni che catalizza strati sociali sia differenti che contigui. Te guarda Torino: tutta la filiera bancarellai, trasportatori (ai bancarellai), negozianti (che servono bancarellai e trasportaori) ha fatto sciopero. Poi si aggiungono studenti, precari, ultras etc. E’ un pezzo di Italia ma quale? Meno fascista di quanto si creda: altrimenti non vedresti sventolare la costituzione o l’immagine di Pertini su Facebook (che tutto questo vada assieme a Casa Pound o chi invoca il golpe è chiarissimo a chi conosce la società centrifuga attuale dove tutto si mescola). Solo che è l’Italia che è stata espulsa dalla politica ufficiale di oggi che vive blindata nel percorso protetto “elettorato d’opinione-supporto del governo alla governance europea”. E’ un’Italia che ha ingrossato le sue fila negli ultimi anni e che è destinata a vedersele ingrossare. Il pisano furbo sa che è così. Sono meno furbi quelli che credono a Letta. E zero furbi i piddini che ufficiamente invocano solo polizia. Perchè lo scenario di oggi è quello di 2012 di Emmerich: le élite si salvano e il resto affoga (guardatelo o riguardatelo è la metafora del nostro futuro). E la gente l’ha capito. I forconi hanno tre scenari davanti: 1) sciogliersi per il pranzo natalizio 2) prendere un sacco di legnate dalla polizia 3) scatenare una piazza Tahrir italiana. Ibridi tra i tre scenari sono possibili.

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5 Responses to SCENARI DA CAPIRE E VOGLIA DI RISPOSTE

  1. henry w.brubaker ha detto:

    No,St John,non ti ci vedo a fare il Re Magio “renziano” in Borgo San Jacopo stile Battocchi.Al momento i Forconi sono l’aggiornamento in itinere degli indignados del Nord Est,delle partite Iva travolte dalla crisi.e dall’euro leggero.Persa la tutela della Lega,hanno ulteriormente spaziato il loro campo d’azione e forse definitivamente rotto il tappo della territorialità della protesta..Chissà che Chiavegato (quello che gira in una Jaguar non sua) non riesca in quello che non è riuscito a Bossi (scontando le sue origini lombarde)e in parte a Forza Italia quando tento’ di allearsi con la Lega del Sud di Bagarella nel 93/94.Ho la sensazione che questi non mollino perchè probabilmente non hanno piu’ nulla da perdere sotto l’aspetto patrimoniale.Il debito sta mordeno l’azienda.cioè la loro vita.E il nodo scorsoio dell’Iva li ha definitivamente strangolati.E dentro ci sono effettvamente tutte le filiere del disagio.La loro possibilità di successo è direttamente proporzionale all’auto blindatura del sistema politico istituzionale nella cordiale intesa Renzi Napolitano Letta.”legittimata” dal voto qualunque di poco piu’ di due milioni di italiani.Chissà cosa ne pensa Babbo Natale Battocchi,l’ispiratore della doppia rotatoria di Viale Sauro.Con quanto ne è sfortunatamente conseguito.Un po’ di sobrietà ogni tanto non guasterebbe.

  2. Ludom ha detto:

    Mi corre l’obbligo di correggerti su due punti, hb ;-)
    Innanzitutto chi va in Jaguar è Calvani, quello dell’Agro Pontino, un personaggio molto pittoresco per seguire le orme di Santo. Chiavegato è quello di Veneto Indipendente, tornato di recente alla guida della L.i.f.e. Altro bel tomo, che rappresenta non tanto l’aggiornamento in itinere degli indignados ma proprio quell’indignados lì e le partite Iva travolte dalla crisi. Gli aggiornamenti caso mai sono altrove, almeno mi sembra.
    Anche Santo, riferendosi ai Forconi 2012, afferma che “pari pari oggi abbiamo visto lo stesso” ma non sfugge a nessuno che i vari “centrifugati” vengano a contatto in modi sempre nuovi, che non si tratti solo di una semplice, progressiva quanto confusa, addizione dei vari segmenti della filiera del disagio ma che si vadano profilando, se non ancora saldature, certo amalgame ardite e inedite come quella che intravedi fra realtà regionali mai percepitesi solidali. Solo il centro italia renziano sembra per ora immune.
    L’altro appunto è che se quest’entente Renzi Napolitano Letta c’è non è esatto dire che sia stato legittimato dal voto qualunque di poco più di……(voto qualunque, se non è un refuso, è proprio un bel giudizio) ma dal voto qualunque del 68% di poco più di………I civatiani certo non erano su quella linea e i cuperliani, magari a dispetto del buon Cuperlo, sarebbero finiti per promuovere un’intesa ancora più ferrea e terrificante.
    Infatti, forse mi illudo, ma spero che quell’intesa non ci sia e che Renzi sia (e a suo modo lo è) quel tanto “populista” che gli basti drizzare le antenne per capire che il tempo è veramente limitato e non consente ulteriori blindature. Con quel che bolle nella pancia della società italiana e le incognite scadenze che si profilano per l’ economia planetaria e locale, sei mesi di immobilismi e blindature e Mr Bean è cotto e mangiato. Invece se si svincola al più presto ce la può ancora fare e con lui il suo partito. Se torniamo presto al voto e provano a vincere (o un l’hanno eletto perché con lui si vince!), se cambia maggioranza e governo, se da anche solo un piccolo sfoltimento e bella spazzolata, anche solo generazionale, negli assetti dirigenziali dell’enorme apparato statale, per un altro po’ vanno avanti e provano a giocarsela.
    Dici: e a te che te ne frega? Nulla, ti assicuro nulla! Solo che spero di guadagnare un po’ di tempo perché possa maturare la consapevolezza non tanto negli attuali leader del 9 dicembre, che penso sarebbero saggi a far rifluire il movimento, ma in quel pezzo d’Itala espulsa dalla politica, respinta ai margini dalla società centrifuga, che il capitalismo nella sua “naturale” evoluzione finanziaria non cela più la sua autentica natura. Non è la società dei due terzi, come è riuscito a farci credere nella seconda metà del secolo scorso, ma è nella sua essenza, quella del 10 per cento, quando è grasso che cola!
    Se questa consapevolezza cresce, e non è impossibile, è già piuttosto diffusa, non è che i problemi sarebbero risolti, anzi comincerebbero, ma forse potrebbero essere scongiurati gli epiloghi peggiori e più bui.
    Ora, però, meglio rifluire. Tanto il paese non mi pare siano riusciti a bloccarlo e la mobilitazione è stata già lunga e tende inevitabilmente a indebolirsi. Se perseverano adesso rischiano solo di fare danni incalcolabili che manco vogliono e oltretutto, siccome certi epiloghi nefasti non sono ancora attuali, lo scenario più probabile per loro sarebbe il secondo di Santo, magari coi poliziotti con le lacrime agli occhi.
    Vi ringrazio davvero, ambedue. Mi avete offerto spunti di riflessione e riflettere, indipendentemente dalla qualità del prodotto, è un piacere in sé.

  3. St. John ha detto:

    Vedi Ludom, peccato uno ci dedica giusto i ritagli di tempo ma sto cercando di capire quanto il meccanismo target 2, che regola il sistema di pagamento interbancario dell’eurozona, incida sul debito pubblico. L’allarme è stato lanciato da Sinn (economista tedesco) e dal financial times un paio di anni fa. Il bello è che leggevo un blog di un ex bocconiano, presidente di una società di private equity che sosteneva, con argomenti a mio avviso convincenti, che sia Sinn che il FT hanno trattato solo superficialmente il problema. L’impressione è che a) il deficit delle partite correnti, frutto di una moneta che è unica mentre i surplus delle transazioni finiscono solo al paese europeo che vince (come se la Lombardia si tenesse il surplus delle partite correnti con la Basilicata) l’Italia se lo paghi tutto (in una complessa partita di giro) con il debito pubblico perchè b) l’euro per la banca centrale italiana è come una moneta estera, può essere coniato solo dalla Bce, e se l’euro manca grazie al deficit delle partite correnti va letteralmente acquistato da Bankitalia presso la Bce..e se Bankitalia non puo’ stampare denaro può comunque solo rivolgersi al pubblico (come avvertono alcuni, nell’ultima manovra Monti) poi c’è c) solo una compiuta unione bancaria può rendere meno iniquo questo sistema..ma leggevo giusto ieri sullo Spiegel la Merkel non vuole veramente l’applicazione dell’unione bancaria. Diciamo che si tratterebbe di rendere politico il problema delle banche..la vedo dura :) Non a caso quindi Pissarides, economista, premio Nobel, ex sostenitore dell’euro ha detto “smantelliamo l’euro perchè smantella le economie e i paesi”. Ora siamo invece nella morsa dei due Matteo: Renzi, che intrattiene il gentile pubblico con bischerate nella deferenza reale verso Frau Merkel, e Salvini la cui ipotesi di uscita dall’euro assomiglia all’offerta di un pescecane di farti fare un giro sulla pinna. A parte Salvini che è un poveretto, segretario di un partito che fa fatica a risalire, il Renzi si mostra maestro dell’intrattenimento inutile. Guardate la Germania: ha un quadro politico eletto secondo una legge che, per i Renzi, é uno scandalo. Ci ha impiegato oltre tre mesi per formare un governo dopo le elezioni (altro che “la sera delle elezioni bisogna sapere chi governa”), Ci vogliamo scommettere che avere il coltello dalla parte giusta in tutto questo meccanismo di circolazione della ricchezza è l’unica garanzia di stabilità politica?
    E’ quando si offre agli italiani la possibilità di sbranarsi su scemate (far sgonfiare i Fiorito o l’ultima puntata della saga ventennale della legge elettorale) che si evita di parlare della cose serie. Ovvero che il Renzi, vedi visita di luglio, è un sottomesso di frau Merkel, che ripete, tradotte in fiorentino dal tedesco, quello che Berlino, e qualche fondo alle Cayman, vuol sentir dire in Italia. Magari, come il pisano furbo, il tutto condito con frasi del tipo “l’Italia deve pesare di più in Europa”, ottima per i creduloni e per chi sa codificare i messaggi.
    Sui forconi si può constatare come le differenze, nella composizione della protesta, possano prevalere. Ma la crisi, che non sarà risolta nè a breve nè nel medio periodo, alimenta questi comportamenti. Faccio notare come siamo passati, dall’inizio della crisi, da una dura protesta dell’autotrasporto (contro il governo prodi, dicembre 2007) ad una dell’autotrasporto che fa anche da veicolo alla richiesta di dissoluzione del parlamento. Passando dal blocco di una regione (la Sicilia) da parte di tutte le categorie (da pescatori a studenti) meno di due anni fa. Più i frigoriferi si svuotano senza riempirsi, più i bancomat sono inservibili e più si moltiplicano e si evolvono forme come i forconi. Calvani è più da film di Buzzanca che altro ma Ferro e Chiavegato in tv bucano lo schermo. E, se non è oggi è domani, una nuova aggregazione di forconi è dietro l’angolo. Se a questa gente si intende rispondere con la legge elettorale, notoriamente poco convertibile in buste della spesa piene, vedo tempacci.

  4. henry w.brubaker ha detto:

    La fase post orgasmica della decadenza di Berlusconi fa evidentemente accettare di tutto,di piu’.Strepitoso pensare che il gruppo Repubblica L’Espresso si infervori per Renzi (letto un terribile articolo di Renzo Guolo oggi sul Tirreno)..Se Berlusconi avesse sollecitato il collocamento del titolo della Moncler di fronte ad una Assemblea di Forza Italia sarebbe caduto il mondo(lo fece esplicitamente per Enel,se non ricordo male).Oggi tutti evidenziavano il balzo della Moncler con quella sceneggiata dei fotomodelli in piumino di fronte alla Borsa.Davvero un buon inizio per il nuovo riformismo di sinistra,mentre l’Istat ci parla di stanze non riscaldate d’Inverno. e furti mirati nei supermercati.E mentre il leader di Moncler (probabile finanziatore del fiorentino,a questo punto,)si rotolava nella rivalutazione miliardaria del titolo,Napolitano ordinava il fermo macchine per tutto il 2014.Qualcosa non quadra.Presto lo vedremo.

  5. henry w.brubaker ha detto:

    p.s,complimenti a Nebbiai per le dichiarazioni odierne sulla riscossione anticipata della Tares.Da vero statista.

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