” PERCORSI DI PRIVATIZZAZIONE A TAPPE FORZATE “

 

Unknown

 

 

Gianfranco Lamberti

La politica cittadina deve fare i conti con tutto quello che ci gira intorno, nel mondo in Europa , in Italia ed in Toscana. Il contesto, si diceva una volta e su questo siamo tutti d’accordo, almeno quelli che ci leggono e scrivono. In ultimo Alessandro Latorraca.
Però, mentre noi cerchiamo giustamente di volare alto, ci sono quelli che pesano il prosciutto ogni giorno , senza girare troppo intorno al lume, oppure girando sempre intorno allo stesso lume.
Basta leggere Antonio Fulvi sulla Nazione di oggi ed il suo bell’articolo assai importante e documentato sui destini possibili dell’ex silos / porto2000.
Se qualcuno aveva bisogno di una spiegazione, anche per non addetti ai lavori, delle preoccupazioni che abbiamo manifestato dovunque, per un percorso di privatizzazione a tappe forzate e tanto di advisor in corso d’opera (piani urbanistici e non solo) è servito.
C’è poco da impermalirsi allora, visto che magari a Genova tante storie non le conoscono.
Il 9 in Consiglio ne parleremo con la massima chiarezza e senza equivoci. In streaming. Del resto non a caso ho ricordato quanto sia stata e sia lontana Livorno da Sesto San Giovanni. Non certo per coincidenze fortuite, ma perché abbiamo sempre saputo collocare nel modo giusto le decisioni amministrative e gli interessi privati. Senza conservatorismi, figuriamoci, ma anche senza ambiguità.
E se la questione delle privatizzazioni da fare nel modo giusto fa parte anche del dibattito tra Renzi, Cuperlo e Civati, non è certo un argomento campato in aria o fuori contesto.
Tanto per rimanere con i piedi per terra ancora una volta e non occuparsi solo di massimi sistemi futuri , trascurando le minime convenienze attuali di chissà chi ( minime come dignità istituzionale, non certo come entità economica! )

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2 Responses to ” PERCORSI DI PRIVATIZZAZIONE A TAPPE FORZATE “

  1. Ludom ha detto:

    Lo sberleffo degli avversari politici lo trovo deprimente. Una figura tipica ne è l’allusione semantica suggerita dai cognomi o il loro storpiamento alla ricerca di irridenti “onomatopee”. Un vezzo da “intellettuali paglietta”, si sarebbe detto un tempo.
    Eppure, quante volte anch’io ci sono caduto. In verità, perdonare, almeno minimizzare, sarebbe d’obbligo anche qualora si fosse in grado di scagliare la prima pietra.
    Altra cosa e peggiore è l’offesa gratuita, l’insulto immotivato, fuori luogo, fuori tema, fuori ogni criterio di giudizio. Per questo, permettetemi di esprimere vicinanza, prossimità e fratellanza a un amico che non ne ha alcun bisogno, altrimenti non sarebbe un mio amico. Siccome ci dilettiamo di politica però, che qualche problema di comunicazione c’ha da essere stato, caro amico mio, sembra molto probabile e in politica, tu mi insegni, è un fatto importante.
    Pasquale continua a sottolineare l’improbabilità, per non dire inconsistenza, degli attuali scenari di “alternative di governo”, io che invece continuo a dare dell’anacronistico, fuori tempo massimo (a suo modo, anche se incomparabilmente diverso, simile in ciò a Cuperlo) al buon Di Filicaia, mentre magari Lamberti trova vieppiù argomenti e riprove che proprio Lui sia il “punto politico di riflessione” a dispetto del modesto riscontro che trova nel suo stesso partito, riprovando con ciò di starne salutarmente fuori.
    Santo, da parte sua, senza mai rinunciare a quell’iperboli analitiche proiettate nei decenni, 2024/2040, che tanto e “insolentizzante” fastidio suscitano in “giovani compagni” e che, pur utili, mi fanno a volte un po’ l’impressione delle opinioni su quante volte il circolante superi il Pil mondiale, conserva la saggezza (lo studio è l’antidoto migliore alla stupidità, migliore anche dell’intelligenza) di suggerire il terreno delle riflessione “minimale” sui dati e gli strumenti di analisi raccolti per un confronto minimamente fondato e proficuo sul futuro della città…………..poi, Sant’Iddio, ognuno conferisca la sua messe.
    Perché capire che intorno alla Porto 2000 si stia giocando, una partita decisiva per gli assetti di potere in città, e che quel terreno non può essere eluso da chi si prefigge di governare, naturalmente è giusto. Come, in questa prospettiva, sarebbe utile mettere qualche “zeppa” sulla vicenda della Camera di Commercio ma, pure qui, pare che anche i più solidi “partiti di governo”, caro Pasquale, siano poveri di strumenti di governo “reale”.
    Come sarebbe giusto e sarebbe (ormai si può dire: sarebbe stato?) persino opportuno e biecamente opportunistico, in senso biecamente elettorale, utilizzare (o aver utilizzato) gli ultimi mesi di “consiliatura” per imbastire quei piani di governo che sono propri delle amministrazioni comunali, senza tanti voli pindarici, e che hanno persino ricadute occupazionali, modeste s’intende. Per carità i livelli del 2007! E chi se li sogna!
    Però non basta, ha ragione Santo, basandoci solo sui quei meccanismi si agisce solo autisticamente, anche se animati dalle migliori intenzioni, su tradizionali assetti di potere e la città muore.
    Bisogna mettere in campo nuove idee e provare a cementare nuovi “blocchi” perché re e regime ormai sono nudi ma quel che è peggio hanno spogliato la città.
    Io non ne sono capace e torno a cogliere olive e a cercare totani inavvicinabili, prima coi bollori fino a metà novembre poi con venti di terra mai visti, ma non me la sento di biasimare che ci prova. Perché poi da cosa nascerebbe cosa……….anche se tutto sarebbe stato diverso se i grillini fossero stati davvero permeabili.
    Provateci Voi, amici miei, perché è un vero peccato!
    Non so come possa, Mr Guercio, avere la convinzione che la maggior parte delle persone che hanno ricoperto cariche e che hanno guidato le istituzioni cittadine siano delle eccellenze. Cioè, capisco l’indicazione di “stile” e persino il senso politico ma la trovo un’affermazione spudorata. A me fanno venir le bolle!
    Però sono convinto che energie ve ne sarebbero e dalle parti più insospettate, basterebbe prefiggersi sul serio di far saltare il regime perché i tempi sarebbero maturi e Matteoli può esistere solo all’interno di quel regime.
    Dunque un abbraccio a tutti e buona caccia, lupi!
    Ludom

  2. St. John ha detto:

    caro Ludom, a me le iperboli lasciano un giocciolino indifferente :) se le ama la realtà è un problema. Le date, 2024 e 2040, non riguardano un futuro lontano ma il presente concreto. Si tratta delle ipotesi, basate su dati e persino previsioni ufficiali (irpet), su quando la Livorno di OGGI recupererà in termini di posti di lavoro quanto perso nel quinquennio 2008-2013 (e c’è da perdere negli anni successivi..). Di fronte a questo disastro, con migliaia di neet che circolano sul territorio senza possibilità nemmeno di migrare (che comunque sarebbe un problema perchè ci vuole popolazione giovane), il segretario cittadino del Pd una settimana fa a immaginandolivorno ha detto che bisogna “pensare un po’ di più a chi il lavoro non ce l’ha”. Se ha bisogno di pensare gli regalerò a Natale una bella edizione di Pascal :) E con questo annuncio di fragorosa rottura del cielo della crisi ce la vogliano concedere perlomeno un pò di cortese ironia?
    La verità è nuda, tragica, priva di retorica. Il Pd livornese non è minimamente in grado di affrontare i nodi dei drammi del territorio. Ma lo sa anche chi stancamente si avvia a fargli da alleato.Neanche sa comporre una direzione, figuriamoci mettere le mani nel mondo reale. Ma lo sai perché Marco (Guercio) non si è messo in fila per le primarie che poteva anche vincere? Perchè vincerle avrebbe significato perderle. Imbarcando un partito, un sistema di potere e una concezione dell’economia inadatti a risolvere i problemi veri del territorio. Anche, e soprattutto con facce nuove.
    Siccome un pò di politica l’ho vista anche io colgo piuttosto i segni di un debole fuoco di sbarramento che spera di cavarsela con argomenti che toccavano il popolino di una volta. Quello che non c’è più. Se denunci il disastro “vuoi dare lezione”; se persino il ceto medio è impaurito dalla crisi (con figli laureati nel dramma) “attiri i radical chic”; se la gente si espone per darti una mano “sono arrivisti” (già perchè ho anche il cell pieno di gente che mi scrive “sono con voi ma temo di espormi per il lavoro”. Vogliamo ammettere che il problema c’è?). Tra l’altro tranquillizzarei tutti: se l’operazione complessiva procede di popolo ne vedete quanto ne volete. Allora si passerà all’accusa di populismo, ci mancherebbe. Il problema è che si sta rompendo una cappa di conformismo, paura, naturalizzazione del potere Pd. Per motivi economici e materiali come capita in qualsiasi città. Meglio che finisca di rompersi subito. Vorrei quindi rasserenare Pasquale e gli altri amici. Questa è un’operazione seria. Comunque vada. Perchè favorisce il ripensamento di Livorno su sé stessa, sul proprio futuro. Non sulle formule o sui personaggi. In uno scenario italiano, la consulta apre un vaso di Pandora, ed europeo da brividi. Se una parte di città risponde in modo vido, guardando al futuro non c’è che da rallegrarsene.

    ps. su porto 2000 d’accordone.

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