LA CITTA’ SULL’ORLO E “TRA UN FINISH ED UN DASH ” CI RIEMPIONO DI TRASH

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Gianfranco Lamberti

Tra un festival del cinema e l’altro, assistiamo alla presentazione di un progetto per il nuovo porto turistico, in parallelo con la sottoscrizione dell’intesa in regione sul porto. Così come abbiamo fatto una Commissione consiliare sulle carte sottoscritte a Firenze, completamente ignorata dalla stampa, ma nella quale si capiva cosa si può fare e cosa no. Cosa si deve fare e cosa no. Con quali soldi e come.
Almeno si capiva dalle carte sottoscritte.
Lo ha spiegato Picchi con chiarezza.
Ma tutto questo non conta, nell’epoca della politica divisa tra finish e dash, alla ricerca di posizionanti per gli strapuntini e cronache ammaliate dalle slides, piuttosto che dagli atti reali di una amministrazione che dovrebbe decidere qualcosa.
Lo ha capito bene la CGIL a proposito di Porto2000 e privatizzazioni fai da te. Almeno la CGIL cerca di metter insieme cose concrete, norme ed interesse pubblico.
Certo è che sembra tempo sprecato, a volte.
Il segno di una politica spot, che raggiunge anche a Livorno limiti insuperabili, in attesa della prossima campagna elettorale.
In quella precedente ricordiamo sempre gli applausi del popolo delle barchette.
Consiglierei, piuttosto che applaudire a futura memoria, di guardarsi meglio le carte e capire questa volta come stanno le cose per davvero.
Per l’inizio della campagna elettorale manca ancora un po’ e non sappiamo nemmeno quali saranno i candidati. Quindi non c’è ancora nessuno che possa fare promesse alla nutella, con applausi ed ovazioni.
Se utilizziamo questo scorcio di tempo per capire e far capire alla città come stanno davvero le cose, su tutti, per evitare clamorose prese in giro, non sarebbe male.
Certo ci sono quelli cui piace tanto far finta di crederci, con qualche convenienze a futura memoria. Sperata e, forse, promessa, chissà da chi.
Storie vecchie e ci sono sempre state, ma c’era anche la politica ed una amministrazione a far da argine.
E SJ continua encomiabilmente a farci capire l’orlo dell’abisso, dal suo punto di vista, ma che si sia sull’orlo a Livorno e forse oltre , ne siamo tutti convinti e non da ora.

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