CITAZIONI CULT ,PIANI DA ADOTTARE E RISOLUTORI DELL’ULTIMA ORA

 

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Gianfranco Lamberti

Le previsioni urbanistiche, come quella di Piazza del Luogo Pio, inserita a suo tempo a pieno titolo nel piano di recupero di quel quartiere, vanno capite, verificate negli aggiustamenti che si sono fatti, contestualizzate.
Del resto non a caso la giunta ha in agenda la adozione di un nuovo piano strutturale.
Non riesco a capire perché non si solleciti questa procedura, che definirebbe il nuovo contesto di tutto, dal waterfront e stazione marittima, a tutto il resto.
In attesa di quell’atto, che sarebbe importante davvero, inserire decisioni importanti prima che il Consiglio se ne occupi, non mi sembra aiuti a discutere con chiarezza nelle sedi preposte, di cose assai serie e non analizzabili.

Certo l’attualizzazione di scelte fatte tanti anni fa e andate in cavalleria mi sembra ragionevole.
Bisognerebbe evitare che le si facessero diventare tema della campagna elettorale, lasciando in eredità questioni non definite o definite senza un adeguato coinvolgimento, del Consiglio e della opinione pubblica.

Quanto a Penati, ed alla citazione ormai cult. Condivido quello che dice Ghilarducci, che Livorno non è Sesto San Giovanni, lo avevo già detto, ma il fatto politico è impedire che lo diventi, con procedure che non tengono conto di come, in questa città , si è sempre proceduto nel rapporto tra pubblico e privato.
Prima le regole definite e poi le gare se proprio sono necessarie e non c’è un interesse pubblico prevalente e trasparente da inserire nella partita.
A queste due semplici quesiti, che ancora non hanno avuto risposte inequivocabili, bisogna rispondere. Il resto è teatro, che va anche bene, ma al Goldoni non nelle governare gli interessi privati sul porto di Livorno. Il richiamo al rischio Penati è questo. Ed un rischio richiede prevenzione, non che si sottoponga un organismo sano, come è Livorno, a stress inutili.
Credo di essere stato chiaro, ma domani , in Consiglio, lo sarò ancora di più.

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7 Responses to CITAZIONI CULT ,PIANI DA ADOTTARE E RISOLUTORI DELL’ULTIMA ORA

  1. Condivido alcune riflessioni di HB sempre interessanti. Su una desidero specificare qualcosa che HB capirà più di me. Premesso che sono progetti complessi ho chiaro però che la loro realizzazione hanno impegnato tante di quelle risorse comunali da tarpare le ali ad altre possibili opere utili in città. Ma nel riequilibrio votato – per l’ennesima volta per responsabilità e disciplina politica, almeno da parte mia che ho sempre rifiutato di vendere l’anima e la testa al diavolo – ci sono 2 voci di 200000 E una e 380000 E l’altra che si richiamano a nuove esigenze di investimento in favore dei PIUSS con la dicitura VARIAZIONI EXTRA QTE. Bene, il QTE non è altro che il quadro tecnico economico che sorregge e copre il progetto che utilizza come detto molte risorse del comune di livorno. Ho chiesto spiegazioni e le ragioni che imponevano questo EXTRA QTE ma sono inesorabilmente ancora in attesa di risposta. Quindi per riflettere con HB ecc……..Su Piazza del Luogo PIo ho scritto ciò che testualmente riporta la nazione e in Parte il Tirreno. Ringrazio qui senza remore il segretario che riflette più o meno come me sull’operazione. Vedremo cosa accadrà in questo ultimo scorcio di legislatura, ma più presto di apre una nuova storia meglio sarà per tutti e soprattutto per la città. E guardate quando parlo di nuova storia non mi meraviglia nulla , ma proprio nulla di cosa potrà accadere, un saluto

  2. St. John ha detto:

    off topic ed in topic allo stesso tempo. Mentre prendo il caffè leggo di un emendamento del governo alla legge di stabilità. Permette, testualmente, la licenza di costruire ovunque su un territorio se si fa un cantiere di un nuovo stadio. Fino a quando non sia raggiunto l’equilibrio economico-finanziario complessivo dell’operazione, recita l’emendamento del (sic) governo.
    Se questa è la ratio del legislatore sui territori parte l’assalto. Spero l’emendamento salti perchè così financing e mattone assieme fanno un bel danno.
    Il modello è imitare il boom edilizio inglese degli ultimi due anni. Auguri (a noi)

  3. PS – Mi risulta una nota che domani apparirà sulla stampa inviata da Tamburini B. Critica la mia riflessione su Piazza del L. Pio e mi rimprovera il voto di 18 anni fa. bene del tutto legittimo. Osservo che il suo pulpito è il meno indicato visto le pettacolo dato dal PDl, ma questi sono affari suoi e loro. Più sero il Problema relativo all’aoperazione P.L.PIO. La programmazione urbanistica della seconda metà anni 90 era propria di quegli anni, degli strumenti urbanistici e finanziari disponibili ( non so chi si ricorda la finestra aperta con la delibera 200 – Lamberti dovrebbe ricordarla era il suo tempo con la PIA ) delle corse fatte dall’assessorato per portare a Roma la documentazione – oggetto di violenta polemica con il sottoscritto – per le caratteristiche del progetto di parte privata ( non solo P.L. Pio ma anche le aree a sud e a nord delle Mura Lorenesi tanto che gli interventi privati sono andati a segno e le M. L. sono da terminare fin da quegli anni – progetto inaugurato a ridosso della fine legislatura come ricorderà Gianfranco). Dunque cosa c’è di scandaloso a fare i conti con qualcosa di assai diverso da 18 anni fa? Sono cambiate le situazioni urbane e urbanistiche, le esigenze di sviluppo della città e del suo porto ( 18 non c’era una nave passeggeri crocieristi se non per combinazione) del water front, dell’accogliena e della appetibilità della città, del suo quartiere più storico in prima vetrina, le esigenze più adeguata recettività, sono cambiate sensibilità, attenzioni e coscienze, dunque fare i conti con altro contesto e necessità significa anche avere l’intelligenza di farci i conti pur sapendo che ci sono impegni sottscritti e quindi necessità di riprogettazione della città compreso questo comparto. perchè impiccarsi ad una caporetto incomprensibile e dai cittadini sicurammente avversata?

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    Sarà una “maledizione” (ovviamente scherzo; anzi sarebbe utile allentare qualche tensione ) ma ancora una volta condivido in pieno le riflessioni dell’amico Wladimiro. A maggior ragione se pensiamo che siamo nel bel mezzo di un nuovo piano strutturale che deve amcora essre definito e vicini a voti inmportanti da parte del consiglio su varianti del PRGP. Se non si capisce ancora che almeno prudenzialemnte operazioni di natura complessa, che cambierebbero il volto di una parte non secondaria della città dovrebbero essere ancora di nuovo riflettute ( me ne infischio stavolta di decisioni prese quando io non pensavo neanche minimamente a fare politica attiva o di partite da chiudere turandosi il naso) si rischia di mandare al macero un’idea stessa di città . Ma sono sicuro che assessori del calibro di Picchi e altri, ma soprattutto le valutazioni del sindaco in questo scorcio di fine mandato ci tranquillizzino sulla serietà da porre quando si discute, non sul giornale, di tali questioni.
    Su quello che SJ dice mi auguro che l’emendamento citato sia solo il frutto dell’effetto di cocaina su qualche deputato o senatore, visto il largo uso che mi sembra le iene denunciarono nel palazzo del potere italiano. Bando alle ciance mi auguro che l’ennesima “svista” del mio partito possa subito essere rimediata e tale oscenità non urbanistica ma morale e anti-ecologica possa sparire al più presto.

  5. Ciano ha detto:

    Con i piani regolatori, città delle nostre dimensioni(quali Reggio Emilia,Parma, Modena, ma anche Salerno e Pescara) si sono dotati, nel presente e nel recente passato, di strumenti per il futuro che ne hanno rilanciato il ruolo, quali la riqualificazione dei centri storici,la costruzione di una rete tranviario/metropolitana per il trasporto pubblico,la definizione di aree a fiera o sviluppo,il recupero delle vecchie stazioni fs a fini di mobilità urbana, infine la riqualificazione e rivitalizzazione del fronte mare.Mentre scontiamo la definitiva marginalizzazione della città quanto al trasporto ferroviario, diverremo una stazione al pari di PT o LU del tutto secondaria,apprendiamo che si vuole dare corso all’edificazione di 5 palazzi al Luogo Pio..benedetti mattoni!Adesso, senza volere pretendere che si voli un pò più alto,che magari è difficile..per carità di Patria chiediamo che si fermino le ruspe e le cazzuole, dopo PALAZZO GRANDE,CAVALCAFERROVIA STAZIONE, PONTE S TRINITA,distruzione politeama,distruzione casa natale Mascagni, direi che la città ha dato abbastanza..

  6. St. John ha detto:

    Spero che l’emendamento del governo venga azzerato dal solito superemendamento alla legge di stabilità, sempre da parte del governo, che ormai fa parte della vigilia di natale come il panettone e il presepe. Non farebbe che alimentare una valanga di cemento, e di bolle finanziarie, su un territorio già di per sé martoriato. Ma Logo Pio più intenzioni di Gallanti quanto mattone fa? Sommato al nuovo centro e con le case della porta a mare da piazzare? Siamo forse vicini ad un’ondata migratoria da parte di un pianeta vicino? Siamo in pre-boom economico? La città rischia di pagare carissima la necessità di movimentare flussi di cassa via mattone.
    Leggo poi le dichiarazioni di De Filicaia. Ecco uno dei casi in cui la pessima stampa livornese fa un servizio pessimo alla politica. Quello che ha commentato De Filicaia è l’articolo di un giornale che non può riportare, per motivi di propaganda, che una relazione era incentrata su a) i motivi strutturali del declino di Livorno b) i provvedimenti amministrativi immediati c) quelli di lungo periodo.
    Su Penati non commento se no ci si distoglie dal punto di vista più importante: Livorno rischia di avere solo 5 anni di vita. E non sarà il velato richiamo all’orgoglio del passato che la salverà.
    Su, ma beviamoci sopra un vino che, elettoralmente parlando, va giù che è un piacere..

  7. Ciano ha detto:

    “Ma Logo Pio più intenzioni di Gallanti quanto mattone fa? Sommato al nuovo centro e con le case della porta a mare da piazzare? ”
    Concordo, ed allora è evidente che coloro che si pongono criticamente rispetto a certe scelte degli ultimi lustri, se vogliono essere credibili devono dire un no secco e deciso, all’edificazione di nuovi centri commerciali, all’ospedale nuovo, alla cultura del mattone per il mattone. Discutiamo piuttosto di attrarre risorse e anche, perchè no, fondi comunitari, sul recupero e la vivibilità del centro(ciclabili, aree pedonali, aree verdi) sul rilancio del trasporto pubblico(magari con meno parcheggi in pieno centro, che sono una contraddizione)provando ad immaginare il recupero delle vecchie stazioni fs ed un nuovo piano ferro/tranviario di attraversamento della città nord/sud ed est/ovest.Ripensiamo al porto mediceo,la porta della città, come ad un’area che possa essere un polo di servizi, anche culturali, per la città tutta ed i turisti..Da questo si deve e si può ripartire, altro che 5 palazzono sul Luogo Pio!

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