BILANCI DI MANDATO E COERENZE POLITICHE

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da La Nazione

E’ UNA SEGRETARIA molto orgogliosa Simonetta Pampaloni che guida il circolo Pd a Shangay. Un fortino di voti per il partito che governa la città ma anche una fucina per coloro che vogliono fare carriera. L’abbiamo contattata perché nel suo circolo c’è stata la più alta affluenza alle primarie per la segreteria nazionale: su 154 iscritti ha votato il 90%. Ecco il risultato: Cuperlo 106, pari all’85,48%, Renzi 14 pari all’11,29%; Civati 2 pari all’ 1,61%; nessun voto a Pittella e due schede nulle. «Ringrazio tutti gli iscritti — dice la Pampaloni — sono molto contenta perchè il voto di Shangay dimostra che quando si lavora, la gente risponde. Livorno ha detto no a Renzi, in maniera chiara». 
Ma il sindaco di Firenze è il favorito al congresso nazionale dell’8 dicembre. Da quella data sarà anche il suo segretario…
«Io non mi fido di Renzi, mi sembra il Berlusconi di vent’anni fa. Vediamo, comunque, cosa farà. Sarà il segretario di tutti è da tempo che lo dice. Del resto su alcune cose sono anche d’accordo con lui, ma in generale non mi convince affatto». 
Cosa ne pensa lei della battaglia in corso tra renziani e cuperliani per sfilarsi di dosso il peso della nomenklatura?
«Apprezzo la coerenza dei renziani della prima ora ma non chi monta ora sul carro in discesa del sindaco di Firenze. Ora è facile, troppo facile, ma la coerenza politica dove sta?».
A chi si riferisce?
«Mi riferisco all’ultimo schieramento, quello dell’assessore Paola Bernardo. Io la rispetto molto, è una brava persona ma solo il fatto che si sia schierata il giorno dopo le primarie mi sembra un comportamento molto grave. Io ho buona memoria, e ricordo bene cosa ha sempre detto la Bernardo a proposito di Matteo Renzi…».
Lei pensa che la decisione della Bernardo sia un investimento per il suo futuro?
«Non so se lei avrà la prospettiva di candidarsi a sindaco. Per questo ruolo è necessario avere requisiti di meritocrazia e competenza. Credo che prima di fare progetti per il futuro sarebbe bene che venisse data una pagella su quello che l’attuale giunta ha fatto. Ciascun assessore avrà da presentare certi risultati e vorrei capire dalla Bernardo a che punto sono, dopo anni, i progetti “Pensiamo in Grande”, il mercato dell’ortofrutta, la Ceschina, i processi di nuove urbanizzazioni…». 
Una richiesta precisa…
«E ci sono anche procedimenti sui quali sono state riscontrate irregolarità. Penso a Salviano 2, a Montenero. Pensiamo anche alla vicenda del Limoncino… Ora c’è tutta questa fretta per fare il piano strutturale della città, perché? Anche la Bernardo dovrà dare risposte su questi progetti importanti per il progetto di città che era stato fatto». 
Da Shangay dunque sale la richiesta di un bilancio del mandato, a partire proprio dal lavoro della giunta Cosimi…
«Mi è tornato in mente — continua la Pampaloni — che l’8 marzo dello scorso anno facemmo come coordinamento delle donne Pd un incontro con le assessore. C’erano tutte, con l’obiettivo di capire se erano soddisfatte del loro lavoro. Alla riunione parteciparono una cinquantina di donne e Paola fece un intervento che mi stupì molto dicendo che avrebbe voluto fare tante cose ma che era stata stoppata dal sindaco. Ora, alla luce delle sue ultime dichiarazioni, con la richiesta di rinnovamento della classe dirigente, mi chiedo: riuscirà a fare quello che aveva messo in programma? Perché è rimasta in giunta se il sindaco le ha impedito di lavorare?»
E’ uno sfogo molto duro il suo…
«Non sono abituata a parlare attraverso i giornali ma visto che è il metodo usato da tutti, ne approfitto anch’io!».

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7 Responses to BILANCI DI MANDATO E COERENZE POLITICHE

  1. Conosco da una vita Simonetta ed abbiamo combattuto insieme tante battaglie, mai dimenticate.
    Al di là del confronto congressuale del pd e della coerenza personale di questo o quello, cose sulle quali ognuno può farsi l’opinione che vuole visto che tutto è pubblico e certo non da oggi, il punto che mi sembra centrale è quello della valutazione di una esperienza amministrativa e di ciascun componente di quella esperienza, sulla base dei fatti concreti e delle iniziative concluse con successo, semplice semplice.
    Mancano ancora alcuni mesi e credo si debba aspettare a tirare le somme. Anche perché ci sono atti in corso , che sono molto importanti e che potrebbero , quantomeno per alcune deleghe, dare un segnale significativo ed a futura memoria. Del resto ho avuto la fortuna di avere con me molti assessori e sono stato contentissimo quando, fatti alla mano, hanno ricevuto apprezzamenti e consensi. La lista è lunga ed attualissima.
    io consiglierei allora di rimboccarsi le maniche, per chi ha deleghe ed evitare di usare l’amministrazione per le logiche congressuali e personali.
    Oggi, purtroppo sono dovuto andar via prima, ma ho riproposto in Commissione con Cosimi e Piccini, visibile in streaming, tutte le mie perplessità e preoccupazioni sulla gestione delle diverse vicende portuali. Le ho ripiegate e mi sono riservato in Consiglio di tirare le somme delle mie iniziative politiche in Consiglio Comunale.
    Vedremo atti alla mano, poi mi vedo lo streaming di come è finita la commissione.
    Certo è che davvero nessuno, a partire da Gallanti, può fare orecchie da mercante sulle parole di Enrico Rossi e dei livelli istituzionali a cui l’AP fa riferimento territoriale e normativo, basti pensare alla competenza di legge sul PRG del porto del Consiglio.
    Sono curioso di capire se qualcuno butterà il pallone in fallo ancora una volta, oppure si assumerà le sue responsabilità. Per questo ho chiesto a Del Corona di invitare in Commissione gallanti, così ci spiegherà meglio lui stesso come stanno le cose oggi sul porto.
    Non immagino nemmeno che tale richiesta non venga presa in considerazione e declinata dalla AP, peraltro lenta a fare tante cose, come abbiamo capito anche oggi.
    A Livorno, come a Genova, le istituzioni si rispettano nei fatti concreti, nelle sedi deputate e non nei convegni a giro per il mondo o nelle fantasie mutevoli.
    Misurare tutti dai fatti, quindi. Come dice Simonetta e come non condividere una simile affermazione , che nella sua solare inoppugnabilità rischia di essere rivoluzionaria di questi tempi e da queste parti.

  2. Alessandro Latorraca ha detto:

    Mi dispiace che molti nel mio partito se la prendano con chi usa non solo il giornale ma tutti i mezzi che oggi la tecnologia fluida ci mette a disposizione. Una raccomandazione, so che non ne ha bisogno, però all’amico Gianfranco devo farla.
    Non penserà mica che alla carissima segretaria del PD di Shangay interessi minimamente la valutazione di fine mandato?.
    Purtroppo oggi tutto è misurato ai fini congressuali che mi sembra ormai abbia girato la svolta.
    ecco che tutto un apparato è entrato in fibrillazione e sta usando la pegiore arma che in politica possa essere usata, l’attacco personale. Qui mi fermo, al momnto, per non gettare altra benzina sul fuoco. Ma allora se poi alla fine i conti dovrannotornare devono tornar per tutti.
    Il bagno sacrale e purifocatore o tocca tutti o nessuno.
    Poi le cose che dice Gianfranco le faremo, necessariamente tireremo le somme, ci mancherebbe altro. E’ un dovere oltre che istituzionale ma anche di democrazia, come abbiamo detto ieri in consiglio, parlando delle politiche della casa.
    Occhio però a cercare capri espiatori, potrebbe aprirsi la catastrofica guerriglia dei pettegolezzi e la bolscevica arma della denigraione personale, roba orrenda.
    La cultura dell’apparteneza al partito e le modalità del confronto che la segretaria Pampaloni esprime non mi appartengono e non appartengono a tanti che fialmente oggi hanno tirato un sospiro di sollievo. Poi come al solito, poi, Livorno arriverà!!

  3. henry w.brubaker ha detto:

    Mah,occorre riconoscere a Lamberti di avere messo il turbo al grande cuoco genovese del Porto di Livorno.Si annuncia un finale d’anno con i botti e tanto pesto spalmato sulle ferite di uno scalo ormai inesorabilmente marginale.Non è questione di un mq in piu’ o in meno,anche se qualcuno sa fare evidentemente di conto,specie nel comparto della Stazione Marittima,ma di un ritardo ormai ciclopico rispetto alla velocità con cui si aggregano le compagnie internazionali con solidi referenti nei porti europei che sono avanti rispetto a noi di vent’anni.La portualità complementare (p.mare e turistico)è ormai stata ridimensionata,E poi è tutt’altro che sciolto il nodo fra Porto e città,che quest’ultima non riesce proprio a risolvere a proprio vantaggio.Se non grazie,e marginalmente, ai propri corrispondenti in affari,Ho la sensazione che Gallanti abbia chiuso le paratie stagne e la tenzone si sposti sul 2014.Difficoltà evidenti sulle commissioni con le cornamuse di Natale alle porte.Malinconico infine il tentativo di Bernardo di imbarcarsi sul carro del vincitore (e che vincitore)all’ultimo minuto con argomentazioni pretestuose.Dopo avere sottoscritto mozioni di Giunta (lo scorso anno)contro l’avvento del jolly di Santa Maria Novella (ma allora Bersani era piu’ forte).Che squallore.Buonanotte Livorno.Meno male che la St john band ci tira su il morale….

  4. St. John ha detto:

    siccome si discute qui da anni, da posizioni molto diverse, colgo l’occasione per dare un pò di lavoro al cronista. Evidentemente distratto visto che non ha riportato un numero, dei diversi proposti lunedì, che certifichi il rischio di declino irreversibile di una città e il tramonto di un gruppo dirigente e di un partito di governo.
    Insomma, visto che su queste cose c’è l’abitudine a capirsi, potete immaginare il mio divertimento a leggere gli sms della mattinata in coro “allora ti candidi a sindaco”. Personalmente non ho mai partecipato nemmeno alle elezioni del capoclasse non vedo perchè debba candidarmi all’elezione del capoclasse più grosso. Le liste elettorali non sono il mio genere, il mio nome non ce lo vedro’ in nessun caso. E non è neanche un caso che non abbia una pagina facebook, me l’hanno inutilmente chiesta stamani, o un’account twitter. Faccio parte da anni di una cultura tecnologica molto radicata, dove deve esserlo, che rifiuta quanto possibile piattaforme proprietarie. Figuriamoci facebook che vende, potrei indicare in quali mercati e con che prezzi, tutti i dati sensibili specie su questioni molto private (appetibili come niente altro da imprese e società di consulting che, appunto, acquistano dati da facebook, twitter etc.). Per quanto mi riguarda la persona conta pochissimo, in questi casi ovvio, rispetto al messaggio. E stavolta il poco della persona è stato al servizio di un messaggio: l’economia livornese rischia il collasso sistemico. Quanti anni, quanti minuti, quanti secondi..non ha importanza. Le condizioni ci sono tutte. E non è neanche un caso che tra gli aderenti a Buongiorno Livorno, scorrete l’elenco, il mio nome non c’è. Non è certo una dissociazione, ci mancherebbe, ma al contrario un arricchimento. Significa la costruzione di un messaggio che va ben oltre una serata, alla quale mi onoro di aver partecipato a costruire, ben oltre una cultura politica. E che va ben oltre le elezioni, perchè il dramma rimarrà dopo le urne.Quello del rischio sistemico dell’economia livornese. Certo ci sono dei confini che sono politici e non identitari. Penso che il Pd livornese sia totalmente inadatto, totally unfit per dirlo con stile, a portare Livorno in salvo. Questo non significa che non abbia rispetto per le persone, quelle che mostrano a loro volta rispetto, e per i percorsi personali.
    Rilevo infine l’enorme difficoltà, non solo della stampa locale, a concentrarsi sui problemi piuttosto che sulle banalità da comunicazione politica della fu seconda repubblica. Come ha detto un aderente all’appello “un teatro pieno di persone riunite per il futuro della città dovrebbe essere una bella notizia per la democrazia”. Dovrebbe, ma nei modi di rappresentazione di oggi, non solo stampa ma anche social network, questa notizia tende a scomparire. Non appare la realtà e cioè che dal nulla si riempie un teatro e di chi: dello spaccato di Livorno che la crisi la subisce, reagisce ma sa che non basta la risposta individuale. E nemmeno le formule politiche bollite di oggi. Per questo non mi candido a nulla, per questo non faccio personaggio, per questo il messaggio prima di tutto: è questa gente che deve emergere, la nostra città, le sue possibilità di vivere.
    Lunedì ho solo fatto quello reputo il mio dovere. Ora conta che emerga la gente. Chi non capisce perchè uno agisce così non comprende i comunisti. Specie che fortunamente a Livorno, ancora oggi, però ascolto lo trova.

    un saluto a tutti.

  5. Sicuramente parole ponderate e significative, quelle di SJ.
    Il valore di un confronto serio , a Livorno, fuori da teatrini per gli strapuntini e’ la nostra convinzione. Contenuti, piuttosto che correntismo personalistico, il motivo per cui non mi iscrissi a suo tempo al PD. Oggi si acuiscono pregi e difetti di quel partito, io, a differenza di SJ, spero che la spuntino i pregi e le persone di pregio, che pur ci sono. Posso sbagliarmi e dover poi dare ragione a SJ, ma la partita e’ in corso. La citazione di Penati ci accomuna, seppure con visuali diverse,ma mi fa piacere.

  6. henry w.brubaker ha detto:

    Un contributo importante,Che forse parte con qualche anno di ritardo.Mi permetto di dire che molti dei presenti e degli stessi relatori in questo frattempo hanno osservato un lungo e incomprensibile silenzio.Anche di fronte a cose che dovreste conoscere piuttosto bene,come l'”organizzazione dei saperi”delegata a Mrs conflitto d’interessi Colombini (che ha generato il disastro dei Piuss di cui forse in pochi conoscono il meccanismo ),l’interpretazione stile Franco Cerri (l’uomo in ammollo del Bio Presto)data da Tredici alla cultura,il cannibalismo goldoniano della cultura di base locale.Per non parlare poi delle bombe ad orologeria (tipo Aamps,Spil,Asa,senza omettere ovviamente alcune folli scelte urbanistiche di cui trattava oggi la stampa)messe da qualche personaggio ben noto alle cronache nel bilancio della prossima amministrazione.Mi auguro che da questo istant event comunicazionale possa nascere una piena consapevolezza di questi problemi.Totale condivisione sul resto e in particolare sull’analisi della stampa locale.

  7. La consapevolezza dei problemi e’ il punto di partenza di qualsiasi disegno di ripartenza. Magari ci fosse stata più consapevolezza quando raccoglievamo firme sui banchetti per il referendum sull’ ospedale, solo per fare un esempio tipico di questi ultimi anni . Quanto ai Piuss non capisco bene, per mio difetto di informazione, magari hb può spiegarsi meglio, gliene sarei grato

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