INTERESSI PUBBLICI DA SALVAGUARDARE E CORDATE DI PRIVATI FACILMENTE INDIVIDUABILI, IN PRESSING NEMMENO IL MILAN DI ARRIGO SACCHI..

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Gianfranco Lamberti

Oggi si inaugura la nuova Stazione Marittima.
Una buona occasione per mettere in fila le cose da fare, piuttosto che piattini preparati per questo o quello, dentro cordate che non sono nemmeno tanto difficili da immaginare, con annessi scodinzolanti fans. Quelli che sperano in scorciatoie stile Sesto San Giovanni. Non ci vuole una zingara per indovinare, dice una famosa canzone napoletana a proposito di eredità filiali.
Niente di male peraltro, visto che aspirare a fare un buon affare è lecito,ma naturalmente nei percorsi che le norme prevedono e che devono prevedere nelle condizioni date a vantaggio del pubblico interesse.
Molto di male se si evitasse consapevolmente di lavorare davvero a cose che servono, come ad esempio la cruciale sinergia con l’aeroporto, oppure la definizione ( prima e non dopo ) dei pieni urbanistici di quel comparto.
Senza dimenticare che se si vuole attrarre turisti in città, la città dovrebbe fare qualcosa per rendere la visita interessante, oltre la dovuta pulizia dei portici.
Insomma una città capace di rilanciarsi e non perdersi dietro minime questioni di convenienza particolare.
In attesa del sermone quotidiano di questo o quello, sermone che, come dice con lineare semplicità Sergio Caputo sulla Nazione, se non tratta di anime ma di politica spicciola, allora sermone non è più, ma l’opinione legittima e discutibile di cittadini come tutti. Cose ovvie, ma fino ad un certo punto di questi tempi, in cui tutti corrono senza sapere dove andare in attesa del momento cruciale.
Opinioni e cordate, sacro e profano, associazioni e camere di commercio, singoli pensatori e gruppi conviviali, tutti intorno ad un tavolo sempre più piccolo e povero. In attesa che si trovi un capotavola.
Una battaglia politica che rischia di diventare sempre più sconclusionata, modesta e dopolavoristica. Livorno si perde piano piano, quasi rassegnata.
E se perfino Azimut incomincia ad avere problemi, i segnali sono davvero preoccupanti. Non possiamo rassegnarci e tirare a campare, aspettando chissà cosa.
Tempo ne abbiamo perso fin troppo e chissà se sarà mai possibile recuperarlo.

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3 Responses to INTERESSI PUBBLICI DA SALVAGUARDARE E CORDATE DI PRIVATI FACILMENTE INDIVIDUABILI, IN PRESSING NEMMENO IL MILAN DI ARRIGO SACCHI..

  1. SEMPREPIU'GHINODITACCO ha detto:

    Cari amici condivido Gianfranco, ma non posso esimermi dal sottolineare che Azimut Benetti non è vero che inizia ad avere problemi, poiché i problemi il settore ne ha avuti fin da prima che iniziasse la crisi internazionale, oggi casomai emerge la polvere messa sotto il tappeto con la connivenza di tutti, (difatti il comunicato dell’Azienda sostiene che l’aver fatto sciopero a Viareggio danneggia l’immagine dell’Azienda ….”sic” NON UNA PAROLA PER I LAVORATORI LICENZIATI …questo è il metodo Poerio, che rimproverava ai Riparatori Navali di averle fatto perdere “IL PREMIO QUALITA’ DI MONTECARLO”…..niente a che vedere con i lavoratori e le imprese che stentavano a portare a casa un piatto di minestra.
    Ma questa è storia di ieri, ci dicano i soloni dell’economia Livornese come far fronte all’ennesima crisi aziendale che si sta abbatendo su Livorno.
    Le bugie stazzulliane e di querpopodisindao che hanno negato MILIONI DI ORE DI LAVORO, con il NIET! al mancato ripristino del GRANDE BACINO, per non parlare dell’AFFEIR CONCORDIA, che poteva essere demolita solo a Livorno (Piombino è una bufala che serve solo per recuperare investimenti) scommettiamo che andrà in Turchia? (mi auguro di no ma se tanto mi da tanto…)
    Ora ci dicano se è sempre meglio disoccupati agli scogli piatti che ingegneri a Milano.

  2. oggi Enrico Rossi ,alla inaugurazione della nuova Stazione Marittima, ha detto parole inequivocabili sull’interesse della Regione, attraverso la Sat, ad entrare nella compagine societaria di Porto2000, in una fase in cui si costruiscono sinergie anche con l’aeroporto di Firenze.
    Non credo che nessuno possa far finta di non aver capito e non è possibile che una pubblica istituzione non ne tenga conto nei percorsi amministrativi che sono in corso.
    Ci ritorneremo eccome, in tutte le sedi se necessario.

  3. St. John ha detto:

    Cari signori, visto che si parla di interessi pubblici da salvaguardare mi andrei a leggere l’articolo di questo economista. Dove si parla di tutte le rassicurazioni delle autorità finanziarie ed economiche seguite al crollo di borsa del ’29

    http://sinistrainrete.info/crisi-mondiale/3181-sebastiano-marino-il-grande-qdeja-vu-delle-rassicurazioni-economiche.html

    siamo fotocopia rispetto al quanto affermato dai vari Draghi, Saccomanni, Letta. Non manca il renziano dell’epoca. Tale Richard Whitney, presidente della borsa di New York eletto come uomo nuovo dopo il crack del ’29. Ci sono i vertici che non concludono etc. Tutti dritti verso la grande depressione degli anni ’30 parlando, guarda te il caso, di ripresa e di ripristino della fiducia. Pure con lo stesso linguaggio. Che gli Usa siano usciti dalla grande depressione solo con l’economia di guerra della seconda mondiale è un dettaglio sicuramente rassicurante.
    Siccome il nostro è anche un paese di cioccolatai, non a caso siamo la patria della Nutella, c’è ancora qualcuno che commenta positivamente gli spread bassi. Ma razza di bischeri, a parte che la provenienza dei soldi che acquistano Btp è un problema, si sono visti i dati sull’inflazione? Negli ultimi due anni è calata di quasi due punti. E allora? Significa che il calo dello spread, di fatto non c’è stato perchè l’inflazione, essendo quasi a zero, non assorbe debito pubblico.
    Così il colpo di genio dell’asse Napolitano-Monti-Letta-Pd etc si rivela in tutto il suo fulgore in quasi un biennio di “rigore”. Stroncata l’economia con i tagli, portata l’inflazione al rigor mortis dell’economia, si producono le condizioni strutturali per l’aumento del debito. Perchè l’economia non ce la fa, il “rigore” la uccide, e l’inflazione, sotto persino rispetto ai parametri Bce, non assorbe debito. Che finisce per aumentare mentre torme di geni fanno la caccia agli “sprechi”. Ma sarà una caccia infinita perchè, con questo genere di economia, il debito pubblico continuerà ad aumentare..nonostante anzi proprio a causa dell’austerità. Naturalmente è colpa del populismo :)

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