LE DISCONTINUITA’…

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Gianfranco Lamberti

La discontinuità della amministrazione comunale in carica è prevista dalla legge. L’unico livornese che non potrà ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative è proprio Alessandro Cosimi, come avviene per tutti i sindaci al secondo mandato.
Una cosa ovvia, che non sfugge certo a chi invoca discontinuità, in modo del tutto comprensibile e con esempi alla mano.
Ecco allora che è chiaro che si sta ragionando di progetti e metodi, prima ancora che di persone.
Ed ecco allora che quello che stiamo definendo in CC in questi mesi diventa essenziale , non certo per omologare tutti, ma per vedere su quale minimo comune denominatore definire i contenuti di una alleanza futura di centrosinistra. Alleanza fatta di partiti, associazioni, società civile, singoli cittadini.
Nelle parole di Ghelarducci di oggi in cronaca, mi piace sottolineare ad esempio il suo nitido ragionamento sulle convenienze pubbliche , nell’evitare giochetti sulla Porto2000 con un interlocutore come la Regione , scesa in campo in modo esplicito, alla vigilia di una gara il cui senso è tutto da capire., quello vero intendo.Per rimanere alle cose concrete e fare un esempio.
Enrico Rossi, quando gli dicemmo – e ribadiamo qui e dovunque – che Livorno non è Sesto San Giovanni, chiarì la sua posizione in modo inequivocabile.
Ero a sedere, a sentirlo, insieme a Marco Mazzi.
Ed allora non si può rimandare nel porre la questione a giochi fatti ( qualcuno ha già l’acquolina in bocca e lo sanno tutti a Livorno ). Bisogna che ci siano percorsi coerenti e trasparenti, senza inutili sprechi e senza coltivare illusioni e clientele, sempre in attesa.
Così via riflettendo su questo fine mandato,senza entrare negli appelli pastorali, a ciascuno il suo, e per non rimanere desolati a guardare le scaramucce tra assessori e direttore generale.
Anche su questo concordo pienamente con Ghelarducci. Nell’aspetto in cui critica derive dirigenziali inconcludenti e supponenti. Io ho avuto modo di sperimentare situazioni incredibili, cui non ero abituato, per un ruolo straripante e prepotente consentito e tollerato. Certo, mai fare di tuta l’erba un fascio e nel comune ci sono dirigenti eccellenti.
Poi ci sono competenze che eccedono quelle di una amministrazione comunale, regionali e nazionali, sulla quali non si svolgeranno le prossime elezioni amministrative. Quelle regionali l’anno dopo, e quelle politiche chissà quando.
Magari tenere d’occhio il lungo percorso di rinnovamento che attende le nostre rappresentanze, secondo legge, può aiutare, eccome, ad individuare gli obbiettivi programmatici da privilegiare.

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